Luglio
Mercoledì 1º luglio
Non ho mai visto un giusto abbandonato (Sal. 37:25)
Alcuni servitori di Geova subiscono gli effetti dell’età avanzata, hanno problemi di salute o convivono con una disabilità. E questo potrebbe portarli a pensare di valere poco agli occhi di Geova. Forse si chiedono: “Sono ancora utile a Geova?” Lo scrittore del Salmo 71 espresse una preoccupazione simile. Rivolgendosi a Geova disse: “Non abbandonarmi quando le mie forze vengono meno” (Sal. 71:9, 18). Comunque il salmista continuò a essere convinto che, se avesse servito Geova lealmente, lui lo avrebbe guidato e sostenuto. Come comprese quel salmista, Geova è contento di chi, nonostante i propri limiti, fa del suo meglio per servirlo (Sal. 37:23-25). Se sei avanti con gli anni, cerca di vedere la tua situazione dal punto di vista di Geova. Lui può aiutarti a continuare a “prosperare” spiritualmente anche se hai problemi di natura fisica (Sal. 92:12-15). Invece di concentrarti su quello che non riesci più a fare, concentrati su quello che puoi fare. w24.10 43:14-16
Giovedì 2 luglio
Circa il mangiare cibo offerto agli idoli, sappiamo che l’idolo non è assolutamente nulla (1 Cor. 8:4)
I cristiani immaturi spesso si trovano in difficoltà quando affrontano una situazione che richiede di ragionare sui princìpi biblici e applicarli. Se non esiste una legge, alcuni ritengono di poter fare ciò che vogliono. Altri chiedono che venga stabilita una regola anche quando questa non è necessaria. Ad esempio, a quanto pare i cristiani di Corinto chiesero all’apostolo Paolo di stabilire una regola in merito al mangiare cibo che era stato offerto agli idoli. Piuttosto che dire loro cosa fare, Paolo fece capire che ognuno aveva il diritto di fare una scelta basata sulla propria coscienza e ragionò su alcuni princìpi. Sulla base di questi princìpi, ognuno avrebbe potuto prendere una decisione che non lo avrebbe fatto sentire in colpa e che non sarebbe stata di ostacolo agli altri (1 Cor. 8:7-9). Paolo stava aiutando i corinti a crescere spiritualmente, così che potessero usare la loro facoltà di giudizio invece che dipendere da qualcun altro o semplicemente andare alla ricerca di regole. w24.04 14:14
Venerdì 3 luglio
Io, Geova, scruto il cuore per dare a ciascuno in base alle sue vie (Ger. 17:10)
Ai giorni di Giona i niniviti ebbero l’opportunità di pentirsi. Inoltre ripensiamo a quello che Gesù disse sulla “risurrezione di giudizio”: verranno risuscitati anche “quelli che hanno praticato cose ignobili” (Giov. 5:29). Quindi sembra che ci possa essere qualche speranza per gli abitanti di Sodoma e Gomorra. È possibile che almeno alcuni di loro verranno risuscitati, e che noi avremo l’opportunità di aiutarli a conoscere Geova e Gesù. Geova ha sempre ‘scrutato i cuori, esaminato i pensieri più profondi’. Quando arriverà il momento della risurrezione, farà come ha sempre fatto: “[darà] a ciascuno in base alle sue vie”. Geova mostrerà fermezza quando sarà necessario, ma mostrerà misericordia quando sarà possibile. Quindi non dovremmo concludere che una persona non verrà risuscitata, a meno che la Bibbia non lo dica chiaramente. w24.05 18:15-16
Sabato 4 luglio
Non aver paura. Io ti aiuterò (Isa. 41:13)
