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  • I Testimoni di Geova in Grecia sono di nuovo “conosciuti”

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  • I Testimoni di Geova in Grecia sono di nuovo “conosciuti”
  • Svegliatevi! 1976
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  • Esercitata incessante pressione
  • Da “conosciuti” a “sconosciuti”
  • Spaventose conseguenze
  • Cambiamento imprevisto
  • Di nuovo legalmente “conosciuti”
Svegliatevi! 1976
g76 8/5 pp. 17-20

I Testimoni di Geova in Grecia sono di nuovo “conosciuti”

Dal corrispondente di “Svegliatevi!” in Grecia

I TESTIMONI di Geova in Grecia ricorderanno a lungo il mese di luglio del 1975. L’ottavo giorno di quel mese, i principali giornali di Atene annunciarono: “DICHIARATI LEGITTIMI I MATRIMONI CELEBRATI FRA TESTIMONI DI GEOVA”. Migliaia di famiglie greche si rallegrarono per questa svolta degli avvenimenti.

La decisione fu il risultato di una sentenza emessa il 3 luglio dalla Corte Suprema dello Stato. Il decreto dichiarava:

“La dottrina religiosa dei Testimoni di Geova o Millenaristi soddisfa le esigenze di ‘religione conosciuta’ secondo la Costituzione ed è perciò una dottrina ‘approvata’ . . . Pertanto, qualsiasi matrimonio celebrato tra gli aderenti alla suddetta dottrina e in conformità ai riti stabiliti non è inesistente, e ogni figlio concepito in tale matrimonio è legittimo”.

Ma perché ci fu bisogno di tale sentenza della Corte Suprema?

Negli oltre quattro anni precedenti, il governo greco aveva considerato i matrimoni fra testimoni di Geova “inesistenti” e i loro figli “illegittimi”. Perché? A causa di una circolare inviata il 13 novembre 1970 dall’allora vicepresidente e ministro dell’interno Stylianos Pattacos, nella quale si dichiarava che “la religione dei testimoni di Geova è sconosciuta”.

Vi sorprende? Forse sapete che i testimoni di Geova sono attivi e pienamente riconosciuti dalla legge in decine di paesi e isole del mare. Infatti, in Grecia i testimoni di Geova svolgono l’opera di istruzione biblica dall’inizio del ventesimo secolo. Perché, dopo circa sette decenni, il governo greco dichiarò che i testimoni di Geova erano una religione “sconosciuta”?

Esercitata incessante pressione

Questo avvenne a causa delle costanti pressioni esercitate sul governo da un gruppo influente che odiava il messaggio biblico proclamato dai testimoni di Geova. Questo odio cominciò a essere espresso in modo singolare nel 1927. Quell’anno, per la prima volta, gli ecclesiastici della Chiesa Greco-Ortodossa chiesero all’allora procuratore della Corte Suprema della Grecia se i matrimoni tra gli “Studenti Biblici” (come venivano chiamati allora i Testimoni) erano legittimi e dovevano essere iscritti nei registri ufficiali dello stato civile. Il procuratore rispose:

“Uno dei princìpi più fondamentali del moderno Diritto Pubblico in merito alla tolleranza religiosa — derivante dalla nostra tradizionale virtù greca — è indubbiamente la celebrazione di . . . qualsiasi servizio religioso. Perciò, il matrimonio solennemente celebrato conforme a qualsiasi setta religiosa tra persone dello stesso credo religioso è per principio assolutamente rispettabile e perciò può essere iscritto nei registri dello stato civile del paese”.

Vent’anni dopo i capi religiosi della Grecia fecero di nuovo pressione sul governo nel tentativo di indurlo a disconoscere legalmente i testimoni di Geova. Pertanto nel 1947 il clero greco mise in dubbio la validità dei matrimoni celebrati tra i Testimoni. Ma era loro riservata un’altra delusione, poiché il procuratore della Corte Suprema dichiarò:

“Dato che la loro setta è ‘conosciuta’ in Grecia, vale a dire è libera, non avendo nel culto dottrine e riti segreti e non essendo questi contrari alla moralità comune e all’ordine pubblico . . . hanno diritto alla tolleranza religiosa riconosciuta dalla Costituzione . . . Perciò, il matrimonio celebrato solennemente tra millenaristi [testimoni di Geova], in conformità ai loro credi, ha validità legale . . . e può essere iscritto nei registri dello stato civile”.

Il clero greco, tuttavia, non volle accettare la sconfitta. Cercò un’altra opportunità per sollevare questa controversia, ed essa si presentò nel 1959. Ma ancora una volta, un giurista imparziale rifiutò di cedere alle pressioni. Il sig. Andreas Tussis, viceprocuratore della Corte Suprema, emanò un parere ben documentato nel quale assicurava che i testimoni di Geova erano una religione “conosciuta” e che i loro matrimoni erano legittimi.

