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  • Esaminiamo le Scritture ogni giorno del 2026
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Esaminiamo le Scritture ogni giorno del 2026
es26 pp. 118-128

Dicembre

Martedì 1º dicembre

Aprì loro la mente perché afferrassero appieno il significato delle Scritture (Luca 24:45)

I discepoli di Gesù avevano accettato la Parola di Dio e si erano dati molto da fare per metterla in pratica (Giov. 17:6). Ma il fatto che Gesù fosse morto come un criminale su un palo di tortura li aveva mandati in confusione. Gesù capì che i loro dubbi non nascevano da un cuore cattivo, ma dal fatto che avevano bisogno di capire le Scritture in modo più accurato (Luca 9:44, 45; Giov. 20:9). Quindi insegnò loro a ragionare sulle Scritture. Vediamo come lo fece quando apparve ai due discepoli sulla strada per Emmaus. Gesù non rivelò subito a quei discepoli la propria identità. Piuttosto fece delle domande, forse perché voleva che esprimessero i loro pensieri e i loro sentimenti. Ed è proprio quello che fecero. Gli dissero che si aspettavano che Gesù liberasse Israele dall’oppressione romana (Luca 24:18-27). Gesù usò le Scritture per aiutarli a capire cosa era successo. Più tardi quella sera si prese il tempo di rassicurare anche altri discepoli spiegando loro quelle stesse verità (Luca 24:33-48). w24.10 14 parr. 9-10

Mercoledì 2 dicembre

Non faccio nulla di mia iniziativa, ma dico queste cose come me le ha insegnate il Padre (Giov. 8:28)

Gesù imparò cosa dire e cosa fare dal suo Padre celeste. Seguendo il suo esempio, l’organizzazione di Geova ci guida e ci aiuta a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato sulla base di quello che dice la Parola di Dio (2 Tim. 3:16, 17). Ci ricorda spesso di leggerla e metterla in pratica. Studiare la Bibbia con l’aiuto delle nostre pubblicazioni ci dà grandi benefìci. Ad esempio, siamo in grado di confrontare gli insegnamenti della Bibbia con le istruzioni che riceviamo dall’organizzazione. Quando vediamo che la guida che riceviamo è basata sulle Scritture, la nostra fiducia nell’organizzazione di Geova aumenta (Rom. 12:2). Gesù inoltre predicò “la buona notizia del Regno di Dio” (Luca 4:43, 44). E comandò anche ai suoi discepoli di parlare del Regno (Luca 9:1, 2; 10:8, 9). Oggi tutti quelli che fanno parte dell’organizzazione di Geova predicano questo messaggio, a prescindere da dove vivano. w24.04 9 parr. 5-7

Giovedì 3 dicembre

Faremo tutto quello che ci hai comandato, e andremo ovunque ci manderai (Gios. 1:16)

Continuiamo ad avere fiducia nelle istruzioni teocratiche. Al tempo dell’antico Israele, Geova si servì di Mosè e poi di Giosuè per trasmettere istruzioni al Suo popolo (Gios. 1:17). Gli israeliti ricevevano molte benedizioni quando vedevano quegli uomini come dei rappresentanti di Geova Dio. Quando secoli dopo fu istituita la congregazione cristiana, erano i 12 apostoli a dare istruzioni (Atti 8:14, 15). Poi a quegli apostoli si aggiunsero anche altri anziani di Gerusalemme. Seguendo la guida che ricevevano da quegli uomini fedeli, “le congregazioni erano [...] rese ferme nella fede e crescevano di giorno in giorno” (Atti 16:4, 5). Anche oggi riceviamo molte benedizioni quando seguiamo le istruzioni teocratiche che arrivano dall’organizzazione di Geova. w24.07 10 par. 10

Venerdì 4 dicembre

Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo gradito al mio cuore (Atti 13:22)

Geova amava molto il re Davide. Lo definì un “uomo gradito al [suo] cuore”. Ma Davide commise dei gravi peccati, tra cui adulterio e assassinio. Secondo la Legge mosaica, Davide meritava di morire (Lev. 20:10; Num. 35:31). Ma Geova con amore intervenne. Mandò il profeta Natan da Davide, anche se lui non aveva ancora mostrato nessun segno di pentimento. Natan si servì di un esempio per arrivare al cuore di Davide. Profondamente toccato, Davide si pentì (2 Sam. 12:1-14). Scrisse un toccante salmo che rivela quanto fosse pentito (Sal. 51, soprascritta). Quel salmo è stato di conforto per tantissimi peccatori e li ha spinti a pentirsi. Non siamo felici che Geova abbia amorevolmente aiutato il suo amato servitore Davide a pentirsi? w24.08 10 par. 9

