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Esaminiamo le Scritture ogni giorno del 2026
es26

Marzo

Domenica 1º marzo

Chi è morto è stato assolto dal suo peccato (Rom. 6:7)

La Bibbia parla di persone giuste che diventarono ingiuste. Il re Salomone fu una di queste. Conosceva molto bene le norme di Geova e ricevette molte benedizioni da lui. Eppure, a un certo punto, iniziò ad adorare falsi dèi. I suoi peccati fecero infuriare Geova, e la nazione d’Israele pagò le conseguenze di quei peccati per secoli. È vero, la Bibbia dice che Salomone quando morì “giacque con i suoi padri”, e tra quei padri, o antenati, c’erano uomini fedeli come il re Davide (1 Re 11:5-9, 43, nt.; 2 Re 23:13). Ma il modo in cui fu sepolto Salomone garantisce che verrà risuscitato? La Bibbia non lo dice. La risurrezione è un regalo che Geova fa a quelli a cui vuole dare la possibilità di servirlo per sempre (Giob. 14:13, 14; Giov. 6:44). Salomone riceverà questo regalo? Geova sa la risposta, noi no. Quello che sappiamo è che Geova farà ciò che è giusto. w24.05 18:9

Lunedì 2 marzo

Sarò ospite nella tua tenda per sempre (Sal. 61:4)

Quando ci dedichiamo a Geova diventiamo ospiti nella sua tenda simbolica. Abbiamo cibo spirituale in abbondanza e godiamo della compagnia di altri che, come noi, sono diventati ospiti di Geova. La tenda simbolica di Geova non si trova in un posto specifico. È ovunque un suo fedele servitore si trovi (Riv. 21:3). Cosa possiamo dire dei fedeli servitori di Dio che sono morti? È ragionevole concludere che siano ancora ospiti nella tenda di Geova? Sì. Perché possiamo dirlo? Perché il ricordo che Geova ha di loro è così vivido che per lui è come se fossero ancora vivi. Gesù disse: “Che i morti vengano risuscitati lo ha indicato anche Mosè nel racconto del roveto, dove chiama Geova ‘l’Iddio di Abraamo, l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe’. Egli non è Dio dei morti, ma dei vivi, perché per lui sono tutti vivi” (Luca 20:37, 38). w24.06 23:6-7

Martedì 3 marzo

Geova è la mia forza e il mio scudo (Sal. 28:7)

Zadoc andò a Ebron armato e pronto a combattere (1 Cron. 12:38). Voleva sostenere Davide nella battaglia e difendere Israele dai nemici. Forse non aveva molta esperienza come guerriero, ma di sicuro non gli mancava il coraggio. Come aveva fatto questo sacerdote a diventare così coraggioso? Zadoc senza dubbio avrà imparato molto dagli uomini forti e coraggiosi che conosceva. Ad esempio, Davide con coraggio “[aveva guidato] Israele nelle sue campagne militari”, e questo aveva spinto tutti gli israeliti a sostenerlo di cuore (1 Cron. 11:1, 2). Davide confidava sempre nell’aiuto di Geova per combattere i suoi nemici (Sal. 138:3). Zadoc aveva anche altri esempi a cui ispirarsi. C’erano uomini come Ieoiada e suo figlio Benaia, che era un guerriero, e gli altri 22 capi tribali che combattevano al fianco di Davide (1 Cron. 11:22-25; 12:26-28). w24.07 27:5-6

Mercoledì 4 marzo

Dio nella sua benignità cerca di condurti al pentimento (Rom. 2:4)

Saulo di Tarso era un accanito persecutore dei discepoli di Cristo. La maggior parte dei cristiani probabilmente lo considerava un caso disperato, una persona che non si sarebbe mai potuta pentire. Ma Gesù era molto al di sopra di questi limitati ragionamenti umani. Lui e suo Padre avevano visto in Saulo delle buone qualità. Gesù disse: “Quest’uomo è uno strumento che mi sono scelto” (Atti 9:15). Gesù si servì addirittura di un miracolo per aiutare Saulo a pentirsi (Atti 7:58–8:3; 9:1-9, 17-20). Dopo essere diventato cristiano, Saulo, in seguito conosciuto come l’apostolo Paolo, espresse più volte la sua riconoscenza per il modo in cui gli erano state mostrate bontà e misericordia (1 Tim. 1:12-15). Quando nella congregazione di Corinto ci fu un caso di immoralità che causò uno scandalo, cosa fece l’apostolo Paolo? Il modo in cui gestì la situazione ci insegna molto riguardo all’amorevole disciplina di Geova e all’importanza di mostrare misericordia. w24.08 32:15-16

