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  • Esaminiamo le Scritture ogni giorno del 2026
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Esaminiamo le Scritture ogni giorno del 2026
es26

Febbraio

Domenica 1º febbraio

Evitare la disputa fa onore a un uomo, ma ogni stupido è pronto a intromettersi (Prov. 20:3)

I fratelli che manifestano belle qualità cristiane sono una risorsa per la congregazione. Un uomo ragionevole promuove la pace. Se vuoi essere conosciuto come una persona ragionevole, ascolta gli altri e sii aperto ai loro punti di vista. Ad esempio, se a un’adunanza degli anziani venisse presa a maggioranza una decisione che non condividi ma che non va contro nessuna legge o nessun principio della Bibbia, saresti disposto a sostenerla? Non insistere perché le cose si facciano a modo tuo. Comprendi l’importanza di avere “molti consiglieri” (Prov. 15:22; Gen. 13:8, 9). Non essere duro o scortese, ma sii gentile e mostra tatto. Da uomo pacifico, prendi l’iniziativa per fare pace, anche in situazioni di tensione (Giac. 3:17, 18). Con le tue parole gentili puoi addolcire il comportamento degli altri, anche quello degli oppositori (Giud. 8:1-3; Prov. 25:15; Matt. 5:23, 24). w24.11 47:13

Lunedì 2 febbraio

Lui manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo (Mar. 13:27)

Anche se è morto “una volta per sempre”, Gesù sta continuando a sacrificarsi per noi (Rom. 6:10). In che senso? Continua a impiegare tempo ed energie per applicare i benefìci del riscatto a ciascuno di noi. Pensiamo a tutto quello che sta facendo. Serve in qualità di Re, Sommo Sacerdote e capo della congregazione (1 Cor. 15:25; Efes. 5:23; Ebr. 2:17). Ha la responsabilità di radunare gli unti e la grande folla, incarico che sarà portato a termine prima che finisca la grande tribolazione (Matt. 25:32). Si preoccupa anche che i suoi fedeli servitori siano ben nutriti dal punto di vista spirituale in questi ultimi giorni (Matt. 24:45). E durante il Regno millenario continuerà a spendersi a nostro favore. Geova ha davvero dato suo Figlio per noi! w25.01 4:12

Martedì 3 febbraio

Per la sua immeritata bontà Dio fa loro il dono di dichiararli giusti liberandoli mediante il riscatto pagato da Cristo Gesù (Rom. 3:24)

Quando Geova perdona, lo fa completamente e in modo definitivo. Questo ci permette di avere una buona relazione con lui. Allo stesso tempo dobbiamo ricordare che il vero perdono è un dono reso possibile dall’amore e dall’immeritata bontà che Geova esprime agli esseri umani peccatori. Non ci spetta di diritto. Ognuno di noi dovrebbe essere davvero grato del fatto che Geova concede il “vero perdono” (Sal. 130:4; Rom. 4:8). Se vogliamo essere perdonati, però, dobbiamo fare qualcosa di importante. Gesù disse: “Se voi non perdonate agli altri le loro colpe, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre” (Matt. 6:14, 15). Quindi è fondamentale che imitiamo Geova perdonando gli altri. w25.02 7:18-19

Mercoledì 4 febbraio

Ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti (Atti 24:15)

Pensiamo agli abitanti di Sodoma e Gomorra. Tra loro viveva un uomo giusto, Lot. Ma possiamo dire con certezza che Lot predicò a ognuna di quelle persone? No, non possiamo dirlo. Erano sicuramente delle persone malvagie, ma possiamo dire con certezza che ognuna di loro ebbe la possibilità di conoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato? In un’occasione una folla cercò di violentare gli uomini che erano ospiti a casa di Lot. La Bibbia dice che quella folla era formata da uomini di ogni età, “dal ragazzo al vecchio”: quelle persone erano cresciute in un ambiente davvero immorale, e probabilmente non ebbero mai l’opportunità di conoscere le norme di Geova su quello che è giusto e quello che è sbagliato (Gen. 19:4; 2 Piet. 2:7). Possiamo davvero essere sicuri che Geova, un Dio misericordioso, decise che nessuna di quelle persone sarebbe stata risuscitata? Dalla conversazione tra Geova e Abraamo capiamo che in quella città non c’erano neanche 10 uomini giusti (Gen. 18:32). Quindi quelle persone erano ingiuste, e Geova le ritenne responsabili delle loro azioni. Possiamo essere sicuri che nessuna di loro verrà risuscitata nella “risurrezione [...] degli ingiusti”? No, non possiamo esserne certi. w24.05 18:3, 8