Sabato 5 dicembre

Accertatevi della volontà di Dio, di ciò che è buono, perfetto e gradito a lui (Rom. 12:2)

Sarai d’accordo che essere genitore è un lavoro a tempo pieno. Se hai un figlio piccolo, sei da lodare per tutto quello che fai per costruire in lui una forte fede (Deut. 6:6, 7). Man mano che cresce, tuo figlio potrebbe iniziare a fare domande importanti sulle nostre convinzioni basate sulla Bibbia, che includono le norme morali. All’inizio le domande di tuo figlio potrebbero preoccuparti. Potresti addirittura pensare che stia facendo un passo indietro. In realtà, però, man mano che crescono, i bambini hanno bisogno di fare domande per poter maturare le loro convinzioni (1 Cor. 13:11). Quindi non c’è motivo di preoccuparsi. Potresti considerare le domande che tuo figlio fa su quello in cui crediamo come delle opportunità per aiutarlo a sviluppare la capacità di riflettere. w24.12 14 parr. 1-2

Domenica 6 dicembre

Noi siamo di quelli che hanno fede per la salvezza della propria vita (Ebr. 10:39)

I cristiani ebrei avrebbero avuto bisogno di una forte fede per sopravvivere alla tribolazione che stava per abbattersi sulla Giudea (Ebr. 10:37, 38). Gesù aveva avvertito i suoi discepoli che, quando avrebbero visto Gerusalemme accerchiata da eserciti accampati, loro sarebbero dovuti fuggire verso i monti. Questa esortazione era rivolta a tutti i cristiani, che vivessero in città o nelle campagne (Luca 21:20-24). A quel tempo, quando si era minacciati da un esercito invasore, era normale cercare protezione in una città protetta da mura, come Gerusalemme. Fuggire verso i monti sarebbe potuto sembrare illogico e avrebbe richiesto una grande fede. I cristiani ebrei dovevano anche fidarsi di coloro che Gesù stava usando per guidare la congregazione. Quegli uomini probabilmente davano indicazioni specifiche per aiutare tutti nella congregazione a seguire le istruzioni di Gesù al momento giusto e in modo ordinato (Ebr. 13:17). w24.09 10 parr. 9-10

Lunedì 7 dicembre

Ha dato doni sotto forma di uomini (Efes. 4:8)

Mentre era sulla terra, Gesù portò avanti in modo perfetto l’opera che il Padre gli aveva affidato (Giov. 17:4). Ma non fece mai un ragionamento del tipo: “Se vuoi che una cosa venga fatta bene, devi farla da solo”. Addestrò altri a svolgere quell’opera. Gesù affidò ai suoi discepoli la responsabilità di occuparsi delle preziose pecore di Geova e di guidare l’opera di predicazione e insegnamento. Diede ai suoi discepoli dei consigli schietti ma amorevoli. Alcuni di loro avevano la tendenza a dubitare, e quindi diede loro dei consigli al riguardo (Luca 24:25-27; Giov. 20:27). Mise anche in risalto l’importanza di concentrarsi sull’opera pastorale invece che sul lavoro (Giov. 21:15). Inoltre ricordò loro di non preoccuparsi dei privilegi che altri avrebbero potuto ricevere (Giov. 21:20-22). Corresse alcune idee sbagliate che avevano riguardo al Regno e li aiutò a concentrarsi sulla predicazione della buona notizia (Atti 1:6-8). w24.10 15-16 parr. 13-14

Martedì 8 dicembre

I giusti erediteranno la terra e vi abiteranno per sempre (Sal. 37:29)

L’ubbidienza ci fa ottenere la vita. Proprio come gli israeliti erano a un passo dalla Terra Promessa, noi siamo a un passo dal nuovo mondo promesso da Dio, dove vedremo la terra diventare un paradiso (Isa. 35:1; Luca 23:43). Il Diavolo e i demòni non ci saranno più (Riv. 20:2, 3). Non ci sarà più nessuna religione falsa che allontani le persone da Geova (Riv. 17:16). E non ci saranno più i governi umani che oggi opprimono la gente (Riv. 19:19, 20). Nel Paradiso non ci sarà posto per i ribelli (Sal. 37:10, 11). In ogni angolo della terra le persone ubbidiranno alle giuste leggi di Geova, che promuovono l’unità e la pace. Quindi tutti si ameranno e si fideranno gli uni degli altri (Isa. 11:9). Che speranza meravigliosa! E se ubbidiremo a Geova, potremo vivere nel Paradiso non per centinaia di anni, ma per tutta l’eternità (Giov. 3:16). w24.11 9 par. 7

