Aprile
Mercoledì 1º aprile
Questa è la volontà del Padre mio, che chiunque riconosce il Figlio ed esercita fede in lui abbia vita eterna (Giov. 6:40)
Per trarre beneficio dalla carne e dal sangue di Gesù, dobbiamo esercitare fede nel riscatto (Efes. 1:7). Coloro che Gesù definì “altre pecore” non mangiano il pane e non bevono il vino alla Cena del Signore che si tiene ogni anno, né dovrebbero farlo (Giov. 10:16). Ma traggono comunque beneficio dalla carne e dal sangue di Gesù Cristo esercitando fede nel valore espiatorio del suo sacrificio (Giov. 6:53). Gli unici che mangiano il pane e bevono il vino alla Commemorazione sono quelli che sono stati introdotti in un nuovo patto con la prospettiva di diventare eredi del Regno celeste. Quindi, sia che apparteniamo al gruppo degli unti o a quello delle altre pecore, dobbiamo esercitare fede per avere la vita eterna. w24.12 49:14, 16
Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 12 nisan: Matteo 26:1-5, 14-16; Luca 22:1-6
DATA DELLA COMMEMORAZIONE
Dopo il tramonto
Giovedì 2 aprile
Non aver timore, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha deciso di darvi il Regno (Luca 12:32)
Durante la Cena del Signore, Gesù diede del pane non lievitato agli apostoli e disse loro che rappresentava il suo corpo. Poi diede loro del vino e disse che rappresentava il “sangue del patto” (Mar. 14:22-25; Luca 22:20; 1 Cor. 11:24). Il nuovo patto viene stipulato con “la casa d’Israele” — l’Israele spirituale — che sarà “nel Regno di Dio” (Ebr. 8:6, 10; 9:15). Durante la Cena del Signore, Gesù si concentrò sul “piccolo gregge”. Quel piccolo gruppo era composto inizialmente dai suoi apostoli fedeli, che erano lì con lui in quel momento e che avrebbero avuto un posto in cielo con Gesù. w24.12 49:9-10
Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 13 nisan: Matteo 26:17-19; Marco 14:12-16; Luca 22:7-13. Fatti avvenuti dopo il tramonto, 14 nisan: Giovanni 13:1-5; 14:1-3
Venerdì 3 aprile
Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna (Giov. 3:16)
Gesù fu tradito, arrestato, insultato, calunniato e condannato; fu perfino torturato. I soldati lo portarono al luogo dell’esecuzione e lo inchiodarono a un palo. Mentre Gesù sopportava fedelmente quell’estrema sofferenza, c’era qualcuno che soffriva ancora di più: Geova Dio. Geova si trattenne dall’usare il suo infinito potere per intervenire. Come mai? In una parola, per amore. Il sacrificio di Gesù è la prova più grande di quanto Geova ti ami. Geova è stato disposto a fare tantissimo. Ha sopportato una grandissima sofferenza per liberarti dal peccato e dalla morte (1 Giov. 4:9, 10). Lui vuole davvero aiutare tutti noi a combattere contro il peccato e a vincerlo. w24.08 31:13-14
Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 14 nisan: Giovanni 19:1-42
Sabato 4 aprile
Cristo soffrì per voi (1 Piet. 2:21)
Possiamo capire meglio quanto Geova ci ama riflettendo su quanto gli costò il riscatto. Satana afferma che nessun servitore di Dio gli rimarrà leale davanti alle prove. Per confutare questa accusa, Geova permise che prima di morire Gesù soffrisse (Giob. 2:1-5). Geova osservava mentre Gesù veniva schernito dagli oppositori, flagellato dai soldati e inchiodato a un palo. Vide il suo amato Figlio affrontare una morte estremamente dolorosa (Matt. 27:28-31, 39). Geova aveva il potere di fermare tutto questo in qualsiasi momento (Matt. 27:42, 43). Ma se l’avesse fatto non sarebbe stato pagato nessun riscatto, e noi non avremmo avuto nessuna speranza. Quindi Geova permise che suo Figlio soffrisse fino all’ultimo. w25.01 4:7
Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 15 nisan: Matteo 27:62-66. Fatti avvenuti dopo il tramonto, 16 nisan: Giovanni 20:1
Domenica 5 aprile
Apparve loro nel corso di 40 giorni (Atti 1:3)