Giovedì 5 febbraio

Continuate a cercare prima il Regno e la giustizia di Dio, e tutte queste altre cose vi saranno date in aggiunta (Matt. 6:33)

A causa della mutata situazione economica alcuni hanno accettato un lavoro che li ha portati a trasferirsi lontano dalla famiglia, ma questa spesso si è rivelata una decisione poco saggia. Prima di accettare un lavoro dovremmo pensare non solo ai vantaggi economici che ci potrebbero essere, ma anche al prezzo da pagare dal punto di vista spirituale (Luca 14:28). Chiediamoci: “Cosa succederebbe al mio matrimonio se stessi lontano dal mio coniuge? Riuscirei ad andare a tutte le adunanze, a uscire in servizio e a passare del tempo con i fratelli e le sorelle?” E se abbiamo dei figli dovremmo anche farci questa domanda importante: “Come farò a ‘crescerli nella disciplina e nell’istruzione di Geova’ se non sono vicino a loro?” (Efes. 6:4). Facciamoci guidare dai pensieri di Dio, non da quelli di familiari o amici che non seguono i princìpi biblici. w25.03 13:12

Venerdì 6 febbraio

Così non saremo più bambini (Efes. 4:14)

Un cristiano che non progredisce spiritualmente può facilmente sviarsi a causa di inganni e astuti stratagemmi, e può essere influenzato da teorie del complotto e idee apostate. È probabile che abbia la tendenza a essere geloso, a fomentare liti, a offendersi o a cedere alle tentazioni (1 Cor. 3:3). Le Scritture paragonano la crescita spirituale a quella fisica (Efes. 4:15). Ci sono molte cose che un bambino non sa, per cui ha bisogno di guida. Facciamo un esempio. Una madre deve attraversare la strada con la figlia: finché la figlia è piccola, la madre vorrà che le dia la mano. Quando la figlia sarà diventata più grande, la madre le permetterà di attraversare la strada da sola, ma continuerà comunque a ricordarle di guardare a destra e a sinistra per accertarsi che non arrivino veicoli. Una volta diventata adulta, la figlia sarà in grado di evitare il pericolo da sola. Allo stesso modo, un cristiano che è diventato maturo ragiona sui princìpi biblici per capire qual è il punto di vista di Geova sulla questione e poi agisce di conseguenza. w24.04 14:5-6

Sabato 7 febbraio

O Geova, chi sarà ospite nella tua tenda? (Sal. 15:1)

All’inizio gli amici di Dio erano solo quelli che vivevano nel reame spirituale con lui. In seguito Dio ampliò la sua tenda per fare posto anche agli esseri umani sulla terra. Col passare del tempo, tra i suoi ospiti ci furono Enoc, Noè, Abraamo e Giobbe. Quei leali servitori di Dio vengono descritti come suoi amici, o persone che “[camminarono] con il vero Dio” (Gen. 5:24; 6:9; Giob. 29:4; Isa. 41:8). Nel corso dei secoli, Geova ha continuato a invitare nella sua tenda simbolica i suoi amici (Ezec. 37:26, 27). Ad esempio, dalla profezia di Ezechiele capiamo che Dio desidera davvero avere una stretta amicizia con i suoi leali servitori. Lui promette di stringere “con loro un patto di pace”. Questa profezia si riferiva al tempo in cui quelli con la speranza celeste e quelli con la speranza terrena sarebbero stati insieme nella sua tenda simbolica come “un solo gregge” (Giov. 10:16). Quel tempo è ora! w24.06 23:2, 4-5