Mercoledì 9 dicembre

Questa buona notizia del Regno sarà predicata in tutta la terra abitata, perché sia resa testimonianza a tutte le nazioni (Matt. 24:14)

La profezia contenuta nella scrittura di oggi si sta adempiendo nei nostri giorni in una misura senza precedenti. Il messaggio del Regno viene predicato in più di 1.000 lingue e, grazie al sito jw.org, è disponibile alla maggior parte della popolazione mondiale. Comunque ai suoi discepoli Gesù disse anche che non avrebbero “[completato] il giro delle città” prima che lui fosse arrivato (Matt. 10:23; 25:31-33). Quindi non predicheremo a tutti prima che Gesù venga a giudicare gli esseri umani. Oggi milioni di persone vivono in zone dove l’opera di predicazione è soggetta a restrizioni. Inoltre ogni minuto nascono centinaia di bambini. Noi facciamo del nostro meglio per predicare a persone di “ogni nazione, tribù [e] lingua” (Riv. 14:6). Ma la realtà è che non riusciremo a portare la buona notizia a ogni singola persona sulla terra prima che arrivi la fine. w24.05 10 parr. 6-7

Giovedì 10 dicembre

Non sono più due, ma una sola carne (Matt. 19:6)

Con le sue parole Gesù confortava e ristorava gli altri. Non parlava con durezza ai suoi discepoli (Luca 8:47, 48). Che ottimo esempio per i mariti cristiani! Gesù disse che un marito deve essere leale a sua moglie. Citò le parole di suo Padre, che aveva detto: “L’uomo [...] si unirà a sua moglie” (Matt. 19:4-6). Il verbo greco usato qui significa letteralmente “incollare”, “aderire”. Quindi il vincolo matrimoniale tra un uomo e una donna dovrebbe essere così forte che è come se fossero incollati insieme. Questo legame non si può infrangere senza recare danno a entrambi. Un marito che è unito da un legame così forte a sua moglie respinge qualsiasi forma di pornografia. Distoglie immediatamente “i [suoi] occhi da ciò che è inutile” (Sal. 119:37). In pratica, fa un patto con i suoi occhi per non guardare con passione nessuna donna a parte sua moglie (Giob. 31:1). w25.01 10 parr. 12-13

Venerdì 11 dicembre

Il nostro Dio perdonerà generosamente (Isa. 55:7)

Il perdono tra esseri umani può essere una questione complicata. Il modo in cui Geova perdona noi esseri umani imperfetti è molto diverso dal modo in cui noi ci perdoniamo l’un l’altro. Il perdono che Geova concede è unico. Di lui un salmista disse: “Presso di te c’è vero perdono, perché tu sia riverito” (Sal. 130:4). Il perdono di Geova è il “vero perdono”. Lui dimostra nel modo più completo cosa significa davvero perdonare. In alcuni casi, per riferirsi al perdono di Geova gli scrittori biblici hanno usato una parola ebraica che non viene mai usata per riferirsi al perdono tra esseri umani. Quando Geova perdona qualcuno, cancella il peccato commesso da quella persona. Il loro rapporto può tornare a essere forte come prima. Siamo davvero grati a Geova del fatto che ci perdona più e più volte in maniera così completa. w25.02 8-9 parr. 1-3

Sabato 12 dicembre

Ci ordinò di predicare al popolo e di testimoniare in modo completo (Atti 10:42)

Il nostro successo nel ministero non dipende dai risultati che otteniamo, perché quando predichiamo facciamo quello che ci chiedono Geova e Gesù: diamo testimonianza. Anche quando non troviamo nessuno con cui parlare o quando il nostro messaggio viene respinto, possiamo provare gioia perché sappiamo che stiamo rallegrando il nostro Padre celeste (Prov. 27:11). Possiamo rallegrarci anche quando altri trovano nel territorio qualcuno interessato al messaggio. La Torre di Guardia ha paragonato la nostra opera alla ricerca di un bambino scomparso. Sono in molti a percorrere la zona in lungo e in largo per cercarlo. Quando un soccorritore trova il bambino, tutti quelli che si sono impegnati nella ricerca sono felici. In modo simile, l’opera di fare discepoli è un lavoro di squadra: c’è bisogno di tutti per percorrere il territorio, e tutti si rallegrano quando una persona interessata inizia ad assistere alle adunanze. w24.04 18 parr. 13-14