È il 16 nisan del 33 E.V., e i discepoli di Gesù sono paralizzati dal dolore e dalla paura. Due di loro lasciano Gerusalemme e si dirigono verso Emmaus. Uno sconosciuto si avvicina e inizia a camminare con loro. I discepoli gli dicono quanto sono amareggiati per quello che è successo a Gesù. Lo sconosciuto allora inizia a parlare di qualcosa che cambierà loro la vita. “Cominciando da Mosè e da tutti i Profeti”, spiega perché il Messia ha dovuto soffrire e morire. Quando i tre uomini arrivano a Emmaus, lo sconosciuto rende chiara la propria identità: è Gesù risorto (Luca 24:13-35). Nell’arco dei suoi ultimi 40 giorni sulla terra, Gesù apparve ai suoi discepoli diverse volte. Grazie all’incoraggiamento che ricevettero da Gesù, alla fine di quel periodo i discepoli non erano più affranti e timorosi. Erano pronti per predicare e insegnare la buona notizia riguardo al Regno con gioia, fiducia e coraggio. w24.10 41:1-3
Lettura della Bibbia per la Commemorazione. Fatti avvenuti di giorno, 16 nisan: Giovanni 20:2-18
Lunedì 6 aprile
Costruite voi stessi sulla vostra santissima fede (Giuda 20)
La crescita fisica avviene in modo naturale. La crescita spirituale invece non è automatica. Pensiamo ad esempio ai fratelli e alle sorelle di Corinto. Avevano accettato la buona notizia, si erano battezzati, avevano ricevuto lo spirito santo e avevano imparato molto da quello che l’apostolo Paolo aveva detto loro (Atti 18:8-11). Eppure, alcuni anni dopo il battesimo, molti di loro erano ancora immaturi (1 Cor. 3:2). Per raggiungere la maturità, per prima cosa dobbiamo coltivare il desiderio di diventare persone mature. Chi ‘ama l’inesperienza’ preferisce rimanere un bambino dal punto di vista spirituale, e quindi non progredisce (Prov. 1:22). Non vogliamo essere come quelli che fisicamente sono cresciuti ma continuano ad aver bisogno che i genitori prendano delle decisioni al posto loro. Piuttosto, vogliamo assumerci la responsabilità della nostra crescita spirituale. Se ci rendiamo conto che dobbiamo ancora raggiungere la maturità, preghiamo Geova di darci “sia il desiderio che la forza di agire” (Filip. 2:13). w24.04 14:9-10
Martedì 7 aprile
Geova desidera che non sia distrutto nessuno (2 Piet. 3:9)
Geova ci fa sapere cosa prova quando si tratta di emettere un giudizio nei confronti degli esseri umani (Ezec. 33:11). Non distrugge una volta per sempre una persona se non c’è un valido motivo per farlo. Lui è profondamente misericordioso e mostra questa qualità tutte le volte che è possibile. Cosa sappiamo delle persone che non saranno risuscitate? La Bibbia ne menziona solo alcune. Gesù fece capire che Giuda Iscariota non sarà risuscitato (Mar. 14:21; vedi anche Giovanni 17:12 e l’approfondimento). Quell’uomo si era opposto in maniera consapevole e volontaria a Geova Dio e a Suo Figlio. (Vedi Marco 3:29 e gli approfondimenti.) In modo simile, Gesù disse che alcuni dei capi religiosi che si opponevano a lui sarebbero morti senza avere la speranza di essere risuscitati (Matt. 23:33; vedi Giovanni 19:11 e l’approfondimento “l’uomo”). Inoltre l’apostolo Paolo spiegò che gli apostati che non si pentono non verranno risuscitati (Ebr. 6:4-8; 10:29). w24.05 18:10-11
Mercoledì 8 aprile
Geova protegge chi gli è fedele (Sal. 31:23)
