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  • Un mondo unito: Sarà mai una realtà?

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  • Un mondo unito: Sarà mai una realtà?
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1997
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  • È in vista un mondo unito?
  • Conforto per gli oppressi
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1996
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    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1997
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    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1955
Altro
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1997
w97 1/11 pp. 2-4

Un mondo unito: Sarà mai una realtà?

“SE ENTRO le prossime generazioni riusciremo a trasformare il mondo di stati indipendenti in cui viviamo in qualche specie di vera comunità internazionale, . . . allora avremo effettivamente abolito anche l’antico istituto della guerra . . . Se dovessimo fallire, però, probabilmente non ci sarebbe . . . nessuna civiltà”. Così dice lo storico militare Gwynne Dyer nel suo libro intitolato War (Guerra).

Le pagine della storia, dice Dyer, sono piene delle imprese di nazioni e altri gruppi potenti che ricorsero alla guerra per comporre le loro vertenze. La mancanza di unità devastò la vita di milioni di vittime. La descrizione fatta da Salomone dell’effetto che ciò aveva sulla popolazione dei suoi tempi è tuttora valida. Egli scrisse: “Io stesso tornai a vedere tutti gli atti di oppressione che si compiono sotto il sole, ed ecco, le lacrime di quelli che erano oppressi, ma non avevano confortatore; e dalla parte dei loro oppressori c’era il potere, così che non avevano confortatore”. — Ecclesiaste 4:1.

Oggigiorno, come fa notare lo storico citato sopra, oltre alla compassione per ‘le lacrime di quelli che sono oppressi’, c’è un’ulteriore ragione per trovare il modo di trasformare il mondo di stati indipendenti in qualche specie di vera comunità internazionale: è in gioco la sopravvivenza stessa della civiltà! La guerra moderna minaccia di distruggere ogni nazione che vi ricorre e non lascerà nessun vincitore.

È in vista un mondo unito?

Quali sono le prospettive di un mondo unito? Il consorzio umano può vincere le forze divisive che minacciano la sopravvivenza della terra? Alcuni pensano di sì. John Keegan, redattore per la difesa, del giornale inglese Daily Telegraph, scrive: “Nonostante la confusione e l’incertezza, sembra davvero possibile intravedere il profilo emergente di un mondo senza guerra”.

Da cosa dipende questa veduta ottimistica? Perché molti sembrano speranzosi nonostante la lunga storia di guerre e l’apparente incapacità dell’uomo di autogovernarsi? (Geremia 10:23) ‘Il genere umano avanza. La storia presenta un modello di continuo progresso’, sostenevano un tempo alcuni. Tuttora molti credono che in qualche modo l’innata bontà dell’uomo trionferà sul male. È una speranza realistica? O non è altro che un’illusione che porterà ulteriore delusione? Lo storico J. M. Roberts scrisse realisticamente: “Difficilmente si potrebbe dire che il futuro del mondo sembri sicuro. Non si intravede neppure la fine delle sofferenze umane, né c’è alcun motivo per credere che finiranno”. — Shorter History of the World.

Ci sono valide ragioni per credere che popoli e nazioni vinceranno davvero la reciproca sfiducia e risolveranno le loro vertenze? O ci vuole qualcosa di più degli sforzi umani? Il prossimo articolo risponderà a queste domande.

[Fonte dell’immagine a pagina 2]

Globo in copertina sullo sfondo: Mountain High Maps® Copyright © 1995 Digital Wisdom, Inc.

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