Domenica 13 dicembre

Tutti quelli che avevano la giusta disposizione per ricevere la vita eterna diventarono credenti (Atti 13:48)

Ci attendono degli avvenimenti davvero emozionanti! Speriamo di vedere molte altre persone accettare la verità prima che inizi la grande tribolazione. Inoltre ci entusiasma pensare alla possibilità che perfino durante la grande tribolazione potremo ancora vedere persone che lasceranno il vecchio mondo di Satana e inizieranno a lodare Geova insieme a noi. Nel frattempo abbiamo molto da fare. Abbiamo il privilegio di partecipare a un’opera che non sarà mai più ripetuta: la predicazione della buona notizia del Regno di Dio in tutta la terra. Allo stesso tempo dobbiamo continuare ad avvertire le persone. Devono sapere che la fine di questo sistema di cose malvagio si sta avvicinando rapidamente. Spinti dall’amore — l’amore per la buona notizia, per le persone e soprattutto per Geova Dio e il suo nome — continueremo a predicare con entusiasmo e senso d’urgenza finché Geova dirà: “L’opera è conclusa!” w24.05 19 parr. 14-16

Lunedì 14 dicembre

Rivestitevi di umiltà nei confronti degli altri, perché Dio si oppone ai superbi, ma mostra immeritata bontà agli umili (1 Piet. 5:5)

La sera prima di essere messo a morte, Gesù diede a Pietro e agli altri apostoli un’importante lezione di umiltà. Lasciando meravigliati gli apostoli, fece qualcosa che di solito avrebbe fatto un servitore: si tolse il manto, si mise attorno alla vita un telo, mise dell’acqua nel catino e iniziò a lavare i piedi agli apostoli (Giov. 13:4, 5). Lavare i piedi a tutti e 12 gli apostoli avrà richiesto del tempo, ma Gesù portò umilmente a termine quel compito; e lavò i piedi anche a Giuda, che stava per tradirlo. Poi Gesù con pazienza spiegò: “Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate ‘Maestro’ e ‘Signore’, e a ragione, perché lo sono. Perciò, se io che sono il Signore e il Maestro vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Giov. 13:12-14). w25.03 10 parr. 9-11

Martedì 15 dicembre

Mi guidi con i tuoi consigli, e poi mi porterai alla gloria (Sal. 73:24)

Il mondo ci rende difficile rimanere vicini a Geova. Molti rifiutano l’idea che Dio esiste. Spesso sembra che a chi non tiene conto delle norme di Dio le cose vadano bene. Questo potrebbe mettere alla prova la nostra fede. Anche se non negheremmo mai che Dio esiste, potremmo iniziare a chiederci se interverrà in nostro favore. Lo scrittore del Salmo 73 si trovò proprio in questa situazione. Vedeva che quelli attorno a lui non tenevano conto delle leggi di Dio ma sembravano godersi comunque la vita. Di conseguenza iniziò a chiedersi se valesse davvero la pena servire Dio (Sal. 73:11-13). Cosa aiutò il salmista a correggere il suo punto di vista? Meditò su quello che succede a chi dimentica Geova (Sal. 73:18, 19, 27). Inoltre si soffermò sui benefìci che derivano dal servire Dio. Anche noi possiamo fare la stessa cosa. Come? Riflettiamo sulle benedizioni che abbiamo ricevuto da Geova. w24.06 24-25 parr. 16-17

Mercoledì 16 dicembre

Il vostro modo di vivere sia libero dall’amore del denaro (Ebr. 13:5)

Nei tempi biblici alcuni si approfittavano dei loro fratelli poveri chiedendo interessi sul denaro che davano in prestito. Inoltre alcuni giudici emettevano giudizi ingiusti nei confronti di vittime innocenti in cambio di regali. Geova considera detestabili pratiche di questo tipo (Ezec. 22:12). Ognuno di noi fa bene a valutare il modo in cui considera il denaro. Chiediamoci: “Mi ritrovo spesso a pensare ai soldi e a quello che posso comprarci? Se mi vengono prestati dei soldi, tendo a non restituirli subito pensando che la persona che me li ha prestati non ne abbia bisogno? Avere soldi mi fa sentire importante? Trovo difficile essere generoso? Se un fratello o una sorella sta bene dal punto di vista economico, penso automaticamente che sia materialista? Cerco di essere amico di chi è ricco e mi interesso poco di chi è povero?” Proteggiamo l’amicizia che abbiamo con Geova continuando a tenere lontano l’amore del denaro. Se lo faremo, Geova non ci abbandonerà mai. w24.06 12-13 parr. 17-18

