Gennaio
Giovedì 1º gennaio
Siate maturi nel vostro modo di ragionare (1 Cor. 14:20)
La nascita di un bimbo è uno degli eventi più gioiosi per una coppia. Comunque, anche se i genitori amano tanto il loro bimbo, non vogliono certo che rimanga un neonato per sempre. Anzi, se non cresce si preoccupano molto. Allo stesso modo, Geova è felice quando diventiamo discepoli di Gesù e in senso spirituale muoviamo i nostri primi passi, ma non vuole che rimaniamo per sempre “bambini” (1 Cor. 3:1). Al contrario, ci chiede di essere cristiani “maturi”. Nella Bibbia, la parola greca tradotta “maturo” può voler dire anche “adulto”, “perfetto” e “completo” (1 Cor. 2:6). Diventiamo cristiani maturi quando, in senso spirituale, cresciamo e arriviamo a essere uomini o donne adulti. Ovviamente, dopo aver raggiunto questo obiettivo, non dovremmo mai smettere di progredire spiritualmente (1 Tim. 4:15). w24.04 14:1, 3
Venerdì 2 gennaio
La mia tenda sarà con loro; io sarò il loro Dio (Ezec. 37:27)
Chi è Geova per te? Forse diresti che per te Geova è un Padre, un Amico, il tuo Dio. E magari ti vengono in mente anche altri titoli con cui descriverlo. Ma hai mai pensato a lui come a qualcuno che ti invita a essere suo ospite? Il re Davide paragonò l’amicizia che Geova ha con i suoi leali servitori al rapporto che c’è tra un padrone di casa e i suoi ospiti. Davide chiese: “O Geova, chi sarà ospite nella tua tenda? Chi risiederà sul tuo monte santo?” (Sal. 15:1). Queste parole ispirate ci fanno capire che possiamo essere ospiti di Geova, che possiamo essere suoi amici. Prima di iniziare a creare, Geova era da solo. Ma a un certo punto fece entrare nella sua simbolica tenda il suo Figlio primogenito. Geova provò molto piacere nell’assumere il ruolo di padrone di casa. La Bibbia dice che suo Figlio era “la sua più grande gioia”. Quel suo primo ospite, a sua volta, “[si rallegrava] davanti a lui in ogni momento” (Prov. 8:30). w24.06 23:1-3
Sabato 3 gennaio
Zadoc [era un] giovane forte e coraggioso (1 Cron. 12:28)
Proviamo a immaginare la scena. Più di 340.000 uomini si sono radunati per fare Davide re su tutto Israele. Per tre giorni sulle colline rocciose vicino a Ebron si sente il suono di conversazioni animate e di gioiosi canti di lode (1 Cron. 12:39). C’è anche un giovane di nome Zadoc, che forse in mezzo a questa folla passa inosservato. Geova però ha fatto in modo che sapessimo che Zadoc era lì (1 Cron. 12:22, 26-28). Zadoc era un sacerdote che serviva a stretto contatto con il sommo sacerdote Abiatar. Era anche un veggente in grado di discernere la volontà divina e a cui era stata concessa una straordinaria perspicacia (2 Sam. 15:27). Era un uomo molto coraggioso. In questi ultimi giorni Satana sta intensificando i suoi attacchi contro il popolo di Dio (1 Piet. 5:8). Abbiamo bisogno di coraggio mentre aspettiamo che Geova elimini Satana e il suo sistema malvagio (Sal. 31:24). Coltivando questo tipo di coraggio imiteremo Zadoc. w24.07 27:1-3
Domenica 4 gennaio
La vita di Adamo fu di 930 anni; poi morì (Gen. 5:5)
Quando Geova creò il primo uomo e la prima donna voleva che fossero felici. Diede loro un bellissimo posto in cui vivere, il dono del matrimonio e un incarico entusiasmante. Dovevano riempire la terra di loro discendenti e rendere tutto il pianeta un paradiso come il giardino di Eden. Geova diede loro un semplice divieto. E li avvertì che, se avessero disubbidito ribellandosi volontariamente a lui, il loro peccato avrebbe portato alla morte. Sappiamo bene come andò a finire. Entrò in scena uno spirito invisibile che non amava né Dio né loro e che li indusse a disubbidire. Adamo ed Eva cedettero a quella cattiva influenza. Mancando di fiducia nel loro amorevole Padre, peccarono. Quello che Geova aveva detto si avverò. Da quel giorno in poi Adamo ed Eva dovettero affrontare le conseguenze del peccato: iniziarono a invecchiare e infine morirono (Gen. 1:28, 29; 2:8, 9, 16-18; 3:1-6, 17-19, 24). w24.08 31:3
