Agosto
Sabato 1º agosto
Ci sarà una grande tribolazione, quale non c’è stata dal principio del mondo fino ad ora (Matt. 24:21)
Preghiamo che più persone possibile ascoltino l’avvertimento e inizino già ora ad adorare Geova insieme a noi. Ma che ne sarà di quelli che adesso non ci ascoltano? È possibile che Geova voglia salvare la vita delle persone che inizieranno a riporre fede in lui dopo aver visto la distruzione di Babilonia la Grande. Se le cose stanno così, allora continuare ad avvertire le persone è ancora più urgente. Avvertendo ora le persone potremmo dar loro qualcosa da ricordare in futuro. (Confronta Ezechiele 33:33.) Forse ripenseranno all’avvertimento trasmesso da noi e si sentiranno spinte a iniziare a servire Geova prima che sia troppo tardi. Proprio come il carceriere di Filippi iniziò a servire Geova solo dopo un forte terremoto, forse alcuni che oggi non accettano il messaggio cambieranno idea dopo che il mondo sarà stato scosso dalla distruzione di Babilonia la Grande (Atti 16:25-34). w24.05 17 parr. 9-10
Domenica 2 agosto
Il fine della Legge è Cristo (Rom. 10:4)
Impariamo qualcosa di importante da ciò che l’apostolo Paolo scrisse ai cristiani ebrei. Alcuni avevano smesso di crescere spiritualmente e dovevano ancora “[nutrirsi] di latte anziché di cibo solido” (Ebr. 5:12). Avevano smesso di tenersi al passo con la verità che veniva progressivamente rivelata tramite la congregazione (Prov. 4:18). Ad esempio, molti cristiani ebrei promuovevano ancora la Legge mosaica, nonostante fosse stata abolita circa 30 anni prima sulla base del sacrificio di Cristo (Tito 1:10). Con la sua lettera Paolo li stava aiutando ad accettare alcune profonde verità. Quel cibo solido aiutò quei fratelli a rafforzare la loro convinzione nel fatto che la forma di adorazione stabilita da Geova per la congregazione cristiana era la migliore. Inoltre, quel cibo spirituale diede loro il coraggio di continuare a predicare (Ebr. 10:19-23). w24.04 6 par. 15
Lunedì 3 agosto
Ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti (Atti 24:15)
Da quando Adamo ed Eva si unirono a Satana e si ribellarono a Geova Dio, sono morte miliardi di persone. Che speranza c’è per quelli che sono morti? Geova ha riservato a 144.000 fedeli discepoli di Cristo una risurrezione alla vita immortale nei cieli (Riv. 14:1). E tantissimi uomini e donne fedeli che amavano Geova verranno risuscitati nella “risurrezione [...] dei giusti” e, se continueranno a essere giusti durante il Regno millenario di Cristo e la prova finale, vivranno per sempre sulla terra (Dan. 12:13; Ebr. 12:1). Sempre durante il Millennio gli “ingiusti”, cioè quelli che non hanno mai servito Geova e quelli che addirittura “hanno praticato cose ignobili”, avranno l’opportunità di cambiare e iniziare a servire Geova (Giov. 5:29; Luca 23:42, 43). Comunque alcuni esseri umani sono stati così malvagi che Geova ha deciso di non risuscitarli (Luca 12:4, 5). w24.05 2 par. 3; 5 par. 15; 6 par. 17
Martedì 4 agosto
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è molto lontano da me (Isa. 29:13)
Chi vuole essere approvato da Geova deve “[dire] la verità nel suo cuore” (Sal. 15:2). Questo significa più che non mentire. Geova vuole che siamo onesti “in ogni cosa” (Ebr. 13:18). Questo è importante perché “Geova detesta chi è subdolo, ma è intimo amico dei giusti” (Prov. 3:32). Chi “dice la verità nel suo cuore” non finge di essere ubbidiente davanti agli altri mentre viola le leggi di Dio in segreto. Non si comporta in modo subdolo. Una persona subdola potrebbe iniziare a dubitare che alcune norme di Geova siano davvero sagge (Giac. 1:5-8). Potrebbe disubbidire a Geova in questioni che le sembrano poco importanti. E se poi la sua disubbidienza sembra non avere conseguenze, potrebbe sentirsi incoraggiata a violare in modo sempre più grave le leggi di Dio, e la sua adorazione diventerebbe ipocrita (Eccl. 8:11). Ma noi vogliamo essere onesti in ogni cosa. w24.06 10 parr. 7-8