Se rimaniamo vicini a Geova, Satana non potrà causarci nessun danno permanente (1 Giov. 3:8). Nel nuovo mondo Geova continuerà a proteggere i suoi amici, e non solo da qualsiasi danno spirituale ma anche dalla morte (Riv. 21:4). È davvero un grande onore essere ospiti nella tenda di Geova, avere con lui una stretta amicizia che potrà durare per sempre (Ezec. 37:27). Come dobbiamo comportarci se vogliamo continuare a essere suoi ospiti? Se qualcuno ci invitasse a casa sua, ci terremmo a capire come vorrebbe che ci comportassimo. Allo stesso modo, vogliamo senz’altro capire cosa si aspetta Geova da chi vuole continuare a essere suo ospite. L’amore che proviamo per lui ci spinge a fare tutto quello che possiamo “per piacergli pienamente” (Col. 1:10). Dovremmo sempre provare un senso di riverenza nei suoi confronti, non dimenticando mai chi è. Questa profonda devozione ci aiuterà a evitare qualsiasi comportamento possa offenderlo. Di certo desideriamo “camminare con modestia” insieme al nostro Dio (Mic. 6:8). w24.06 23:8-9
Giovedì 9 aprile
Ha interceduto per i malfattori (Isa. 53:12)
Geova chiese ad Abraamo di offrire in sacrificio suo figlio Isacco: non poteva esserci compito più doloroso per lui. Anche se Abraamo era disposto a ubbidire, all’ultimo momento Dio lo fermò. Comunque questo episodio servì a insegnare a tutte le persone di fede una verità fondamentale: Geova sarebbe stato disposto a offrire in sacrificio il suo amato Figlio. Lui ama gli esseri umani fino a questo punto (Gen. 22:1-18). Secoli dopo, agli israeliti fu data la Legge, che richiedeva molti sacrifici per l’espiazione dei loro peccati (Lev. 4:27-29; 17:11). Quei sacrifici prefiguravano un sacrificio più grande, che avrebbe liberato completamente l’umanità dal peccato. Per ispirazione divina, i profeti spiegarono che la discendenza promessa, che si rivelò essere l’amato Figlio di Dio, avrebbe dovuto soffrire e morire per salvare gli esseri umani, te compreso, dal peccato e dalla morte (Isa. 53:1-12). w24.08 31:7-8
Venerdì 10 aprile
Quanto amo la tua legge! Su di essa rifletto tutto il giorno (Sal. 119:97)
Quando leggi la Bibbia, cerca di capire in quali modi puoi mettere in pratica quello che leggi. Mentre leggi un brano della Parola di Dio, chiediti: “Come posso mettere in pratica queste informazioni adesso o nel prossimo futuro?” Facciamo un esempio. Supponiamo che la tua lettura biblica includa i versetti di 1 Tessalonicesi 5:17, 18. Dopo averli letti, potresti fermarti e riflettere su quanto siano frequenti e intense le tue preghiere. Potresti anche pensare alle cose di cui sei grato, e poi decidere di ringraziare Geova per tre cose specifiche. Concentrare la tua attenzione in questo modo, anche solo per pochi minuti, ti aiuterà in una certa misura ad ascoltare la Parola di Dio e a metterla in pratica. Pensa a quanto ti farà bene seguire questo metodo ogni giorno quando leggi la Bibbia: riuscirai a mettere in pratica sempre meglio la Parola di Dio. w24.09 36:9-10
Sabato 11 aprile
State attenti a voi stessi, affinché non distruggiate il frutto dei nostri sforzi, ma al contrario possiate ricevere una ricompensa piena (2 Giov. 8)
Geova ci ha dotato di una capacità speciale. Anche se ci piace molto ricevere, quando diamo ad altri proviamo una gioia ancora più grande. Stiamo bene quando riusciamo ad aiutare i nostri compagni di fede, e siamo felici quando loro si dimostrano grati. Ma a prescindere dal fatto che la persona a cui abbiamo dato qualcosa esprima gratitudine o meno, possiamo comunque essere felici per aver fatto la cosa giusta. Non dimentichiamo mai che, qualunque cosa diamo, Geova è in grado di ricompensarci dandoci molto di più (2 Cron. 25:9). E non esiste gioia più grande di quella che una persona prova quando viene ripagata da Geova stesso. Facciamo di tutto, quindi, per continuare a imitare il nostro generoso Padre celeste. w24.09 39:20-21
Domenica 12 aprile
Ti lodo con tutto il cuore, o Geova mio Dio, e darò gloria al tuo nome per sempre (Sal. 86:12)