Lunedì 5 gennaio
Mettete in pratica la parola e non limitatevi ad ascoltarla (Giac. 1:22)
Geova e suo Figlio vogliono che siamo felici. Salmo 119:2 dice: “Felici quelli che seguono le sue esortazioni, che lo ricercano con tutto il cuore!” E Gesù disse: “Felici [...] quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!” (Luca 11:28). Noi che serviamo Geova siamo felici quando leggiamo regolarmente la Parola di Dio e ci sforziamo di metterla in pratica (Giac. 1:22-25). In questo modo rendiamo felice Geova (Eccl. 12:13). Mettendo in pratica quello che leggiamo nell’ispirata Parola di Dio, miglioriamo la nostra vita familiare e costruiamo amicizie forti con i nostri compagni di fede. Inoltre evitiamo molti dei problemi a cui va incontro chi invece non segue le norme di Geova. Siamo d’accordo con il re Davide, che in un salmo, dopo aver menzionato la legge, gli ordini e i giudizi di Geova, disse: “Per chi li osserva c’è una grande ricompensa” (Sal. 19:7-11). w24.09 36:1-3
Martedì 6 gennaio
[Geova] sana quelli dal cuore affranto, e fascia le loro ferite (Sal. 147:3)
Cosa vede Geova quando guarda i suoi servitori sulla terra? Vede le loro gioie e i loro dolori (Sal. 37:18). Quando vede che lo serviamo al meglio delle nostre capacità nonostante le nostre sofferenze emotive, lui è felice. Ma soprattutto desidera sostenerci e confortarci. Salmo 147:3 dice che Geova “fascia le [...] ferite” di chi ha il cuore affranto. Questa immagine ci fa capire che Geova si prende cura con affetto di chi soffre dal punto di vista emotivo. Ma cosa dobbiamo fare per avvalerci dell’aiuto di Geova? Riflettiamo su questo esempio. Un medico esperto può fare molto per aiutare qualcuno che ha riportato una ferita a guarire. Ma per stare meglio la persona ferita deve seguire attentamente le indicazioni del medico. Tramite la sua Parola, Geova parla a quelli che stanno soffrendo dal punto di vista emotivo e dà loro amorevoli consigli. w24.10 40:1-2
Mercoledì 7 gennaio
Furono tutti cancellati dalla terra (Gen. 7:23)
In passato nelle nostre pubblicazioni si è parlato di cosa succede alle persone che Geova giudica ingiuste. È stato detto che queste persone non saranno risuscitate. Nella Bibbia si parla di diversi episodi in cui Geova ha emesso dei giudizi contro persone ingiuste. Pensiamo ad esempio a tutti quelli che morirono nel diluvio o alle sette nazioni della Terra Promessa che Geova ordinò al suo popolo di distruggere; pensiamo anche ai 185.000 soldati assiri che furono uccisi da un angelo di Geova in una sola notte (Deut. 7:1-3; Isa. 37:36, 37). La Bibbia ci dà abbastanza informazioni per determinare se in quei casi Geova aveva stabilito che ognuna di quelle persone meritava la distruzione eterna e quindi non sarebbe stata risuscitata? No. Non sappiamo come fu giudicato da Geova ogni singolo individuo; e non sappiamo neanche se coloro che furono uccisi avevano avuto l’opportunità di conoscere Geova e di pentirsi. w24.05 18:5-7
Giovedì 8 gennaio
Continua a vincere il male con il bene (Rom. 12:21)
In una parabola Gesù parlò di una vedova che continuava a chiedere a un giudice di farle avere giustizia. Sicuramente molti dei discepoli di Gesù si rispecchiavano in quella parabola, perché ai suoi giorni la gente comune era spesso vittima di ingiustizie (Luca 18:1-5). Anche noi possiamo rivederci in quella parabola, perché a tutti quanti è capitato di subire un’ingiustizia. Nel mondo di oggi pregiudizi, disuguaglianze e oppressione sono molto comuni, quindi non ci sorprendiamo quando veniamo trattati ingiustamente (Eccl. 5:8). Quello che forse non ci aspettiamo, però, è di essere giudicati male da un fratello o da una sorella. Eppure può succedere. Ovviamente i nostri fratelli e le nostre sorelle non hanno intenzione di ostacolarci mentre serviamo Geova. Non sono degli oppositori, sono semplicemente imperfetti. Ad ogni modo, possiamo imparare molto da come Gesù reagì quando subì ingiustizie da parte di malvagi oppositori. Se riusciamo a essere pazienti con oppositori che ci trattano ingiustamente, tanto più dovremmo esserlo con i nostri compagni di fede! w24.11 44:1-2