Nel corso della storia, il messaggio divino ha dato forza ai servitori di Dio quando avevano un incarico difficile da svolgere. Pensiamo ad esempio al profeta Geremia. Lui aveva ricevuto da Geova l’incarico di predicare, ma esitò. Infatti disse: “Io non so parlare: sono solo un ragazzo!” (Ger. 1:6). Come superò la sua insicurezza? Trasse forza dal messaggio di Geova. Disse: “Le sue parole furono come un fuoco ardente, un fuoco ardente chiuso nelle mie ossa, e non potevo più tenerlo dentro” (Ger. 20:8, 9). Anche se Geremia predicava in un territorio difficile, il messaggio che doveva proclamare gli diede la forza di cui aveva bisogno per svolgere quell’opera. I cristiani traggono forza dal messaggio della Parola di Dio. Scrivendo ai suoi fratelli, l’apostolo Paolo disse che l’accurata conoscenza li avrebbe motivati a “camminare in modo degno di Geova” mentre continuavano “a portare frutto in ogni opera buona” (Col. 1:9, 10). w24.04 16:2-4
Domenica 5 luglio
Il sacerdote Zadoc unse Salomone (1 Re 1:39)
Zadoc rimase leale a Geova nonostante il sommo sacerdote Abiatar avesse preferito sostenere il figlio di Davide, Adonia, che cospirava per usurpare il trono. Davide non dubitò mai della lealtà di Zadoc. Quando il piano di Adonia fu smascherato, Davide incaricò Zadoc, Natan e Benaia di occuparsi dell’unzione di Salomone (1 Re 1:32-34). Stare a contatto con leali servitori di Geova, come Natan e altri che sostenevano il re Davide, deve aver rafforzato e incoraggiato molto Zadoc. Quando Salomone diventò re, “al posto di Abiatar nominò il sacerdote Zadoc” (1 Re 2:35). Come puoi imitare Zadoc? Se qualcuno a te vicino sceglie di lasciare Geova, dimostra chiaramente che hai scelto di essere leale a Geova (Gios. 24:15). Lui ti darà la forza e il coraggio di cui hai bisogno. Affidati a lui pregando e rimanendo vicino ai suoi fedeli servitori. Geova dà grande valore alla tua lealtà, e ti ricompenserà (2 Sam. 22:26). w24.07 27:16-17
Lunedì 6 luglio
Non smettiamo di fare ciò che è eccellente (Gal. 6:9)
Salmo 15:2 dice che chi è amico di Dio “cammina con integrità” e “fa ciò che è giusto”. I verbi “camminare” e “fare” implicano un’azione costante e progressiva. Ma si può davvero “[camminare] con integrità”? Sì. Anche se nessun essere umano è perfetto, se facciamo del nostro meglio per ubbidirgli, Geova ci considera persone che “[camminano] con integrità”. Quando ci siamo dedicati a Geova e ci siamo battezzati, abbiamo solo iniziato il nostro viaggio insieme a lui. Nei tempi biblici il fatto che una persona appartenesse alla nazione d’Israele non significava automaticamente che quella persona fosse ospite di Geova. Infatti alcuni lo invocavano, “ma non nella verità e nella giustizia” (Isa. 48:1). Gli israeliti che volevano davvero essere ospiti di Geova dovevano conoscere le sue norme e seguirle. In modo simile, oggi per avere l’approvazione di Geova non basta battezzarsi ed entrare a far parte della congregazione cristiana. Dobbiamo continuare a “[fare] ciò che è giusto”. w24.06 24:4, 6
Martedì 7 luglio
Imitate l’esempio di Dio (Efes. 5:1)
Quali sono alcuni modi in cui Geova dimostra la sua generosità? Vediamo alcuni esempi. Geova ci dà cose materiali. Forse non possediamo beni di lusso, ma grazie a Geova la maggior parte di noi ha il necessario. Lui ad esempio fa in modo che abbiamo cibo, vestiario e un posto in cui stare (Sal. 4:8; Matt. 6:31-33; 1 Tim. 6:6-8). Ma Geova provvede forse ai nostri bisogni fisici per semplice senso del dovere? Assolutamente no. Riflettiamo sulle parole di Gesù riportate in Matteo 6:25, 26. Parlando degli uccelli, Gesù disse: “Non seminano né mietono né raccolgono in granai”. Poi aggiunse: “Eppure il vostro Padre celeste li nutre”. Alla fine chiese: “Voi non valete forse più di loro?” Cosa voleva insegnare Gesù? Se Geova soddisfa i bisogni degli animali, possiamo essere sicuri che soddisferà anche i nostri. Come un padre premuroso, Geova provvede ai bisogni della sua famiglia spinto dall’amore (Sal. 145:16; Matt. 6:32). w24.09 39:4-6