Geova è misericordioso e compassionevole (Sal. 103:13; Isa. 49:15). Ha empatia: se soffriamo, soffre anche lui (Zacc. 2:8). Vuole che diventiamo suoi amici e ci rende facile farlo (Sal. 25:14; Atti 17:27). È anche umile; “si china a guardare il cielo e la terra, per sollevare il misero dalla polvere” (Sal. 113:6, 7). Come si fa a non dare gloria al nostro grande Dio? Glorifichiamo Geova perché vogliamo che altri lo conoscano. Molti non conoscono la verità su Geova, perché Satana ha accecato le loro menti diffondendo perfide bugie sul Suo conto (2 Cor. 4:4). Satana ha convinto le persone che Geova sia vendicativo, indifferente e responsabile di molte delle sofferenze di questo mondo. Ma noi conosciamo la verità riguardo a Dio, e abbiamo l’opportunità di far sapere agli altri come stanno davvero le cose; in questo modo gli diamo gloria (Isa. 43:10). w25.01 1:6-7
Lunedì 13 aprile
Satana svia l’intera terra abitata (Riv. 12:9)
Anche se Gesù, il Figlio di Dio, era perfetto e compiva miracoli straordinari, Satana si servì di alcune persone per diffondere molte bugie su di lui. I capi religiosi, ad esempio, dissero che Gesù aveva ricevuto il potere di espellere i demòni dal “capo dei demòni” (Mar. 3:22). Quando Gesù fu processato, i capi religiosi lo accusarono di bestemmia e incitarono le folle a chiedere che venisse messo a morte (Matt. 27:20). Tempo dopo, gli oppositori “aizzarono e istigarono le persone” a perseguitare dei cristiani che stavano predicando la buona notizia (Atti 14:2, 19). A proposito di Atti 14:2, La Torre di Guardia del 1º dicembre 1998 spiegava: “Non contenti di aver respinto il messaggio, gli oppositori giudei lanciarono una campagna diffamatoria per suscitare nella popolazione gentile il pregiudizio contro i cristiani”. Oggi Satana continua a “[sviare] l’intera terra abitata”. w24.04 15:15-16
Martedì 14 aprile
Il Giudice di tutta la terra non farà forse quello che è giusto? (Gen. 18:25)
Il futuro eterno di una persona non dipende da quando quella persona muore. Geova è il Giudice perfetto: le sue decisioni sono sempre giuste (Sal. 33:4, 5). Possiamo essere sicuri che “il Giudice di tutta la terra” farà quello che è giusto. È anche ragionevole concludere che il futuro eterno di una persona non dipenda da dove quella persona vive. È impensabile che Geova giudichi automaticamente come “capri” milioni di persone che, a motivo del paese in cui vivono, non hanno mai avuto l’opportunità di conoscere il messaggio del Regno (Matt. 25:46). Il giusto “Giudice di tutta la terra” ha a cuore queste persone molto più di quanto potremmo mai averle a cuore noi. Non sappiamo come Geova guiderà gli eventi durante la grande tribolazione. Forse alcune di queste persone avranno l’opportunità di conoscerlo, riporre fede in lui e schierarsi dalla sua parte quando lui si santificherà davanti a tutte le nazioni (Ezec. 38:16). w24.05 19:14-15
Mercoledì 15 aprile
Amatevi gli uni gli altri (Giov. 15:12)
I servitori di Geova amano aiutarsi (2 Cor. 8:4). A volte però ci vuole coraggio per farlo. Ad esempio, quando scoppia una guerra gli anziani si rendono conto che i fratelli e le sorelle hanno bisogno di incoraggiamento e sostegno, e forse anche di Bibbie e altre pubblicazioni o di aiuto materiale. Spinti dall’amore per le pecore, gli anziani sono disposti a correre dei rischi pur di provvedere ai fratelli quello di cui hanno bisogno. In circostanze di questo tipo è importante rimanere uniti. Dobbiamo seguire le istruzioni che riceviamo dalla filiale (Ebr. 13:17). Gli anziani dovrebbero ripassare regolarmente quanto è stato disposto a livello locale su come prepararsi per un disastro, e anche le direttive dell’organizzazione su cosa fare quando un disastro è imminente (1 Cor. 14:33, 40). Dimostriamoci coraggiosi ma allo stesso tempo cauti (Prov. 22:3). Mostriamo buon senso. Non corriamo rischi inutili. Confidiamo in Geova. Lui può aiutarci ad andare in soccorso dei nostri fratelli in sicurezza. w24.07 27:8, 11
Giovedì 16 aprile
