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Esaminiamo le Scritture ogni giorno del 2026
es26 pp. 98-108

Ottobre

Giovedì 1º ottobre

Starò di vedetta in attesa di Geova (Mic. 7:7)

Spesso riceviamo direttive dall’organizzazione che ci guidano nel servire Geova. Potrebbero venire dagli anziani locali, dal sorvegliante di circoscrizione, dalla filiale o dal Corpo Direttivo. A volte, però, potremmo non capire il motivo di una certa disposizione. Forse vediamo soltanto i disagi che quella disposizione potrebbe causarci. Potremmo anche iniziare a soffermarci sull’imperfezione dei fratelli da cui quella disposizione proviene. Se camminiamo per fede, siamo convinti che Geova ha il controllo della situazione e conosce le nostre circostanze. Di conseguenza siamo pronti a ubbidire, e lo facciamo con un atteggiamento positivo (Ebr. 13:17). Riconosciamo che con la nostra ubbidienza contribuiamo a tenere unita la congregazione (Efes. 4:2, 3). Abbiamo fiducia nel fatto che, quando ubbidiamo anche se i fratelli che ci guidano sono imperfetti, Geova benedirà la nostra ubbidienza (1 Sam. 15:22). Al momento giusto lui correggerà tutto quello che dev’essere veramente corretto. w25.03 23-24 parr. 13-14

Venerdì 2 ottobre

Dio rivela i segreti (Dan. 2:28)

Stiamo vivendo in un periodo entusiasmante! Ogni giorno le profezie bibliche si adempiono sotto i nostri occhi. Ad esempio vediamo “il re del nord” e “il re del sud” impegnati in uno scontro per il dominio del mondo (Dan. 11:40). Vediamo anche che la buona notizia del Regno di Dio viene predicata in una misura senza precedenti e che milioni di persone la stanno accettando (Isa. 60:22; Matt. 24:14). Inoltre stiamo ricevendo cibo spirituale in abbondanza “al tempo giusto” (Matt. 24:45-47). Geova ci sta aiutando a capire in maniera sempre più chiara i principali avvenimenti che si verificheranno molto presto (Prov. 4:18). Possiamo essere sicuri che prima che inizi la grande tribolazione sapremo tutto quello che ci servirà sapere per riuscire a perseverare fedelmente e a rimanere uniti durante quel periodo difficile. Comunque dobbiamo riconoscere che ci sono delle cose riguardo al prossimo futuro che semplicemente non sappiamo. w24.05 8 parr. 1-2

Sabato 3 ottobre

Non sparge calunnie con la sua lingua (Sal. 15:3)

Il salmista parla in modo specifico della calunnia. La calunnia in genere è una dichiarazione falsa che può rovinare la reputazione di qualcuno. Salmo 15:3 inoltre ci ricorda che chi è ospite di Geova non fa nulla di male al prossimo e non diffama gli amici (Sal. 15:1). Come potremmo arrivare a diffamare un amico? Potremmo inavvertitamente diffamare qualcuno diffondendo informazioni negative su di lui. Pensiamo a queste tre situazioni: (1) una sorella interrompe il servizio a tempo pieno, (2) una coppia non serve più alla Betel e (3) un fratello non serve più come anziano o servitore di ministero. Sarebbe appropriato fare congetture sulle motivazioni per cui sono avvenuti questi cambiamenti e parlare con altri dell’idea che ci siamo fatti? Potremmo non essere a conoscenza di tutte le ragioni che hanno portato a questo cambiamento. Ricordiamo che chi è ospite nella tenda di Geova “non fa nulla di male al prossimo e non diffama gli amici”. w24.06 11-12 parr. 11-13

Domenica 4 ottobre

Tengo di continuo Geova davanti a me. Non sarò mai scosso, perché egli è alla mia destra (Sal. 16:8)

Per rafforzare il nostro timore di Geova, dobbiamo concentrarci su come avere la sua approvazione ogni volta che prendiamo una decisione. Quando leggiamo un racconto della Bibbia, chiediamoci: “Se mi fossi trovato in questa situazione cosa avrei deciso di fare?” Ad esempio, immaginiamo se ci fossimo trovati ad ascoltare il rapporto negativo fatto dai 10 capi israeliti dopo che avevano esplorato la terra promessa da Geova a Israele. Avremmo creduto a quel rapporto, cedendo al timore degli uomini? Oppure avrebbero prevalso il nostro amore per Geova e il nostro desiderio di piacergli? Un’intera generazione di israeliti non riconobbe la verità presentata da Giosuè e Caleb. Di conseguenza quegli israeliti persero l’opportunità di entrare nella Terra Promessa (Num. 14:10, 22, 23). w24.07 10 par. 7