Venerdì 9 gennaio
Dove potremo comprare del pane per dare da mangiare a questa gente? (Giov. 6:5)
Il pane nei tempi biblici era per molti un alimento base (Gen. 14:18; Luca 4:4). Era così importante che la Bibbia a volte usa il termine “pane” per riferirsi al cibo in generale (Matt. 6:11; Atti 20:7, approfondimento). Il pane fu anche al centro di due noti miracoli di Gesù (Matt. 16:9, 10). Uno di questi miracoli è narrato nel capitolo 6 di Giovanni. Gli apostoli di Gesù avevano appena finito un giro di predicazione. Gesù li prese con sé e attraversò con loro il Mar di Galilea in barca per andare in un luogo in cui potessero riposarsi (Mar. 6:7, 30-32; Luca 9:10). Arrivarono in un posto isolato nella zona di Betsaida. Di lì a poco, però, arrivarono migliaia di persone e si accalcarono intorno a loro. Gesù non restò indifferente. Si prese con amore il tempo di parlare loro del Regno e di guarire i malati. Dato che si stava facendo tardi, i discepoli iniziarono a chiedersi come avrebbero fatto tutte quelle persone a procurarsi da mangiare. Alcune forse avevano portato qualcosa con sé, ma la maggioranza avrebbe dovuto andare a comprarsi da mangiare nei villaggi (Matt. 14:15). w24.12 48:1-2
Sabato 10 gennaio
Il dono di Dio è la vita eterna mediante Cristo Gesù nostro Signore (Rom. 6:23)
I nostri progenitori, Adamo ed Eva, erano perfetti e vivevano in un bellissimo paradiso (Gen. 1:27; 2:7-9). Avrebbero potuto avere una vita felice per sempre, ma poi tutto cambiò. Persero sia il Paradiso che la prospettiva della vita eterna. Quale eredità avrebbero potuto lasciare ai loro futuri discendenti? La Bibbia dice: “Per mezzo di un solo uomo [Adamo] il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini perché tutti hanno peccato” (Rom. 5:12). L’eredità che Adamo ci ha trasmesso è il peccato, che ha come conseguenza la morte. Il peccato che abbiamo ereditato è come un grosso debito che nessuno di noi può ripagare (Sal. 49:8). Gesù paragonò i peccati a “debiti” (Matt. 6:12; Luca 11:4). Quando pecchiamo è come se contraessimo un debito con Geova. Dobbiamo pagare un prezzo per il peccato. Se questo debito non venisse pagato, verrebbe cancellato solo alla nostra morte (Rom. 6:7). w25.02 6:2-3
Domenica 11 gennaio
Io ho fatto conoscere il tuo nome (Giov. 17:26)
Per noi è un onore parlare ad altri della verità del Regno di Dio. Questo privilegio non è concesso a chiunque. Ad esempio, quando Gesù era sulla terra non permise agli spiriti malvagi di parlare di lui alle persone (Luca 4:41). Oggi una persona deve soddisfare dei requisiti per avere il privilegio di partecipare al ministero insieme ai servitori di Geova. Dimostriamo di essere grati di avere l’onore di predicare dando testimonianza ogni volta che possiamo e in qualunque posto ci troviamo. Come Gesù, il nostro obiettivo è piantare e innaffiare i semi della verità del Regno nei cuori delle persone (Matt. 13:3, 23; 1 Cor. 3:6). Seguendo il suo esempio, l’organizzazione di Geova fa tutto il possibile per aiutare altri a conoscere il nome di Dio. Lo ha fatto, ad esempio, attraverso la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, che è stato uno strumento importante per ripristinare il nome di Dio in quei punti del testo in cui compariva in origine. Questa traduzione della Bibbia ora è disponibile per intero o in parte in più di 270 lingue. w24.04 15:8-9
Lunedì 12 gennaio
Suo marito si alza e la loda (Prov. 31:28)