Mercoledì 8 luglio
Gli uomini che servono in maniera eccellente si guadagnano una reputazione eccellente e grande libertà di parola nella fede (1 Tim. 3:13)
Un servitore di ministero è un fratello battezzato che viene nominato dallo spirito santo perché aiuti gli anziani a occuparsi di molte questioni pratiche nella congregazione. I servitori di ministero sono prima di tutto degli uomini spirituali. Amano Geova e vivono secondo le sue giuste norme. Amano molto anche i fratelli e le sorelle (Matt. 22:37-39). In che modo un fratello può aspirare a diventare servitore di ministero? La Bibbia elenca i requisiti da soddisfare (1 Tim. 3:8-10, 12). Puoi raggiungere questo obiettivo esaminando attentamente questi requisiti scritturali e poi dandoti da fare per soddisfarli. Ma prima devi valutare attentamente i motivi che ti spingono a voler diventare servitore di ministero. w24.11 46:4-5
Giovedì 9 luglio
L’avete accettata non come parola di uomini, ma per quello che in effetti è, parola di Dio (1 Tess. 2:13)
Alcuni dicono di aver letto la Bibbia decine di volte. Ma credono davvero nella Bibbia? La mettono in pratica? Le permettono di influire sulla loro vita? Purtroppo la risposta a queste domande spesso è no. Che differenza con i servitori di Geova! Noi facciamo tutto quello che possiamo perché agisca nella nostra vita. Comunque, non è sempre facile leggere e mettere in pratica la Parola di Dio. A volte potremmo far fatica a trovare il tempo per leggerla. Oppure potremmo avere la tendenza a leggere molto velocemente senza assimilare granché di quello che leggiamo. O potremmo sentirci scoraggiati a causa di tutti i cambiamenti che dobbiamo fare. Qualunque sia la difficoltà che incontriamo, con l’aiuto di Geova possiamo superarla. Siamo quindi determinati a essere persone che “[mettono] in pratica la parola”. Senza dubbio, più leggeremo la Parola di Dio e la metteremo in pratica, più saremo felici (Giac. 1:25). w24.09 36:15-16
Venerdì 10 luglio
Continuate a chiedere e vi sarà dato (Luca 11:9)
Tramite il suo spirito santo Geova ci conforta quando subiamo un trauma o una perdita. Se sei affranto a motivo di una prova dolorosa, apri il tuo cuore a Geova in preghiera; puoi farlo tutte le volte che vuoi e per tutto il tempo che vuoi (Sal. 86:3; 88:1). Chiedi a Geova più e più volte di darti il suo spirito santo. Lui non ignorerà mai le tue richieste. Hai affrontato una prova difficile che ti ha lasciato stremato? Lo spirito santo può darti la forza di cui hai bisogno per continuare a servire Geova fedelmente (Efes. 3:16). Come puoi agire in armonia con le preghiere che fai per ricevere spirito santo? Dedicati ad attività che permetteranno allo spirito di Dio di agire su di te, come le adunanze e la predicazione. Riempi la mente con i pensieri di Geova leggendo la sua Parola ogni giorno (Filip. 4:8, 9). Quando leggi, soffermati sull’esempio di personaggi che hanno affrontato delle prove e rifletti su come Geova li ha aiutati a perseverare. w24.10 40:12-14
Sabato 11 luglio
Dio ha tanto amato il mondo (Giov. 3:16)