Giovedì 5 marzo

Per questo scopo il Figlio di Dio si è manifestato: per cancellare le opere del Diavolo (1 Giov. 3:8)

Nel corso dei secoli Geova rese sempre più chiaro cosa dovevano fare gli esseri umani peccatori per avvicinarsi a lui. Abele, il secondo figlio di Adamo ed Eva, fu il primo essere umano a riporre fede in Geova dopo quello che era accaduto nell’Eden. Dato che amava Geova e voleva avere la sua approvazione e avvicinarsi a lui, offrì un sacrificio. Abele era un pastore, quindi prese alcuni dei suoi agnelli e li scannò, offrendoli a Geova. Come reagì Geova? “Guardò con approvazione Abele e la sua offerta” (Gen. 4:4). Geova dimostrò di approvare anche altri sacrifici di questo tipo offerti da persone che lo amavano e avevano fiducia in lui, come ad esempio Noè (Gen. 8:20, 21). Accettando quei sacrifici, Geova dimostrò che gli esseri umani peccatori potevano avere il suo favore e avvicinarsi a lui. w24.08 31:5-6

Venerdì 6 marzo

I miei piedi avevano quasi inciampato, mancò poco che scivolassi (Sal. 73:2)

Quando subiamo un’ingiustizia potremmo essere sconvolti e sentirci profondamente feriti (Eccl. 7:7). Anche fedeli servitori di Dio del passato, come Giobbe e Abacuc, provarono questi sentimenti (Giob. 6:2, 3; Abac. 1:1-3). Sentirsi così è normale, ma dobbiamo stare attenti a come reagiamo in modo da non fare qualcosa di avventato e peggiorare ulteriormente le cose. Quando sembra che chi agisce ingiustamente rimanga impunito, potremmo chiederci se vale davvero la pena di fare ciò che è giusto. Anche un salmista ebbe l’impressione che i malvagi prosperassero a spese dei giusti. Disse: “Questi sono i malvagi, che se la passano sempre bene” (Sal. 73:12). Il salmista era così sconvolto dalle ingiustizie intorno a lui che arrivò quasi a pensare che non valesse la pena di servire Geova. Disse: “Quando cercavo di capire tutto questo, ne ero turbato” (Sal. 73:14, 16). w24.11 44:5-7

Sabato 7 marzo

Date a Geova ciò che gli spetta, voi famiglie dei popoli; date a Geova ciò che gli spetta per la sua gloria e la sua forza (Sal. 96:7)

Glorifichiamo Geova perché lo rispettiamo profondamente. Abbiamo molte ragioni per rispettarlo. Geova è onnipotente: ha una potenza illimitata (Sal. 96:4-7). La sua profonda sapienza è evidente nelle cose che ha fatto. È lui che ci ha dato la vita, ed è grazie a lui che la vita continua (Riv. 4:11). È leale (Riv. 15:4). Tutto quello che fa raggiunge l’obiettivo; Geova mantiene sempre le promesse (Gios. 23:14). Possiamo capire perché Geremia disse a Geova: “Non c’è nessuno come te fra tutti i saggi delle nazioni e fra tutti i loro regni” (Ger. 10:6, 7). Abbiamo davvero ottime ragioni per rispettare il nostro Padre celeste. Ma Geova non solo si guadagna il nostro rispetto, lui si fa amare. E soprattutto glorifichiamo Geova perché lo amiamo molto. w25.01 1:5-6

Domenica 8 marzo

Allontanate la persona malvagia di mezzo a voi (1 Cor. 5:13)

I nemici di Dio cercano di far sembrare negativi alcuni aspetti positivi della sua organizzazione. Dalle Scritture abbiamo imparato, ad esempio, che Geova vuole che i suoi servitori siano puri dal punto di vista fisico, morale e spirituale. Lui richiede che chi continua ad avere una condotta impura e non si pente sia espulso dalla congregazione (1 Cor. 5:11, 12; 6:9, 10). Noi ci atteniamo a questo comando scritturale, ma i nostri oppositori cercano di usarlo contro di noi accusandoci di essere intolleranti, rigidi e insensibili. Dobbiamo riconoscere chi c’è dietro questi attacchi. Dietro le false storie c’è Satana il Diavolo. Lui è il “padre della menzogna” (Giov. 8:44; Gen. 3:1-5). Quindi dovremmo aspettarci che si serva di chi è dalla sua parte per promuovere false storie sull’organizzazione di Geova. w24.04 15:13-14