Alcuni fratelli felicemente sposati hanno l’abitudine di fare ogni giorno qualcosa per dimostrare alla moglie che le vogliono bene (1 Giov. 3:18). Un uomo può mostrarsi affettuoso con sua moglie con piccoli gesti, ad esempio tenendole la mano o abbracciandola. Potrebbe anche scriverle per messaggio “mi manchi” o “come sta andando la giornata?” Di tanto in tanto potrebbe esprimerle il suo amore scrivendole dei bei pensieri su un bigliettino. Quando un marito fa queste cose, onora sua moglie e rende più solido il suo matrimonio. Un uomo che onora sua moglie la fa sentire apprezzata e la rassicura. Può farlo, ad esempio, mostrandosi grato per tutto quello che lei fa per sostenerlo (Col. 3:15). Quando un marito loda con sincerità sua moglie, la fa sentire amata, onorata e al sicuro. w25.01 2:15-16
Martedì 13 gennaio
Io, Geova, sono il tuo Dio, colui che ti guida lungo la via in cui devi camminare (Isa. 48:17)
Il Salmo 15 si conclude con questa promessa: “Chi agisce così non sarà mai scosso”. Con queste parole il salmista ci aiuta a capire perché Geova ci chiede di soddisfare certi requisiti. Geova vuole che siamo felici, quindi ci guida in modo da farci ottenere la sua benedizione e la sua protezione. Chi è ospite di Geova ha davanti a sé un futuro luminoso. Gli unti verranno accolti nelle “molte dimore” che Gesù ha preparato per loro in cielo (Giov. 14:2). Chi ha la speranza di vivere per sempre sulla terra vedrà realizzarsi le promesse di Rivelazione 21:3. Tutti ci sentiamo onorati di aver ricevuto l’invito di Geova a essere suoi amici, a essere per sempre ospiti nella sua tenda! (Sal. 15:1-5). w24.06 24:19-20
Mercoledì 14 gennaio
Date a Geova la gloria che spetta al suo nome (Sal. 96:8)
Cos’è la gloria? Nella Bibbia il termine “gloria” può indicare qualsiasi cosa renda qualcuno importante, maestoso. Geova diede una straordinaria dimostrazione della sua gloria poco dopo che la nazione di Israele era stata liberata dalla schiavitù in Egitto. Immaginiamo la scena. Milioni di israeliti sono radunati ai piedi del monte Sinai per incontrare il loro Dio. Una nuvola scura avvolge il monte. All’improvviso uno spaventoso terremoto, evidentemente accompagnato da attività vulcanica, fa tremare la terra sotto i loro piedi, mentre lampi, tuoni e un assordante suono di corno riempiono l’aria (Eso. 19:16-18; 24:17; Sal. 68:8). Quella potente dimostrazione della gloria di Geova deve aver impressionato molto quegli israeliti. Oggi noi diamo gloria a Geova parlando ad altri della sua straordinaria potenza e delle sue bellissime qualità e quando diamo a lui il merito di quello che riusciamo a fare grazie alla sua forza (Isa. 26:12). w25.01 1:2-3
Giovedì 15 gennaio
È stato Geova a mandarmi (Num. 16:28)
A un certo punto, durante il viaggio verso la Terra Promessa, uomini in vista sfidarono Mosè e misero in discussione il ruolo che Geova gli aveva dato. Dissero: “Tutta l’assemblea [non solo Mosè] è santa, tutti i suoi componenti, e Geova è in mezzo a loro” (Num. 16:1-3). Anche se era vero che agli occhi di Geova “tutta l’assemblea” era santa, Geova aveva deciso che fosse Mosè a guidare il Suo popolo. Criticando Mosè, quei ribelli in realtà stavano criticando Geova. Non si stavano concentrando su quello che voleva Geova; erano concentrati su quello che volevano loro: più potere e preminenza. Dio distrusse i leader di quella ribellione, e anche le migliaia di israeliti che dimostrarono di essere dalla loro parte (Num. 16:30-35, 41, 49). Possiamo essere sicuri che anche oggi Geova disapprova chi non rispetta le disposizioni della sua organizzazione. w24.07 28:11
Venerdì 16 gennaio
La visione attende ancora che venga il suo tempo fissato (Abac. 2:3)
Viviamo in un periodo in cui la maggior parte delle persone respinge, e addirittura mette in ridicolo, gli avvertimenti della Bibbia riguardo alla fine di questo sistema di cose (2 Piet. 3:3, 4). Anche se ci sono molte cose che non sappiamo, dobbiamo avere una forte fede nel fatto che la fine di questo sistema di cose arriverà esattamente nel momento stabilito da Geova e che lui si prenderà cura di noi. Dobbiamo anche rafforzare la nostra fede nel canale che Geova sta usando oggi per guidarci: “lo schiavo fedele e saggio” (Matt. 24:45). Quando inizierà la grande tribolazione, potremmo ricevere istruzioni specifiche che serviranno a salvarci la vita. Ora è il momento di rafforzare la nostra fiducia nella guida che riceviamo da coloro che guidano l’organizzazione di Geova. Non possiamo pensare che seguiremo con fiducia le loro istruzioni durante la grande tribolazione se facciamo fatica a seguirle oggi. w24.09 37:11-12