Lunedì 5 ottobre

Geova è colui che esamina i cuori (Prov. 17:3)

Gomer, la moglie del profeta Osea, lasciò Osea per altri uomini. Era senza speranza? Geova, che può leggere i cuori, disse a Osea: “Va’ ancora, ama questa donna che è amata da un altro uomo ed è adultera, proprio come Geova ama gli israeliti, che si rivolgono ad altri dèi” (Osea 3:1; Prov. 16:2). È interessante notare che la moglie di Osea stava ancora commettendo un peccato grave. Eppure Geova disse a Osea di offrirle il perdono e di riconciliarsi con lei. In modo simile, Geova non aveva rigettato il suo popolo ostinato. Anche se gli israeliti praticavano peccati terribili, continuava ad amarli e prese l’iniziativa di aiutarli a pentirsi e a cambiare condotta. Questo esempio indica che Geova, “colui che esamina i cuori”, prende l’iniziativa di aiutare anche chi sta ancora commettendo un peccato grave nel tentativo di condurlo al pentimento. w24.08 10 par. 7

Martedì 6 ottobre

La Legge possiede un’ombra delle benedizioni future (Ebr. 10:1)

I cristiani ebrei del I secolo dovettero affrontare una grande sfida. Prima gli ebrei erano il popolo scelto da Geova. Gerusalemme era la sede terrena del governo di Dio, e il tempio era il centro della pura adorazione. Tutti gli ebrei fedeli seguivano la Legge mosaica così come veniva spiegata dai capi religiosi. C’erano regole riguardo all’alimentazione, alla circoncisione e anche ai rapporti con i non ebrei. Dopo la morte di Gesù, però, Geova aveva smesso di accettare i sacrifici offerti secondo la Legge mosaica. Questo rappresentava una sfida per i cristiani ebrei, perché dovevano cambiare il loro modo di adorare (Ebr. 10:1, 4, 10). Perfino dei cristiani maturi, come ad esempio l’apostolo Pietro, fecero fatica ad adattarsi ad alcuni di questi cambiamenti (Atti 10:9-14; Gal. 2:11-14). A causa delle loro nuove convinzioni, quei cristiani iniziarono a essere perseguitati dai capi religiosi ebrei. w24.09 9 par. 4

Mercoledì 7 ottobre

Ricordate quelli che vi guidano, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio (Ebr. 13:7)

Tutte le volte che dà un incarico ai suoi servitori, Geova si aspetta che lo portino a termine in modo organizzato (1 Cor. 14:33). Ad esempio, è sua volontà che la buona notizia venga predicata in tutta la terra abitata (Matt. 24:14). Ha dato a Gesù la responsabilità di guidare l’opera di predicazione. E Gesù si assicura che questa venga svolta in modo ben organizzato. Nel I secolo, a Gerusalemme un gruppo formato dagli apostoli e da altri anziani prendeva decisioni che tutte le congregazioni dovevano rispettare (Atti 15:2; 16:4). Man mano che in diversi luoghi venivano formate delle congregazioni, gli anziani di ognuna di queste trasmettevano ai fratelli e alle sorelle le decisioni che erano state prese (Atti 14:23). Grazie al fatto che ubbidivano alle istruzioni ricevute, “le congregazioni erano [...] rese ferme nella fede e crescevano” (Atti 16:5). w24.04 8 par. 1

Giovedì 8 ottobre

Maria Maddalena andò dai discepoli e annunciò: “Ho visto il Signore!” (Giov. 20:18)

La mattina presto del 16 nisan diverse donne fedeli andarono nel posto dove era stato messo il corpo di Gesù (Luca 24:1, 10). Vediamo cosa accadde a una di quelle donne, Maria Maddalena. Quando Maria arrivò alla tomba la trovò vuota, e corse subito a dirlo a Pietro e a Giovanni. Loro si avviarono correndo verso la tomba, e lei li seguì. Dopo aver verificato che era vuota, Pietro e Giovanni tornarono a casa. Maria invece rimase lì, in lacrime. Non poteva sapere che Gesù la stava guardando. Lui vide le lacrime di quella donna fedele, e questo lo toccò nel profondo. Quindi le apparve, e poi fece qualcosa di semplice che la incoraggiò molto. Le parlò e le diede un incarico importante: andare a dire ai fratelli di Gesù che lui era stato risuscitato (Giov. 20:17, 18). w24.10 13 par. 7

