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  • g72 22/12 pp. 17-21
  • “Ehi! Tassì!”

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  • “Ehi! Tassì!”
  • Svegliatevi! 1972
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  • Regolamenti sulle autopubbliche
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Svegliatevi! 1972
g72 22/12 pp. 17-21

“Ehi! Tassì!”

I TASSISTI, generalmente parlando, sono persone amichevoli. A volte hanno interessanti e insolite esperienze, che si potrebbe dire siano una delle ricompense della loro occupazione. Per esempio, incontrano molte cosiddette celebrità, noti musicisti e funzionari governativi, come pure altre interessanti persone di molti ceti sociali e vari paesi, e spesso riescono a fare conversazione con loro. Simili esperienze, che i tassisti hanno avuto dal 1907, quando fecero per la prima volta la loro comparsa le autopubbliche a benzina, potrebbero ben riempire parecchi libri.

Molto tempo prima che venissero in uso le autopubbliche, in Oriente era popolare il risciò. Era un leggero veicolo a due ruote tirato da un corridore fra due sbarre, in modo molto simile a come un cavallo tirerebbe un calessino. Di solito aveva un riparo in cima per proteggere i passeggeri dal sole o dalla pioggia. Una volta molto popolare, è stato dichiarato illegale in molte città cinesi per il motivo che i ‘cavalli umani’ sono poco dignitosi. È stato largamente sostituito dal triciclo, il quale, a sua volta, è sempre più sostituito dal tassì.

Nei paesi occidentali i tassì sono notevolmente aumentati da quando furono introdotti nel 1907, e solo negli Stati Uniti ne operano circa 150.000. Di questo numero circa 7.000 autopubbliche gialle hanno la licenza per fare servizio nella città di New York.

Quasi tutti i tassì hanno il tassametro, benché in alcune città una disposizione zonale regoli la tariffa che i tassisti possono chiedere. Il tassametro è un apparecchio che conta il tempo e i chilometri e serve a calcolare il prezzo della corsa durante il tragitto e durante le soste. Registra anche il totale delle entrate per informazione del proprietario della vettura.

Salario del tassista

“Perché ha scelto di fare il conducente di tassì?” fu chiesto a un padre di famiglia che guida autopubbliche da dieci anni. “Perché è il modo più rapido che conosca per guadagnare, ed è un lavoro molto interessante, specialmente se a uno piace parlare”. Dev’essere proficuo, poiché nella città di New York la licenza per tenere un tassì costa quasi 12.000.000 di lire, essendovi il numero dei tassì rigorosamente limitato. In quella città la tariffa è al presente di 350 lire per i primi trecentoventi metri e di 60 lire per ogni successivo tragitto di 320 metri. Per cui i primi milleseicento metri costano circa 585 lire e ciascun addizionale tragitto di milleseicento metri intorno a 300 lire.

A New York i conducenti di tassì possono guadagnare dal 42,5 al 50 per cento di quello che incassano, più le mance, che possono arrivare fino al 15 per cento dell’incasso. Lavorando cinque giorni la settimana e da dieci a dodici ore al giorno, i tassisti guadagnano da 88.000 a 132.000 lire la settimana. Secondo un tassista di New York, guidare il tassì nei giorni di fine settimana può essere un lavoro molto vantaggioso, poiché si possono guadagnare fino a 35.000 lire per sera. Naturalmente, molti tassisti hanno un’autopubblica di loro proprietà e quindi non devono dividere l’incasso con nessuno tranne che con l’esattore delle tasse governativo. Alcuni noleggiano tassì, come fa un uomo di San Juan, nel Portorico. Egli paga oltre 5.000 lire la sera per l’uso di una vettura autorizzata e guadagna abbastanza oltre ciò per mantenere la moglie e i figli. In molte città i tassisti hanno formato sindacati e in cambio dei contributi sindacali hanno ricevuto salari maggiorati nonché indennità secondarie. Ma l’ultimo aumento dei salari nella città di New York, che ha fatto quasi raddoppiare la tariffa dei tassì, non è stato un completo successo, giacché precedentemente i tassisti facevano in media 65 viaggi con passeggeri al giorno in due turni, mentre ora la media approssimativa è solo di 49 viaggi.

Regolamenti sulle autopubbliche

Ogni città che rilascia la licenza ai conducenti di tassì ha i propri regolamenti. A New York chi vuol divenire conducente di tassì deve non solo avere la patente per la guida dell’automobile ma anche non essere stato in prigione per un grave reato, e per trovare lavoro di solito deve essere in grado di fornire le referenze di tre ditte. Deve conoscere bene lo Hack Driver’s Manual, su cui deve superare un esame. Fra le cose che dovrebbe conoscere vi sono le località dei principali ospedali e aeroporti. Vi sono anche norme che regolano l’uso della radio, ciò che può e ciò che non può rifiutar di trasportare; inoltre non dovrebbe chiedere alla persona dove vuole andare prima che sia salita sul tassì.