Nella mia angoscia invocai Geova e il mio grido d’aiuto giunse ai suoi orecchi (Sal. 18:6)
Il re Davide conosceva Geova e confidava in lui. Quando era inseguito dai suoi nemici, tra cui il re Saul, pregò Geova per avere aiuto. Dopo aver ricevuto risposta alla sua preghiera ed essere stato liberato da Geova, disse: “Geova vive!” (Sal. 18:46). Con queste parole Davide non stava semplicemente riconoscendo che Dio esiste. Secondo un’opera di consultazione, stava esprimendo fiducia nel fatto che Geova “è un dio vivente che agisce sempre in favore dei suoi servitori”. Davide aveva constatato che il suo Dio ‘viveva’, e questa convinzione lo rese ancora più deciso a servirlo e a lodarlo (Sal. 18:28, 29, 49). Essere convinti che Geova è “l’Iddio vivente” può aiutarci a servirlo con zelo. Avremo la forza per perseverare durante le prove e la motivazione necessaria per continuare a darci da fare per lui. Saremo anche determinati a rimanergli vicini. w24.06 25:3-4
Venerdì 17 aprile
Non fatevi sviare da nessuno, in nessun modo (2 Tess. 2:3)
Cosa possiamo imparare dalle parole che l’apostolo Paolo scrisse ai tessalonicesi? Quando sentiamo qualcosa che non è in armonia con quello che abbiamo imparato dalla Bibbia o sentiamo una notizia sensazionale, dobbiamo mostrare discernimento. Nell’ex Unione Sovietica i nostri nemici fecero circolare una lettera che apparentemente arrivava dalla sede mondiale. La lettera incoraggiava alcuni fratelli a formare un’organizzazione separata e indipendente. Quella lettera sembrava autentica, ma i fratelli fedeli non si lasciarono ingannare. Capirono che il contenuto della lettera non era in armonia con quello che era stato insegnato loro. Oggi i nemici della verità a volte si servono della tecnologia, ad esempio di Internet o dei social, con l’obiettivo di confonderci e dividerci. Anziché “[farci] confondere la mente [...] in fretta”, possiamo proteggerci cercando di capire se quello che sentiamo o leggiamo è in armonia con le verità che conosciamo già (2 Tess. 2:2; 1 Giov. 4:1). w24.07 28:14-15
Sabato 18 aprile
Se qualcuno commette un peccato, abbiamo un soccorritore (1 Giov. 2:1)
La decisione più importante che una persona possa prendere è quella di dedicarsi a Geova e diventare parte della sua famiglia di servitori. Geova desidera che tutti lo facciano. Perché? Vuole che stringano un’amicizia con lui e vivano per sempre (Deut. 30:19, 20; Gal. 6:7, 8). Geova però non costringe nessuno a servirlo. Permette a ognuno di decidere cosa fare. Cosa succede se un cristiano battezzato disubbidisce alle leggi di Dio commettendo un peccato grave? Se non si pente, deve essere allontanato dalla congregazione (1 Cor. 5:13). Ma anche in quel caso Geova spera con tutto il cuore che il peccatore ritorni da lui. Questo è un motivo importante per cui ha provveduto il riscatto: rendere possibile il perdono per i peccatori che si pentono. Il nostro amorevole Dio esorta con calore i peccatori a pentirsi (Zacc. 1:3; Rom. 2:4; Giac. 4:8). w24.08 33:1-2
Domenica 19 aprile
Se il tuo cuore diventerà saggio, allora il mio cuore si rallegrerà (Prov. 23:15)
Quando l’apostolo Giovanni scrisse la sua terza lettera, alcuni stavano diffondendo insegnamenti falsi e stavano causando divisioni. Ma c’erano altri che continuavano a “[camminare] nella verità”, cristiani che ubbidivano a Geova e “[camminavano] secondo i suoi comandamenti” (2 Giov. 4, 6). Questi fedeli cristiani rallegravano non solo Giovanni, ma anche Geova (Prov. 27:11). Cosa impariamo? Rimanere fedeli a Dio fa provare gioia (1 Giov. 5:3). Ad esempio, ci dà gioia sapere che stiamo rallegrando Geova. Lui è felice di vedere che respingiamo le tentazioni del mondo e ubbidiamo ai suoi comandi. E anche gli angeli lo sono (Luca 15:10). Come loro, anche noi siamo felici quando vediamo altri fratelli e sorelle che rimangono fedeli (2 Tess. 1:4). E poi, quando questo sistema di cose verrà distrutto, avremo la soddisfazione di aver dimostrato la nostra lealtà a Geova perfino in un mondo dominato da Satana. w24.11 45:17-18