Sabato 17 gennaio
Accertatevi della volontà di Dio, di ciò che è buono, perfetto e gradito a lui (Rom. 12:2)
I genitori cristiani sanno bene che la fede in Dio non è qualcosa che si eredita. Col tempo, a un figlio potrebbero passare per la testa domande come queste: “Come faccio a sapere che esiste un Dio? Posso davvero fidarmi di quello che dice la Bibbia?” In realtà la Bibbia ci incoraggia a usare le nostre “facoltà mentali” e a “[verificare] ogni cosa” (Rom. 12:1; 1 Tess. 5:21). Ma come puoi aiutare tuo figlio a rafforzare la sua fede? Incoraggialo ad accertarsi che quello che insegna la Bibbia è la verità. Quando tuo figlio fa delle domande, approfittane per fargli vedere come trovare le risposte usando strumenti di ricerca come l’Indice delle pubblicazioni Watch Tower e la Guida alle ricerche per i Testimoni di Geova. In quest’ultima potrebbe cercare l’argomento principale “Bibbia” e guardare sotto “Ispirata da Dio” per trovare le prove che la Bibbia non è solo un bel libro scritto da uomini, ma è la “parola di Dio” (1 Tess. 2:13). w24.12 50:4-5
Domenica 18 gennaio
[Queste] cose affidale a uomini fedeli, che a loro volta siano qualificati per insegnarle ad altri (2 Tim. 2:2)
In che modo gli anziani possono imitare Gesù? Devono addestrare e affiancare i fratelli, compresi quelli relativamente giovani, perché diventino idonei per maggiori responsabilità. Gli anziani non si aspettano da loro la perfezione. Dovrebbero dare consigli amorevoli a questi giovani fratelli in modo che possano acquisire esperienza e capire la necessità di essere umili, fedeli e pronti a servire gli altri (1 Tim. 3:1; 1 Piet. 5:5). Gesù affidò ai suoi discepoli la responsabilità non solo di predicare, ma anche di insegnare. Loro si saranno sentiti inadeguati, ma Gesù era sicuro che ce l’avrebbero fatta. Esprimendo completa fiducia in loro, disse: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Giov. 20:21). w24.10 41:15, 17
Lunedì 19 gennaio
Davide, uomo gradito al mio cuore (Atti 13:22)
Davide era un grande re. Era anche un musicista, un poeta, un guerriero e un profeta. Durante la sua vita affrontò tante prove. Per alcuni anni dovette vivere da fuggiasco perché il re Saul, invidioso di lui, gli dava la caccia. Dopo essere diventato re, Davide fu di nuovo costretto a fuggire per mettersi in salvo da suo figlio Absalom, che cercava di usurpare il trono. Nonostante le sue difficoltà e i suoi errori, Davide si dimostrò leale a Dio per tutta la vita. Geova lo definì un “uomo gradito al [suo] cuore”. Quindi vale davvero la pena di ascoltare i consigli di Davide (1 Re 15:5). Pensiamo ad esempio ai consigli che diede a Salomone, suo figlio e suo successore. Quel ragazzo era stato scelto da Geova perché continuasse a promuovere la pura adorazione e costruisse un tempio dove si potesse onorare Dio (1 Cron. 22:5). Salomone avrebbe affrontato difficoltà. Cosa gli disse Davide? Disse a suo figlio che, se avesse ubbidito a Geova, sarebbe stato benedetto (1 Re 2:2, 3). w24.11 45:9-11
Martedì 20 gennaio
Affida a Geova il tuo cammino; confida in lui, ed egli agirà in tuo favore (Sal. 37:5)
Un marito che usa violenza fisica o verbale nei confronti della moglie deve fare diversi passi per riparare ai danni che ha causato alla sua relazione con Geova e con sua moglie. Primo, riconosce che ha un serio problema. A Geova non si può nascondere nulla (Sal. 44:21; Eccl. 12:14; Ebr. 4:13). Secondo, smette di maltrattare la moglie e cambia il suo comportamento (Prov. 28:13). Terzo, riconosce davanti a sua moglie e a Geova di aver sbagliato e chiede loro perdono (Atti 3:19). Deve anche implorare Geova di dargli il desiderio di cambiare e l’aiuto di cui ha bisogno per tenere sotto controllo i pensieri, le parole e le azioni (Sal. 51:10-12; 2 Cor. 10:5; Filip. 2:13). Quarto, agisce in armonia con le sue preghiere imparando a odiare ogni forma di violenza e di linguaggio offensivo (Sal. 97:10). Quinto, chiede immediatamente aiuto agli amorevoli pastori della congregazione (Giac. 5:14-16). Sesto, prepara un piano di azione che lo aiuti a non ricadere nello stesso comportamento in futuro. w25.01 2:14