Si dice che la compagnia che gestisce autopubbliche di solito è di grande aiuto a chi vuol divenire conducente di tassì poiché spesso hanno più tassì che tassisti. A supplire a questa scarsità contribuisce la tendenza delle donne a divenire conducenti di tassì. Ma perché dev’esserci il problema di assumere tassisti quando il salario è buonissimo e il lavoro interessante? Perché? A causa dei rischi che guidare un’autopubblica comporta.

Il rischio degli incidenti

Quando lavora, il tassista deve stare all’erta, specialmente per quanto riguarda i giovani che guidano l’auto, poiché spesso essi hanno la tendenza a correre più rischi che non il conducente di tassì e causano più incidenti di quanto non sia necessario.

Ci sono poi le persone che attraversano la strada distrattamente. Il tassista le vedrà in tempo? Una sera di pioggia in una frequentata strada di Manhattan una donna si accinse ad attraversare la strada nonostante il semaforo rosso, proprio sul corso di un tassista. Egli schiacciò i freni ma non riuscì a evitare di gettarla a terra. La polizia lo discolpò interamente; ma l’emozione fu così grande che smise di fare il tassista; non voleva avere un’altra simile esperienza!

La tentazione di infrangere le norme del traffico

In stretta relazione con il rischio di incidenti vi è la tentazione di infrangere i regolamenti del traffico. C’è la grande tentazione di battere il semaforo, di attraversare a un incrocio proprio mentre il semaforo sta diventando rosso per portare il passeggero a destinazione nel minimo tempo. O se una persona chiama il tassì dall’altra parte della strada c’è la tentazione di fare un’inversione di marcia quando non è permessa. Ma i tassisti sanno guidare attentamente. Un tassista di St. Thomas, nelle Isole Vergini, disse che in dieci anni di guida di un tassì doveva ancora ricevere la sua prima multa per infrazioni dei regolamenti del traffico.

Naturalmente, se fosse vissuto in qualche grande città come New York avrebbe potuto farsi fare la multa nonostante tutta la sua attenzione. In simili città un agente addetto alla regolazione del traffico può talvolta accorgersi improvvisamente di aver fatto pochissime multe e subito si accinge a cercar di migliorare la sua registrazione di multe inflitte per le infrazioni dei regolamenti del traffico. Quindi sarà pronto a servirsi di incidenti che rappresentano un caso limite o di quelli che si possono interpretare come infrazioni, nel qual caso il tassista riceverà la multa nonostante tutta la sua attenzione.

Questo non vuol dire che la polizia e i tassisti siano nemici naturali. Proprio il contrario! Molti poliziotti fanno guadagni extra facendo i tassisti a orario ridotto. Un caso tipico della cooperazione fra loro è quello in cui due coppie, prese su da un tassista, divennero molto offensive, insistendo che il tassista non prendesse la via più breve per condurle a destinazione. Infine si avvicinò a una macchina della polizia e spiegò le cose agli agenti. Essi ordinarono agli indisciplinati passeggeri di scendere dal tassì.

Il rischio della delinquenza

Oltre agli incidenti e alle infrazioni delle norme sul traffico c’è il rischio che presentano i criminali al conducente di tassì, specialmente in grandi città come New York. Nei primi otto mesi del 1970 furono assassinati sette tassisti in quella città, o con armi da fuoco, o pugnalati o percossi mortalmente, e fu rapinata una settantina di tassisti ogni settimana.

Per combattere questo rischio dell’occupazione del tassista, fu permesso ai poliziotti di guidare autopubbliche durante le loro ore libere, la città ordinò di installare schermi quasi a prova di pallottole fra il conducente e i suoi passeggeri e di attaccare al pavimento cassette chiuse a chiave in cui mettere gli incassi del tassista e di cui egli non avesse la chiave. Questi provvedimenti, alcuni dei quali sono stati adottati anche in altre città, hanno così decisamente ridotto il rischio che i tassisti affrontavano, che nel 1971 non un solo tassista fu ucciso sul lavoro.

Riguardo a questo rischio un tassista narrò la seguente esperienza a uno del personale di Svegliatevi!: “Era la vigilia di Capodanno. Un giovane ben vestito mi chiese di condurlo alla sua destinazione. Arrivato lì scese e nel prendere il resto ne lasciò cadere un po’ per terra. Poiché pareva che non riuscisse a trovare il suo denaro spostai il tassì e puntai i fari sul luogo. Mi abbassai per aiutarlo a trovare il denaro e quando alzai gli occhi vidi che mi puntava una pistola alla testa.