Mercoledì 5 agosto
Rimanete saldi, con la cintura della verità stretta intorno alla vita (Efes. 6:14)
Noi servitori di Geova amiamo la verità della Bibbia. Abbiamo costruito la nostra fede su questa verità (Rom. 10:17). Ci siamo convinti senza alcun dubbio che Geova ha istituito la congregazione cristiana affinché fosse “colonna e sostegno della verità” (1 Tim. 3:15). Satana non desidera altro che farci perdere la fiducia nella Bibbia o nella guida che riceviamo dall’organizzazione di Dio (Efes. 4:14). Presto il Diavolo si servirà di una potente propaganda per sviare intere nazioni, spingendole a opporsi a Geova (Riv. 16:13, 14). Possiamo anche aspettarci che Satana intensifichi i suoi sforzi per sviare i servitori di Geova (Riv. 12:9). Quindi è molto importante che impariamo a riconoscere la differenza tra la verità e la falsità e a essere ubbidienti alla verità (Rom. 6:17; 1 Piet. 1:22). La nostra sopravvivenza durante la grande tribolazione dipenderà da questo. w24.07 8 parr. 1-3
Giovedì 6 agosto
Questo comandamento che oggi ti do non è troppo difficile per te, né al di fuori della tua portata (Deut. 30:11)
Quando organizzò gli israeliti facendone una nazione, Geova fece con loro un patto, un accordo formale. Se avessero ubbidito alle sue leggi, li avrebbe protetti e benedetti. Se invece si fossero ribellati, ad esempio scegliendo di adorare altri dèi, lui avrebbe smesso di benedirli e loro avrebbero sofferto. Ma anche in quel caso avrebbero potuto riottenere il favore di Dio. Avrebbero potuto ‘tornare da Geova loro Dio e ascoltare la sua voce’ (Deut. 30:1-3, 17-20). In altre parole, si sarebbero potuti pentire. E se lo avessero fatto, Geova si sarebbe avvicinato a loro e avrebbe ricominciato a benedirli. Il popolo che Geova aveva scelto si ribellò a lui più volte. Questo causò loro molte sofferenze. Ma anche se si ostinavano a praticare il peccato, Geova non perse le speranze con loro. Mandò più e più volte i profeti per esortarli a pentirsi e a ritornare da lui (2 Re 17:13, 14). w24.08 9 parr. 4-5
Venerdì 7 agosto
Si scatenò una grande persecuzione contro la congregazione che era a Gerusalemme (Atti 8:1)
Negli anni successivi alla morte di Gesù, i cristiani ebrei che vivevano a Gerusalemme e in Giudea avevano vissuto un periodo difficile. Poco dopo la nascita della congregazione cristiana, si era scatenata un’intensa persecuzione. Poi, circa 20 anni dopo, i discepoli di Cristo avevano affrontato gravi difficoltà economiche, forse causate da una carestia che in precedenza aveva colpito il paese (Atti 11:27-30). Comunque, intorno al 61 E.V. i cristiani stavano vivendo un periodo di relativa pace in confronto a quello che sarebbe successo in seguito. Durante quel periodo ricevettero dall’apostolo Paolo una lettera ispirata che arrivò proprio al momento giusto. Infatti il periodo di pace che quei cristiani stavano vivendo sarebbe presto finito. E in quella lettera Paolo diede agli ebrei dei consigli che li avrebbero aiutati a perseverare durante la tribolazione che avrebbero affrontato. w24.09 8 parr. 1-2
Sabato 8 agosto
Per me sono stati fonte di grande conforto (Col. 4:11)
Quando stiamo soffrendo, i nostri fratelli e le nostre sorelle sono una chiara espressione dell’amore che Geova prova per noi. Loro possono confortarci ascoltandoci con empatia o trascorrendo del tempo con noi. Potrebbero condividere con noi un versetto biblico rassicurante o fare una preghiera con noi (Rom. 15:4). A volte un fratello o una sorella potrebbe ricordarci come Geova vede le cose, aiutandoci così a mantenere l’equilibrio. I fratelli possono anche sostenerci in modi pratici, ad esempio portandoci qualcosa da mangiare quando siamo particolarmente giù. Per ricevere aiuto dagli altri potrebbe essere necessario chiederlo (Prov. 17:17). Non è detto che sappiano come ci sentiamo o di cosa abbiamo bisogno (Prov. 14:10). Perciò sii disposto a parlare dei tuoi sentimenti con degli amici maturi. Fa’ sapere loro cosa ti sarebbe d’aiuto. Potresti decidere di confidarti con uno o due anziani con cui ti senti a tuo agio. Per alcune sorelle è stato di conforto parlare con una sorella matura. w24.10 10 parr. 15-16
