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  • Fuggite per salvarvi la vita!

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  • Fuggite per salvarvi la vita!
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1955
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La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1955
w55 1/7 pp. 389-393

Fuggite per salvarvi la vita!

Fuggireste il leone oppure non terreste conto del suo ruggito? Questa potrebbe sembrare una domanda stolta, però oggi alcuni ignorano volontariamente l’avvertimento più vitale della storia. Leggete i fatti sorprendenti; quindi agite! Cioè, se vi è cara la vita.

“IL LEONE è il gentiluomo del mondo animale. Lento alla collera, sapendo di essere superiore in forza, cammina maestosamente per le pianure africane e attaccherà di rado a meno che non sia ferito o provocato senza ragione”. — Dal libro Nature’s Ways (Le vie della Natura), di Roy Chapman Andrews.

Geova, con la sua potenza e maestà, manifesta la nobiltà del leone controllando le sue azioni: “[Geova] è lento all’ira e grande in benignità; egli perdona l’iniquità e il peccato, ma non lascia impunito il colpevole”. (Num. 14:18) Infatti, la pazienza di Geova anche con i suoi nemici, permettendo che riempiano la terra di malvage azioni fino a questa tarda epoca, ha indotto alcuni a dubitare ch’egli eseguirà mai il giudizio contro i colpevoli.

Oggi coloro che criticano Geova chiedono con scherno: “Dov’è questa promessa presenza di lui? Infatti, dal giorno che i nostri antenati si addormentarono nella morte, tutte le cose continuano esattamente come dal principio della creazione”. (2 Piet. 3:4, NW) Negando che Dio abbia parte nelle evoluzioni della terra, uno “scienziato” moderno commentò: “L’universo senza l’uomo o prima che ci fosse l’uomo manca e mancava di qualsiasi scopo o disegno”. Egli dice che il presente caos umano “è tale che soltanto la scienza umana responsabile può mettervi ordine”, e che l’uomo “non può attribuire a Dio o alla natura la responsabilità per le buone o cattive azioni”. Com’è simile alla compiacente filosofia dell’antica Giuda: “[Geova] non fa né bene né male”. (Sof. 1:12) Così essi respingono e ignorano la potenza di Geova, mancando di riconoscere qualsiasi evidenza del fatto ch’egli ora sta dando un avvertimento di sventura.

Ma i sinceri studiosi della Bibbia scorgono nelle presenti condizioni del mondo gravi presagi per il futuro. Accettando la Parola di Dio come verità, come un raggio di luce per il loro sentiero, leggono in essa un avvertimento d’imminente morte per il presente caotico sistema di cose. (Sal. 119:105; Giov. 17:17) Come gli uomini tremano di paura e invocano aiuto quando un ruggente leone corre furiosamente per le strade, così ora essi gridano a gran voce l’annuncio degli ardenti giudizi di Geova. Come ben lo spiega il profeta Amos: “Il leone rugge, chi non temerà? Il Signore, [Geova], parla, chi non profeterà?” — Amos 3:8.

GEOVA PARLA

Agli indolenti malfattori abitanti nell’antica Samaria d’Israele venne la parola di Geova per mezzo di Amos: “Guai a quelli che vivon tranquilli in Sion, e fiduciosi sul monte di Samaria!” Sì, guai a coloro che vanno a zonzo, distraendosi stoltamente con banchetti e bevande forti, scacciando dalla mente il giorno cattivo, poiché “se n’andranno in cattività alla testa dei deportati: e cesseranno i clamori di questi banchettanti. . . . dice l’Eterno, l’Iddio degli eserciti”. — Amos 6:1-8.

Ancora oggi la voce di Geova parla a coloro che presuntuosamente vorrebbero derubarlo della sua autorità sopra la terra ed assumersela: “La sua potenza è eterna; il regno di lui si estende a tutte le generazioni. Tutti gli abitatori della terra son davanti a lui un niente. Egli dispone a suo beneplacito tanto delle potenze dei cieli, come degli abitatori della terra; e nessuno può resistere alla sua mano, e dirgli: — Perché hai fatto questo?” — Dan. 4:31, 32, Ti.

