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  • g83 8/10 pp. 6-7
  • Il denaro non basta mai!

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  • Il denaro non basta mai!
  • Svegliatevi! 1983
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  • Vedi anche
  • La marcia dei petrodollari
  • Aiuti al Terzo Mondo
  • Qual è la causa dell’inflazione mondiale?
    Svegliatevi! 1974
  • I debiti sono al punto critico?
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  • L’inflazione stringe la sua morsa
    Svegliatevi! 1980
  • Perché il costo della vita aumenta?
    Svegliatevi! 1989
Altro
Svegliatevi! 1983
g83 8/10 pp. 6-7

Il denaro non basta mai!

LA RICCHEZZA, disse il re Salomone, “appena la guardi già non c’è più, perché mette le ali come l’aquila e vola nei cieli”. (Proverbi 23:5, Garofalo) Molti sperperano il denaro, come quel generale dell’esercito ben retribuito che fallì dopo avere comprato “due Cadillac e un’altra pelliccia di visone alla moglie”.

Anche un governo può vivere oltre le sue possibilità. Gli Stati Uniti, per esempio, hanno accumulato un debito interno di oltre mille miliardi di dollari! Anche altri paesi hanno un cumulo astronomico di debiti, che comprendono forti debiti con l’estero; fra questi vi sono l’Unione Sovietica (16 miliardi di dollari) e le Filippine (10 miliardi di dollari).

‘Ma perché le nazioni non sono state più prudenti?’, chiederete. Anzitutto, il nostro tempo ha visto una domanda senza precedenti di beni materiali. L’economista Irving S. Friedman spiega pertanto: “Dopo la seconda guerra mondiale i governi non sarebbero potuti sopravvivere né i partiti dell’opposizione sarebbero potuti andare al potere se non avessero promesso rapidi, generali e notevoli miglioramenti delle condizioni materiali”. Perciò i governi avevano bisogno di denaro — grandi quantità di denaro — per costruire strade, scuole, ospedali e alloggi, che i cittadini chiedevano a gran voce. I risultati? Enormi prestiti, che hanno avuto come conseguenze vertiginosi debiti nazionali. La situazione è peggiorata sensibilmente dal 1973.

Quell’anno l’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) ridusse drasticamente la quantità di petrolio che affluiva nel resto del mondo. Questa mossa devastatrice fece vacillare il mondo. I prezzi del petrolio salirono alle stelle. Le nazioni più colpite, comunque, furono quelle in via di sviluppo.

La marcia dei petrodollari

La tattica dell’OPEC funzionò e i paesi membri si trovarono all’improvviso favolosamente ricchi (anche se più recentemente si sono venuti a trovare in difficoltà finanziarie a causa delle eccessive scorte di petrolio e del calo dei prezzi). A quell’epoca gran parte della loro nuova ricchezza finì nelle casse impoverite delle nazioni in via di sviluppo. Questo desiderio di profitto però si dimostrò una “radice di ogni sorta di cose dannose”. — I Timoteo 6:10.

Tutto questo denaro contante contribuì ad alimentare l’inflazione, che alcuni paesi hanno tentato di controllare lasciando salire vertiginosamente i tassi di interesse. Le nazioni fortemente indebitate, ad ogni modo, erano in trappola: avevano bisogno di altro denaro ma non potevano pagare nemmeno l’interesse sui vecchi prestiti. Come vedremo più avanti, questi debiti minacciano ora la solvibilità dell’intero sistema economico mondiale!

Aiuti al Terzo Mondo

Dopo la seconda guerra mondiale furono stabiliti la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per fare prestiti ai paesi che ne avevano bisogno. Queste organizzazioni sono finanziate dalle nazioni membri più ricche. Recentemente il presidente della Banca Mondiale, A. W. Clausen, ha dichiarato che “uno dei principali obiettivi della Banca Mondiale è quello di alleviare la povertà”. Queste istituzioni hanno veramente convogliato nelle nazioni in via di sviluppo i fondi tanto necessari. Ci è rammentata comunque la saggezza delle parole riportate in Proverbi 22:7: “Il ricco è quello che domina su chi ha pochi mezzi, e chi prende a prestito è servitore dell’uomo che fa il prestito”. Alcune nazioni in fase di sviluppo perciò sono contrarie ad accettare gli aiuti di queste organizzazioni. Perché?

Per salvaguardare i propri investimenti, l’FMI richiede di solito che la nazione che chiede un prestito modifichi sensibilmente la sua politica economica cercando di pareggiare il bilancio, tagliare le spese governative e svalutare la sua moneta. Queste possono essere idee valide dal punto di vista economico, ma possono anche gettare nel caos un paese povero. Pertanto un economista ha concluso che imporre queste politiche a un paese in via di sviluppo è “come gettare un’ancora a un uomo che sta affogando”.

Mettere in circolazione altro denaro è un’impresa inutile: non fa altro che rafforzare la stretta mortale dell’inflazione mondiale. Così nazioni fortemente indebitate possono non avere altra scelta che adottare i sistemi delle organizzazioni internazionali da cui ottengono i prestiti.

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