Domenica 9 agosto
Chiunque riconosce il Figlio ed esercita fede in lui avrà vita eterna (Giov. 6:40)
Molti stanno attenti a quello che mangiano e cercano di fare esercizio in modo regolare per rimanere in salute. Ma non si aspettano di vivere per sempre. Anzi, pensano che sia una cosa impossibile. Forse non lo desiderano nemmeno, viste le difficoltà legate alla vecchiaia. Eppure, come si legge in Giovanni 3:16 e 5:24, Gesù parlò della “vita eterna” come di una bella prospettiva per gli esseri umani. Un giorno Gesù provvide miracolosamente dei pani e dei pesci a una folla di migliaia di persone. Quell’evento fu sensazionale, ma quello che disse il giorno dopo alla folla che lo aveva seguito a Capernaum, sulle rive del Mar di Galilea, lo fu ancora di più. Gesù disse che gli esseri umani potevano essere risuscitati e avere la vita eterna (Giov. 6:39, 40). Le sue parole indicano che molti che sono morti potranno essere risuscitati e che tu potrai vivere per sempre insieme ai tuoi cari. w24.12 8 parr. 1-2
Lunedì 10 agosto
Mariti, date loro onore come a un vaso più fragile, quello femminile (1 Piet. 3:7)
Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che molti mariti commettono abusi fisici, verbali o psicologici ai danni della moglie. Un marito potrebbe trattare con rispetto la moglie in pubblico, ma poi maltrattarla fra le mura domestiche. Cosa può portare un marito a maltrattare la moglie? Alcuni uomini, avendo avuto un padre violento, pensano che un comportamento violento sia normale. Altri sono influenzati dalla cultura in cui sono cresciuti, che potrebbe promuovere l’idea sbagliata che “un vero uomo” deve usare la forza per far capire alla moglie che è lui che comanda. Ad altri ancora non è stato insegnato a controllare le proprie emozioni, inclusa la rabbia. Alcuni uomini hanno sviluppato un’idea distorta delle donne e del sesso perché guardano regolarmente materiale pornografico. Inoltre, rapporti indicano che la pandemia di COVID-19 ha peggiorato le cose. Ovviamente nessuno di questi fattori giustifica il comportamento violento di un marito. w25.01 8 parr. 2-3
Martedì 11 agosto
Siccome Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi della stessa disposizione mentale (1 Piet. 4:1)
“Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente” (Luca 10:27). Gesù fece capire che questo era il più importante comandamento della Legge mosaica. Come è chiaro da queste parole, il nostro amore per Geova coinvolge il nostro cuore, che include i desideri, i sentimenti e le emozioni. Amare Geova comporta anche una devozione resa con tutta l’anima. E richiede che impieghiamo la nostra forza, incluse le nostre energie fisiche. Coinvolge però anche la nostra mente, che include il nostro modo di vedere le cose. Ovviamente non capiremo mai fino in fondo il modo di pensare di Geova. Ma possiamo comprenderlo meglio studiando “la mente di Cristo”, perché il modo di pensare di Gesù rispecchia perfettamente quello del Padre (1 Cor. 2:16). w25.03 8 par. 1
Mercoledì 12 agosto
Tramite lui abbiamo la liberazione per riscatto mediante il suo sangue, il perdono delle nostre colpe, secondo la ricchezza dell’immeritata bontà di Dio (Efes. 1:7)