Lunedì 9 marzo

Si avvererà (Ezec. 33:33)

È possibile che, dopo l’inizio della grande tribolazione, alcuni che avranno visto la distruzione di “Babilonia la Grande” ricorderanno che i Testimoni di Geova avevano parlato per molti anni di questo avvenimento. Potrebbe succedere che alcuni, avendo visto la distruzione di “Babilonia la Grande”, riporranno fede in Geova? (Riv. 17:5). Qualcosa di simile accadde in Egitto ai giorni di Mosè: una “numerosa folla mista” si unì agli israeliti quando lasciarono l’Egitto (Eso. 12:38). Alcune di quelle persone forse avevano iniziato a riporre fede in Geova quando avevano visto realizzarsi quello che Mosè aveva detto riguardo alle 10 piaghe. Se una cosa simile dovesse succedere dopo la distruzione di Babilonia la Grande, troveremmo ingiusto che le persone abbiano la possibilità di unirsi a noi poco prima della fine? No di certo! Noi vogliamo imitare la personalità del nostro Padre celeste, un “Dio misericordioso e compassionevole, che è paziente e abbonda in amore leale e verità” (Eso. 34:6). w24.05 19:12-13

Martedì 10 marzo

Continua ad attenerti al modello delle sane parole (2 Tim. 1:13)

Cosa potrebbe succedere se deviassimo dal “modello delle sane parole”? Pensiamo a quello che accadde nel I secolo. A quanto pare, tra alcuni cristiani girava voce che il giorno di Geova fosse arrivato. Forse c’era una lettera apparentemente scritta dall’apostolo Paolo che lo affermava. Senza prendersi il tempo per verificare i fatti, alcuni cristiani di Tessalonica credettero a quella voce e iniziarono perfino a diffonderla. Se si fossero ricordati le cose che Paolo aveva insegnato quando era ancora con loro, di sicuro non si sarebbero lasciati ingannare (2 Tess. 2:1-5). Paolo consigliò ai suoi fratelli di non credere a tutto quello che sentivano. E, per aiutarli a non farsi ingannare in futuro, concluse la sua seconda lettera ai Tessalonicesi con queste parole: “Questo è il saluto scritto di mio pugno, da me, Paolo. È un segno in ogni mia lettera; io scrivo così” (2 Tess. 3:17). w24.07 28:13-14

Mercoledì 11 marzo

Avete bisogno di perseveranza (Ebr. 10:36)

Man mano che la situazione in Giudea peggiorava, i cristiani ebrei avrebbero dovuto affrontare delle prove di fede. Anche se alcuni di loro avevano affrontato un’intensa persecuzione, molti erano diventati cristiani in un periodo di relativa calma. L’apostolo Paolo aveva detto che, sebbene avessero già superato difficili prove di fede, non avevano sofferto come Cristo, cioè al punto di morire (Ebr. 12:4). Con la diffusione del cristianesimo, tuttavia, gli oppositori ebrei stavano diventando sempre più accaniti e fanatici. Qualche anno prima, più di 40 ebrei “[avevano giurato], invocando su di sé una maledizione, che non avrebbero né mangiato né bevuto finché non avessero ucciso Paolo” (Atti 22:22; 23:12-14). Nonostante questo clima di odio e di fanatismo religioso, quei cristiani dovevano continuare a riunirsi per l’adorazione, a predicare la buona notizia e a mantenersi forti nella fede. w24.09 37:15

Giovedì 12 marzo

Gesù disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio!” (Giov. 19:26)