Domenica 8 febbraio

Abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio (1 Tess. 2:2)

Noi servitori di Geova sosteniamo con tutto noi stessi il Regno di Dio, ma spesso abbiamo bisogno di coraggio per riuscirci (Matt. 6:33). Ad esempio, in questo mondo malvagio abbiamo bisogno di coraggio per attenerci alle norme di Geova e per predicare la buona notizia del Regno. E spesso in questo sistema di cose sempre più diviso ci vuole coraggio per rimanere neutrali nelle questioni politiche (Giov. 18:36). Molti servitori di Geova affrontano gravi problemi economici, subiscono maltrattamenti fisici o vengono imprigionati perché si rifiutano di partecipare ad attività politiche o militari. Riflettere sull’esempio di chi è rimasto coraggiosamente leale a Geova e al suo Regno ci dà forza e coraggio. Il nostro Re, Gesù Cristo, si rifiutò con decisione di farsi coinvolgere nel sistema di cose politico di Satana (Matt. 4:8-11; Giov. 6:14, 15). Confidò sempre in Geova per ricevere forza. w24.07 27:4, 7

Lunedì 9 febbraio

La donna ne prese il frutto e mangiò. Poi, quando fu con suo marito, ne diede anche a lui, e lui si mise a mangiare (Gen. 3:6)

Geova fece mettere per iscritto questo triste racconto a nostro beneficio. Voleva che capissimo perché lui odia così tanto il peccato. Il peccato ci separa da lui e porta alla morte (Isa. 59:2). È per questo che Satana, lo spirito ribelle che diede origine al male, ama il peccato e cerca di promuoverlo. Probabilmente pensò di aver ottenuto una grande vittoria nell’Eden, ma non aveva capito quanto Geova sia amorevole. Geova non ha mai cambiato il suo proposito in relazione ai discendenti di Adamo ed Eva. Lui ama gli esseri umani, quindi offrì immediatamente a tutti loro una speranza (Rom. 8:20, 21). Geova sapeva che alcuni discendenti di Adamo ed Eva avrebbero scelto di amarlo e avrebbero cercato il suo aiuto per combattere il peccato. Essendo il loro Padre e Creatore, avrebbe fatto in modo che potessero avvicinarsi a lui ed essere liberati dal peccato. w24.08 31:3-4

Martedì 10 febbraio

Accertatevi delle cose più importanti (Filip. 1:10)

Noi che serviamo Geova siamo molto impegnati. Lavoriamo per provvedere ai nostri bisogni e a quelli della nostra famiglia (1 Tim. 5:8). Molti di noi si occupano di familiari malati o anziani. E tutti dobbiamo prenderci cura della nostra salute, cosa che richiede tempo. Oltre a tutte queste responsabilità, abbiamo anche dei compiti da svolgere nella congregazione. Una responsabilità importante che abbiamo è quella di partecipare con entusiasmo all’opera di predicazione. Leggere la Bibbia è una delle “cose più importanti” per un cristiano, quindi dovrebbe essere una nostra priorità. Parlando dell’uomo felice, il primo salmo dice: “Si diletta nella legge di Geova, e legge sottovoce la Sua legge giorno e notte” (Sal. 1:1, 2). È chiaro quindi che dobbiamo riservare del tempo per leggere la Bibbia. Ma qual è il momento migliore per leggerla? Ognuno di noi forse risponderebbe in modo diverso a questa domanda. Ma, in parole semplici, possiamo dire che il momento migliore per leggere la Bibbia è quello che ci permette di farlo con regolarità, ogni giorno. w24.09 36:5-6

Mercoledì 11 febbraio

Ciascuno porterà il proprio carico (Gal. 6:5)