“Oh sì”, dicono gli schernitori, “bellissime parole, ma che prova potete dare che Dio ha esercitato tale autorità sulle questioni della terra?” A questi Pietro risponde: “Nei tempi antichi ci furono dei cieli e una terra che stava saldamente fuori dell’acqua e in mezzo all’acqua mediante la parola di Dio, e con quei mezzi il mondo di quel tempo subì la distruzione quando fu inondato dall’acqua”. (2 Piet. 3:5, 6, NW) Questa è la risposta per voi, signor Schernitore, e non sprecate il fiato per dire che il diluvio del giorno di Noè non venne mai realmente, perché così facendo contraddite oltre novanta diversi racconti storici di tutto il mondo che attestano la veracità del Diluvio, come pure l’evidenza geologica e archeologica. Ed ancora, come manifesta l’evidenza, Iddio intervenne ed esercitò la sua autorità sulle questioni terrestri distruggendo le empie città di Sodoma e Gomorra, e provocando la distruzione della nazione d’Israele nel 607 a.C. e nuovamente nel 70 d.C.

CAUSA DI PERICOLO IDENTIFICATA

Ma perché i suddetti casi sono importanti oggi per noi? Perché quelle distruzioni, che recarono la morte a innumerevoli migliaia di persone, si verificarono quale punizione per gli stessi delitti che ora affliggono la nostra moderna generazione. Gli uomini del giorno di Noè nutrivano di continuo cattivi pensieri nel loro cuore; avevano riempito la terra di violenza. I Sodomiti si resero noti per le loro pervertite pratiche sessuali. L’Israeliti furono colpevoli degli stessi peccati ed altri ancora. (Gen. 6:5, 13; Ezechiele 22; Matteo 23; Giuda 7) Uno sguardo ai titoli dei giornali dei giorni attuali è sufficiente a convincerci che i delitti moderni e la violenza hanno toccato il più alto livello di tutti i tempi per il numero dei casi ed il più basso di tutti i tempi nella depravazione. Le stesse condizioni meritano ora come allora la stessa distruzione.

Ma una questione assai più grande del peccato nazionale era implicata in quei casi precedenti e vi è implicata adesso. Quelli non furono avvenimenti prettamente casuali, esempi del ripetersi della storia in un naturale svolgersi della lotta evoluzionaria per la sopravvivenza. Al contrario, furono semplicemente scaramucce preliminari di una universale “guerra degli dèi” per definire la questione della sovranità universale.

Daniele, capitolo quattro, menziona questa questione della sovranità, servendosi di un provvidenziale, protettivo albero di ricovero quale appropriato simbolo di tale sovranità. Ezechiele, capitolo ventotto, espone in qual modo la divina sovranità originale della terra fu corrotta e come il cherubino protettore assegnato a quel posto protettivo provvidenziale divenne ambizioso di avere una potenza pari a quella del Creatore e lasciò che l’ambizione lo conducesse a ribellarsi contro Geova. Genesi 3:1-7 mostra come attirò dalla sua parte in quella ribellione il primo uomo e la prima donna, servendosi di un serpente quale suo strumento terreno di seduzione. Il quindicesimo versetto di Genesi 3 dello stesso capitolo offre la promessa che a questo serpente seduttore sarebbe un giorno schiacciato il capo e che sarebbe così distrutto. Infine, Apocalisse 12:1-10 descrive vividamente come Cristo Gesù, “progenie” della “donna” di Dio ossia dell’organizzazione celeste, spoglia quell’arciseduttore d’ogni autorità celeste, limitandolo a questa terra fino al tempo in cui verrà definitivamente schiacciato nella morte.

Sicuramente la violenta transizione dall’empio sistema di cose di Satana al giusto regno di Cristo sarà un periodo di tempo spaventevole per tutti gli abitanti del cielo e della terra, e specialmente per questi ultimi, la cui vita è in giuoco in questa questione della sovranità. Ma quando avrà luogo il cambiamento completo? Dobbiamo preoccuparci di tali cose ai nostri giorni? Alcuni dicono di no, perché in tutta la storia non è mai accaduto nulla di miracoloso. Ma era lo stesso sette giorni prima del diluvio, quando Noè fu esortato da Dio: “Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia”, perché “di qui a sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti, e sterminerò di sulla faccia della terra tutti gli esseri viventi che ho fatto”. (Gen. 7:1-4) Il fatto che ciò non era mai successo non impedì la distruzione allora, né la impedirà ai nostri giorni.