Giovanni era un apostolo e un caro amico di Gesù Cristo (Matt. 10:2). Durante tutto il ministero di Gesù, rimase con lui, fu testimone dei suoi miracoli e stette al suo fianco nei momenti difficili. Era lì quando Gesù fu messo a morte e lo vide dopo la sua risurrezione. Inoltre fu testimone della diffusione del cristianesimo nel I secolo, a partire dai primi sviluppi, quando c’era solo un piccolo gruppo di cristiani fedeli, fino al momento in cui la buona notizia aveva raggiunto “tutta la creazione che [era] sotto il cielo” (Col. 1:23). Verso la fine della sua lunga vita, Giovanni ebbe il privilegio di contribuire alla stesura dell’ispirata Parola di Dio. Mise per iscritto la grandiosa “rivelazione di Gesù Cristo” (Riv. 1:1). Scrisse anche il Vangelo che porta il suo nome e tre lettere ispirate. Indirizzò la terza lettera a un fedele cristiano di nome Gaio, che per lui era un “figlio spirituale” (3 Giov. 1). Da allora le parole che scrisse quell’uomo fedele d’età avanzata continuano a incoraggiare tutti i discepoli di Gesù. w24.11 45:15-16

Venerdì 13 marzo

Mariti, date loro onore (1 Piet. 3:7)

Un marito che ama sua moglie le dà grande valore. La considera un dono molto prezioso che viene da Geova (Prov. 18:22; 31:10). Di conseguenza la tratta con gentilezza e rispetto, anche nei momenti più intimi e privati del matrimonio. Non la spinge a compiere atti sessuali che la fanno sentire a disagio, che sono degradanti o che le turbano la coscienza. E anche lui si impegna per mantenere pulita la propria coscienza davanti a Geova (Atti 24:16). Mariti, state certi che Geova vede e apprezza gli sforzi che fate per onorare vostra moglie in tutti gli aspetti della vita. Siate decisi a darle onore evitando comportamenti degradanti ed essendo gentili, rispettosi e affettuosi. Facendo questo dimostrerete di amarla e di darle grande valore. Onorando vostra moglie proteggerete la più importante delle relazioni: la vostra amicizia con Geova (Sal. 25:14). w25.01 2:17-18

Sabato 14 marzo

Ha dato sé stesso per noi, per liberarci e purificare per sé un popolo che gli appartiene in modo speciale, pieno di zelo per le opere eccellenti (Tito 2:14)

Una cosa che differenzia i servitori di Geova dai finti cristiani è lo zelo per il ministero. Cosa può aiutarci a mantenere o addirittura ad accrescere il nostro zelo per l’opera di predicazione? Possiamo imparare molto su come essere zelanti nella predicazione dall’esempio di Gesù. Durante il suo ministero, Gesù non perse mai lo zelo. Anzi, con il passare del tempo si diede sempre più da fare. Come il vignaiolo della parabola, che per tre anni aveva coltivato un fico che non portava frutto, Gesù per circa tre anni aveva predicato ai giudei, molti dei quali non avevano accettato il suo messaggio. Tuttavia, come il vignaiolo non aveva perso le speranze con il fico, Gesù non perse le speranze con le persone né rallentò nel ministero (Luca 13:6-9). Prestando attenzione a ciò che disse e imitando ciò che fece, riusciremo a non perdere lo zelo. w25.03 11:1-4

Domenica 15 marzo

L’accorto agisce con conoscenza (Prov. 13:16)

Se pensi di aver trovato qualcuno che potrebbe essere un buon coniuge, dovresti immediatamente dirgli che ti interessa? La Bibbia dice che l’accorto acquisisce conoscenza prima di agire. Quindi sarebbe saggio osservare con discrezione quella persona per un periodo prima di dirle che ti interessa. Come puoi osservare con discrezione la persona che ti interessa? Alle adunanze o quando ti capita di trovarti con lei insieme ad altri fratelli potresti notare qualcosa della sua spiritualità, della sua personalità e del suo comportamento. Chi sono i suoi amici? Di cosa parla? (Luca 6:45). I suoi obiettivi sono compatibili con i tuoi? Potresti parlare con gli anziani della congregazione di quella persona o con altri cristiani maturi che la conoscono bene (Prov. 20:18). Potresti informarti sulla sua reputazione e sulle qualità che ha (Rut 2:11). Mentre la osservi, assicurati di non metterla a disagio. Rispetta i suoi sentimenti, la sua privacy e i suoi spazi. w24.05 21:7-8

Lunedì 16 marzo

Infine ti confessai il mio peccato (Sal. 32:5)