Mercoledì 21 gennaio
Che cosa aspetti? Alzati, battezzati (Atti 22:16)
Ami Geova Dio, colui che ti ha dato ogni dono buono, compresa la vita? Vuoi dimostrare che lo ami? Il miglior modo per farlo è dedicarti a lui e rendere evidente la tua dedicazione con il battesimo in acqua. Facendo questi passi entrerai a far parte della famiglia di Geova. Di conseguenza Geova sarà per te un Padre e un Amico; lui ti guiderà e si prenderà cura di te perché gli appartieni (Sal. 73:24; Isa. 43:1, 2). Dedicandoti e battezzandoti avrai anche la prospettiva della vita eterna (1 Piet. 3:21). C’è qualcosa che ti trattiene dal battezzarti? Se è così, non sei il primo a cui capita. Milioni di persone prima di te hanno dovuto fare cambiamenti nel loro modo di pensare e di agire per essere idonee per il battesimo. E ora servono Geova con gioia e zelo. w25.03 9:1-2
Giovedì 22 gennaio
Presso di te c’è vero perdono (Sal. 130:4)
Nella Bibbia spesso i peccati sono paragonati a carichi pesanti. Il re Davide parlò dei suoi peccati in questo modo: “I miei errori gravano sulla mia testa; sono un carico pesante, troppo pesante per me” (Sal. 38:4). Ma Geova perdona i peccati di chi si pente (Sal. 25:18; 32:5). L’espressione ebraica tradotta “perdonare” basilarmente significa “portare” o “portare in alto”. Potremmo pensare a Geova come a un uomo forte che ci toglie di dosso il peso del peccato e lo porta via. Esaminiamo un’altra immagine mentale, che ci aiuta a capire quanto lontano Geova porta i nostri peccati. Salmo 103:12 dice: “Quanto il levante è lontano dal ponente, tanto lontano da noi egli ha posto le nostre trasgressioni”. L’est è il punto più lontano dall’ovest. Questi due punti non si incontrano mai. In altre parole, Geova porta i nostri peccati nel punto più lontano da noi che possiamo immaginare. Questa descrizione del perdono di Geova è molto rassicurante! w25.02 7:5-6
Venerdì 23 gennaio
Quando fai doni di misericordia, non suonare la tromba davanti a te (Matt. 6:2)
Dopo che Gesù era tornato in cielo, l’apostolo Pietro guarì miracolosamente un uomo che era zoppo dalla nascita (Atti 1:8, 9; 3:2, 6-8). Naturalmente quell’avvenimento straordinario attirò l’attenzione di una folla di persone (Atti 3:11). Cosa avrebbe fatto Pietro? Si sarebbe goduto quel momento di gloria? D’altronde proveniva da un ambiente che dava grande importanza a posizione e preminenza. Pietro però distolse umilmente l’attenzione da sé per dare il merito a Geova e a Gesù. Disse: “Per mezzo del [...] nome [di Gesù], e mediante la nostra fede nel suo nome, quest’uomo che vedete e conoscete è stato reso forte” (Atti 3:12-16). Possiamo seguire l’esempio di Pietro coltivando l’umiltà. Ci spendiamo per gli altri perché amiamo Geova e amiamo le persone, non perché amiamo essere ammirati. Se facciamo tutto il possibile per servire con gioia Geova e i nostri fratelli, sia che i nostri sforzi vengano notati o meno, allora diamo prova di essere umili (Matt. 6:1-4). w25.03 10:11-12
Sabato 24 gennaio
Presta costante attenzione a te stesso e al tuo insegnamento (1 Tim. 4:16)