Come Geova e suo Figlio, anche noi amiamo le persone (Prov. 8:31). Proviamo profonda compassione per quelli che sono “senza Dio” e non hanno “nessuna speranza” (Efes. 2:12). Stanno annegando in un mare di problemi, e noi abbiamo il salvagente di cui hanno bisogno: la buona notizia del Regno di Dio. L’amore e la compassione per queste persone ci motivano a mettercela tutta per parlare loro della buona notizia. Questo prezioso messaggio può dar loro speranza, aiutarle ad avere già da ora la migliore vita possibile e dar loro la possibilità di ricevere “la vera vita”: la vita eterna nel nuovo mondo di Dio (1 Tim. 6:19). L’amore per le persone ci spinge anche ad avvertirle della fine imminente di questo mondo malvagio (Ezec. 33:7, 8). Vogliamo che sappiano cosa succederà durante la grande tribolazione: la falsa religione verrà eliminata e poi, ad Armaghedon, verrà distrutto l’intero sistema malvagio (Riv. 16:14, 16; 17:16, 17; 19:11, 19, 20). w24.05 20:8-9
Domenica 12 luglio
Miei cari, non vendicatevi, ma fate posto all’ira; infatti è scritto: “‘La vendetta è mia; io ripagherò’, dice Geova” (Rom. 12:19)
L’apostolo Paolo esortò i cristiani a “[fare] posto all’ira”. A quale ira si riferiva? Dal contesto si capisce che si tratta dell’ira di Geova. Facciamo posto all’ira di Geova quando lasciamo che sia lui a fare giustizia nei tempi e nei modi che ritiene opportuni. John, un fratello che fu trattato ingiustamente, disse: “Dovetti lottare per resistere all’impulso di farmi giustizia da solo. Romani 12:19 mi ha aiutato ad aspettare Geova”. Aspettare che sia Geova a correggere una situazione ci fa bene. Se lo facciamo, ci risparmiamo lo stress e la delusione che potremmo provare se cercassimo di risolvere il problema da soli. Geova vuole aiutarci. È come se ci dicesse: “Lascia fare a me, ci penso io”. Se ci fidiamo della promessa di Geova “io ripagherò”, lasceremo la questione nelle sue mani, sicuri che la gestirà nel modo migliore possibile. w24.11 44:14-15
Lunedì 13 luglio
Dacci ogni giorno il nostro pane in base al bisogno quotidiano (Luca 11:3)
Dobbiamo tenere le cose materiali al giusto posto. Questo punto fu messo in risalto dall’apostolo Paolo. Scrivendo a cristiani che erano vicini alla fine del sistema di cose giudaico, Paolo menzionò eventi legati alla storia d’Israele, compreso quello che era accaduto vicino al monte Sinai. Paolo avvertì i cristiani di “non [desiderare] cose dannose” come le avevano desiderate gli israeliti (1 Cor. 10:6, 7, 11). Geova aveva provveduto cibo agli israeliti in modo miracoloso, ma loro avevano lasciato che l’avido desiderio di ricevere cibo rendesse ‘dannosi’ perfino quei miracolosi doni di Geova (Num. 11:4-6, 31-34). E quando adorarono il vitello d’oro dimostrarono che per loro mangiare, bere e divertirsi era più importante che ubbidire a Geova (Eso. 32:4-6). Paolo citò quell’episodio come avvertimento per i cristiani che vivevano nel periodo precedente la fine del sistema di cose giudaico, avvenuta nel 70 E.V. Noi che siamo vicini alla fine di questo sistema di cose facciamo bene a prendere sul serio il consiglio di Paolo. w24.12 48:13
Martedì 14 luglio
Rallegrati con la moglie della tua giovinezza (Prov. 5:18)
Geova è il “felice Dio”, e vuole che anche noi siamo felici (1 Tim. 1:11). Ci ha fatto molti doni per renderci la vita piacevole (Giac. 1:17). Uno di questi è il matrimonio. Quando un uomo e una donna si sposano promettono di amarsi, rispettarsi e avere cura l’uno dell’altra. Mantenendo forte il loro legame, possono provare vera gioia. Purtroppo oggi molte coppie dimenticano le promesse che hanno fatto il giorno del matrimonio. Di conseguenza non sono felici. Cosa si aspetta Geova da un marito? Come vuole che tratti la moglie? Geova comanda ai mariti di onorare la moglie. L’onore ha a che fare con il modo in cui si tratta qualcuno di cui si ha rispetto. Un marito che onora sua moglie la tratterà in modo gentile e amorevole (1 Piet. 3:7). w25.01 2:1-2, 4-5