Da “conosciuti” a “sconosciuti”

Col tempo, tuttavia, la situazione politica in Grecia peggiorò. All’improvviso, la notte del 21 aprile 1967, un gruppo di militari si impossessò del potere nella nazione. Essi nominarono arcivescovo un ecclesiastico di loro preferenza che si chiamava Ieronimos.

Parve al clero che questa fosse l’occasione buona per infliggere un altro colpo ai testimoni di Geova. Ma, invece di interpellare il procuratore della Corte Suprema, questa volta l’arcivescovado di Atene invitò un certo sig. C. Muratidis, professore di diritto canonico all’Università di Atene, a dichiarare ufficialmente se i testimoni di Geova erano una religione “conosciuta”.

Il 5 settembre 1967, il prof. Muratidis pronunciò il suo parere. Ignorando tutte le precedenti sentenze dei procuratori della Corte Suprema, dichiarò che i testimoni di Geova non erano una religione “conosciuta” e che i loro matrimoni dovevano essere considerati inesistenti.

L’arcivescovo Ieronimos presentò il problema al vicepresidente Pattacos. Di lì il caso passò non alla Corte Suprema, ma al Consiglio dello Stato, formato di avvocati al servizio dei ministri del governo. Quale fu il risultato?

Forte del parere del prof. Muratidis, il 13 novembre 1970, questo corpo dichiarò che i testimoni di Geova non erano una religione “conosciuta”. Successivamente il Ministero dell’Interno inviò circolari agli uffici dello stato civile del paese ordinando loro di non registrare i matrimoni dei testimoni di Geova, giacché “tali matrimoni non sussistono”. Inoltre, la circolare dichiarava che i figli delle coppie di Testimoni dovevano essere registrati con il cognome della madre, il che equivale a dichiararli illegittimi.

Spaventose conseguenze

Riuscite a immaginare le tragiche conseguenze di tale legge? Da un giorno all’altro migliaia di coppie di sposi greci furono considerate come se coabitassero illegalmente. Le vedove dei testimoni di Geova non potevano più percepire la pensione, giacché ora la legge insisteva che non fossero state realmente sposate. L’Istituto di Previdenza Sociale rifiutò di pagare le spese delle nascite e dei funerali.

Gli agenti governativi cominciarono a togliere i nomi delle famiglie dei Testimoni dai registri dello stato civile. I dati inerenti alle mogli furono tolti di sotto il nome del marito ed elencati di nuovo sotto il nome del padre. I figli di tali donne furono registrati come figli avuti fuori del matrimonio. Alcuni funzionari arrivarono al punto di portar via ogni appezzamento di terra appartenente alle coppie che non consideravano più sposate e aventi diritto al terreno.

Naturalmente, non tutti i funzionari furono così spietati. Alcuni riconobbero anche che la circolare di Pattacos era “assurda”. Ciò nondimeno, dissero di essere “spiacenti di non poterla ignorare”. Funzionari comprensivi raccomandarono ai testimoni di Geova di ricorrere ai tribunali.

Molti Testimoni seguirono tale suggerimento. Alcuni tribunali inferiori emisero anche giudizi favorevoli. Ma quando presentavano queste decisioni agli ufficiali dello stato civile, questi ultimi rifiutavano di rispettarle. Ovviamente temevano le conseguenze che avrebbero avuto disubbidendo al vicepresidente Pattacos. Il vicepresidente fu inflessibile nella sua opposizione contro i testimoni di Geova. In occasione di una protesta contro i deplorevoli risultati della sua circolare, egli rispose:

“(a) Il millenarismo non è una religione ‘conosciuta’ nel senso costituzionale.

“(b) I matrimoni che si dice siano stati celebrati secondo questa religione sono inesistenti e non devono essere iscritti nei registri dello stato civile. In considerazione dei suddetti fatti, smettete di addurre ragioni emotive o filantropiche su questioni regolate dalla Logica e dal Diritto”.

Le tristi conseguenze di tale “Logica” e di tale “Diritto” sono evidenti in un caso inerente alla morte di un bambino. Quando il padre, Dimitrios Kazanis, chiese il nulla osta per la sepoltura, l’ufficiale dello stato civile glielo negò. Disse di non poter registrare un’“uscita” nei suoi libri quando non figurava un’“entrata” corrispondente. Per quanto riguardava l’ufficiale, il bambino non era nato.

È una vergogna che, mentre il padre cercava il modo di porre rimedio alla situazione, fu necessario che il bimbo morto fosse tenuto in un frigorifero. La notizia giunse ben presto ai giornalisti. Una rivista pubblicò un articolo intitolato: “IN NOME DEL FANATISMO IL CADAVERE DI BAMBINO IN FRIGORIFERO!” — Epikaira, 26 gen. 1973, p. 20.