Come uomo perfetto, Gesù equivaleva al primo uomo, Adamo, prima che peccasse (1 Cor. 15:45). Quindi con la sua morte Gesù poté espiare il peccato di Adamo, cioè riacquistare ciò che Adamo aveva perso (Rom. 5:19). Gesù diventò quindi “l’ultimo Adamo”. Non è necessario che venga un’altra persona perfetta e paghi per ciò che Adamo ha perso. Gesù è morto “una volta per sempre” (Ebr. 7:27; 10:12). Qual è quindi la differenza tra il provvedimento dell’espiazione e il riscatto? Il provvedimento dell’espiazione è l’azione che Dio compie per ristabilire una buona relazione tra lui e gli esseri umani. Il riscatto è il prezzo pagato per rendere possibile l’espiazione a favore degli esseri umani peccatori. Questo prezzo è rappresentato dal prezioso sangue di Gesù, che è stato versato in nostro favore (Ebr. 9:14). w25.02 5 parr. 12-13
Giovedì 13 agosto
Dio è fedele e non lascerà che siate tentati oltre ciò che potete sopportare, ma con la tentazione farà anche la via d’uscita perché possiate sopportarla (1 Cor. 10:13)
Considerare Geova una Persona reale ci permette di avere il giusto punto di vista sulle prove. Ci rendiamo conto che le prove che affrontiamo rientrano in una questione più grande tra Geova e Satana. Il Diavolo sostiene che se affrontiamo difficoltà lasceremo Geova (Giob. 1:10, 11; Prov. 27:11). Se durante le prove invece rimaniamo fedeli a Geova, dimostriamo che lo amiamo e che Satana è un bugiardo. Stai affrontando opposizione da parte del governo, difficoltà economiche, reazioni negative all’opera di predicazione o altre prove? Se sì, ricorda che la tua situazione ti dà l’opportunità di rallegrare Geova. Ricorda anche che lui non permetterà mai che le prove vadano al di là di quello che puoi sopportare. Ti darà la forza di cui hai bisogno per perseverare. w24.06 22 par. 9
Venerdì 14 agosto
Ognuno è messo alla prova essendo attirato e adescato dal proprio desiderio (Giac. 1:14)
Sai da quali cose tu sei particolarmente tentato? Non ci fa bene ingannarci negando le nostre debolezze o concludendo che siamo così forti da non poter commettere un peccato (1 Giov. 1:8). Paolo disse che anche quelli che sono “spiritualmente qualificati” se non stanno in guardia potrebbero cedere a una tentazione (Gal. 6:1). Dobbiamo essere onesti con noi stessi e riconoscere le nostre debolezze (2 Cor. 13:5). Una volta che abbiamo individuato le cose dalle quali siamo particolarmente tentati, cosa dovremmo fare? Rafforziamoci in modo da poter resistere. Ad esempio, nei tempi biblici la parte più vulnerabile delle mura di una città erano le porte. Per questo motivo le porte erano la parte più sorvegliata. In modo simile, dobbiamo prestare particolare attenzione ai campi in cui sappiamo di essere più deboli (1 Cor. 9:27). w24.07 15 parr. 5-7
Sabato 15 agosto
Continuate a portare frutto in ogni opera buona e a crescere nell’accurata conoscenza di Dio (Col. 1:10)
“Ogni opera buona” di cui parla la scrittura di oggi comprende la predicazione della buona notizia. Perciò, quando leggiamo la Bibbia e ci meditiamo su, la nostra fede in Geova si rafforza, e ci rendiamo sempre più conto dell’importanza di predicare il messaggio del Regno. Se vogliamo che la Parola di Dio influisca davvero su di noi, dovremmo evitare di leggere, studiare e meditare in maniera frettolosa. Prendiamoci tutto il tempo necessario. Se troviamo un versetto che facciamo fatica a capire, non limitiamoci a continuare la lettura. Piuttosto, usiamo l’Indice delle pubblicazioni Watch Tower o la Guida alle ricerche per i Testimoni di Geova per cercare di capire come è stato spiegato quel versetto. Se quando studiamo ci prendiamo tutto il tempo necessario, rafforzeremo la nostra fiducia nel fatto che quello che dice la Bibbia è vero (1 Tess. 5:21). Più saremo convinti di questo, più sarà grande la gioia che proveremo nel parlare ad altri di quello che impariamo. w24.04 15 parr. 4-5
Domenica 16 agosto
Vi ho scritto per vedere se vi dimostrate ubbidienti in ogni cosa (2 Cor. 2:9)
