Italia (Rapporto tratto dall’“Annuario” del 1957)
MOLTO progresso è stato fatto nell’opera del Regno in Italia durante l’anno di servizio 1956. La società del nuovo mondo ha raggiunto in aprile un nuovo massimo di 3.491 proclamatori. Vi è stato eccellente progresso in tutte le attività dell’opera. Furono dedicate alla testimonianza più ore, e furono ottenuti più abbonamenti nella distribuzione delle riviste Torre di Guardia e Svegliatevi! Vi è stato anche un aumento nelle visite ulteriori e negli studi biblici. I fratelli sono gioiosi del progresso sebbene abbiano incontrato molta opposizione. Il servitore di filiale a Roma ci fa un rapporto di alcune interessanti esperienze in Italia stessa come anche in Libia.
Immaginate la felicità di un fratello nel ritornare per fare una visita ad una persona che aveva preso una rivista e trovare che diciassette persone erano interessate alla verità! Malgrado gli sforzi di Satana di seminare fra loro la zizzania, furono cominciati quattro studi biblici. Nella casa di uno di questi studi fu cominciato uno studio biblico di zona con una media di venti persone che vi partecipavano ogni settimana. Ora sono divenute attivi e zelanti proclamatori. Fra questi, otto sono stati battezzati e uno ha fatto la domanda per il servizio di pioniere. Altri mirano anche all’opera di pioniere. Vi sono buone prospettive di stabilire presto una congregazione. Vediamo così come una sola rivista ha recato molta gioia e un buon aumento all’opera.
I fratelli sono zelanti anche nella predicazione fuor di tempo. In una grande prigione si sta sviluppando una congregazione fra i carcerati. Alcuni di essi furono una volta membri della banda Giuliano, nota in tutto il mondo. Un ex luogotenente di questa famosa banda (che è stata ormai catturata) è ora un fratello. Egli sta scontando una condanna a vita. Sebbene questi fratelli siano carcerati essi dicono che ‘il vangelo non è legato’ e sono attivamente impegnati nella predicazione della buona notizia. Guardie e prigionieri pervengono ad una conoscenza della verità. Alcuni carcerati hanno fatto formale domanda al Ministero degli Interni per non essere più considerati cattolici, essendo ora testimoni di Geova. Come risultato della predicazione di questi fratelli la verità si è diffusa ad un’altra prigione in cui i fratelli hanno compiuto un passo simile per farsi riconoscere come testimoni di Geova. Come ebbe inizio tutto ciò? Un pioniere era stato imprigionato per aver predicato senza licenza. Mentre attendeva il processo egli predicava “in tempo difficoltoso” spargendo questo seme che ha portato tanto frutto. Quasi ogni domenica viene ora tenuto un discorso pubblico in prigione con circa trenta presenti per ascoltare il discorso biblico. Si sono già avuti buoni risultati da questi discorsi, e vengono tenute regolarmente adunanze. Di tanto in tanto questi fratelli ci mandano i nomi di persone che sono loro parenti e che si interessano alla verità e desiderano di essere visitati. È difficile sapere quanti esattamente vengono ad una conoscenza della verità come risultato di questa predicazione “in tempo difficoltoso” di questi fedeli fratelli che cercano di servire Geova con tutto il loro cuore.
Non si dovrebbe giudicare la posizione di una persona verso la verità, come illustra bene la seguente esperienza. Circa otto anni fa al postino che serve l’ufficio filiale fu data una testimonianza, ma egli non l’accettò, essendo piuttosto indifferente. Tuttavia, durante tutti questi anni un’amichevole relazione è stata mantenuta con lui. Un giorno di quest’anno uno dei fratelli della Bethel ebbe l’occasione di discutere con lui il soggetto della verità, e gli diede un opuscolo. Più tardi gli fu data una rivista e poco tempo dopo egli ottenne l’abbonamento a La Torre di Guardia. Il fratello della Bethel cominciò a visitarlo a casa sua e presto la moglie e i figli si interessarono alla verità. Ora tutti insieme studiano la Bibbia e partecipano regolarmente alle adunanze della congregazione. La moglie ha cominciato a parlare alle sue amiche e ora uno studio biblico viene tenuto anche in casa di una di queste. Pertanto il solo fatto che si rigetti la verità al principio non vuol dire che non sarà accettata più tardi in un’occasione opportuna.
È meraviglioso notare le diverse vittorie legali che Geova ci ha concesse in diversi modi quest’anno. La Corte Costituzionale, la Suprema Corte di Cassazione di Roma e il Consiglio di Stato hanno tutti pronunciato sentenze a noi favorevoli che hanno dato all’Italia maggior libertà di adorazione che mai nella sua storia moderna, col risultato che gli arresti contro i testimoni di Geova sono completamente cessati. Prima di queste sentenze era stato notato un aumento considerevole nel numero di arresti per opera della polizia. Davanti a noi c’è veramente una porta aperta provveduta da Geova onde possiamo predicare questo vangelo anche più che nel passato. — Apoc. 3:8.
LIBIA
Durante lo scorso anno è continuata l’opposizione all’opera di predicazione in Libia. I fratelli hanno avuto molte difficoltà e la persecuzione ha ridotto la quantità di servizio reso. Eppure malgrado tutto ciò i fratelli sono molto attivi e coraggiosamente servono Geova il meglio possibile.
All’inizio dell’anno di servizio il servitore di congregazione e la sua famiglia furono espulsi dalla nazione. Quasi tutti i fratelli in Libia sono Italiani, quindi sono minacciati di essere trattati nello stesso modo per costringerli a stroncare l’opera di predicazione. Tuttavia, i fratelli continuano a predicare secondo le loro possibilità, prendendo cura degli interessati e anche andando di casa in casa. Questo è difficile perché a volte la polizia li segue appena lasciano le loro case per poterli sorprendere nella predicazione.
Vedendo che le minacce non avevano fatto cessare l’opera, la Chiesa Cattolica fece ancora pressione sulla polizia e gli agenti cominciarono a invadere e perquisire le case dei fratelli portandoli in questura per interrogarli. I giornali proclamarono che un’organizzazione clandestina era stata soppressa mediante una splendida operazione poliziesca e che ora i testimoni di Geova sarebbero stati processati. La Chiesa Cattolica si espresse con esultanza nei suoi giornali per questa azione della polizia.
Tuttavia, non tutte le persone erano in armonia con questa azione. I giornali cominciarono a pubblicare lettere scritte da un uomo istruito in cui egli protestava contro tale azione e difendeva la libertà di adorazione per tutti. Un sacerdote rispose a questo uomo per mezzo della stampa e fra i due si accese un dibattito giornalistico che veramente svergognò la chiesa, poiché il dotto smascherò l’empia storia della Chiesa Cattolica citando notevoli avvenimenti storici. Tutto ciò diede ai testimoni di Geova molta pubblicità e pertanto sono divenuti molto conosciuti in Libia.
I fratelli sono stati irremovibili nella loro determinazione di continuare a servire Geova malgrado ciò che possa accadere. Infatti essi hanno superato tutte queste difficoltà divenendo più forti che mai prima, e vi sono buone indicazioni che presto avremo di nuovo altri aumenti in questa nazione.