Venerdì 9 ottobre

Moltiplicherò i miei segni e i miei miracoli nel paese d’Egitto (Eso. 7:3)

Mosè fu un profeta, un giudice, un comandante e uno storico. Condusse la nazione d’Israele fuori dall’Egitto e vide con i suoi occhi molti miracoli di Geova. Geova si servì di lui per la stesura dei primi cinque libri della Bibbia, del Salmo 90 e forse del Salmo 91. È probabile che Mosè abbia scritto anche il libro di Giobbe. Poco prima di morire, quando aveva 120 anni, Mosè radunò tutti gli israeliti per ricordare loro le cose che avevano visto e vissuto. Avevano visto i tanti segni e miracoli compiuti da Geova e i suoi giudizi contro l’Egitto (Eso. 7:4). Avevano camminato tra le acque divise del Mar Rosso e avevano visto Geova distruggere l’esercito del faraone (Eso. 14:29-31). Nel deserto avevano visto come Geova li aveva protetti e si era preso cura di loro (Deut. 8:3, 4). Adesso che stavano per entrare nella Terra Promessa, Mosè colse quest’ultima opportunità per incoraggiarli. w24.11 8-9 parr. 3-4

Sabato 10 ottobre

Se uno mangia questo pane vivrà per sempre; il pane che darò è la mia carne, che offrirò per la vita del mondo (Giov. 6:51)

Quello che Gesù disse ai suoi apostoli durante la Cena del Signore aveva una portata diversa rispetto a quello che aveva detto alla folla in Galilea. Nel 32 E.V., in Galilea, Gesù si stava rivolgendo principalmente a dei giudei che si aspettavano di essere sfamati da lui. Tuttavia, richiamò la loro attenzione su qualcosa di molto più importante del cibo letterale, un provvedimento grazie al quale avrebbero potuto avere la vita eterna. E Gesù disse che chi moriva poteva essere risuscitato nell’ultimo giorno e vivere per sempre. Gesù non si stava riferendo a pochi eletti, a un gruppo ristretto di persone, come poi fece durante la Cena del Signore. In Galilea stava parlando invece della benedizione della vita eterna che tutti avrebbero potuto ricevere. w24.12 11 parr. 10-11

Domenica 11 ottobre

Mariti, continuate ad amare le vostre mogli (Col. 3:19)

Geova odia chiunque sia violento (Sal. 11:5). E condanna in modo specifico i mariti che maltrattano la moglie (Mal. 2:16). Se un marito non tratta bene sua moglie, il suo rapporto con Geova ne risentirà. Geova potrebbe perfino non ascoltare più le sue preghiere (1 Piet. 3:7). Alcuni mariti aggrediscono la moglie con parole cattive e cariche di rabbia. Ma Geova odia “collera e ira, le urla e il linguaggio offensivo” (Efes. 4:31, 32). Un marito che parla con durezza a sua moglie non rovina soltanto il suo matrimonio, ma anche la sua amicizia con Dio (Giac. 1:26). Lo stesso può dirsi di un marito che guarda materiale pornografico. Anche lui danneggia la sua amicizia con Geova. E per di più svilisce sua moglie. Geova si aspetta che un uomo rimanga leale alla propria moglie non solo con le azioni ma anche nei pensieri. Gesù disse che un uomo che guarda un’altra donna in modo da provare passione per lei ha già commesso adulterio “nel suo cuore” (Matt. 5:28, 29). w25.01 9 parr. 6-8

Lunedì 12 ottobre

L’uomo è dichiarato giusto solo per mezzo della fede in Gesù Cristo (Gal. 2:16)

Essere dichiarati giusti significa che le accuse contro di noi decadono e che la nostra “fedina penale” viene ripulita. Facendo questo, Geova non viola le sue norme di giustizia. Non ci dichiara giusti in base ai nostri meriti, né condona i nostri peccati. Ma grazie alla nostra fede nel provvedimento dell’espiazione e al fatto che è stato pagato il riscatto, Geova ha una base per cancellare i nostri debiti (Rom. 3:24). Cosa significa questo per ognuno di noi? Quelli che sono stati scelti per regnare con Gesù in cielo sono già stati dichiarati giusti come figli di Dio (Tito 3:7; 1 Giov. 3:1). I loro peccati sono stati perdonati. Non hanno più, per così dire, la fedina penale sporca. E questo li rende idonei a far parte del Regno (Rom. 8:1, 2, 30). Quelli che hanno la speranza terrena sono stati dichiarati giusti come amici di Dio, e i loro peccati sono stati perdonati (Giac. 2:21-23). w25.02 5 parr. 17-18