Davide disse: “Tu sei buono, o Geova, e pronto a perdonare” (Sal. 86:5). Michea chiese: “Chi è un Dio come te, che perdona l’errore e passa sopra la trasgressione?” (Mic. 7:18). E Isaia scrisse: “Il malvagio abbandoni la sua via, e l’empio i suoi pensieri; ritorni da Geova, che avrà misericordia di lui, dal nostro Dio, perché perdonerà generosamente” (Isa. 55:7). La congregazione di Corinto fu esortata a riaccogliere un uomo pentito e a dimostrargli il suo amore; facendo questo avrebbe imitato Geova. Seguendo quell’istruzione, i componenti della congregazione si dimostrarono “ubbidienti in ogni cosa”. È vero, erano passati solo alcuni mesi da quando quell’uomo era stato allontanato dalla congregazione, ma la disciplina aveva raggiunto il suo scopo, portandolo a pentirsi. Quindi non c’era motivo di aspettare ancora prima di riammetterlo nella congregazione. w24.08 17-18 parr. 12-13
Lunedì 17 agosto
Uno sarà preso e l’altro lasciato (Matt. 24:40)
Viviamo in un tempo cruciale. Presto Gesù giudicherà ogni essere umano. Gesù descrisse il periodo che avrebbe portato a questo giudizio dando ai suoi discepoli un “segno” profetico della sua invisibile presenza e della “conclusione del sistema di cose” (Matt. 24:3). Di questo “segno” si parla nei capitoli 24 e 25 di Matteo, e nei racconti paralleli contenuti nel capitolo 13 di Marco e nel capitolo 21 di Luca. Gesù diede degli utili avvertimenti attraverso tre parabole: quella delle pecore e dei capri, quella delle vergini sagge e delle vergini stolte, e quella dei talenti. Ognuna di queste parabole ci aiuta a capire come influirà il comportamento di una persona sul modo in cui verrà giudicata. w24.09 20 parr. 1-2
Martedì 18 agosto
Tutto quello che fate, fatelo con amore (1 Cor. 16:14)
Gesù Cristo, il più grande esempio a cui ci ispiriamo, era motivato dall’amore. Amava suo Padre e amava le persone. Quell’amore lo spingeva a darsi da fare e a svolgere compiti umili a favore degli altri (Matt. 20:28; Giov. 13:5, 14, 15). Se sei un fratello e sei motivato dall’amore, Geova ti benedirà e ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi spirituali, come quello di diventare idoneo come servitore di ministero (1 Piet. 5:5). Nel mondo, le persone che sponsorizzano sé stesse vengono spesso ammirate. Ma non è così nell’organizzazione di Geova. Un fratello che è motivato dall’amore come lo era Gesù non va in cerca di potere, di autorità o di una posizione. Se una persona così ambiziosa venisse nominata nella congregazione, probabilmente si rifiuterebbe di svolgere i compiti umili necessari per prendersi cura delle preziose pecore di Geova. Potrebbe pensare che tali incarichi non siano alla sua altezza (Giov. 10:12). w24.11 15 parr. 6-7
Mercoledì 19 agosto
Lo spirito santo vi ha nominato sorveglianti (Atti 20:28)
In tutto il mondo c’è bisogno di più fratelli che prestino servizio come “doni sotto forma di uomini” (Efes. 4:8). Se sei un fratello battezzato, “è nelle tue possibilità” dare una mano? (Prov. 3:27). Hai il desiderio di qualificarti per diventare servitore di ministero? Potresti impegnarti per raggiungere la meta di servire i tuoi fratelli in qualità di anziano? Puoi apportare dei cambiamenti nella tua vita in modo da fare domanda per la Scuola per evangelizzatori del Regno? Questa scuola ti metterà nelle condizioni di essere impiegato ancora di più da Gesù. Se non ti senti all’altezza, prega Geova. Chiedigli di darti il suo spirito santo per riuscire ad assolvere qualsiasi incarico ti venga affidato (Luca 11:13). I fratelli che Gesù ha nominato come “doni sotto forma di uomini” sono una chiara dimostrazione del fatto che lui ci sta guidando in questi ultimi giorni (Matt. 28:20). Siamo davvero grati di avere un Re amorevole, generoso e attento, che provvede fratelli qualificati che si prendono cura di noi! w24.10 23 parr. 16-17
Giovedì 20 agosto
Le cose passate non torneranno in mente (Isa. 65:17)