Mercoledì 15 luglio
Geova è il mio aiuto; non avrò paura (Ebr. 13:6)
Senza dubbio la lettera che l’apostolo Paolo scrisse agli ebrei li aiutò a prepararsi per la tribolazione che avrebbero affrontato. Paolo incoraggiò i suoi fratelli a rendere più accurate la loro conoscenza e la loro comprensione delle Scritture. Questo avrebbe permesso loro di riconoscere e respingere gli insegnamenti che avrebbero indebolito la loro fede. Li incoraggiò a rafforzare la loro fede così che potessero seguire prontamente le istruzioni di Gesù e di coloro che guidavano la congregazione. E aiutò i cristiani a capire che potevano perseverare vedendo le prove dalla giusta prospettiva, considerandole un’opportunità per essere addestrati dal loro amorevole Padre. Seguiamo anche noi questi consigli ispirati. Così riusciremo a perseverare fedelmente fino alla fine (Ebr. 3:14). w24.09 37:17, 19
Giovedì 16 luglio
Siamo stati santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre (Ebr. 10:10)
Secondo la Bibbia, il riscatto è il prezzo pagato per rendere possibili l’espiazione e la riconciliazione. Dal punto di vista di Geova, il riscatto provvede la base perché venga ridato ciò che è stato perso. Ricordiamo che Adamo ed Eva persero la loro vita perfetta e la prospettiva di vivere per sempre. Quindi il riscatto doveva avere lo stesso valore di quello che era stato perso (1 Tim. 2:6). Poteva essere pagato solo da un uomo adulto che (1) era perfetto, (2) era nelle condizioni di poter vivere per sempre sulla terra e (3) era disposto a rinunciare a quella vita per noi, a sacrificarla. Vediamo tre motivi per cui Gesù poté pagare quel riscatto. (1) Era perfetto, “non commise alcun peccato” (1 Piet. 2:22). (2) Per questo motivo era nelle condizioni di poter vivere per sempre sulla terra. (3) Fu disposto a morire e a dare la sua vita in nostro favore (Ebr. 10:9). w25.02 6:11-12
Venerdì 17 luglio
Egli dà lo spirito generosamente (Giov. 3:34)
Geova ti vuole bene e vuole che entri a far parte della sua famiglia. Ed è così indipendentemente dagli ostacoli che stai affrontando per arrivare al battesimo. Gesù disse ad alcuni dei suoi discepoli: “Se la vostra fede sarà grande quanto un granello di senape, direte a questo monte: ‘Spostati da qui a là’, e il monte si sposterà, e nulla vi sarà impossibile” (Matt. 17:20). Le persone che ascoltarono quelle parole erano con Gesù solo da qualche anno, quindi la loro fede doveva ancora crescere. Ma Gesù assicurò loro che, se avessero sviluppato una forte fede, Geova le avrebbe aiutate a spostare ostacoli grandi come montagne. E può aiutare anche te a fare lo stesso. Se capisci che ci sono degli ostacoli che ti impediscono di battezzarti, fai subito qualcosa per eliminarli. Dedicati a Geova e battezzati. Questa è la migliore decisione che tu possa prendere. w25.03 9:18-20
Sabato 18 luglio
Geova è dalla mia parte; non avrò paura (Sal. 118:6)