Ma di nuovo chiediamo: “Quando avverrà?” Ci ha fornito Dio di qualche calcolo di tempo come fece con Noè onde sapesse quando fuggire la distruzione? La risposta è nettamente sì. Ritornando all’“albero” della sovranità menzionato in Daniele quattro, troviamo tale calcolo di tempo. Proprio come Geova Dio parlò allo spirito ingannatore in Eden mediante il simbolo dello strumento terreno di costui, il serpente, così qui nel racconto di Daniele Egli parla di nuovo a Satana il Seduttore mediante il simbolo di un altro suo strumento terreno, il re di Babilonia. Egli si riferisce qui al governo di Nabucodonosor come a un “albero” che viene abbattuto e poi restaurato, mostrando come il regno del padrone di Nabucodonosor, un tempo “cherubino protettore”, fosse stato abbattuto al tempo della sua ribellione, abbattendo l’“albero” della giusta sovranità, e tuttavia come al tempo fissato da Geova quell’“albero” della sovranità sarebbe germogliato e cresciuto di nuovo per mezzo di colui ch’egli avrebbe eletto per ricevere tale sovranità. — Dan. 4 Versetti 15-17.

IL TEMPO DI FUGGIRE

Nel caso di Nabucodonosor fu stabilito un periodo di tempo definito, “sette tempi”, ossia sette anni di 360 giorni, durante il quale periodo la sua eccelsa regalità sarebbe stata degradata a una pazzia bestiale. Che significato avrebbe avuto questo periodo per il suo grande padrone, il Diavolo? Al profeta Ezechiele compagno di Daniele fu data una simile rappresentazione simbolica del tempo connessa alla questione della sovranità, ed a lui Geova dichiarò la regola: “T’impongo un giorno per ogni anno”. (Ezech. 4:6) Sviluppare quindi i sette anni di pazzia di Nabucodonosor sulla base stabilita da Geova vorrebbe dire che nell’adempimento completo della profezia di Daniele sarebbero compresi tanti anni quanti erano i giorni contenuti nei “sette tempi” o anni di quel monarca terreno. In altre parole, la giusta sovranità abbandonata dal Diavolo avrebbe avuto un periodo di tempo profetico, non di 2.520 giorni, ma di quello stesso numero di anni.

Quei tempi non sarebbero stati contati subito dopo la deviazione di Satana in Eden. Invece, dovevano cominciare molto più tardi, dopo che la linea dei fedeli re di Geova che si erano assisi ‘sul trono di Geova’, fosse completamente distrutta. (1 Cron. 29:23) Ciò ebbe luogo nel 607 a.C. quando Geova abbatté il regno dell’ultimo re di Giuda, Sedechia, “finché non verrà colui al quale appartiene giudicare”. — Ezech. 21:27, Ti.

Terribili calamità accaddero tra il 30 luglio e il 3 agosto del 607 a.C. Se il nostro intendimento dei sette “tempi” profetici è corretto, all’incirca nelle stesse date, 2.520 anni più tardi, dovevano svolgersi avvenimenti tali da sconvolgere il mondo, avvenimenti che riguardavano l’“albero” della sovranità nelle mani di colui “al quale appartiene giudicare”. Preannunciando una delle cose che dovevano accadere allora Gesù disse: “Si leverà nazione contro nazione e regno contro regno”. (Matt. 24:7, NW) Col tempo i 2.520 anni passarono e il mondo giunse all’estate del 1914 (d.C.). Che cosa accadde allora? Si verificò quasi nello stesso giorno! Fra il 28 luglio e il 4 agosto di quell’anno il mondo stordito fu lanciato in una corsa folle al massacro da cui non si è più riavuto. La prima guerra mondiale era scoppiata!