Possiamo far crescere il nostro entusiasmo per l’opera di predicazione ricordando sempre che partecipare a quest’opera è un ottimo modo per dimostrare che amiamo Geova e il prossimo (Matt. 22:37-39). Pensiamo a quanto è felice Geova quando ci vede impegnati nell’opera di predicazione e a quanto sono felici le persone quando iniziano a studiare la Bibbia. Pensiamo inoltre al fatto che chi ascolta e decide di servire Geova potrà vivere per sempre (Giov. 6:40). Se sei costretto a casa per qualche motivo, pensa a quello che puoi fare per mostrare amore a Geova e al prossimo. Durante la pandemia di COVID-19, Samuel e Dania non potevano uscire di casa. In quel periodo difficile predicavano regolarmente per telefono, scrivevano lettere e conducevano studi biblici su Zoom. A causa delle loro circostanze non potevano fare molto, ma hanno fatto tutto il possibile, e questo ha dato loro gioia. w24.04 16:15-16
Domenica 25 gennaio
Una brava moglie chi la può trovare? Il suo valore è molto maggiore di quello dei coralli (Prov. 31:10)
Anche se non è necessario essere sposati per essere felici, molti fratelli e sorelle single, sia giovani che meno giovani, vorrebbero trovare un coniuge. Naturalmente prima di pensare alla possibilità di frequentarti con qualcuno dovresti essere pronto per il matrimonio a livello emotivo, spirituale ed economico (1 Cor. 7:36). Inoltre è importante che, ancora prima di iniziare a frequentarti con qualcuno, tu sappia cosa stai cercando in un coniuge. Altrimenti potresti scartare a priori una persona che potrebbe essere un buon coniuge o iniziare a frequentarti con una che non è adatta a te. Naturalmente dovresti prendere in considerazione solo cristiani battezzati (1 Cor. 7:39). Comunque non è sufficiente che una persona sia battezzata perché possa essere un buon coniuge per te. Ti potresti chiedere: “Quali obiettivi vorrei raggiungere nella vita? Quali qualità considero essenziali in un coniuge? Le mie aspettative sono ragionevoli?” w24.05 21:1, 3
Lunedì 26 gennaio
Siate premurosi gli uni con gli altri (Efes. 4:32)
Se ti stai frequentando con qualcuno, come puoi gestire problemi e disaccordi che di tanto in tanto potreste avere? Dovresti concludere che non siete fatti l’uno per l’altra? Non necessariamente: tutte le coppie hanno disaccordi. Ma un matrimonio forte è l’unione di due persone disposte a collaborare per appianare le divergenze. Quindi il modo in cui gestite i problemi ora può rivelare se il vostro matrimonio funzionerà. Chiedetevi: “Quando sorgono dei problemi, riusciamo a parlarne in modo calmo e rispettoso? Siamo disposti ad ammettere prontamente i nostri sbagli e a cercare di migliorare? Siamo pronti a cedere, chiedere scusa e perdonare?” (Efes. 4:31). Comunque se siete spesso in disaccordo o litigate in continuazione mentre vi state frequentando, difficilmente la situazione migliorerà quando sarete sposati. Se ti rendessi conto che la persona con cui ti stai frequentando non è adatta a te, mettere fine alla relazione sarebbe la cosa migliore per entrambi. w24.05 22:12
Martedì 27 gennaio
Sia lodato Geova, mia Roccia, che addestra le mie mani alla battaglia (Sal. 144:1)
Se siamo determinati a fare ciò che è giusto e prendiamo decisioni solidamente basate sui princìpi biblici, esercitiamo un’influenza positiva sugli altri. Man mano che la nostra fede e la nostra conoscenza crescono, diventiamo sempre più saldi nella verità. Non siamo indecisi, instabili o facilmente influenzabili da falsi insegnamenti e modi di pensare tipici del mondo (Efes. 4:14; Giac. 1:6-8). E siamo in grado di aiutare chi sta affrontando delle prove (1 Tess. 3:2, 3). Gli anziani devono essere moderati, assennati, ordinati e ragionevoli. Uomini di questo tipo esercitano un’influenza stabilizzatrice sugli altri perché “si [attengono] fermamente alla fedele parola” (Tito 1:9; 1 Tim. 3:1-3). Con l’esempio e la cura pastorale, gli anziani aiutano i proclamatori a essere regolari nella frequenza alle adunanze, nell’opera di predicazione e nello studio personale. Quando i fratelli e le sorelle affrontano situazioni destabilizzanti, gli anziani possono fare molto perché rimangano concentrati su Geova e sul suo proposito. w24.06 26:16-18
Mercoledì 28 gennaio
Pentitevi, perché il Regno dei cieli si è avvicinato (Matt. 4:17)