Possiamo affrontare con successo le prove se ricordiamo che “l’Iddio vivente” è pronto ad aiutarci. Possiamo essere ancora più convinti di questo se pensiamo a quello che ha fatto in passato (Isa. 37:17, 33-37). Leggiamo anche articoli e guardiamo video su jw.org che mostrano come Geova ha sostenuto i fratelli e le sorelle nei nostri giorni. Pensiamo anche a tutte le volte in cui Geova ha agito in nostro favore. Non importa se non ci vengono in mente esperienze spettacolari. Il punto è un altro: Geova è intervenuto nella nostra vita. Lui ci ha attirato e ci ha permesso di essere suoi amici (Giov. 6:44). Perché non chiedergli di aiutarci a ricordare come ha risposto alle nostre preghiere, ci ha aiutato proprio al momento giusto o ci ha sostenuto durante una situazione difficile? Riflettere su episodi di questo tipo ci renderà ancora più sicuri che Geova continuerà a intervenire in nostro favore. w24.06 25:8
Domenica 19 luglio
La morte si è estesa a tutti gli uomini perché tutti hanno peccato (Rom. 5:12)
Anche se siamo determinati a non permettere che nulla ci allontani da Geova, siamo imperfetti e quindi vulnerabili davanti alle tentazioni (Rom. 7:21-23). Senza nemmeno rendercene conto, potremmo ritrovarci in circostanze in cui l’idea di fare ciò che è sbagliato ci attira molto. Per rimanere leali a Geova e a suo Figlio dobbiamo seguire il consiglio di Gesù di stare in guardia contro la tentazione di peccare. Tutti ci ritroviamo davanti a delle tentazioni. Ma ognuno ha i suoi punti deboli. Potrebbe trattarsi della tentazione di commettere un peccato grave, di praticare qualche forma di condotta impura o di lasciarsi influenzare dal modo di pensare del mondo. Ad esempio, qualcuno potrebbe combattere contro la tentazione di commettere immoralità sessuale. Un altro potrebbe sentirsi molto attratto da pratiche impure, come ad esempio la masturbazione o il guardare materiale pornografico. Un altro ancora potrebbe lottare con il timore dell’uomo, una mentalità indipendente, un temperamento irascibile o altro. w24.07 29:3, 5
Lunedì 20 luglio
Perdonatelo benevolmente e confortatelo, così che non sia sopraffatto da una tristezza troppo grande (2 Cor. 2:7)
Immaginiamo cosa sarebbe potuto succedere se gli anziani si fossero rifiutati di far rientrare un uomo sinceramente pentito nella congregazione, oppure se dopo il suo ritorno la congregazione si fosse rifiutata di mostrargli amore. Quell’uomo avrebbe potuto essere inghiottito “da una tristezza troppo grande”. Avrebbe potuto facilmente pensare che la sua situazione fosse senza speranza o addirittura che non valesse la pena di impegnarsi per ricostruire la sua amicizia con Dio. Peggio ancora, se i fratelli e le sorelle della congregazione si fossero rifiutati di perdonare quel peccatore pentito, avrebbero messo a rischio la loro stessa relazione con Geova. Perché? Perché non avrebbero imitato la prontezza di Geova a perdonare i peccatori che si pentono, ma l’atteggiamento crudele e spietato di Satana. In pratica sarebbero diventati strumenti che il Diavolo avrebbe potuto usare per distruggere quell’uomo a livello spirituale (2 Cor. 2:10, 11; Efes. 4:27). w24.08 33:7, 10-11
Martedì 21 luglio
Quando è salito in alto ha dato doni sotto forma di uomini (Efes. 4:8)