Lunedì 20 aprile
Nessuno cerchi il proprio interesse, ma quello degli altri (1 Cor. 10:24)
Quanto tempo dovresti prenderti per osservare una persona prima di dirle che ti interessa? Se le parli troppo presto, potresti dare l’idea di essere una persona impulsiva (Prov. 29:20). Se però passa troppo tempo, la tua potrebbe sembrare indecisione, specialmente se l’altra persona ha capito che hai un interesse nei suoi confronti (Eccl. 11:4). Ricorda che quando vai a parlare con quella persona non devi già essere sicuro che la sposerai. Quello di cui devi essere sicuro è che sei pronto per il matrimonio e che la persona che ti interessa potrebbe essere un coniuge adatto a te. Cosa dovresti fare invece se ti accorgi che qualcuno è interessato a te? Se il suo interesse non è corrisposto, cerca di renderlo chiaro con il modo in cui ti comporti. Non sarebbe giusto far pensare all’altra persona che ci sia la possibilità di iniziare a frequentarsi quando non è così (Efes. 4:25). w24.05 21:9-10
Martedì 21 aprile
Verrò di nuovo e vi accoglierò a casa presso di me (Giov. 14:3)
Solo i veri e fedeli cristiani unti saranno accolti da Gesù nel Regno celeste. Gli unti che non rimangono spiritualmente svegli non saranno tra gli “eletti” che verranno radunati (Matt. 24:31). Per estensione, tutti i servitori di Dio, a prescindere dalla loro speranza, dovrebbero considerare le parole di Gesù come un’esortazione a rimanere svegli e fedeli. Conosciamo bene Geova, quindi siamo convinti che tutto quello che lui fa è giusto. Non ci preoccupiamo se Geova sceglie di ungere alcuni cristiani fedeli ai nostri giorni. Riflettiamo su quello che Gesù disse nella parabola della vigna riguardo agli operai dell’11ª ora (Matt. 20:1-16). Quelli che furono assunti per lavorare nella vigna verso la fine della giornata ricevettero la stessa paga di quelli che avevano iniziato a lavorare prima. In modo simile, indipendentemente da quando vengono scelti, gli unti riceveranno la ricompensa celeste se saranno giudicati fedeli. w24.09 38:15-17
Mercoledì 22 aprile
Cristo soffrì per voi, lasciandovi un modello, affinché seguiate attentamente le sue orme (1 Piet. 2:21)
Gesù diede un esempio perfetto su come far fronte alle ingiustizie. Pensiamo al trattamento che subì sia da familiari che da altri. Alcuni suoi familiari che non credevano in lui lo accusarono di essere fuori di sé. I capi religiosi lo accusarono di agire in accordo con i demòni, e i soldati romani lo derisero, lo percossero e alla fine lo misero a morte (Mar. 3:21, 22; 14:55; 15:16-20, 35-37). Eppure Gesù sopportò tutte quelle ingiustizie e molte altre senza vendicarsi. Cosa possiamo imparare dal suo esempio? (1 Piet. 2:21-23). Gesù ci lasciò un modello perfetto che possiamo seguire quando subiamo un’ingiustizia. Sapeva quando rimanere in silenzio e quando parlare (Matt. 26:62-64). Non replicò a ogni cosa falsa che veniva detta contro di lui (Matt. 11:19). E quando ritenne necessario parlare, non insultò né minacciò i suoi persecutori. w24.11 44:9-10
Giovedì 23 aprile
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori (1 Tim. 1:15)