Veramente il 1914, la fine dei “sette tempi” di Daniele, fu un anno segnato. Il multiforme segno di Matteo 24 ha avuto pure adempimento da quell’anno singolare. Carestie, pestilenze, terremoti, angosciosi timori e ansietà, questo ed altro ancora invade ora la terra.

DOVE FUGGIRE

Né si può dire che questi fatti storici moderni siano un’altra fase della storia che si ripete. Contrassegnano invece la parte finale della grande universale “guerra degli dèi”, il principio della fine per Satana e i suoi strumenti terreni, i governanti insensati, il cui dominio ha prodotto soltanto amari frutti d’immoralità, delitto e violenza. L’Apocalisse, capitolo dodici, ci dice perché la terra si trova adesso in tale afflitta condizione: perché Cristo Gesù, nel corso di una violenta battaglia nel cielo, ha gettato giù Satana dalla sua posizione celeste, imprigionandolo, per così dire, nelle vicinanze della terra. Come una bestia selvaggia, messa alle strette davanti a morte sicura, egli cerca di abbattere e divorare tutti quelli che può. — 1 Piet. 5:8.

Ma la sua fine è certa, poiché al momento della sua degradazione sulla terra si levò un grido nei cieli: “Ora è venuta la salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio e l’autorità del suo Cristo!” (Apoc. 12:10, NW) Sì, le calamità che ora Satana provoca sulla terra sono un sicuro segno per noi che finalmente la potenza di Geova è stata nuovamente manifestata nel ristabilimento della giusta sovranità nella persona di suo Figlio, Cristo Gesù. La distruzione è cominciata per l’empio sistema di cose di Satana, e non cesserà finché non cada in rovina. Daniele, capitolo due, la descrive come una pietra approvata da Dio che fa a pezzi le potenze del mondo e le riduce in polvere. Poi la pietra diventa un gran monte che riempie tutta la terra. — Dan. 2 Versetti 35, 44, 45.

Ora è il tempo, dunque, in cui il monte della casa di Geova è stabilito sulla vetta dei monti, “e tutte le nazioni affluiranno ad esso”. — Isa. 2:2, 3.

Fuggire al monte della casa di Geova è ora di massima importanza, poiché tutti quelli che rimangono nei “monti”, o governi di Satana, saranno ridotti con loro in polvere.

In numero sempre maggiore i giusti ora abbandonano il vecchio sistema di cose di Satana. Invece di abbandonare sfiduciati le promesse di Geova per i nostri giorni decisivi, essi hanno recato intrepidamente testimonianza circa i suoi propositi. Per mezzo loro il suo ruggito di avvertimento si ode ora in tutta la terra, uscendo in coro da una moltitudine di gole, come Osea predisse: “Essi seguiranno l’Eterno, che ruggirà come un leone, poich’egli ruggirà, e i figliuoli accorreranno in fretta dall’occidente. Accorreranno in fretta dall’Egitto come uccelli, e dal paese d’Assiria come colombe; e io li farò abitare nelle loro case, dice l’Eterno”. — Osea 11:10, 11.

Anche mentre si trovano in mezzo al morente sistema di cose di Satana essi fanno parte del nuovo sistema di cose. Sapendo che “l’amicizia col mondo è inimicizia con Dio”, vivono sin d’ora conformemente ai giusti princìpi del nuovo mondo di Geova, formando così una società di persone del Nuovo Mondo, il nucleo di un giusto governo terreno del futuro, sotto la sovranità del loro celeste Re, Cristo Gesù ora regnante. Come dedicati testimoni di Geova esortano seriamente tutte le persone di buona volontà verso Dio: “Prendete con voi delle parole, e tornate [a Geova]! Ditegli: ‘Perdona tutta l’iniquità, e accetta questo bene’”. Mettendosi in tal modo sotto l’ombra della protezione di Geova, saranno risparmiati per vivere eternamente nel suo nuovo mondo senza fine. — Giac. 4:4; Osea 14:2, 7.

Sì, “il leone rugge, chi non temerà? Il Signore, [Geova], parla, chi non profeterà?” (Amos 3:8) L’avvertimento è stato dato! Repentina incombe la morte! Fuggite per salvarvi la vita!

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