Martedì 13 ottobre

I tuoi pensieri non sono quelli di Dio, ma degli uomini (Matt. 16:23)

Pensiamo a un’occasione in cui il modo di pensare dell’apostolo Pietro non rispecchiò quello di Geova. Gesù aveva detto agli apostoli che avrebbe dovuto andare a Gerusalemme e lì essere consegnato ai capi religiosi, essere torturato e infine messo a morte (Matt. 16:21). Per Pietro forse era difficile accettare l’idea che Geova avrebbe lasciato che Gesù, la speranza di Israele e il promesso Messia, fosse messo a morte (Matt. 16:16). Pietro prese Gesù in disparte e gli disse: “Sii buono con te stesso, Signore; questo non ti succederà mai” (Matt. 16:22). Il pensiero di Pietro non rispecchiava quello di Geova, e quindi non era in sintonia con quello di Gesù. Pietro avrà senz’altro avuto buone intenzioni, ma Gesù respinse il suo consiglio. Non era volontà di Geova che Gesù si risparmiasse. In quell’occasione Pietro imparò una lezione importante: doveva fare suoi i pensieri di Dio. E lo stesso vale per noi. w25.03 9 parr. 5-6

Mercoledì 14 ottobre

Geova è vicino a quelli che hanno il cuore affranto; salva quelli dallo spirito abbattuto (Sal. 34:18)

Siamo emotivamente provati perché qualcuno di cui ci fidavamo ci ha deluso o tradito? A prescindere da come siamo stati trattati, il nostro Padre celeste ci ama. Davanti a un tradimento possiamo trarre conforto dalle rassicuranti parole di Davide che troviamo nella scrittura di oggi. Un’opera di consultazione dice che l’espressione “quelli dallo spirito abbattuto” può essere resa “quelli che non hanno niente di bello in cui sperare”. Cosa fa Geova per aiutare chi ha subìto una forte delusione e si sente così? Come un Padre amorevole che tiene tra le braccia e conforta un figlio in lacrime, “Geova è vicino” a ciascuno di noi; è compassionevole e pronto ad aiutarci se ci sentiamo schiacciati dal dolore legato a un tradimento o al senso di abbandono. Lui desidera confortarci e lenire il dolore del nostro cuore. Geova ci dà anche delle belle prospettive che ci aiutano a sopportare le difficoltà del presente (Isa. 65:17). w24.12 23 parr. 13-14

Giovedì 15 ottobre

È da Geova che sarete ricompensati (Col. 3:24)

Gli anziani possono star certi che Geova vede e apprezza il loro ottimo lavoro. Oltre a prendersi cura del gregge, insegnare e predicare, molti anziani danno una mano nei progetti di costruzione e nelle operazioni di soccorso. Altri prestano servizio nei Gruppi di visita ai pazienti o nei Comitati di assistenza sanitaria. Gli anziani considerano la congregazione una disposizione di Geova. Svolgono i loro compiti con dedizione e sono pienamente convinti che Dio li ricompenserà per quello che fanno (Col. 3:23, 24). Non tutti possono essere anziani, ma tutti abbiamo qualcosa da offrire a Geova. Lui è felice quando vede che diamo il meglio per servirlo. Apprezza le nostre contribuzioni per l’opera mondiale, anche se piccole. E si rallegra quando passiamo sopra a un’offesa e siamo pronti a perdonare. Non dubitiamo che Geova dà grande valore a quello che facciamo. Lui ci ama e ci ricompenserà (Luca 21:1-4). w24.06 23 parr. 12-13

Venerdì 16 ottobre

Non lasciare che il tuo cuore si incammini nelle vie di lei e non vagare per i suoi sentieri (Prov. 7:25)

Il racconto di Salomone fa capire quello che potrebbe succedere a qualsiasi servitore di Geova. Potrebbe arrivare a commettere un peccato grave e poi avere la sensazione che tutto sia successo all’improvviso. Oppure potrebbe dire: “Non so come, ma è successo”. Se però riflette bene su quanto è accaduto, probabilmente scoprirà di aver fatto alcune cose poco sagge che lo hanno portato a commettere quella trasgressione. Forse è stato in compagnia delle persone sbagliate, ha scelto divertimenti inappropriati o ha frequentato posti discutibili, di persona o online. E in più, forse ha smesso di pregare, di leggere la Bibbia, di assistere alle adunanze o di partecipare al ministero. Come il ragazzo descritto in Proverbi, in fin dei conti non ha commesso quel peccato così all’improvviso. Cosa impariamo? Non dobbiamo solo evitare il peccato in sé, ma anche tutte quelle azioni che portano al peccato. Al termine del suo racconto Salomone mette in chiaro proprio questo punto (Matt. 5:29, 30). w24.07 16 parr. 10-11