Gli anziani non arrivano frettolosamente alla conclusione che un peccatore non si pentirà. Mentre alcuni potrebbero pentirsi durante il primo incontro con il comitato, altri potrebbero aver bisogno di più tempo. Quindi gli anziani potrebbero disporre di incontrarsi con il peccatore più di una volta. Forse, dopo il primo incontro, il cristiano che ha peccato inizierà a pensare seriamente a quello che gli è stato detto. Potrebbe rivolgersi umilmente a Geova in preghiera (Sal. 38:18). Così a un incontro successivo potrebbe mostrare un atteggiamento diverso rispetto a quello che aveva durante il primo incontro. Per aiutare il peccatore a pentirsi gli anziani mostrano empatia e gentilezza. Sperano e pregano che Geova benedica i loro sforzi e che il cristiano che si è sviato torni in sé e si penta (2 Tim. 2:25, 26). w24.08 34:12-13

Martedì 17 marzo

“Non provo piacere nella morte di nessuno”, dichiara il Sovrano Signore Geova. “Ravvedetevi, dunque, e vivrete” (Ezec. 18:32)

Geova vuole che non sia distrutto nessuno! Vuole che i peccatori si riconcilino con lui (2 Cor. 5:20). Ecco perché nel corso della storia ha più volte esortato il suo popolo ostinato, come pure singoli individui che lo avevano abbandonato, a pentirsi e a tornare da lui. Gli anziani hanno il privilegio di collaborare con Geova nel cercare di condurre i peccatori al pentimento (Rom. 2:4; 1 Cor. 3:9). Immaginiamo la gioia che c’è in cielo quando i peccatori si pentono. Il nostro Padre celeste, Geova, prova questa gioia tutte le volte che una pecora smarrita ritorna nella congregazione. Quando meditiamo sulla compassione, sulla misericordia e sull’immeritata bontà di Geova, il nostro amore per lui cresce sempre di più (Luca 1:78). w24.08 35:16-17

Mercoledì 18 marzo

Gesù, sapendo che stavano venendo a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte da solo (Giov. 6:15)

Se Gesù avesse lasciato che la gente lo facesse re, si sarebbe immischiato nelle questioni politiche dei giudei, che si trovavano sotto la dominazione romana. Ma Gesù con decisione “si ritirò [...] sul monte”. Quindi, nonostante le pressioni da parte della folla, non si immischiò nella politica. Che importante lezione per noi! Ovviamente nessuno ci chiederà di moltiplicare i pani o di guarire miracolosamente gli ammalati. E nessuno farà pressione su di noi perché diventiamo re o leader politici. Ma alcuni potrebbero cercare di convincerci a dare il nostro voto o il nostro sostegno a qualcuno che secondo loro è in grado di migliorare le cose. L’esempio di Gesù però non lascia dubbi. Lui si rifiutò di farsi coinvolgere nelle questioni politiche. In seguito disse addirittura: “Il mio Regno non fa parte di questo mondo” (Giov. 17:14; 18:36). Oggi i cristiani devono allinearsi al modo di pensare e di agire di Gesù. Noi sosteniamo quel Regno, ne parliamo ad altri e preghiamo che venga (Matt. 6:10). w24.12 48:5-6

Giovedì 19 marzo

Chi ha i miei comandamenti e li osserva, ecco chi mi ama. E chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi mostrerò chiaramente a lui (Giov. 14:21)

Mentre studiamo, pensiamo a modi in cui possiamo mettere in pratica quello che impariamo. Ad esempio, sforziamoci di imitare la giustizia di Geova trattando gli altri in modo imparziale. Imitiamo l’amore di Gesù per suo Padre e per gli altri essendo disposti a soffrire per il nome di Geova e a spenderci per i nostri fratelli e le nostre sorelle. Inoltre imitiamo Gesù dando testimonianza ad altri, in modo che anche loro abbiano l’opportunità di accettare l’inestimabile dono di Geova. Più comprendiamo e apprezziamo il riscatto, più ameremo Geova e suo Figlio. Questo li spingerà a loro volta ad amarci ancora più intensamente (Giac. 4:8). Quindi, cerchiamo di imparare sempre di più sul riscatto avvalendoci di tutto quello che Geova ci provvede. w25.01 4:16-17

Venerdì 20 marzo

Ti sei gettato alle spalle tutti i miei peccati (Isa. 38:17)