Immaginiamo di fare un regalo speciale a qualcuno a cui vogliamo bene, un regalo bello e utile. Non ci rimarremmo male se quella persona lo mettesse da parte e non lo usasse mai? Ci farebbe invece molto piacere se ci ringraziasse per quel regalo e lo usasse. Questo esempio mette in evidenza una cosa importante: Geova ha dato suo Figlio per noi. E come deve essere felice quando gli mostriamo gratitudine per il riscatto e per l’amore che lo ha spinto a farci questo prezioso regalo! (Giov. 3:16; Rom. 5:7, 8). Con il passare del tempo, però, potremmo iniziare a non essere più così grati per il dono del riscatto. Sarebbe un po’ come mettere questo regalo di Dio in un angolo e non considerarlo più. Per evitare che succeda, dobbiamo alimentare regolarmente la nostra gratitudine per quello che Dio e Cristo hanno fatto per noi. w25.01 5:1-2
Venerdì 24 aprile
Medita su queste cose; dèdicati interamente a esse, affinché il tuo progresso sia chiaramente visibile a tutti (1 Tim. 4:15)
Un fratello che è idoneo per essere anziano non è uno convertito di recente. Anche se non è necessario essere battezzati da molti anni, ci vuole tempo per diventare cristiani maturi. Prima che tu venga nominato anziano devi dimostrare che, come Gesù, sei umile e sei felice di aspettare che Geova decida di affidarti ulteriori incarichi (Matt. 20:23; Filip. 2:5-8). Puoi dimostrarti leale rimanendo vicino a Geova, attenendoti alle sue giuste norme e seguendo le direttive che dà tramite la sua organizzazione. Le Scritture dicono chiaramente che un sorvegliante deve essere capace di insegnare. Questo significa forse che devi essere un oratore eccezionale? No. Molti anziani, pur non essendo tra i migliori oratori, insegnano in modo efficace nel ministero e quando fanno visite pastorali. w24.11 47:14-15
Sabato 25 aprile
Amo i tuoi comandamenti più dell’oro, più dell’oro fino (Sal. 119:127)
Quando leggiamo un passo biblico e non lo capiamo bene, facciamo ricerche. Nel corso della giornata riflettiamo su quello che abbiamo scoperto e su cosa ci insegna riguardo a Geova, a suo Figlio e all’amore che entrambi hanno per noi (Sal. 119:97, nt.). Non scoraggiamoci se non troviamo qualcosa di nuovo o di entusiasmante ogni volta che leggiamo la Bibbia o facciamo ricerche. In un certo senso siamo come un cercatore d’oro. Potrebbero volerci ore o giorni prima che trovi una piccola pepita. Eppure non si arrende e con pazienza continua a cercare, perché anche una piccola quantità d’oro è preziosa. Ancora più preziosa è qualsiasi gemma si trovi nella Parola di Dio (Prov. 8:10). Quindi dobbiamo essere pazienti e attenerci al nostro programma di lettura della Bibbia (Sal. 1:2). w25.01 4:14-15
Domenica 26 aprile
Proprio come Geova vi ha perdonato senza riserve, così dovete fare anche voi (Col. 3:13)
Geova si aspetta che siamo pronti a perdonare chi ci ha ferito (Sal. 86:5; Luca 17:4; Efes. 4:32). Se qualcuno dice o fa qualcosa che ci ferisce, potremmo soffrire molto, soprattutto se quella persona è un caro amico o un familiare (Sal. 55:12-14). A volte il dolore è così forte che potremmo sentirci come se qualcuno ci avesse pugnalato (Prov. 12:18). Forse cerchiamo di reprimere o di ignorare i nostri sentimenti feriti. Ma fare così sarebbe un po’ come lasciare il pugnale nella ferita. Non possiamo pensare che staremo meglio semplicemente ignorando i nostri sentimenti. Quando qualcuno ci ferisce, la nostra prima reazione potrebbe essere quella di arrabbiarci. La Bibbia riconosce che a volte potremmo adirarci, ma ci avverte di non permettere a questo sentimento di dominarci (Sal. 4:4; Efes. 4:26). Perché? Perché la rabbia in genere non porta a buoni risultati (Giac. 1:20). Non dimentichiamo che arrabbiarsi è una reazione, rimanere arrabbiati è una scelta. w25.02 8:4-6
Lunedì 27 aprile
La sapienza conserva in vita chi la possiede (Eccl. 7:12)