Giovedì 17 dicembre

Mi tengo alla larga da ogni sentiero cattivo, per osservare la tua parola (Sal. 119:101)

Per stare in guardia contro le tentazioni dobbiamo coltivare desideri giusti. Se impariamo a “[odiare] ciò che è male e [amare] ciò che è bene”, saremo più determinati a fare ciò che è giusto (Amos 5:15). Coltivando desideri giusti avremo anche la forza di resistere se ci trovassimo all’improvviso davanti a una tentazione. Dovremmo impegnarci il più possibile nelle attività spirituali. Quando siamo alle adunanze o nel ministero, il nostro desiderio di piacere a Geova diventa più forte (Matt. 28:19, 20; Ebr. 10:24, 25). Leggendo e studiando la Parola di Dio e meditandoci su, rafforziamo il nostro amore per ciò che è bene e il nostro odio per ciò che è male (Gios. 1:8; Sal. 1:2, 3; 119:97). Non dimentichiamo che ai suoi discepoli Gesù disse: “Pregate di continuo per non cadere in tentazione” (Matt. 26:41). In questo modo ci avvaliamo dell’aiuto di Geova e siamo ancora più determinati a piacergli (Giac. 4:8). w24.07 17-18 parr. 14-16

Venerdì 18 dicembre

Ti darò perspicacia e ti indicherò la via per la quale devi andare. Ti consiglierò tenendo il mio sguardo su di te (Sal. 32:8)

Chi addestra altri dovrebbe cercare di imitare il modo in cui Geova condivide la sua sapienza. Ricordiamo che Geova dà sapienza in modo generoso. Similmente, noi vogliamo passare a chi stiamo addestrando tutte le nostre conoscenze e la nostra esperienza. Non teniamo per noi alcune informazioni per paura che chi stiamo addestrando possa un giorno sostituirci. Non pensiamo nemmeno: “Io non sono stato addestrato da nessuno. Che impari da solo!” Nel popolo di Geova non c’è posto per un atteggiamento del genere. Al contrario, siamo felici non solo di trasmettere la nostra conoscenza, ma anche di “[dare] noi stessi” alle persone che addestriamo (1 Tess. 2:8). Speriamo che queste ‘a loro volta siano qualificate per insegnare ad altri’ (2 Tim. 2:1, 2). In questo modo ci inseriremo in un circolo virtuoso di generosità che a sua volta genererà un circolo virtuoso di felicità. w24.09 28-29 parr. 12-13

Sabato 19 dicembre

Individualmente siamo membra legate le une alle altre (Rom. 12:5)

Se pensi di non avere nessuna capacità particolare, non scoraggiarti. Senza dubbio hai delle qualità che puoi mettere a frutto nella congregazione. Potrebbe tornarti utile leggere il ragionamento di Paolo riportato in 1 Corinti 12:12-30 e farne oggetto di preghiera. Le parole di Paolo fanno capire chiaramente che anche tu, come qualsiasi altro servitore di Geova, hai un ruolo importante e prezioso nella congregazione. Fai tutto quello che puoi per essere utile a Geova e ai fratelli. Puoi star certo che gli anziani terranno conto delle tue capacità per qualsiasi incarico pensino di affidarti (Rom. 12:4-8). Tutti i cristiani devono avvicinarsi a Geova, dare ad altri con gioia e vivere in armonia con le norme di Geova. w24.11 17 parr. 12-13

Domenica 20 dicembre

Si mise a pregare Geova piangendo a dirotto (1 Sam. 1:10)

Anna affrontò diversi problemi che le fecero versare lacrime di dolore. Uno di questi era il fatto che suo marito aveva un’altra moglie, Peninna, che oltretutto la disprezzava. Come se questo non bastasse, Anna non aveva figli mentre Peninna ne aveva diversi (1 Sam. 1:1, 2). Peninna mortificava continuamente Anna per la sua sterilità. Anna era così triste che “piangeva e non mangiava”. Era “profondamente amareggiata” (1 Sam. 1:6, 7, 10). Dove trovò conforto? Una cosa che la aiutò fu andare al tabernacolo, il centro della pura adorazione. Lì implorò Geova di prestare attenzione al suo dolore e di ricordarsi di lei (1 Sam. 1:11). Geova vide la sua angoscia, ascoltò le sue suppliche e in seguito la benedisse permettendole di rimanere incinta (1 Sam. 1:19, 20; 2:21). w24.12 21 parr. 5-7