Un cristiano maturo può aver bisogno dell’aiuto degli altri? Certo che sì. A volte chi è maturo potrebbe aver bisogno di chiedere aiuto. Chi è spiritualmente immaturo magari si aspetta che gli altri gli dicano cosa fare o che prendano decisioni al posto suo. Il cristiano maturo invece impara dalla saggezza e dall’esperienza degli altri, ma sa che è lui a dover portare “il proprio carico”. Proprio come gli adulti sono fisicamente diversi gli uni dagli altri, i cristiani maturi mostrano in misura diversa qualità cristiane come sapienza, coraggio, generosità ed empatia. Inoltre, quando due cristiani maturi affrontano una situazione simile, potrebbero arrivare a conclusioni diverse ma entrambe valide dal punto di vista della Bibbia. Questo succede spesso quando si tratta di questioni di coscienza. Tenendo questo a mente, i cristiani maturi evitano di giudicare chi fa una scelta diversa dalla loro. Al contrario, mantengono l’unità (Rom. 14:10; 1 Cor. 1:10). w24.04 14:7-8

Giovedì 12 febbraio

Quando ero sopraffatto da inquietanti pensieri, tu mi consolavi e mi coccolavi (Sal. 94:19)

Cosa puoi fare se pensi di non valere nulla? Leggi versetti biblici che ti assicurano che per Geova sei prezioso, e riflettici su. Se non sei riuscito a raggiungere un obiettivo o ti senti scoraggiato perché non puoi fare quello che fanno altri, non essere severo con te stesso. Geova non si aspetta più di quello che puoi fare (Sal. 103:13, 14). Se in passato hai subìto qualche forma di abuso da parte di qualcuno, non incolpare te stesso per quello che ha fatto quella persona. Tu non meritavi di essere trattato così. Ricorda che Geova ritiene responsabile chi fa il male, non la vittima (1 Piet. 3:12). Non dubitare mai del fatto che Geova può servirsi di te per aiutare altri. Lui ti ha dato il privilegio di essere un suo collaboratore nel ministero (1 Cor. 3:9). Quello che hai vissuto probabilmente ti ha aiutato a sviluppare empatia per gli altri e la capacità di capire come potrebbero sentirsi. Puoi fare tanto per aiutarli. w24.10 40:6-7

Venerdì 13 febbraio

Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano a lui giorno e notte, mentre è paziente con loro? Vi dico che farà loro giustizia prontamente (Luca 18:7, 8)

A Geova interessa molto il modo in cui veniamo trattati. “Geova ama la giustizia” (Sal. 37:28). Gesù ci assicura che al momento opportuno Geova “farà [...] giustizia prontamente”. Presto eliminerà tutte le nostre sofferenze e ogni forma di ingiustizia (Sal. 72:1, 2). Mentre aspettiamo il tempo in cui regnerà la giustizia, Geova ci aiuta a far fronte alle ingiustizie (2 Piet. 3:13). Ci insegna a evitare di reagire in modo poco saggio quando veniamo trattati ingiustamente. Per mostrarci come sopportare le ingiustizie, ci ha provveduto l’esempio perfetto di suo Figlio. Ci ha anche fornito consigli pratici da cui possiamo farci guidare quando veniamo trattati in modo ingiusto. w24.11 44:3-4

Sabato 14 febbraio

Pensateci voi a dar loro qualcosa da mangiare (Matt. 14:16)

La richiesta di Gesù di dar da mangiare alla folla rappresentava un bel problema, perché c’erano circa 5.000 uomini. E contando anche le donne e i bambini, potevano esserci circa 15.000 bocche da sfamare (Matt. 14:21). Andrea disse: “Qui c’è un ragazzino con cinque pani d’orzo e due pesciolini. Ma cosa sono rispetto a tutta questa gente?” (Giov. 6:9). Il pane d’orzo era un alimento comune per i poveri e non solo. I pesciolini forse erano sotto sale ed essiccati. In ogni caso, quei pani e quei pesci non erano abbastanza per sfamare così tante persone. Volendo mostrare ospitalità alla folla, Gesù ordinò a tutti di sedersi in gruppi sull’erba (Mar. 6:39, 40; Giov. 6:11-13). Leggiamo che Gesù ringraziò suo Padre per quei pani e quei pesci. Ed era una cosa appropriata, perché quel cibo veniva da Dio. L’esempio di Gesù ci ricorda l’importanza di pregare sempre prima di mangiare. Poi Gesù fece distribuire il cibo, e tutti mangiarono a sazietà. w24.12 48:3-4