Infine, un pubblico ministero intervenne e ordinò di registrare il bambino col nome del padre e di seppellirlo. Questo, tuttavia, non risolse la situazione per la maggioranza dei testimoni di Geova in Grecia. Né le sentenze dei tribunali inferiori, che erano ignorate, né l’aiuto di parte della stampa potevano annullare la circolare del ministro dell’interno. Che si poteva fare?

Cambiamento imprevisto

Dopo lunghe discussioni con gli avvocati si decise di presentare due cause al Consiglio di Stato. Una era di Prokopios A. Delis, il cui matrimonio era stato legalmente registrato nel 1957. Ciò nonostante, l’ufficiale dello stato civile della comunità di Vuniatades, sull’isola di Corfù, non volle accordare a Delis il permesso di far registrare lì sua moglie e suo figlio.

La seconda causa era quella di Stamatios Kallinderis, ufficiale giudiziario del comune di Peristeri (Atene). I funzionari governativi avevano smesso di pagargli ogni mese gli assegni familiari perché “il matrimonio fra lui e Mary Hormova, appartenenti entrambi alla religione dei testimoni di Geova, che non è una religione ‘conosciuta’ e ‘approvata’, e che fu celebrato secondo i riti della suddetta religione, è inesistente”.

Data l’importanza di queste cause, la Corte Suprema dello Stato decise di considerarle entrambe lo stesso giorno, il 22 aprile 1975. In vista delle udienze, i testimoni di Geova ponderarono molte domande. La Corte Suprema dello Stato avrebbe agito senza preconcetti religiosi? Come avrebbe reagito il clero? L’arcivescovo Ieronimos si sarebbe intromesso?

Ma alcuni mesi prima dell’udienza prevista per aprile, accadde qualcosa di imprevisto. Il gruppo di militari esautorò il governo in carica e ne formò un altro. Benché ancor più oppressivo del precedente, questo governo crollò ingloriosamente dopo poche settimane che aveva preso il potere. Quindi i militari chiamarono al governo degli uomini politici. Affidarono la presidenza all’ex primo ministro Costantino Karamanlis, che era stato in esilio a Parigi (Francia) per dieci anni. Sarebbe ora migliorata la situazione dei testimoni di Geova?

Il governo di Karamanlis indisse le elezioni e un referendum in seguito a cui nacque un regime democratico. Il nuovo parlamento greco votò a favore di una Costituzione liberale. Essa garantiva la libertà personale ai Greci e uguaglianza di diritti per i cittadini, qualunque fosse il loro credo religioso. È interessante che tutto questo avvenne poco prima della data stabilita per l’udienza delle cause dei testimoni di Geova.

Il nuovo ministro dell’interno, il sig. Stefanopulos, fu interrogato in merito alla possibilità di emanare una nuova circolare che rimpiazzasse quella di Pattacos. Nella sua risposta, Stefanopulos suggerì di procedere con le due cause. Egli espresse la sua speranza che la legge “provveda la giusta soluzione”, e aggiunse: “In caso contrario, vedremo il da farsi. Capirete che non si tratta solo di revocare una circolare precedente, ma è una questione legale in sospeso dinanzi alla Suprema Corte di Giustizia”.

Di nuovo legalmente “conosciuti”

Le udienze andarono molto bene. Lo stenografo del tribunale, sig. M. S. Muzurakis, presentò in modo eccellente tutto il problema riguardante i testimoni di Geova. Quindi suggerì di annullare la precedente ordinanza dell’amministrazione. In modo paradossale, un avvocato del governo fu d’accordo, mentre un altro cercò debolmente di difendere la precedente circolare con cui si negava ai Testimoni il riconoscimento legale. Quale fu il risultato?

Il 3 luglio 1975, il giudice presidente della Corte Suprema dello Stato emanò sentenze favorevoli in entrambe le cause. Mostrandosi d’accordo, il ministro dell’interno inviò una nuova circolare a tutti i comuni e le comunità del paese e ai consolati greci all’estero. Ordinò di registrare i matrimoni celebrati fra testimoni di Geova e i figli nati loro in tali matrimoni.

Che gioia fu questa per i testimoni di Geova in Grecia! Eliminati i seri ostacoli legali, essi possono ancora una volta dedicare tutte le loro energie a far conoscere al prossimo il più importante messaggio che ci sia, la buona notizia del regno di Dio che è stato stabilito. — Matt. 24:14.

[Immagine a pagina 20]

Il vecchio palazzo reale, dove il 3 luglio 1975 la Corte Suprema dello Stato ha emanato un’importante decisione

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