Sabato 17 ottobre

Abbiamo questo tesoro in vasi di terracotta (2 Cor. 4:7)

Cos’è questo tesoro? Si tratta dell’opera di predicazione del messaggio del Regno, un’opera che salva delle vite (2 Cor. 4:1). Cosa sono i vasi di terracotta? Rappresentano i servitori di Dio, che portano ad altri la buona notizia. Ai giorni di Paolo i mercanti usavano vasi d’argilla per trasportare cose di valore come cibo, vino e soldi. In modo simile, Geova ha affidato a noi il messaggio della buona notizia. Con il suo aiuto, possiamo avere la forza di cui abbiamo bisogno per continuare a proclamare questo messaggio. A volte potremmo avere paura di come reagiranno le persone o temere che non ci ascolteranno. Come possiamo vincere questi timori? Esaminiamo quello che dissero in preghiera gli apostoli quando fu ordinato loro di non predicare. Piuttosto che farsi bloccare dalla paura, chiesero a Geova di aiutarli a continuare a parlare con coraggio. Geova rispose immediatamente alla loro preghiera (Atti 4:18, 29, 31). Se a volte abbiamo paura degli uomini, chiediamo a Geova di aiutarci a vincere quel timore con l’amore, l’amore che proviamo per le persone. w24.04 16 parr. 8-9

Domenica 18 ottobre

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome (Matt. 6:9)

L’amore per Geova ci spinge a santificare il suo nome. Vogliamo fare la nostra parte per confutare le terribili menzogne che Satana ha raccontato sul conto di Geova per disonorare il Suo nome (Gen. 3:1-5; Giob. 2:4; Giov. 8:44). Nel ministero siamo ansiosi di difendere il nostro Dio dicendo la verità su di lui a chiunque voglia ascoltarci. Vogliamo che tutti sappiano che la sua principale qualità è l’amore, che il suo modo di governare è giusto e che presto il suo Regno metterà fine a tutte le sofferenze e porterà pace e felicità in tutto il mondo (Sal. 37:10, 11, 29; 1 Giov. 4:8). Difendendo la reputazione di Geova nel ministero santifichiamo il suo nome. Inoltre proviamo soddisfazione perché stiamo dimostrando di essere all’altezza del nome che portiamo. w24.05 18 par. 12

Lunedì 19 ottobre

Quando fai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi, e allora sarai felice, perché loro non hanno nulla per ripagarti; sarai infatti ripagato alla risurrezione dei giusti (Luca 14:13, 14)

Se sei un fratello, dimostri di essere ospitale quando compi azioni buone a favore degli altri, inclusi quelli che non fanno parte della tua stretta cerchia di amici (1 Piet. 4:9). Parlando di un uomo ospitale, un’opera di consultazione dice: “Le porte della sua casa e del suo cuore devono essere aperte agli estranei”. Chiediti: “Ho la reputazione di essere una persona che accoglie gli ospiti?” (Ebr. 13:2, 16). Un uomo ospitale condivide tutto quello che può con gli ospiti, compresi quelli che hanno poco in senso materiale e quelli che si danno molto da fare per l’organizzazione, come i sorveglianti di circoscrizione e gli oratori che vengono da altre congregazioni (Gen. 18:2-8; Prov. 3:27; Atti 16:15; Rom. 12:13). w24.11 21 par. 6

Martedì 20 ottobre

Le vergini che erano pronte entrarono con lui alla festa di nozze (Matt. 25:10)

Nella parabola delle vergini Gesù parlò di 10 vergini che andavano incontro allo sposo (Matt. 25:1-4). Tutte speravano di accompagnarlo alla festa nuziale. Gesù disse che cinque di quelle vergini erano “sagge”, mentre le altre cinque erano “stolte”. Le vergini sagge erano preparate ad aspettare lo sposo per tutto il tempo necessario, anche se fosse arrivato a notte inoltrata. Quindi avevano portato con sé delle lampade a olio per fare luce. Avevano anche portato con sé dell’olio in più per tenerle accese nel caso lo sposo fosse arrivato più tardi del previsto. Quelle vergini erano pronte (Matt. 25:6-10). Quando arrivò lo sposo, le vergini sagge entrarono con lui alla festa di nozze. In modo simile, i cristiani unti che si saranno dimostrati pronti continuando a vigilare e a essere fedeli fino alla venuta di Cristo, “lo sposo”, saranno giudicati degni di stare con lui nel suo Regno celeste (Riv. 7:1-3). w24.09 21 par. 6