Domenica 15 febbraio

Lodate Geova vostro Dio (1 Cron. 29:20)

Quando era sulla terra, Gesù diede gloria a suo Padre riconoscendo che era lui a dargli il potere di compiere miracoli (Mar. 5:18-20). Gesù diede gloria a suo Padre anche con il modo in cui parlava di lui e con il modo in cui trattava gli altri. In un’occasione Gesù stava insegnando in una sinagoga. Tra coloro che lo ascoltavano c’era una donna che da 18 anni era posseduta da un demonio. Il demonio la costringeva a stare tutta ricurva. Era una situazione terribile. Spinto dalla compassione, Gesù si avvicinò alla donna e le disse con tenerezza: “Donna, sei liberata dalla tua infermità”. Poi pose le mani su di lei, e all’istante lei si raddrizzò e “cominciò a glorificare Dio”. A quella donna erano state ridate la salute e la dignità! (Luca 13:10-13). Aveva buone ragioni per dare gloria a Geova, e ce le abbiamo anche noi. w25.01 1:3-4

Lunedì 16 febbraio

Perdona i nostri peccati (Luca 11:4)

È possibile per noi riottenere tutto quello che Adamo ed Eva hanno perso? Da soli non potremmo mai farcela (Sal. 49:7-9). Se nessuno venisse in nostro aiuto, non avremmo la speranza della vita eterna e della risurrezione. La nostra morte sarebbe come quella degli animali (Eccl. 3:19; 2 Piet. 2:12). Il nostro amorevole Padre, Geova, ci ha fatto un dono che copre il debito del peccato che abbiamo ereditato da Adamo. Gesù spiegò così questo concetto: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna” (Giov. 3:16). Questo dono ci dà anche la possibilità di avere una bella amicizia con Geova. Possiamo trarre beneficio da questo dono straordinario e ricevere il perdono per i nostri peccati, o “debiti”. w25.02 6:3-6

Martedì 17 febbraio

Allora [Saulo] si alzò e fu battezzato (Atti 9:18)

Cosa aiutò Saulo ad arrivare al battesimo? Quando gli apparve il glorificato Gesù, perse la vista (Atti 9:3-9). Per tre giorni non mangiò, e di sicuro rifletté su quello che gli era successo. Si convinse che Gesù era il Messia e che i suoi discepoli praticavano la vera religione. Possiamo imparare diverse cose da quello che accadde a Saulo. Lui avrebbe potuto lasciare che l’orgoglio e il timore degli uomini gli impedissero di battezzarsi, ma non fu così. Saulo fu disposto a diventare cristiano, sebbene sapesse che sarebbe stato perseguitato (Atti 9:15, 16; 20:22, 23). Dopo essersi battezzato, continuò a fare affidamento su Geova per superare varie prove (2 Cor. 4:7-10). Battezzandoti e diventando testimone di Geova, potresti andare incontro a prove di fede o a difficoltà. Ma non sei solo: puoi contare sull’incrollabile sostegno di Dio e di Cristo (Filip. 4:13). w25.03 9:8-9

Mercoledì 18 febbraio

Non corro senza una meta (1 Cor. 9:26)