“Mi ordinò di salire sulla veranda della sua casa e arrivato che fui in cima alle scale due uomini scesero di corsa dai piani superiori. I tre mi condussero all’ultimo piano e mi misero con la faccia al muro e le braccia levate al di sopra della testa mentre mi prendevano il portafoglio, l’orologio e l’anello. Mi chiesero se avevo altro denaro nella vettura — ne avevo un bel po’ addosso — e dissi loro che potevano scendere a vedere, sperando di potere scappare. Ma invece uno di essi disse: ‘Uccidiamolo!’ Dissi loro che ero un ministro cristiano, che nel mio tempo avevo aiutato molte persone e che avrei desiderato continuare a far questo, ma che se volevano uccidermi, questo dipendeva da loro, non potevo fermarli. A ciò mi chiesero se potevo riconoscerli, e poiché era una notte molto scura, dissi loro di no, e con ciò mi lasciarono andare. Pare fossero drogati. Denunciai la cosa alla polizia, ma non ne ho più saputo nulla”.

La sfida dell’onestà

I tassisti devono sostenere anche un’altra sfida, truffare o no i loro datori di lavoro e i clienti. Per esempio, prendendo su uno straniero, il tassista può fare una via indiretta, in modo da chiedere una tariffa più alta, dato che lo straniero non sa la differenza. Inoltre, chi ha un tassì di sua proprietà può suggerire una tariffa invariabile invece di usare il tassametro, sapendo che la tariffa sarebbe superiore a quella indicata dal tassametro. Oppure se guida un’autopubblica appartenente a qualche compagnia può offrirsi di condurre il passeggero a destinazione per una data tariffa inferiore a quella che sarebbe indicata dal tassametro, perché non usando il tassametro intascherebbe l’intera somma invece della sua percentuale.

Che alcuni cedano a questa tentazione si vede da una notizia apparsa in Taxi News del 15-30 dicembre 1971. Sotto l’intestazione “Misure più severe contro le frodi dei tassisti” diceva: “Dal 15 ott. sotto la nuova commissione, i tassisti che viaggiano con il segnale di libero — truffando così il loro datore di lavoro — sono stati passibili di multe di 15.000 lire per la prima trasgressione, di 50.000 lire per la seconda e soggetti alla revoca della licenza per la terza volta.

“La commissione riferisce che in novembre, 23 tassisti furono scoperti e puniti con una multa di 15.000 lire. Fino a questo momento in dicembre, altri 13 erano stati scoperti alla prima trasgressione e puniti con una multa di 15.000 lire. Quattro uomini [ricevettero] multe da 30.000 lire per la seconda trasgressione”.

Per combattere queste frodi, alcuni tassì sono stati muniti di un particolare dispositivo, che fa automaticamente scattare il tassametro quando un passeggero si mette a sedere.

Ma il pubblico deve assumersi la sua parte di colpa a questo riguardo. Spesso un passeggero chiederà di non usare il tassametro per pagare di meno, giacché il tassista potrà intascare tutto il prezzo della corsa invece di riceverne solo una percentuale. E alcuni ordinano di far questo in modo piuttosto minaccioso. Quando ciò accadde a un tassista, egli rispose: “Mi dispiace, signore, ma gli ispettori sono tutti in giro questa sera. Sono sicuro che mi scoprirebbero”. Il passeggero fu soddisfatto.

Questo tassista narra pure la seguente esperienza: “Una donna disse: ‘Mi porti nel Bronx. Eccole 5 dollari, non faccia scattare il tassametro’. Risposi: ‘Mi dispiace, signora, ma faccio sempre uso del tassametro’. Fece storie per tutto il percorso finché arrivò a destinazione nel Bronx. Il prezzo della corsa era di 3 dollari e cinquanta. Lo pagò ma non mi diede la mancia benché avesse risparmiato un dollaro e cinquanta avendo io usato il tassametro, essendo io stato onesto”. Sì, il pubblico deve assumersi la sua parte di colpa se alcuni tassisti non sono onesti!

Tassisti cristiani

Fra i tassisti si trovano cristiani testimoni di Geova, così come si trovano in quasi tutte le oneste forme di lavoro. Le suddette esperienze furono avute principalmente da tali tassisti. Essi dicono che per un ministro fare il tassista ha i suoi vantaggi. Un tassista che in precedenza aveva occupato un posto di responsabilità in un ufficio disse che riteneva fosse un vantaggio che il tassista non sia molestato da compagni di lavoro litigiosi o dissoluti. Egli può facilmente tenere le distanze dai clienti se lo desidera.

Oltre a ciò, ha parecchia libertà. Può avere tempo libero per assistere ad assemblee bibliche e lavorare più a lungo se ha bisogno di denaro extra. Alcuni ricevono perfino gratifiche per la loro regolarità nel lavoro. A New York i conducenti di tassì ricevono le vacanze in base a una certa percentuale del prezzo totale delle corse guadagnato e hanno molte altre indennità. E i tassisti cristiani hanno molte opportunità di parlare alle persone, incluse le cosiddette celebrità, della loro speranza basata sulla Bibbia riguardo al paradiso terrestre, in armonia con Rivelazione 21:4.

Sì, c’è la probabilità che la prossima volta che chiamate “Ehi! Tassì!” troviate al volante un amichevole tipo, che proverà piacere a conversare con voi, un padre di famiglia che cerca di guadagnare onestamente.

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