Che ne sarà di tutte le cose che fanno soffrire i servitori di Dio? Alla fine “saranno dimenticate” e “saranno nascoste ai [suoi] occhi” (Isa. 65:16). Geova eliminerà tutte le cose che ci fanno preoccupare, e col tempo anche il dolore provocato dai ricordi di queste cose svanirà completamente. Già adesso quando assistiamo alle adunanze proviamo una sensazione di calma. Lì possiamo rilassarci e dimenticare per un po’ lo stress che ci crea questo mondo malvagio. E manifestando amore, gioia, pace, benignità e mitezza, che fanno parte del frutto dello spirito di Dio, aiutiamo i fratelli e le sorelle a provare calma (Gal. 5:22, 23). È davvero un privilegio far parte dell’organizzazione di Dio. Chi rimane nel paradiso spirituale vedrà la completa realizzazione della promessa di Dio di portare “nuovi cieli e una nuova terra”. w24.04 22 parr. 9-10
Venerdì 21 agosto
Per l’uomo è una trappola dichiarare frettolosamente: “Santo!”, e solo dopo riflettere sul voto fatto (Prov. 20:25)
Frequentarsi con qualcuno può essere piacevole, ma è una cosa che non va presa alla leggera perché si tratta di un passo che può portare al matrimonio. Nel giorno delle nozze un fratello e una sorella promettono davanti a Geova di amarsi e rispettarsi finché vivranno. Prima di fare qualsiasi voto dovremmo pensarci molto bene. E questo vale anche per il voto matrimoniale. Frequentandosi, un fratello e una sorella possono conoscersi meglio e prendere una decisione saggia. Alcuni decideranno di sposarsi, altri di mettere fine alla relazione. Anche se due persone si lasciano, non significa che frequentarsi sia stato inutile. Al contrario, è servito allo scopo: li ha aiutati a prendere una decisione saggia. Perché è importante che i cristiani ricordino lo scopo per cui ci si frequenta? I cristiani single che hanno il giusto punto di vista al riguardo non si frequenteranno con qualcuno che non hanno intenzione di sposare. w24.05 26-27 parr. 3-4
Sabato 22 agosto
Non vergognarti della testimonianza riguardo al nostro Signore (2 Tim. 1:8)
I giovani cristiani a volte potrebbero non avere il coraggio di difendere le loro convinzioni. Questo può succedere ad esempio quando in classe si parla della teoria dell’evoluzione. Perché? Perché gli insegnanti potrebbero presentare l’evoluzione come un dato di fatto. Come puoi aiutare tuo figlio a trovare il coraggio di difendere quello in cui crede? Rassicuralo che non deve vergognarsi di conoscere la verità riguardo alla creazione. Perché? Perché anche molti scienziati sono convinti che la vita non ha avuto inizio in modo spontaneo o per caso. Vedono un progetto intelligente dietro alla complessità della vita. Di conseguenza non accettano la teoria dell’evoluzione. Tuo figlio può rafforzare le sue convinzioni riflettendo sui motivi che hanno convinto altri fratelli e sorelle del fatto che la vita è stata creata. w24.12 18 parr. 14-15
Domenica 23 agosto
Si rallegrò nello spirito santo (Luca 10:21)
Gesù continuò a essere fiducioso che alcune persone avrebbero accettato la buona notizia, e questo lo aiutò a non perdere l’entusiasmo. Per esempio, verso la fine dell’anno 30, Gesù vide che molte persone erano pronte ad accettare il messaggio e le paragonò a campi pronti per la mietitura (Giov. 4:35). Circa un anno dopo disse ai suoi discepoli: “La messe è grande” (Matt. 9:37, 38). E in seguito disse di nuovo: “La messe è grande [...]. Implorate perciò il Signore della messe di mandare operai nella sua messe” (Luca 10:2). Gesù non perse mai la fiducia nel fatto che le persone potevano accettare la buona notizia, e quando questo succedeva si rallegrava. Gesù insegnò ai suoi discepoli a mantenere un atteggiamento positivo verso il messaggio. Questo li avrebbe aiutati a conservare lo zelo nel ministero. w25.03 18-19 parr. 15-16
Lunedì 24 agosto
Il mio Dio è la roccia in cui trovo riparo (Sal. 94:22)