Mercoledì 21 ottobre

Vidi una grande folla di ogni nazione (Riv. 7:9)

Se pensiamo ai risultati che vengono raggiunti oggi a livello mondiale, ci sentiamo spinti a continuare a predicare con zelo. Ogni anno milioni di persone assistono alla Commemorazione e studiano la Bibbia con noi. Centinaia di migliaia si battezzano e iniziano a loro volta a predicare. Non sappiamo quante persone ancora accetteranno la buona notizia, ma sappiamo che Geova sta radunando una grande folla che sopravvivrà alla grande tribolazione (Riv. 7:9, 14). Il Signore della messe continua a essere fiducioso che molti altri ascolteranno il messaggio, quindi abbiamo buone ragioni per continuare a predicare (Luca 10:2). I discepoli di Gesù si sono sempre contraddistinti per la loro zelante predicazione. Quando le persone videro lo zelo e la franchezza degli apostoli, “capirono che erano stati con Gesù” (Atti 4:13). Anche noi desideriamo che chi ci osserva nel ministero capisca che stiamo seguendo l’esempio di zelo lasciato da Gesù. w25.03 18 par. 15; 19 parr. 17-18

Giovedì 22 ottobre

O Geova, che cos’è l’uomo che tu debba notarlo? (Sal. 144:3)

Dalla Bibbia comprendiamo che Geova presta attenzione a chi non viene considerato importante dagli altri. Ad esempio, Geova mandò il profeta Samuele a casa di Iesse perché ungesse uno dei suoi figli come futuro re di Israele. Iesse chiamò sette dei suoi otto figli perché si presentassero davanti a Samuele, ma non chiamò Davide, il più piccolo. Eppure era proprio Davide che Geova aveva scelto (1 Sam. 16:6, 7, 10-12). Geova aveva visto chi era Davide nel profondo: un ragazzo che dava grande valore alle cose spirituali. Pensa a come Geova ha già dimostrato che per lui sei importante. Lui ti dà consigli su misura, adatti ai tuoi bisogni specifici (Sal. 32:8). Come potrebbe farlo se non ti conoscesse bene? (Sal. 139:1). Mettendo in pratica i suoi consigli e vedendo come questo ti è d’aiuto, sarai sempre più convinto che Geova si interessa di te (1 Cron. 28:9; Atti 17:26, 27). Geova nota tutto il tuo impegno. Vede come sei nel profondo, le tue qualità, e ti offre la sua amicizia (Ger. 17:10). w24.10 25-26 parr. 7-9

Venerdì 23 ottobre

Provò compassione per quelle persone, perché erano come pecore senza pastore (Mar. 6:34)

Senza dubbio ami Geova e vuoi servire gli altri. Come puoi far crescere in te questo desiderio? Potresti pensare alla gioia che si prova nel servire i fratelli e le sorelle. Gesù disse: “C’è più felicità nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35). E nella sua vita si lasciò guidare da questo principio. Servire gli altri gli faceva provare una grande gioia. Vediamo un episodio narrato in Marco 6:31-34. In quell’occasione Gesù e i suoi apostoli erano stanchi. Stavano andando in un posto isolato per riposarsi un po’, ma una folla arrivò lì prima di loro. Quelle persone speravano che Gesù insegnasse loro qualcosa. Lui si sarebbe potuto rifiutare. Dopotutto Gesù e gli apostoli “non avevano [avuto] nemmeno il tempo di mangiare”. Oppure Gesù avrebbe potuto insegnare a quelle persone soltanto una o due cose e poi mandarle via. Ma siccome era motivato dall’amore, “cominciò a insegnare loro molte cose”, e continuò finché si fu fatto tardi (Mar. 6:35). w24.11 16 parr. 9-10

Sabato 24 ottobre

Le vostre azioni verranno ricompensate (2 Cron. 15:7)