Un’altra possibile resa della scrittura di oggi è: “Hai tolto dalla tua vista tutti i miei peccati”. Questo significa che Geova porta via i peccati di chi si pente e li getta lontano dalla sua vista. Questa frase potrebbe anche essere espressa così: “Hai reso [i miei peccati] come se non fossero stati commessi”. La Bibbia mette in risalto questo punto anche con un’altra immagine mentale, riportata in Michea 7:18, 19. Qui si legge che Geova, per così dire, getta i nostri peccati nelle profondità del mare. Nell’antichità sarebbe stato impossibile recuperare un oggetto che era stato gettato in fondo al mare. Queste immagini mentali ci hanno aiutato a capire che Geova, quando ci perdona, ci libera dal peso dei nostri peccati. È proprio vero quello che disse Davide: “Felici sono coloro le cui azioni illecite sono state perdonate e i cui peccati sono stati coperti” (Rom. 4:7). Questo è il vero perdono! w25.02 7:7-8

Sabato 21 marzo

Esultate e gioite per sempre di ciò che creo (Isa. 65:18)

Oggi sulla terra c’è un paradiso pieno di vita, dove tutti si danno tanto da fare. Trabocca di persone tra le quali regna vera pace. Quelli che si trovano già in questo paradiso sono decisi a non abbandonarlo mai. Desiderano anche che più persone possibile si uniscano a loro e godano di questa atmosfera unica. Stiamo parlando del paradiso spirituale! Geova ha fatto una cosa incredibile: ha creato un ambiente sereno nel bel mezzo del mondo di Satana, che è pieno di odio, malvagità e pericoli (1 Giov. 5:19; Riv. 12:12). Il nostro amorevole Dio vede gli effetti devastanti che questo sistema di cose ha sulle persone e ci provvede tutto quello di cui abbiamo bisogno per sentirci al sicuro e servirlo con gioia. La sua Parola descrive il paradiso spirituale come un “rifugio” sicuro e “un giardino ben irrigato” (Isa. 4:6; 58:11). Grazie alla benedizione di Geova, chi vive in questo paradiso si sente al sicuro in questi difficili ultimi giorni (Isa. 54:14; 2 Tim. 3:1). w24.04 17:1-2

Domenica 22 marzo

Le vostre richieste siano rese note a Dio (Filip. 4:6)

Senz’altro avrai pregato riguardo al tuo desiderio di sposarti. Naturalmente Geova non promette che tutti troveranno un coniuge. Ma dato che ha a cuore i tuoi bisogni e i tuoi sentimenti può aiutarti mentre cerchi un coniuge. Quindi continua a parlargli dei tuoi desideri e dei tuoi sentimenti (Sal. 62:8). Prega per avere pazienza e sapienza (Giac. 1:5). Anche se non dovessi trovare subito la persona che potrebbe essere adatta a te, ricorda che Geova promette di continuare a prendersi cura dei tuoi bisogni fisici ed emotivi (Sal. 55:22). Comunque c’è una cosa a cui dovresti prestare attenzione. Se stai cercando un coniuge, non permettere che questo consumi tutte le tue energie (Filip. 1:10). La vera felicità non dipende dall’essere sposati o single, ma dalla relazione che si ha con Geova (Matt. 5:3). Mentre sei single potresti avere più libertà: sfruttala per fare di più per Geova (1 Cor. 7:32, 33). Usa bene questo periodo. w24.05 21:4, 6

Lunedì 23 marzo

Non cercate solamente il vostro interesse, ma anche quello degli altri (Filip. 2:4)

Quanto tempo dovrebbe durare il periodo in cui vi frequentate? Le decisioni affrettate hanno spesso conseguenze negative (Prov. 21:5). Quindi dovresti frequentarti con l’altra persona abbastanza a lungo da conoscerla bene. D’altro canto, però, non dovresti prolungare eccessivamente questo periodo. La Bibbia dice: “L’attesa prolungata fa ammalare il cuore” (Prov. 13:12). Come possiamo aiutare un fratello e una sorella che si stanno frequentando? Potremmo invitarli a venire a mangiare da noi, alla nostra adorazione in famiglia o a fare qualche altra attività insieme (Rom. 12:13). Hanno bisogno di qualcuno che li accompagni perché non stiano da soli, per esempio durante un tragitto in macchina? Hanno bisogno di un posto dove parlare in privato? Se sì, possiamo offrirci di aiutarli? (Gal. 6:10). Se un fratello e una sorella che si stanno frequentando ci chiedono di accompagnarli, consideriamolo un bel modo di aiutarli. Facciamo attenzione a non lasciare i due completamente da soli, ma cerchiamo anche di capire quando hanno bisogno di parlare in privato. w24.05 22:13-14

Martedì 24 marzo

Le ho dato del tempo per pentirsi (Riv. 2:21)