Lunedì 21 dicembre

Avevo particolare affetto per gli esseri umani (Prov. 8:31)

Il riscatto ci insegna che a Gesù stanno molto a cuore gli esseri umani, soprattutto i suoi discepoli (Giov. 13:1). Ad esempio, Gesù sapeva bene che alcuni aspetti del suo ministero sulla terra sarebbero stati molto difficili, in particolare la morte dolorosa che avrebbe dovuto affrontare. Ma non assolse il suo incarico semplicemente perché era quello che doveva fare. Al contrario, ci mise il cuore nel predicare, nell’insegnare e nel servire gli altri. Perfino la sera prima di morire Gesù si prese il tempo per lavare i piedi ai suoi apostoli e per rivolgere loro parole incoraggianti e dare istruzioni (Giov. 13:12-15). Poi, mentre era sul palo, si prese alcuni momenti per dare speranza al criminale che stava per morire accanto a lui e per disporre che qualcuno si prendesse cura di sua madre (Luca 23:42, 43; Giov. 19:26, 27). Quindi Gesù dimostrò il suo profondo amore non solo con la sua morte, ma anche con il modo in cui visse la sua vita. w25.01 23 par. 11

Martedì 22 dicembre

Ha subìto la punizione perché noi avessimo pace, e grazie alle sue ferite siamo stati guariti (Isa. 53:5)

La Bibbia usa un’immagine mentale per aiutarci a capire il senso di libertà che si prova quando si riceve il vero perdono. A motivo della nostra natura che ci porta a peccare, siamo “schiavi del peccato”. Ma grazie al perdono di Geova siamo come schiavi che sono stati “liberati dal peccato” (Rom. 6:17, 18; Riv. 1:5). Il perdono di Geova ci fa provare l’incontenibile gioia che proverebbe uno schiavo dopo essere stato liberato. Grazie al sacrificio di riscatto che Geova ha provveduto tramite suo Figlio, in senso figurato siamo stati guariti (1 Piet. 2:24). Il riscatto permette di sanare completamente la nostra relazione con Geova, che è stata danneggiata dalla malattia spirituale. Proprio come una persona che guarisce da una grave malattia prova una profonda gioia, anche noi proviamo gioia quando veniamo sanati in senso spirituale e otteniamo di nuovo l’approvazione di Geova. w25.02 11 par. 16; 13 par. 17

Mercoledì 23 dicembre

Se continuate a fare queste cose non verrete mai meno (2 Piet. 1:10)

Nella parabola dei talenti Gesù parlò di due schiavi che si dimostrarono fedeli al loro padrone e di uno che invece fu infedele (Matt. 25:14-30). I due schiavi fedeli rappresentano i cristiani unti fedeli. Il Padrone, Gesù, li invita a ‘partecipare alla sua gioia’. Quei cristiani ricevono la loro ricompensa celeste, la prima risurrezione (Matt. 25:21, 23; Riv. 20:5b). Il cattivo esempio dello schiavo pigro, invece, costituisce per gli unti un avvertimento. In che senso? Gli unti devono dimostrarsi laboriosi e diligenti. Nella parabola dei talenti, così come in quella delle vergini, Gesù non stava predicendo che degli unti sarebbero diventati pigri. Stava piuttosto spiegando cosa sarebbe successo se gli unti avessero perso lo zelo. Non avrebbero “[reso] sicura la [loro] chiamata ed elezione”, e non sarebbe stato permesso loro di entrare nel Regno celeste. w24.09 22 par. 10; 23 parr. 12-13

Giovedì 24 dicembre

Accertatevi delle cose più importanti (Filip. 1:10)