Se sei genitore, incoraggia tuo figlio a creare le occasioni per parlare ad altri della verità della Bibbia (Rom. 10:10). Potresti paragonare l’impegno che ci vuole per parlare ad altri della propria fede con l’impegno che serve per imparare a suonare uno strumento. In genere chi sta imparando a suonare inizia con melodie semplici; col tempo suonare diventerà più facile per lui. In modo simile, un giovane Testimone potrebbe partire con qualcosa di semplice per parlare ad altri della sua fede. Ad esempio potrebbe chiedere a un compagno: “Sapevi che spesso gli ingegneri si ispirano alla natura per i loro progetti? Ti faccio vedere un video che a me è piaciuto molto”. Dopo aver mostrato un video della serie “Frutto di un progetto?” potrebbe chiedere: “Se uno scienziato si prende il merito per qualcosa che esiste già in natura, a chi va il merito per aver creato l’originale?” Una conversazione di questo tipo potrebbe essere sufficiente per stimolare l’interesse di un ragazzo e fargli venire voglia di saperne di più. w24.12 19 parr. 17-18

Domenica 25 ottobre

Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte (Rom. 5:12)

Per liberarci dal peccato e dalla morte, Geova dispose che Gesù provvedesse il riscatto. Ma come poteva il sacrificio di un solo uomo perfetto redimere milioni di persone? L’apostolo Paolo spiega: “Come per la disubbidienza di un solo uomo [Adamo] molti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’ubbidienza di uno solo [Gesù] molti saranno costituiti giusti” (Rom. 5:19; 1 Tim. 2:6). In altre parole, fu la disubbidienza di un solo uomo perfetto a renderci schiavi del peccato e della morte. Quindi serviva l’ubbidienza di un solo uomo perfetto perché fossimo liberati. Ma Geova non poteva semplicemente permettere ai discendenti ubbidienti di Adamo di vivere per sempre? Un essere umano imperfetto potrebbe pensare che questa sarebbe stata la soluzione più amorevole e ragionevole. Tuttavia, non avrebbe tenuto conto della perfetta giustizia di Geova. Dato che Geova è giusto, non avrebbe mai scelto di ignorare il grave atto di disubbidienza di Adamo. w25.01 21 parr. 3-4

Lunedì 26 ottobre

Camminiamo per fede, non per visione (2 Cor. 5:7)

Per l’apostolo Paolo si avvicinava il momento in cui sarebbe stato messo a morte. Ma Paolo aveva ogni motivo per essere soddisfatto della vita che aveva vissuto. Guardando indietro poté dire: “Ho corso la corsa sino alla fine, ho osservato la fede” (2 Tim. 4:6-8). Paolo aveva preso la saggia decisione di dedicare la propria vita al ministero cristiano, ed era sicuro che Geova era contento di lui. Anche noi vogliamo prendere buone decisioni e avere l’approvazione di Dio. Come possiamo riuscirci? Riguardo a sé e ad altri fedeli cristiani Paolo disse: “Camminiamo per fede, non per visione”. Nella Bibbia il termine “camminare” a volte si riferisce al modo di vivere che una persona sceglie. Chi cammina “per fede” prende decisioni basate sulla sua fiducia in Geova Dio. Con le sue azioni dimostra di essere convinto che Dio lo ricompenserà e che seguire i consigli della sua Parola è sempre la cosa migliore (Sal. 119:66; Ebr. 11:6). w25.03 20 parr. 1-2

Martedì 27 ottobre

Siate trasformati rinnovando la vostra mente (Rom. 12:2)

Con l’aiuto dello spirito di Dio molti che in passato agivano in modo violento, aggressivo o disonesto hanno fatto cambiamenti radicali (Isa. 65:25). Si sono lasciati alle spalle le loro caratteristiche negative (Efes. 4:22-24). Ovviamente tutti i servitori di Geova sono ancora imperfetti, e quindi fanno degli errori. Geova però ha unito persone di ogni tipo con un indissolubile legame di amore e pace (Tito 2:11). Questo è un miracolo che solo l’Iddio Onnipotente poteva fare! Quello che Geova dice si realizza sempre (Isa. 55:10, 11). Il paradiso spirituale è già realtà. Geova ha portato all’esistenza una famiglia spirituale davvero unica. Chi ne fa parte sta nel posto più pacifico e sicuro che esista al momento, un’oasi in questo mondo violento (Sal. 72:7). Per questi motivi vogliamo aiutare più persone possibile a unirsi alla nostra famiglia della fede. Possiamo farlo concentrandoci sul fare discepoli (Matt. 28:19, 20). w24.04 23 parr. 13, 15

Mercoledì 28 ottobre

Noi abbiamo la mente di Cristo (1 Cor. 2:16)