Gli anziani cercano di stabilire quali circostanze hanno portato un cristiano a peccare. Ad esempio, si è lentamente indebolito perché ha trascurato lo studio personale o il ministero? Ha iniziato a pregare di meno o in maniera superficiale? Si è fatto prendere da desideri errati? Ha fatto scelte poco sagge nel campo dello svago o delle amicizie? In che modo le sue scelte potrebbero aver influito sui suoi pensieri e sui suoi desideri? Si rende conto dell’effetto che il suo comportamento ha avuto su suo Padre, Geova? Facendo domande profonde senza essere inutilmente invadenti, gli anziani con gentilezza fanno esprimere il peccatore e lo aiutano a riflettere sulle sue azioni (Prov. 20:5). Inoltre, potrebbero servirsi di esempi per aiutarlo a ragionare e a capire la gravità delle sue azioni. Forse durante il primo incontro la persona comincerà a provare un sincero dispiacere per il suo comportamento e potrebbe arrivare a pentirsi. w24.08 34:9-11

Mercoledì 25 marzo

Devo annunciare la buona notizia del Regno di Dio anche in altre città, perché è per questo che sono stato mandato (Luca 4:43)

Gesù predicò con zelo “la buona notizia del Regno” perché sapeva che era l’opera che Dio voleva che compisse. Gesù fece della predicazione l’attività principale della sua vita. Anche verso la fine del suo ministero viaggiò “di città in città e di villaggio in villaggio” insegnando alle persone (Luca 13:22). E istruì sempre più discepoli perché anche loro predicassero la buona notizia (Luca 10:1). Anche oggi predicare la buona notizia è l’opera principale che Geova e Gesù vogliono che compiamo (Matt. 24:14; 28:19, 20). Possiamo accrescere il nostro zelo per il ministero vedendo le persone come le vede Geova. Lui vuole che più persone possibile ascoltino la buona notizia e la accettino (1 Tim. 2:3, 4). Per questo ci insegna a trasmettere in modo più efficace questo messaggio che salva delle vite. Anche se le persone non accettano il messaggio ora, potrebbero farlo prima della fine della grande tribolazione. w25.03 11:5-7

Giovedì 26 marzo

Chi gli rivolge un saluto si rende complice delle sue opere malvagie (2 Giov. 11)

Quando ha a che fare con qualcuno che è stato allontanato dalla congregazione, ogni cristiano deve lasciarsi guidare dalla sua coscienza educata secondo la Bibbia. Alcuni potrebbero sentirsi a proprio agio nel salutare la persona o nel darle il benvenuto se venisse a un’adunanza. Comunque, non ci metteremmo a fare una lunga conversazione né intratterremmo rapporti sociali con lei. Alcuni potrebbero chiedersi: “Ma la Bibbia non dice che un cristiano che saluta qualcuno che è stato allontanato dalla congregazione si rende complice delle sue opere malvagie?” (2 Giov. 9-11). Il contesto indica che qui ci si riferisce agli apostati e ad altri che promuovono attivamente una condotta errata (Riv. 2:20). Quindi, se una persona promuove attivamente insegnamenti apostati o altri comportamenti peccaminosi, gli anziani non le faranno visita. Ovviamente c’è sempre speranza che questa persona torni in sé. Finché non succede, però, non la saluteremo né la inviteremo ad assistere alle adunanze. w24.08 35:14-15

Venerdì 27 marzo

Il loro cuore faceva ancora fatica a capire (Mar. 6:52)

Dopo aver sfamato una folla, Gesù disse ai suoi discepoli di tornare a Capernaum in barca e si ritirò sul monte, evitando così che la folla lo facesse re (Giov. 6:16-20). Mentre gli apostoli erano in barca si scatenò una tempesta. C’era un vento fortissimo, e il mare era molto agitato. Poi Gesù andò verso di loro camminando sull’acqua e invitò anche l’apostolo Pietro a camminare sull’acqua (Matt. 14:22-31). Quando Gesù salì sulla barca, il vento si placò. I discepoli esclamarono: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!” (Matt. 14:33). Comunque, i discepoli non collegarono questo miracolo con quello che era successo prima. Marco aggiunge questo dettaglio: “[Gli apostoli] si meravigliarono tantissimo, perché non avevano afferrato il significato dei pani” (Mar. 6:50-52). Gli apostoli non avevano capito quanta potenza Geova aveva dato a Gesù per compiere miracoli. Grazie alla potenza di Geova, Gesù poteva fare molto più che provvedere del pane. w24.12 48:7