Porsi l’obiettivo di leggere la Bibbia è sicuramente una cosa buona. Se però vogliamo trarre il massimo beneficio dalla lettura della Bibbia, dobbiamo fare di più. Facciamo un esempio. La pioggia è essenziale per la vita delle piante. Ma se ne cadesse troppa in poco tempo, il suolo potrebbe saturarsi d’acqua. E se continuasse a piovere, non servirebbe a niente. Il terreno ha bisogno di tempo per assorbire l’acqua e fare in modo che questa contribuisca alla crescita della vegetazione. In modo simile, dovremmo evitare di leggere la Bibbia frettolosamente, cioè in modo così veloce da non riuscire ad assimilare, ricordare e usare quello che abbiamo letto (Giac. 1:24). Ti capita a volte di fare semplicemente una lettura rapida della Bibbia? Cosa dovresti fare in questi casi? Rallenta. Cerca di meditare su quello che stai leggendo o che hai appena finito di leggere. Potresti decidere di prolungare il tempo che dedichi allo studio così da averne un po’ per meditare. w24.09 36:7-9

Giovedì 19 febbraio

Ubbidite a quelli che vi guidano (Ebr. 13:17)

Quando ricevono delle istruzioni, gli anziani devono leggerle attentamente e poi fare del loro meglio per seguirle. Ricevono istruzioni che li aiutano a capire non solo come svolgere le parti alle adunanze e come rappresentare la congregazione in preghiera, ma anche come pascere chi è affidato alle loro cure. Gli anziani che seguono le istruzioni dell’organizzazione aiutano i fratelli e le sorelle a sentirsi amati e al sicuro. Dovremmo seguire volentieri le istruzioni che riceviamo dagli anziani. Facendo questo rendiamo loro le cose più semplici. La Bibbia ci incoraggia a essere ubbidienti e sottomessi a quelli che ci guidano (Ebr. 13:7, 17). A volte però può essere difficile farlo, perché questi uomini sono imperfetti. Comunque, se ci concentrassimo sui loro difetti invece che sulle loro qualità, faremmo il gioco dei nostri nemici. In che senso? Potremmo iniziare ad avere un’idea negativa dell’organizzazione. w24.04 15:11-12

Venerdì 20 febbraio

Egli separerà gli uni dagli altri (Matt. 25:32)

Di tutte le persone che moriranno durante la grande tribolazione, nessuna avrà la speranza di essere risuscitata? Le Scritture dicono chiaramente che gli oppositori che verranno distrutti da Geova e dai suoi eserciti ad Armaghedon non verranno risuscitati (2 Tess. 1:6-10). Ma cosa possiamo dire degli altri, ad esempio di quelli che moriranno per cause naturali, in qualche incidente o a causa di altri esseri umani? (Eccl. 9:11; Zacc. 14:13). Alcuni di loro potrebbero essere inclusi tra gli “ingiusti” che verranno risuscitati nel nuovo mondo? (Atti 24:15). Semplicemente non lo sappiamo. Ma ci sono molte cose che sappiamo riguardo agli avvenimenti futuri. Ad esempio, sappiamo che le persone saranno giudicate sulla base di come avranno trattato i fratelli di Cristo (Matt. 25:40). E quelli che avranno dato il loro sostegno agli unti e a Cristo verranno giudicati come “pecore” (Riv. 12:17). w24.05 19:9-11

Sabato 21 febbraio

Geova vive! Sia lodata la mia Roccia! Sia esaltato l’Iddio della mia salvezza! (Sal. 18:46)

“Tempi difficili”: è così che la Bibbia descrive i nostri giorni (2 Tim. 3:1). Oltre alle difficoltà con cui tutti devono fare i conti in questo sistema di cose, i servitori di Geova devono affrontare l’opposizione e la persecuzione. Cosa ci aiuta a continuare a servire Geova nonostante questi problemi? Uno dei fattori principali è che abbiamo constatato che Geova è “l’Iddio vivente” (Ger. 10:10; 2 Tim. 1:12). Geova è una Persona reale che ci sostiene durante le prove e cerca i modi per aiutarci (2 Cron. 16:9; Sal. 23:4). Ricordare che è “l’Iddio vivente” può aiutarci ad affrontare con successo qualsiasi prova. w24.06 25:1-2

Domenica 22 febbraio

Il sentiero dei giusti è come la fulgida luce del mattino, che risplende sempre più finché non sia pieno giorno (Prov. 4:18)

