Rapporto dell’Annuario del 1956 sulla Libia
Popolazione: 1.092.000
Massimo numero dei ministri che predicano:
1950: 5
1955: 65
Questo è stato un anno di grandi benedizioni spirituali ed anche di molta opposizione per l’opera in Libia. Il clero cattolico ha svolto una violenta campagna contro i fratelli dai pulpiti e mediante i giornali, cercando di provocare opposizione contro l’opera. Intrepidamente i fratelli hanno promosso l’opera prendendo a cuore le parole del testo dell’anno: “Egli non temerà cattive notizie: il suo cuore è saldo e confida in Geova”.
La polizia cominciò ad irrompere nelle case dei fratelli nella città di Tripoli. Tutte le Bibbie e le pubblicazioni bibliche furono confiscate. Ai fratelli fu data l’alternativa di cessare l’opera di predicazione ed essere quindi liberi oppure di essere arrestati e processati se avessero continuato a predicare. La risposta dei fratelli al capo della polizia fu: “Dobbiamo ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini”. È stato anche comunicato che il consiglio esecutivo ha dichiarata illegale “La Società dei Testimoni di Geova” in Libia. Tutte le Bibbie e le pubblicazioni bibliche sono state confiscate. Al momento di questo rapporto nessun fratello è stato accusato e nessuna azione legale è stata intrapresa contro i fratelli nei tribunali. La polizia ammette apertamente che non ha niente contro di noi ma che è il clero cattolico che la spinge ad agire.
Sebbene il futuro in Libia sia molto incerto, i fratelli confidano saldamente in Geova, e sono determinati a continuare a raccogliere le altre pecore del Signore nella spirituale terra paradisiaca della società del nuovo mondo.