Geova è un rifugio. Proprio come una grande roccia può dare riparo da un brutto temporale, Geova ci protegge quando ci troviamo in situazioni che minacciano il nostro benessere. Ci tiene al sicuro e ci garantisce che qualunque danno potremmo subire non sarà permanente. E fa molto di più: ci promette che in futuro eliminerà qualsiasi cosa metta in pericolo la nostra pace e la nostra sicurezza (Ezec. 34:25, 26). Un modo in cui possiamo fare di Geova il nostro rifugio è pregarlo. Quando preghiamo, riceviamo “la pace di Dio” che custodisce il nostro cuore e la nostra mente (Filip. 4:6, 7). Geova è sempre lì per noi. Possiamo fidarci di lui perché “è la Roccia eterna” (Isa. 26:3, 4). Lui rimarrà sempre in vita e quindi potrà sempre mantenere le sue promesse, ascoltare le nostre preghiere e darci tutto l’aiuto di cui abbiamo bisogno. Possiamo fare affidamento su Geova anche perché lui è leale verso chi lo serve (2 Sam. 22:26). Non dimenticherà mai quello che facciamo, e sarà sempre pronto a ricompensarci (Ebr. 6:10; 11:6). w24.06 27 parr. 4-6
Martedì 25 agosto
Salvaguarda il tuo cuore, perché da esso sgorgano le fonti della vita (Prov. 4:23)
I divertimenti inappropriati possono dividere il nostro cuore. Lo stesso può dirsi delle cattive compagnie e della mentalità materialistica. Se ci accorgiamo che qualcosa sta iniziando a indebolire il nostro amore per Geova, agiamo subito per correggere la situazione (Matt. 5:29, 30). Non dobbiamo lasciare che il nostro cuore diventi diviso. Potremmo ingannarci pensando che se ci impegniamo di più nelle attività spirituali non abbiamo bisogno di respingere ciò che è male. Per capire il punto, immaginiamo di tornare a casa in una giornata estremamente fredda e ventosa. Al nostro arrivo accendiamo il riscaldamento. Ma a cosa servirebbe se lasciassimo la porta aperta? L’aria gelida raffredderebbe velocemente la casa. Qual è il punto? Non basta nutrirsi di cibo spirituale, che per così dire riscalda la nostra relazione con Geova. Dobbiamo anche chiudere la porta alle influenze nocive, così che l’“aria” fredda di questo mondo, cioè il suo modo di pensare in contrasto con quello di Dio, non entri nel nostro cuore e non lo divida (Efes. 2:2). w24.07 21 parr. 6-7
Mercoledì 26 agosto
Continuate ad amare i vostri nemici e a pregare per quelli che vi perseguitano (Matt. 5:44)
A malapena riusciamo a comprendere tutto il dolore che Gesù provò per le offese e le ingiustizie che subì. Eppure lui non si lasciò sopraffare dalle ingiustizie. Invece di maledire i soldati che lo avevano inchiodato al palo, pregò: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Pregare per chi ci ha trattato male può calmare la nostra rabbia e il nostro risentimento e può persino aiutarci a vedere quella persona in modo diverso. Non sappiamo quali altre ingiustizie dovremo subire prima che arrivi la fine di questo sistema. Qualsiasi cosa succeda, non smettiamo mai di chiedere aiuto a Geova in preghiera. Imitiamo il modo in cui Gesù reagì alle ingiustizie e continuiamo a seguire i princìpi della Bibbia. Se lo facciamo, possiamo essere certi che “[erediteremo] una benedizione” da Geova (1 Piet. 3:8, 9). w24.11 6 par. 16; 7 parr. 17, 19
Giovedì 27 agosto
Tu non sei un Dio che si compiace della malvagità. Nessun malvagio può rimanere presso di te (Sal. 5:4)
Geova non è un Dio permissivo, lui non condona il peccato (Sal. 5:4-6). Dio richiede che rispettiamo le sue giuste norme, che ha fatto scrivere per noi nella sua Parola. Ovviamente non si aspetta la perfezione dagli esseri umani imperfetti (Sal. 130:3, 4). Allo stesso tempo non tollera “uomini empi che usano [la sua] immeritata bontà [...] come pretesto per tenere un comportamento sfrontato” (Giuda 4). Infatti la Bibbia parla della “distruzione degli empi” ad Armaghedon, la guerra di Dio (2 Piet. 3:7; Riv. 16:16). Tuttavia, Geova “desidera che non sia distrutto nessuno”. La Bibbia afferma chiaramente che lui “desidera [...] che tutti giungano al pentimento” (2 Piet. 3:9). Gli anziani imitano Geova cercando con pazienza di aiutare i peccatori a cambiare il loro comportamento e a riottenere l’approvazione di Geova. w24.08 26 parr. 1-2
Venerdì 28 agosto