Tutti desideriamo essere in grado di provvedere ai nostri bisogni e a quelli della nostra famiglia (Eccl. 7:12; 1 Tim. 5:8). Quando si decide se accettare o no un lavoro è normale valutare quanto si guadagnerà. Ma se questo fosse l’unico fattore che prendiamo in considerazione, forse staremmo camminando principalmente per visione. Se stiamo camminando per fede, penseremo anche a come quel lavoro potrebbe influire sulla nostra amicizia con Geova. Potremmo chiederci: “Questo lavoro richiede di fare cose che Geova odia?” (Prov. 6:16-19). “Interferirebbe con la mia adorazione, o potrebbe tenermi lontano dalla mia famiglia per lunghi periodi di tempo?” Se la risposta a qualcuna di queste domande è sì, sarebbe saggio non accettare il lavoro, anche quando trovare lavoro è molto difficile. Dato che camminiamo per fede, vogliamo prendere decisioni che dimostrino che siamo convinti che Geova in un modo o nell’altro provvederà ai nostri bisogni (Matt. 6:33; Ebr. 13:5). w25.03 21 parr. 5-6

Venerdì 25 dicembre

Siate premurosi gli uni con gli altri, mostrando tenera compassione e perdonandovi a vicenda senza riserve (Efes. 4:32)

Dovremmo sempre cercare di vedere i nostri fratelli come li vede Geova. Lo facciamo concentrandoci sulle loro qualità, e non sui loro difetti, che alla fine scompariranno. Possiamo risolvere con amore qualsiasi contrasto. Se ci comportiamo così, le persone che vogliono essere trattate in modo amorevole e premuroso saranno attratte dal paradiso spirituale. Vogliamo continuare a mostrare gratitudine per il paradiso che Geova ha creato per noi. Chiunque voglia sentirsi ritemprato, soddisfatto, tranquillo e al sicuro deve entrare nel paradiso spirituale e non abbandonarlo mai. Stiamo attenti, però, perché Satana sta cercando in tutti i modi di farci allontanare da questo paradiso (1 Piet. 5:8; Riv. 12:9). Non dobbiamo permetterglielo. Facciamo di tutto per proteggere la bellezza, la purezza e la pace del paradiso spirituale! w24.04 24-25 parr. 18-19

Sabato 26 dicembre

Cercate prima il Regno (Matt. 6:33)

Genitori, instillate nei vostri figli lo zelo per l’adorazione di Geova. Insegnate loro a parole e con l’esempio che le cose spirituali, come lo studio della Bibbia, le adunanze e il ministero, devono venire prima di ogni altra attività. Altrimenti potrebbero ritrovarsi a pensare che essere testimoni di Geova non significhi niente di più che appartenere alla “religione di famiglia”. Questo potrebbe portarli a mettere in secondo piano, o addirittura a mettere da parte, la vera adorazione. Chi ha smesso di servire Geova è senza speranza? No, perché può pentirsi e ricominciare a praticare la vera adorazione. Per riuscirci, forse deve mettere da parte l’orgoglio e accettare l’aiuto degli anziani (Giac. 5:14). Nessuno sforzo è troppo grande se messo a confronto con il risultato: riottenere il favore di Geova. w24.07 24-25 parr. 18-19

Domenica 27 dicembre

Fuggite l’immoralità sessuale! (1 Cor. 6:18)

Come puoi rimanere moralmente puro mentre ti frequenti con qualcuno? Man mano che i sentimenti cresceranno, vi sentirete sempre più attratti l’uno dall’altra. Cosa vi può aiutare a rimanere moralmente puri? Evitate di parlare di cose immorali, di rimanere da soli e di bere troppo (Efes. 5:3). Queste cose possono far crescere il desiderio sessuale e indebolire la vostra determinazione a fare ciò che è giusto. Potreste parlare regolarmente di quali accorgimenti adottare per rimanere puri nel periodo in cui vi frequentate (Prov. 22:3). Man mano che la relazione va avanti, alcune manifestazioni di affetto potrebbero essere appropriate. Tuttavia se alimenti il desiderio sessuale, farai più fatica a vedere l’altra persona in modo obiettivo (Cant. 1:2; 2:6). Inoltre le manifestazioni di affetto possono facilmente sfuggire al controllo e portare a una condotta errata (Prov. 6:27). Quindi, già dall’inizio della vostra relazione, parlate di quali limiti stabilire in armonia con i princìpi biblici (1 Tess. 4:3-7). w24.05 29 parr. 10-11

Lunedì 28 dicembre

Il vostro “sì” significhi sì, il vostro “no” no (Matt. 5:37)

