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  • Gli effetti di due guerre mondiali sulla mia famiglia

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  • Gli effetti di due guerre mondiali sulla mia famiglia
  • Svegliatevi! 1979
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Svegliatevi! 1979
g79 22/5 pp. 3-4

Gli effetti di due guerre mondiali sulla mia famiglia

Un giovane studente narra alcune delle angosce e delle sofferenze dei suoi parenti.

ACCADONO cose strane durante i conflitti internazionali, come mostrano gli effetti che la prima e la seconda guerra mondiale ebbero sulla mia famiglia. Lasciate che vi parli prima dei miei bisnonni Emil e Max.

Emil era un mio bisnonno da parte di madre. Era figlio di emigrati tedeschi abitanti in una cittadina del Minnesota, negli Stati Uniti d’America. Emil aveva circa 19 anni quando fu arruolato in fanteria durante la prima guerra mondiale e mandato a combattere in Francia.

L’altro mio bisnonno materno si chiamava Max. Abitava in Germania nel piccolo villaggio di Einberg. Sua moglie Maria era morta recentemente di tubercolosi e Max era rimasto solo ad aver cura dei loro quattro bambini, rispettivamente di dieci, otto, sei e quattro anni. Malgrado il fatto che i figli fossero orfani di madre, Max fu arruolato e mandato a combattere per la Germania in Francia, lo stesso posto dove l’altro mio bisnonno, Emil, combatteva per l’America.

Uno dei quattro figli di Max era Rudy, mio nonno. Quando Max partì per andare in Francia, Rudy e i suoi tre fratelli minori rimasero praticamente soli, sebbene alcuni vicini dessero loro un’occhiata ogni tanto. I ragazzi avevano molta fame, perché non c’era il padre a comprar loro da mangiare, e a causa della guerra il cibo era scarsissimo. Così impararono a rubare per sopravvivere.

Nel frattempo, in Francia, i miei bisnonni Max ed Emil combattevano nelle trincee. Una delle armi usate in quella guerra era la bomba a gas. Gli uomini che erano nella trincea di Emil furono colpiti dalle bombe e molti morirono. Emil fu portato all’ospedale. Si riprese, ma subì le conseguenze di quel gas per tutta la vita e morì giovanissimo. Ci chiediamo ancora se Emil e Max si siano mai incontrati faccia a faccia sul campo di battaglia. Sopravvissero entrambi a questa guerra che avrebbe dovuto far cessare tutte le guerre.

In seguito, sulla scena tedesca apparve Hitler. A questo punto i quattro ragazzi di Max erano cresciuti ed erano in età di leva. Tre di essi furono arruolati nell’esercito di Hitler. Ma l’altro, mio nonno Rudy, era emigrato in America e faceva il fornaio. Si era stabilito nella stessa cittadina del Minnesota da dove veniva Emil, e aveva sposato la figlia di Emil, mia nonna.

Ricominciano i tempi difficili

Non passò molto prima che America e Germania fossero di nuovo in guerra fra loro. Fu un tempo difficile per i miei nonni. Come speravano e pregavano che mio nonno Rudy non fosse arruolato e non dovesse andare a combattere contro i propri fratelli dall’altra parte del mondo! In effetti, non fu arruolato, perché facendo il fornaio era considerato necessario per provvedere da mangiare alla comunità. Ma in tutto questo tempo Rudy si preoccupava per i suoi fratelli in Germania e si chiedeva se erano vivi.

Quando l’America entrò in guerra, il fratello di mia nonna aveva 17 anni e stava per diplomarsi dalla scuola superiore. Il giorno dopo essersi diplomato fu arruolato nell’esercito e mandato a fare le esercitazioni militari. Avrebbe anch’egli dovuto combattere contro parenti di cui conosceva l’esistenza ma che non aveva mai visti?

Che cosa era accaduto intanto ai fratelli di mio nonno Rudy in Germania? Uno era prigioniero di guerra in Russia. Un altro era in un campo di prigionia americano in Francia. In un campo i detenuti soffrivano a tal punto la fame che un giorno quando un gatto oltrepassò il reticolato di filo spinato, il mio prozio lo prese e lo uccise, lo spellò e lo mangiò crudo! Verso la fine della guerra, il terzo fratello era in viaggio su un treno militare. Era il giorno dell’armistizio. Il suo treno fu bombardato ed egli rimase ucciso.

Nel piccolo villaggio di Einberg, dove i quattro fratelli erano cresciuti, succedevano altri guai. Il mio bisnonno Max, che alcuni anni prima si era risposato, ebbe altri due figli. La Germania stava perdendo la guerra e nelle campagne c’erano dappertutto le forze d’occupazione. Dato che la maggioranza dei padri erano andati in guerra, a casa non c’era nessuno a proteggere le famiglie.

I soldati entravano a forza nelle case. Rubavano, e a volte violentavano le donne. Se gli abitanti dei villaggi erano avvertiti dell’arrivo dei soldati, portavano fuori le figlie e le nascondevano nei mucchi di fieno nei campi per tenerle al sicuro.

La guerra finì, ma le sue conseguenze non finirono con la firma del trattato di pace. I fratelli di mio nonno tornarono a casa a Einberg, in Germania, eccetto quello morto sul treno. La loro vita non è più stata la stessa. Uno continuò ad andare dentro e fuori dell’ospedale per tutta la vita e morì giovanissimo. L’altro fratello, Bernhard, è venuto recentemente dalla Germania a trovarci in California. Suo figlio ha già fatto il militare. Lo stesso hanno fatto i miei zii qui in America. Ha senso tutto questo? Dove andremo a finire?

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