Gesù amava Geova con tutta la sua mente. Sapeva qual era la volontà di Dio per lui ed era deciso ad agire in armonia con essa, anche se questo avrebbe significato soffrire. Gesù era concentrato sul fare la volontà del Padre e non permise che nulla lo distraesse da quell’obiettivo. Pietro e gli altri apostoli ebbero il privilegio di passare del tempo con Gesù, e questo permise loro di comprendere il suo modo di pensare. Quando scrisse la sua prima lettera ispirata, Pietro incoraggiò i cristiani ad “[armarsi] della stessa disposizione mentale” di Cristo (1 Piet. 4:1). Nel dire ai cristiani di armarsi, Pietro usò un termine che veniva dal linguaggio militare. Questo ci fa capire che se i cristiani imitano la disposizione mentale di Gesù, cioè il suo modo di pensare, avranno un’arma potente per combattere contro le tendenze peccaminose e il mondo dominato da Satana (2 Cor. 10:3-5; Efes. 6:12). w25.03 8-9 parr. 1-3

Giovedì 29 ottobre

I pensieri nel cuore dell’uomo sono acque profonde, ma l’uomo che ha discernimento sa come attingervi (Prov. 20:5)

Quali cose dovresti cercare di capire della persona con cui ti stai frequentando? Prima di lasciarti coinvolgere troppo sul piano dei sentimenti, dovresti parlare con la persona di alcuni argomenti importanti, ad esempio dei suoi obiettivi. Come puoi conoscere davvero bene l’altra persona? È importante parlare apertamente e con onestà, fare domande e ascoltare con attenzione (Giac. 1:19). Per raggiungere questo obiettivo potrà esserti utile scegliere attività che favoriscano la conversazione, ad esempio mangiare qualcosa insieme, fare delle passeggiate in luoghi pubblici e predicare. Tu e l’altra persona potrete conoscervi meglio anche trascorrendo del tempo con i vostri familiari e i vostri amici. Organizza delle attività che ti permettano di vedere come si comporta in varie circostanze e con persone diverse. w24.05 27-28 parr. 6-7

Venerdì 30 ottobre

Imitate l’esempio di Dio, quali figli amati (Efes. 5:1)

In futuro affronteremo prove per le quali sarà necessario confidare in Geova come mai prima. I racconti della Bibbia e le storie di vita di Testimoni dei nostri giorni ci aiuteranno a capire in che modo Dio ha manifestato qualità simili a quelle di una roccia per sostenere i suoi servitori. Riflettiamo attentamente su questi racconti. Questo ci aiuterà a fare di Geova la nostra Roccia. Inoltre saremo maggiormente in grado di edificare i fratelli e le sorelle. Ad esempio, Gesù diede a Simone il nome Cefa (tradotto “Pietro”), che significa “frammento di roccia” (Giov. 1:42). Questo indicava che Pietro sarebbe diventato fonte di conforto e stabilità per la congregazione. Gli anziani di congregazione vengono descritti come “l’ombra di un’imponente roccia”. Questo esempio trasmette bene l’idea che gli anziani proteggono i componenti della congregazione (Isa. 32:2). Naturalmente è un bene per la congregazione quando tutti, fratelli e sorelle, imitano le qualità di Geova simili a quelle di una roccia. w24.06 28 parr. 10-11

Sabato 31 ottobre

Geova richiede devozione esclusiva (Deut. 4:24)

I re d’Israele che furono considerati fedeli da Geova rimasero attaccati alla vera adorazione. La maggioranza dei re che Geova giudicò infedeli aveva abbandonato la Sua legge in favore della falsa adorazione (1 Re 21:25, 26; 2 Cron. 12:1). Perché la questione dell’adorazione era così importante per Geova? Innanzitutto perché il re aveva la responsabilità di guidare il popolo di Dio nella vera adorazione. Inoltre, la falsa adorazione porta inevitabilmente a commettere altri gravi peccati e ingiustizie (Osea 4:1, 2). In più, i re e i loro sudditi erano dedicati a Geova. Per questo motivo la Bibbia paragona il loro coinvolgimento nella falsa adorazione all’adulterio (Ger. 3:8, 9). Chi commette adulterio commette un peccato grave nei confronti della persona a cui più di tutte avrebbe dovuto essere fedele, facendola soffrire molto. Similmente, un dedicato servitore di Geova che pratica la falsa adorazione commette un peccato grave nei Suoi confronti, causandogli così un grande dolore (Deut. 4:23). w24.07 22-23 parr. 12-15

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