Dobbiamo continuare a fidarci dell’organizzazione di Geova. Quando diventa evidente che è necessario chiarire la spiegazione di una verità biblica o modificare il modo in cui è organizzata l’opera del Regno, coloro che ci guidano non esitano a fare i necessari cambiamenti, perché più di ogni altra cosa vogliono piacere a Geova. Inoltre fanno tutto il possibile per basare sempre le loro decisioni sulla Parola di Dio, il modello al quale tutti i servitori di Geova devono attenersi. L’apostolo Paolo diede questa esortazione: “Continua ad attenerti al modello delle sane parole” (2 Tim. 1:13). Il “modello delle sane parole” si riferisce agli insegnamenti cristiani che si trovano nella Bibbia (Giov. 17:17). Questi insegnamenti costituiscono la base di tutto quello in cui crediamo. L’organizzazione di Geova ci ha insegnato ad aderire a questo modello. Se lo facciamo, riceviamo le benedizioni di Dio. w24.07 28:12-13

Lunedì 23 febbraio

Geova è paziente con voi perché desidera che non sia distrutto nessuno ma che tutti giungano al pentimento (2 Piet. 3:9)

Avendo provato in prima persona cosa significa pentirsi ed essere perdonati, l’apostolo Pietro fu in grado di spiegarlo ad altri. Qualche tempo dopo la Pentecoste, Pietro pronunciò un discorso a una folla di ebrei, e disse loro che avevano messo a morte il Messia. Eppure li esortò con amore dicendo: “Pentitevi e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati, e vengano così da Geova stesso tempi di ristoro” (Atti 3:14, 15, 17, 19). Con quelle parole Pietro fece capire che il pentimento spinge un peccatore a convertirsi, cioè a cambiare modo di pensare e di agire, e a comportarsi come piace a Dio. L’apostolo fece anche capire a quelle persone che Geova avrebbe cancellato i loro peccati, li avrebbe fatti scomparire. È davvero confortante sapere che quando ci pentiamo dei nostri peccati, anche se sono molto gravi, Geova ci perdona completamente. w24.08 32:14

Martedì 24 febbraio

Il vostro modo di vivere sia libero dall’amore del denaro (Ebr. 13:5)

Saremo motivati a respingere il materialismo se abbiamo forte fede nel fatto che la fine di questo sistema di cose è molto vicina. Durante la grande tribolazione il denaro non avrà alcun valore. La Bibbia dice che le persone “getteranno il loro argento per le strade” perché si renderanno conto che “né il loro argento né il loro oro potranno [salvarle] nel giorno del furore di Geova” (Ezec. 7:19). Piuttosto che concentrarci sull’accumulare più denaro possibile, dobbiamo prendere decisioni che ci permettano sia di provvedere a noi stessi e alla nostra famiglia che di servire Geova. Questo significa anche che dobbiamo resistere alla tentazione di fare debiti non necessari o di complicarci la vita con tante cose materiali di cui poi dovremo prenderci cura. Inoltre staremo attenti a non attaccarci troppo a quello che già possediamo (Matt. 6:19, 24). Mentre aspettiamo la fine di questo sistema, la nostra fede potrebbe essere messa alla prova in questioni che riguardano i beni materiali o qualsiasi altra cosa. w24.09 37:13-14

Mercoledì 25 febbraio

Chi pensa di stare in piedi badi di non cadere (1 Cor. 10:12)

Probabilmente siamo riusciti a liberarci completamente di alcune debolezze. Forse però ce ne sono altre che non riusciamo proprio a vincere. Pensiamo all’apostolo Pietro. Cedette al timore degli uomini quando rinnegò Gesù tre volte (Matt. 26:69-75). Quando poi con coraggio diede testimonianza davanti al Sinedrio, sembrava essersi liberato di quel timore (Atti 5:27-29). Tuttavia alcuni anni dopo “per timore dei circoncisi” smise per un po’ di mangiare con i cristiani non ebrei (Gal. 2:11, 12). Il timore degli uomini si era ripresentato. Forse Pietro non se ne liberò mai completamente. Anche a noi potrebbe accadere qualcosa di simile. Comunque, possiamo resistere a una debolezza che continua a ripresentarsi seguendo il consiglio di Gesù di vigilare (Matt. 26:41). Anche quando ci sentiamo forti, continuiamo a evitare le situazioni che possono portarci davanti a una tentazione. Continuiamo a mettere in atto le strategie che si sono rivelate efficaci (2 Piet. 3:14). w24.07 29:17-19