Gesù raccontò una parabola per far capire che non è affatto saggio accumulare soldi e non essere “[ricchi] agli occhi di Dio” (Luca 12:16-21). Nessuno di noi sa cosa succederà domani (Prov. 23:4, 5; Giac. 4:13-15). Ed essendo cristiani dobbiamo affrontare un’ulteriore difficoltà. Gesù disse che se vogliamo essere suoi discepoli dobbiamo essere pronti a ‘rinunciare’ a tutto quello che abbiamo (Luca 14:33, nt.). Nel I secolo i cristiani della Giudea accettarono con gioia di perdere i loro beni (Ebr. 10:34). E anche ai nostri giorni molti fratelli hanno dovuto rinunciare alle cose che avevano o al lavoro per essersi rifiutati di sostenere un partito politico (Riv. 13:16, 17). Cosa li ha aiutati a fare questi sacrifici? La totale fiducia in questa promessa di Geova: “Non ti lascerò né ti abbandonerò mai” (Ebr. 13:5). Quindi facciamo del nostro meglio per pianificare il nostro futuro così da poter provvedere alle nostre necessità e, se dovesse succederci qualcosa di inaspettato, confidiamo pienamente nell’aiuto di Geova. w25.03 13:13-14
Martedì 28 aprile
Ora che ci siamo lasciati dietro gli insegnamenti basilari riguardo al Cristo, avanziamo verso la maturità senza porre di nuovo un fondamento (Ebr. 6:1)
Geova non ci lascia soli mentre cerchiamo di diventare persone mature. Quelli che nella congregazione servono come pastori e maestri sono preparati per aiutarci a diventare maturi in senso spirituale, a giungere “alla stessa statura che appartiene alla pienezza del Cristo” (Efes. 4:11-13). Geova ci dà anche il suo spirito santo per aiutarci ad avere “la mente di Cristo” (1 Cor. 2:14-16). Inoltre ha provveduto i quattro Vangeli per farci conoscere il modo in cui Gesù pensava, parlava e agiva durante il suo ministero sulla terra. Se imitiamo il modo di pensare e di agire di Gesù possiamo raggiungere la maturità spirituale. Ma per avanzare verso la maturità dobbiamo anche andare oltre “gli insegnamenti basilari riguardo al Cristo”, cioè gli insegnamenti che costituiscono il fondamento del cristianesimo. w24.04 14:11-12
Mercoledì 29 aprile
La capacità di riflettere veglierà su di te e il discernimento ti salvaguarderà (Prov. 2:11)
Ogni giorno tutti noi dobbiamo prendere delle decisioni. In alcuni casi si tratta di scelte relativamente facili, come decidere cosa mangiare a pranzo o a che ora andare a letto. Altre decisioni sono più difficili da prendere: potrebbero influire sulla nostra salute, sul nostro stato emotivo, sulle persone a cui vogliamo bene o sull’adorazione che rendiamo a Geova. Sicuramente desideriamo che le nostre decisioni si rivelino buone per noi e per la nostra famiglia. E, cosa ancora più importante, desideriamo che piacciano a Geova (Rom. 12:1, 2). Per riuscire a prendere una buona decisione è indispensabile raccogliere le informazioni necessarie. Perché? Facciamo un esempio. Supponiamo che una persona vada da uno specialista perché ha un grave problema di salute. Sarebbe logico che il medico decidesse quale terapia consigliarle senza prima visitarla o farle delle domande? Sicuramente no. Vale lo stesso per noi. Riusciremo a prendere buone decisioni se prima raccogliamo gli elementi che ci possono aiutare ad avere un’idea più chiara della situazione. w25.01 3:1-3
Giovedì 30 aprile
Geova perdona il tuo peccato. Non morirai (2 Sam. 12:13)
Cosa sappiamo della misericordia di Geova? In che modo Geova ha dimostrato che “desidera che non sia distrutto nessuno”? (2 Piet. 3:9). Pensiamo alla misericordia che mostrò ad alcuni che avevano commesso gravi peccati. Il re Davide ne commise diversi, come ad esempio adulterio e omicidio. Però si pentì, e Geova lo perdonò con misericordia (2 Sam. 12:1-12). Il re Manasse fu terribilmente malvagio per la maggior parte della sua vita. Però, perfino in un caso così estremo, Geova mostrò misericordia e perdonò quell’uomo perché vide che era pentito (2 Cron. 33:9-16). Questi esempi ci ricordano che Geova mostra misericordia tutte le volte che c’è una base per farlo. Risusciterà queste persone perché si resero conto di aver commesso dei peccati gravi e si pentirono. w24.05 18:12