Tu apri la mano e soddisfi il desiderio di ogni vivente (Sal. 145:16)
Come Geova, anche noi possiamo dare in senso materiale spinti dall’amore. Chiediamoci: “C’è un mio compagno di fede che ha bisogno di cibo o di vestiario?” Geova può usarci per aiutare quel fratello o quella sorella. La generosità dei servitori di Geova è particolarmente evidente quando si verifica un disastro. Ad esempio, durante la pandemia di COVID-19 fratelli e sorelle hanno dato cibo, vestiti e altre cose materiali a chi ne aveva bisogno. Molti hanno anche fatto delle generose donazioni per l’opera mondiale, contribuendo così a finanziare i soccorsi in tutto il mondo. Questi fratelli hanno preso a cuore le parole di Ebrei 13:16: “Non dimenticate di fare il bene e di condividere con gli altri quello che avete, perché Dio si compiace di tali sacrifici”. w24.09 27 parr. 6-7
Sabato 29 agosto
Accertatevi delle cose più importanti (Filip. 1:10)
Immaginiamo questa situazione. Stiamo cercando un lavoro per provvedere alla nostra famiglia, e abbiamo ricevuto due offerte. Ripensiamo a tutte le informazioni che abbiamo raccolto: il tipo di lavoro, gli orari, il tempo che ci metteremmo per gli spostamenti e così via. Nessuno dei due lavori va contro i princìpi biblici. Forse preferiamo uno dei due perché ci piace di più il tipo di lavoro o perché lo stipendio è più alto. Comunque ci sono altri fattori da considerare prima di prendere una decisione. Per esempio, per ognuno dei due lavori potremmo chiederci: “Gli orari di lavoro interferirebbero in qualche modo con gli orari delle adunanze? Avrei tutto il tempo che mi serve per prendermi cura dei bisogni emotivi e spirituali della mia famiglia?” Farci domande come queste ci aiuterà a mettere le “cose più importanti” — la nostra adorazione e i bisogni della nostra famiglia — prima delle cose materiali. A questo punto potremo prendere una decisione saggia che Geova potrà benedire. w25.01 17 parr. 11-13
Domenica 30 agosto
Geova è vicino a quelli che hanno il cuore affranto (Sal. 34:18)
Anche se altri ti hanno trattato male, puoi essere sicuro che Geova ti ama e ti considera prezioso. Se ti senti “abbattuto”, ricorda che Geova ha visto il buono che c’è in te e ha deciso di attirarti (Giov. 6:44). Lui è sempre pronto ad aiutarti, perché per lui hai un grande valore. Possiamo comprendere meglio i sentimenti di Geova riflettendo sull’esempio di Gesù. Durante il suo ministero sulla terra, Gesù notò le persone che venivano disprezzate e le trattò con compassione (Matt. 9:9-12). Quando una donna che sperava di essere guarita da una dolorosa malattia toccò la sua veste, Gesù la confortò e la lodò per la sua fede (Mar. 5:25-34). Gesù rispecchia perfettamente la personalità di suo Padre (Giov. 14:9). Quindi puoi star certo che Geova ti considera prezioso e nota le tue belle qualità, compresi la tua fede e il tuo amore per lui. w24.10 7 parr. 4-5
Lunedì 31 agosto
Raccogli le mie lacrime nel tuo otre! (Sal. 56:8)
Nel corso della vita, Davide affrontò molte situazioni difficili che gli fecero versare lacrime. Fu oggetto di ostilità da parte di alcuni e fu perfino tradito da persone di cui si fidava (1 Sam. 19:10, 11; 2 Sam. 15:10-14, 30). In un’occasione scrisse: “Sono stremato dai sospiri; tutta la notte inondo di lacrime il mio letto; allago di pianto il mio divano” (Sal. 6:6). Nonostante le difficoltà che aveva affrontato, Davide era convinto che Geova lo amava. Scrisse: “Geova udrà il mio pianto” (Sal. 6:8). Le parole della scrittura di oggi dipingono un toccante quadro della cura che Geova ha di noi. Per Davide era come se Geova raccogliesse le sue lacrime in un recipiente o le annotasse in un libro. Davide era sicuro che Geova notava e ricordava il suo dolore. Era convinto che il suo amorevole Padre era a conoscenza non solo di quello che aveva passato, ma anche dei segni che quelle esperienze gli avevano lasciato. w24.12 22 parr. 11-12