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  • g80 22/3 pp. 7-8
  • Presi di mira gli insegnanti

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  • Presi di mira gli insegnanti
  • Svegliatevi! 1980
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Svegliatevi! 1980
g80 22/3 pp. 7-8

Presi di mira gli insegnanti

Alcuni non arrivano alla sufficienza, altri sono capri espiatori. Tutti corrono gravi rischi professionali.

“DICK e Jane non sanno né leggere né scrivere né dar di conto perché non lo sanno fare i loro insegnanti”. Questa è la pesante accusa mossa l’anno scorso da The Wall Street Journal e citava esempi a conferma. A New Orleans, insegnanti in sciopero portavano cartelli contenenti un errore di ortografia. In Virginia un testo per alunni della terza elementare conteneva una parola sbagliata. Un insegnante dell’Alabama scrisse ai genitori di un ragazzo una nota contenente parecchi errori di ortografia e di grammatica. In una lezione di ortografia una bambina scrisse correttamente una parola, ma l’insegnante la segnò come se fosse errata e la ‘corresse’ riscrivendola sbagliata.

Il problema dell’incompetenza, benché non riguardi tutti gli insegnanti, investe l’intera nazione americana. In molti stati si vorrebbero perciò sottoporre i nuovi insegnanti a vari esami di competenza. Alcuni dirigenti del sindacato degli insegnanti protestano per il fatto che la colpa delle medie più basse agli esami vien fatta ricadere sugli insegnanti. Questa protesta è in parte giustificata. La crisi di molte scuole pubbliche è causata da vari fattori, e molti insegnanti sono validi professionisti. Tuttavia molti non lo sono; è giusto sottoporli a esami.

Ad ogni modo, questi esami non dicono molto, neppure per quanto riguarda le materie fondamentali. “Un semplice gioco da ragazzi”, li ha definiti il Post di New York. “Secondo un’inchiesta, la prova di inglese scritto per chi aspira a insegnare in città è così facile che gli studenti delle scuole superiori hanno ottenuto quasi gli stessi risultati degli adulti che avevano fatto domanda di lavoro”.

Rischi professionali

Molti operai dell’industria sono a contatto con sostanze chimiche cancerogene che 20 o 30 anni dopo procureranno la morte. Molti insegnanti sono esposti a pericoli che causano lesioni immediate e talora la morte. L’Istituto Nazionale dell’Istruzione in America calcola che ogni mese 5.200 insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori subiscono aggressioni fisiche e 6.000 sono rapinati. Circa 282.000 studenti sono assaliti e 112.000 sono derubati ogni mese. Molti atti di violenza sono commessi da persone estranee al mondo della scuola.

U.S. News & World Report del 21 maggio 1979 narrava alcuni atti di violenza:

“Mentre i suoi alunni della seconda elementare stavano a guardare, un’insegnante della California è stata costretta da un estraneo a spogliarsi sotto la minaccia della pistola e poi è stata violentata. Quando l’uomo se ne è andato, ha portato via gli abiti e la borsetta della donna. I ragazzi l’hanno coperta con i loro golfini e le loro giacche.

“Un’insegnante di New Orleans ha visto due ragazzi gettare un bambino giù da un balcone del primo piano. Non si è intromessa per timore che i ragazzi aggredissero anche lei.

“A Los Angeles alcune ragazze delle scuole superiori, infuriate per i voti bassi, lanciarono fiammiferi sull’insegnante, incendiandole i capelli. In seguito l’insegnante ebbe una crisi di nervi.

“Ad Alexandria, in Virginia, alcuni studenti tagliarono le gomme di una macchina della polizia nel parcheggio di una scuola superiore, scarabocchiarono parole sulla droga sui muri della biblioteca, scardinarono i cancelli della scuola, frantumarono i vetri, rovinarono un tappeto con la colla, fecero esplodere un ordigno nella sala fumatori, praticarono grandi buchi nel reticolato attorno alla scuola, rovesciarono olio da motori in un corridoio e tagliarono l’asta della bandiera con un tagliatubi, ficcando poi l’asta in una finestra dell’ufficio del preside. La scuola fu poi chiusa in seguito a un incendio devastatore, si pensa di natura dolosa.

“Ad Austin, nel Texas, sotto gli occhi di 30 compagni di classe, il figlio 13enne dell’ex addetto stampa della Casa Bianca George Christian freddò con un fucile semiautomatico l’insegnante d’inglese che non gli aveva dato la sufficienza”.

Per anni gli insegnanti sono stati dissuasi dal denunciare gli atti di violenza. Si mette in cattiva luce la scuola, e questo, a sua volta, mette in cattiva luce gli amministratori della scuola. Un membro dell’unità operativa del New Jersey che si occupa di tener bassi tali reati ha detto: “Gli amministratori costringono con le minacce gli insegnanti a dimenticare gli episodi di violenza”. Se gli studenti sanno che interverrà la polizia, la violenza diminuisce sensibilmente.

Esodo dal teatro di guerra

Molti insegnanti soffrono per stanchezza, ansie e nevrosi simili a quelle che colpiscono i soldati nelle zone di guerra. Alcuni tengono gas lacrimogeni, fischietti della polizia e perfino armi da fuoco nella scrivania. Ma molti insegnanti sono passivi e idealistici, non preparati e non disposti a impegnarsi in tali combattimenti. Quindi preferiscono abbandonare completamente il campo. Negli ultimi anni il numero degli insegnanti esperti e devoti è diminuito notevolmente perché molti hanno dato le dimissioni e sono andati in pensione prima del tempo. Ci perdono i ragazzi, i genitori, le scuole; ci perde la società. Ma è anche colpa loro. Vi contribuiscono tutti.

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