Durante il suo ministero, Gesù aiutò le persone a capire che la prontezza a perdonare fa parte della personalità di suo Padre. Pensiamo alla parabola del figlio prodigo. Per un periodo il ragazzo aveva scelto di praticare il peccato. Ma poi “tornò in sé” e decise di ritornare a casa. Come reagì il padre? Gesù disse che, mentre il figlio “era ancora lontano, il padre lo vide [...] e gli corse incontro e lo abbracciò baciandolo affettuosamente”. Il figlio aveva intenzione di chiedere al padre di essere trattato come un servitore, ma il padre si riferì a lui usando l’espressione “mio figlio” e lo riaccolse in famiglia. Disse: “Era perduto ma è stato ritrovato” (Luca 15:11-32). Quando era in cielo prima di venire sulla terra, Gesù di sicuro aveva visto moltissime volte suo Padre mostrare compassione ai peccatori che si pentivano. Gesù ci ha dato davvero un quadro molto toccante e rassicurante del nostro misericordioso Padre, Geova! w24.08 32:11-12
Giovedì 29 gennaio
Siate assennati (1 Piet. 4:7)
Un cristiano che è assennato fa del suo meglio per prendere buone decisioni che rispecchino il modo di pensare di Geova. Sa che niente nella vita è più importante della sua amicizia con Geova. Ha una visione equilibrata di sé stesso, perché è consapevole che non ha tutte le risposte. E dimostra di confidare in Dio rivolgendosi spesso e con umiltà a lui in preghiera. Ci rendiamo conto che, anche se abbiamo delle capacità o dei talenti naturali, abbiamo bisogno di continuare a pregare Geova. Quindi, soprattutto quando dobbiamo prendere decisioni importanti, chiediamo a Geova di guidarci, sicuri che lui sa cosa è meglio per noi. Siamo davvero grati a Geova per averci creato con la capacità di riflettere le sue qualità (Gen. 1:26). Ovviamente non possiamo imitare Geova alla perfezione (Isa. 55:9). w25.03 10:13, 17-18
Venerdì 30 gennaio
[L’amore] spera ogni cosa, sopporta ogni cosa (1 Cor. 13:7)
Non vogliamo mettere in discussione i motivi degli altri. Se una persona non esprime apprezzamento per qualcosa che abbiamo fatto, potremmo chiederci: “È una persona ingrata o si è semplicemente dimenticata di esprimere gratitudine?” Magari ci sono altri motivi per cui la persona non ha ricambiato il nostro gesto come ci saremmo aspettati. Forse alcuni provano una profonda gratitudine ma fanno fatica a esprimerla. Potrebbero sentirsi a disagio quando vengono aiutati, soprattutto se in passato erano loro quelli che aiutavano gli altri. In qualunque caso, l’amore cristiano ci spingerà a concedere delle attenuanti ai nostri compagni di fede e a continuare così a provare la gioia che deriva dal dare (Efes. 4:2). Siamo pazienti. Riguardo all’essere generosi, il saggio re Salomone scrisse: “Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molti giorni lo ritroverai” (Eccl. 11:1). Come indicano queste parole, alcuni potrebbero esprimere la loro gratitudine molto tempo dopo che abbiamo mostrato loro la nostra generosità, “dopo molti giorni”. w24.09 39:18-19
Sabato 31 gennaio
Riprendi pubblicamente quelli che praticano il peccato, affinché questo serva di monito agli altri (1 Tim. 5:20)
A volte si fa un annuncio alla congregazione per comunicare che una persona è stata ripresa. In questo caso possiamo continuare a stare in sua compagnia, perché sappiamo che si è pentita e ha smesso di comportarsi in modo sbagliato. Fa ancora parte della congregazione e ha bisogno della compagnia incoraggiante dei fratelli e delle sorelle (Ebr. 10:24, 25). Il caso di una persona che è stata allontanata dalla congregazione, invece, è molto diverso. Dobbiamo “smettere di stare in compagnia di [quella persona], non mangiando nemmeno con [lei]” (1 Cor. 5:11). Questo significa forse che dovremmo ignorarla completamente? Non necessariamente. Di certo non intratterremmo rapporti sociali con lei. Ma, sulla base della loro coscienza educata secondo la Bibbia, i cristiani possono decidere se invitare o meno ad assistere a un’adunanza una persona allontanata, forse un familiare o qualcuno con cui avevano un’amicizia. w24.08 35:13-14