Vogliamo che gli altri possano contare su di noi, soprattutto nei momenti difficili (Prov. 17:17). Come possiamo farci la reputazione di essere persone affidabili? Possiamo sforzarci di mostrare in modo costante le qualità cristiane, ad esempio mantenendo le promesse e facendo del nostro meglio per essere puntuali. Gli anziani affidabili sono una risorsa preziosa per la congregazione. Infatti i proclamatori si sentono amati quando sanno di potersi rivolgere liberamente agli anziani, ad esempio al proprio sorvegliante del gruppo di servizio. Inoltre i proclamatori si sentono al sicuro quando sanno che gli anziani sono pronti ad aiutarli. E si fidano di loro perché sanno che basano i loro consigli sulla Bibbia e sulle pubblicazioni dello schiavo fedele anziché sulle proprie opinioni. Un’altra cosa che aiuta i fratelli e le sorelle ad avere fiducia negli anziani è vedere che mantengono la riservatezza su questioni confidenziali e che sono sempre pronti a fare quello che dicono. w24.06 30 parr. 14-15

Martedì 29 dicembre

Darai loro pace durevole, perché è in te che confidano (Isa. 26:3)

Non possiamo aspettarci che oggi Geova elimini tutti i nostri problemi, ma possiamo contare sul suo sostegno (Sal. 41:3). Tramite il suo spirito santo, Geova ci dà la forza, la saggezza e la pace di cui abbiamo bisogno per andare avanti (Prov. 18:14; Filip. 4:13). Inoltre, ci sostiene grazie alla speranza basata sulla Bibbia che un giorno tutte le malattie saranno eliminate (Isa. 33:24). Geova ha fatto arrivare fino a noi parole rincuoranti che possono risollevarci quando stiamo affrontando una situazione difficile (Rom. 15:4). Una sorella dell’Africa occidentale che aveva scoperto di avere un tumore piangeva spesso. Lei dice: “Un passo biblico che ho trovato particolarmente confortante è Isaia 26:3. [...] Questo versetto ci assicura che Geova può darci una pace che ci aiuta ad avere il controllo delle nostre reazioni davanti alle prove”. C’è un passo biblico che abbiamo trovato particolarmente rassicurante quando abbiamo affrontato situazioni estremamente difficili in cui forse ci sentivamo senza speranza? w24.12 24 parr. 17-18

Mercoledì 30 dicembre

Mentre era ancora lontano, il padre lo vide e provò compassione per lui, e gli corse incontro e lo abbracciò baciandolo affettuosamente (Luca 15:20)

Gli anziani si sforzano di avere un atteggiamento misericordioso verso chi si è sviato. Vogliono che queste pecore smarrite tornino a casa, per così dire (Luca 15:22-24, 32). Quando un peccatore ritorna, in cielo c’è gioia. E c’è gioia anche sulla terra! (Luca 15:7). È chiaro che Geova non permette che un peccatore che non si pente rimanga nella congregazione. Allo stesso tempo non volta le spalle ai peccatori. Vuole che ritornino. Osea 14:4 esprime bene i sentimenti che Geova prova verso i peccatori che si pentono: “Sanerò la loro infedeltà. Li amerò di mia spontanea volontà, perché la mia ira si è allontanata da loro”. Per gli anziani questo è di sicuro un forte incentivo a cogliere qualsiasi segnale di pentimento. Ed è anche un forte incentivo per chiunque abbia abbandonato Geova a ritornare da lui. w24.08 28 parr. 8-9

Giovedì 31 dicembre

Siate riconoscenti (Col. 3:15)

È un dato di fatto che non sempre gli altri mostrano o esprimono la loro gratitudine. A volte potremmo impiegare tempo, energie o risorse per aiutare qualcuno, ma avere la sensazione che quella persona non si sia nemmeno resa conto di quello che abbiamo fatto. In questi casi come possiamo evitare di perdere la gioia e di rimanere delusi? Ricordiamo che la nostra felicità nel dare non dipende da come reagiscono gli altri (Atti 20:35). Possiamo decidere di dare con gioia anche quando ci sembra che gli altri non siano grati. Come possiamo riuscirci? Concentriamoci sul fatto che stiamo imitando Geova. Lui dà alle persone cose buone, sia che le apprezzino o no (Matt. 5:43-48). Geova promette che se, come lui, diamo “senza sperare nulla in cambio”, “la [nostra] ricompensa sarà grande” (Luca 6:35). Quindi non restiamoci male se non riceviamo nemmeno una parola di apprezzamento. Non dimentichiamo che Geova ci ripagherà per il bene che facciamo agli altri, per il fatto che doniamo con gioia (Prov. 19:17; 2 Cor. 9:7). w24.09 29 parr. 14-16

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