Giovedì 26 febbraio

Ha dato doni sotto forma di uomini (Efes. 4:8)

Nessun essere umano è mai stato generoso quanto lo è stato Gesù. Quando era sulla terra, Gesù usò ampiamente il suo potere di compiere miracoli per aiutare gli altri (Luca 9:12-17). Il suo più grande regalo è stato dare la vita in nostro favore (Giov. 15:13). Dopo essere stato risuscitato, Gesù ha continuato a essere generoso. Proprio come aveva promesso, ha chiesto a Geova di provvedere spirito santo perché venissimo istruiti e confortati (Giov. 14:16, 17, nt.; 16:13). E tramite le adunanze, Gesù continua a darci gli strumenti necessari per fare discepoli in tutta la terra (Matt. 28:18-20). Come scrisse l’apostolo Paolo, Gesù dopo essere andato in cielo “ha dato doni sotto forma di uomini” (Efes. 4:7, 8). Paolo spiegò che Gesù ha dato questi doni per sostenere la congregazione in vari modi (Efes. 1:22, 23; 4:11-13). Ovviamente questi uomini sono imperfetti, quindi commettono degli errori (Giac. 3:2). Ma il nostro Signore Gesù Cristo si serve di loro per aiutarci. Sono dei regali che ha fatto a noi. w24.10 42:1-2

Venerdì 27 febbraio

Il discernimento ti salvaguarderà (Prov. 2:11)

Davide disse a suo figlio Salomone che la buona riuscita delle sue attività sarebbe dipesa dalla sua ubbidienza a Geova. Purtroppo, a un certo punto, Salomone iniziò a seguire altri dèi. Così perse l’approvazione di Geova, e perse anche la saggezza che gli permetteva di regnare con giustizia (1 Re 11:9, 10; 12:4). Cosa impariamo? L’ubbidienza ci permette di riuscire in ogni cosa che facciamo (Sal. 1:1-3). Ovviamente Geova non ha promesso di darci la gloria e le ricchezze che aveva Salomone. Ma se gli ubbidiamo, ci darà la sapienza che ci permetterà di prendere decisioni sagge (Prov. 2:6, 7; Giac. 1:5). I suoi princìpi possono guidarci in questioni come lavoro, istruzione, svago e denaro. Se ci facciamo guidare dalla sua sapienza non subiremo nessun danno permanente (Prov. 2:10, 11). Avremo amicizie forti e una famiglia felice. w24.11 45:11-12

Sabato 28 febbraio

Verificate ogni cosa e attenetevi a ciò che è eccellente (1 Tess. 5:21)

I genitori hanno diverse opportunità per fare conversazioni interessanti con i figli riguardo alla Bibbia o alla fede in Dio. Queste opportunità possono presentarsi ad esempio durante la visita a un museo. Potresti far riflettere tuo figlio su eventi storici o oggetti che possono rafforzare la sua convinzione nel fatto che la Bibbia è accurata. Tuo figlio sa che il nome di Dio compare in un’iscrizione su una pietra risalente a 3.000 anni fa, conosciuta come Stele moabita? Una copia della Stele moabita è esposta alla mostra “La Bibbia e il nome divino”, che si trova presso la sede mondiale dei Testimoni di Geova a Warwick, nello stato di New York. La Stele moabita rivela che Mesa, re di Moab, si ribellò contro Israele, e questo concorda con quello che dice la Bibbia (2 Re 3:4, 5). Se tuo figlio vede con i suoi occhi le prove del fatto che la Bibbia dice la verità ed è accurata, la sua fede diventerà più forte. w24.12 50:4, 6

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