Sabato 28 marzo

[Dio] vuole che ogni tipo di persona sia salvata e giunga all’accurata conoscenza della verità (1 Tim. 2:4)

Possiamo esprimere la nostra gratitudine per l’amore di Geova sfruttando il periodo della Commemorazione per dimostrargli concretamente quanto apprezziamo il dono del riscatto. Oltre a organizzarci per essere presenti alla Commemorazione, possiamo invitare altri. Spieghiamo a quelli che invitiamo come si svolge la Commemorazione. Potrebbe essere utile mostrare loro i video Perché Gesù morì? e Ricordiamo la morte di Gesù, che si trovano su jw.org. Gli anziani dovrebbero assicurarsi di invitare chi è inattivo. Immaginiamo quanta gioia c’è sia in cielo che sulla terra quando una pecora smarrita di Geova si sente spinta a tornare nel gregge! (Luca 15:4-7). La sera della Commemorazione ricordiamoci di salutare non solo chi conosciamo bene, ma soprattutto quelli che sono lì per la prima volta o che non vi assistono da tanto tempo. Vogliamo farli sentire i benvenuti (Rom. 12:13). w25.01 5:15

Domenica 29 marzo

Dio ha amato noi e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati (1 Giov. 4:10)

Se da un lato il riscatto ci aiuta a capire che Geova è giusto, dall’altro ci aiuta soprattutto a capire quanto è profondo il suo amore (Giov. 3:16; 1 Giov. 4:9, 10). L’insegnamento del riscatto rivela che Geova non solo vuole farci ottenere la vita eterna, vuole anche che facciamo parte della sua famiglia. Riflettiamo: quando Adamo peccò, Geova lo espulse dalla famiglia dei suoi adoratori. Di conseguenza siamo tutti nati al di fuori della famiglia di Geova. Ma sulla base del riscatto lui perdona i nostri peccati, e infine riaccoglierà nella sua famiglia tutti gli esseri umani che esercitano fede e sono ubbidienti. Già ora possiamo avere uno stretto rapporto con Geova e con i nostri compagni di fede. Geova ci ama davvero tanto! (Rom. 5:10, 11). w25.01 4:6

Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 9 nisan: Giovanni 12:12-19; Marco 11:1-11

Lunedì 30 marzo

È in questo modo che l’amore di Dio si è manifestato (1 Giov. 4:9)

Il riscatto è senza dubbio un dono inestimabile! (2 Cor. 9:15). Grazie al fatto che Gesù ha sacrificato la sua vita umana possiamo avere una stretta amicizia con Geova Dio. Abbiamo anche la prospettiva della vita eterna. Quanto siamo grati a Geova per averci provveduto amorevolmente il riscatto! (Rom. 5:8). Per aiutarci a non perdere la gratitudine e a non dare mai per scontato il riscatto, Gesù istituì una Commemorazione annuale della sua morte (Luca 22:19, 20). Quest’anno la Commemorazione si terrà giovedì 2 aprile 2026. Senza dubbio ci stiamo già organizzando per assistervi. Se nel periodo della Commemorazione ci prenderemo il tempo per meditare su quello che Geova e suo Figlio hanno fatto per noi, trarremo grande beneficio da questo evento. w25.01 4:1-2

Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 10 nisan: Giovanni 12:20-50

Martedì 31 marzo

Scegliete la mia disciplina invece dell’argento e la conoscenza invece dell’oro più puro (Prov. 8:10)

Continuando a riflettere sull’amore che Geova Dio e Cristo Gesù hanno per noi, riusciremo a comprenderne sempre meglio la portata. Magari quest’anno nel periodo della Commemorazione potremmo leggere attentamente uno o più Vangeli. Non è necessario che leggiamo molti capitoli alla volta. Piuttosto rallentiamo e cerchiamo altri motivi per cui dovremmo amare Geova e Gesù. Se siamo nella verità da molti anni, potremmo chiederci se è possibile scoprire cose nuove su argomenti così conosciuti come la giustizia di Dio, il suo amore e il riscatto. In realtà non smetteremo mai di imparare su questi e altri argomenti. Quindi sfruttiamo al massimo l’abbondanza di materiale che troviamo nelle nostre pubblicazioni. w25.01 4:13-15

Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 11 nisan: Luca 21:1-36

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