Venerdì 17 aprile
Non fatevi sviare da nessuno, in nessun modo (2 Tess. 2:3)
Cosa possiamo imparare dalle parole che l’apostolo Paolo scrisse ai tessalonicesi? Quando sentiamo qualcosa che non è in armonia con quello che abbiamo imparato dalla Bibbia o sentiamo una notizia sensazionale, dobbiamo mostrare discernimento. Nell’ex Unione Sovietica i nostri nemici fecero circolare una lettera che apparentemente arrivava dalla sede mondiale. La lettera incoraggiava alcuni fratelli a formare un’organizzazione separata e indipendente. Quella lettera sembrava autentica, ma i fratelli fedeli non si lasciarono ingannare. Capirono che il contenuto della lettera non era in armonia con quello che era stato insegnato loro. Oggi i nemici della verità a volte si servono della tecnologia, ad esempio di Internet o dei social, con l’obiettivo di confonderci e dividerci. Anziché “[farci] confondere la mente [...] in fretta”, possiamo proteggerci cercando di capire se quello che sentiamo o leggiamo è in armonia con le verità che conosciamo già (2 Tess. 2:2; 1 Giov. 4:1). w24.07 28:14-15
Sabato 18 aprile
Se qualcuno commette un peccato, abbiamo un soccorritore (1 Giov. 2:1)
La decisione più importante che una persona possa prendere è quella di dedicarsi a Geova e diventare parte della sua famiglia di servitori. Geova desidera che tutti lo facciano. Perché? Vuole che stringano un’amicizia con lui e vivano per sempre (Deut. 30:19, 20; Gal. 6:7, 8). Geova però non costringe nessuno a servirlo. Permette a ognuno di decidere cosa fare. Cosa succede se un cristiano battezzato disubbidisce alle leggi di Dio commettendo un peccato grave? Se non si pente, deve essere allontanato dalla congregazione (1 Cor. 5:13). Ma anche in quel caso Geova spera con tutto il cuore che il peccatore ritorni da lui. Questo è un motivo importante per cui ha provveduto il riscatto: rendere possibile il perdono per i peccatori che si pentono. Il nostro amorevole Dio esorta con calore i peccatori a pentirsi (Zacc. 1:3; Rom. 2:4; Giac. 4:8). w24.08 33:1-2
Domenica 19 aprile
Se il tuo cuore diventerà saggio, allora il mio cuore si rallegrerà (Prov. 23:15)
Quando l’apostolo Giovanni scrisse la sua terza lettera, alcuni stavano diffondendo insegnamenti falsi e stavano causando divisioni. Ma c’erano altri che continuavano a “[camminare] nella verità”, cristiani che ubbidivano a Geova e “[camminavano] secondo i suoi comandamenti” (2 Giov. 4, 6). Questi fedeli cristiani rallegravano non solo Giovanni, ma anche Geova (Prov. 27:11). Cosa impariamo? Rimanere fedeli a Dio fa provare gioia (1 Giov. 5:3). Ad esempio, ci dà gioia sapere che stiamo rallegrando Geova. Lui è felice di vedere che respingiamo le tentazioni del mondo e ubbidiamo ai suoi comandi. E anche gli angeli lo sono (Luca 15:10). Come loro, anche noi siamo felici quando vediamo altri fratelli e sorelle che rimangono fedeli (2 Tess. 1:4). E poi, quando questo sistema di cose verrà distrutto, avremo la soddisfazione di aver dimostrato la nostra lealtà a Geova perfino in un mondo dominato da Satana. w24.11 45:17-18