Cristo Gesù ha dato alla congregazione “doni sotto forma di uomini” che prestano servizio in un altro modo. Guidati da lui, gli anziani di Gerusalemme affidarono a Paolo, a Barnaba e ad altri il compito di servire come sorveglianti viaggianti (Atti 11:22). Perché? Per lo stesso motivo per cui venivano nominati servitori di ministero e anziani: edificare le congregazioni (Atti 15:40, 41). I sorveglianti di circoscrizione sono continuamente in viaggio. Alcuni percorrono centinaia di chilometri tra una congregazione e l’altra. Ogni settimana il sorvegliante di circoscrizione pronuncia vari discorsi, fa visite pastorali, e conduce un’adunanza con i pionieri, un’adunanza con gli anziani e le adunanze per il servizio di campo. Prepara discorsi e organizza le assemblee di circoscrizione e i congressi. Insegna alle scuole dei pionieri, organizza un’adunanza speciale con i pionieri della circoscrizione e si occupa di altre questioni, a volte urgenti, che gli vengono affidate dalla filiale. w24.10 42:12-13
Mercoledì 22 luglio
Perdonerò il loro errore e non ricorderò più il loro peccato (Ger. 31:34)
Attraverso il profeta Geremia, Geova disse le parole della scrittura di oggi. E l’apostolo Paolo citò queste parole in Ebrei 8:12. Ma cosa significano? Nella Bibbia il verbo “ricordare” non sempre si riferisce a qualcuno che riporta alla mente qualcosa o che pensa a qualcosa. Piuttosto può riferirsi a qualcuno che agisce. Il criminale messo al palo accanto a Gesù disse: “Gesù, ricordati di me quando sarai entrato nel tuo Regno” (Luca 23:42, 43). Quell’uomo non stava semplicemente chiedendo a Gesù di pensare a lui. La risposta di Gesù fece capire chiaramente che avrebbe agito risuscitando quel criminale. Quindi, quando Geova dice che non ricorderà più i nostri peccati, significa che non agirà contro di noi. Non ci punirà mai per i peccati che ha perdonato. w25.02 7:14-15
Giovedì 23 luglio
La conoscenza del Santissimo è intendimento (Prov. 9:10)
Otteniamo vero intendimento se conosciamo le qualità di Geova, il suo proposito, quello che ama e quello che odia. Chiediamoci: “In base a quello che so di Geova, quale decisione gli piacerà?” (Efes. 5:17). Per piacere a Geova, a volte dobbiamo fare qualcosa che ci porterà a deludere chi ci sta vicino. Per esempio, genitori benintenzionati potrebbero insistere che la loro figlia adulta sposi un uomo che sta bene economicamente — o uno che possa pagare un alto prezzo della sposa — ma che non è forte dal punto di vista spirituale. È naturale che un genitore voglia che alla propria figlia non manchi il necessario dal punto di vista materiale, ma la figlia dovrebbe chiedersi: “Quest’uomo mi aiuterà a continuare a crescere spiritualmente? Cosa ne pensa Geova?” La risposta si trova in Matteo 6:33, che incoraggia a “cercare prima il Regno”. Anche se onoriamo i nostri genitori e abbiamo rispetto per le persone della comunità in cui viviamo, ciò che ci sta più a cuore è rendere felice Geova. w25.01 3:9-10
Venerdì 24 luglio
Il Signore mi è stato vicino e mi ha infuso potenza (2 Tim. 4:17)
Abbiamo bisogno dell’aiuto di Geova per continuare a predicare con zelo nonostante l’opposizione (Riv. 12:17). Perché possiamo essere certi che Geova ci sosterrà? Riflettiamo sulla preghiera di Gesù riportata nel capitolo 17 di Giovanni. Gesù chiese a Geova di custodire gli apostoli, e Geova esaudì quella richiesta. Il libro degli Atti narra di come Geova aiutò gli apostoli a predicare con zelo nonostante la persecuzione. Inoltre, nella sua preghiera Gesù chiese a Geova di custodire coloro che avrebbero riposto fede nel messaggio predicato dagli apostoli e sarebbero diventati discepoli. Tra questi ci siamo anche noi. Geova non ha smesso di esaudire la preghiera di Gesù. Lui ci aiuterà, proprio come aiutò gli apostoli (Giov. 17:11, 15, 20). Anche se con l’avvicinarsi della fine dovesse essere più difficile predicare la buona notizia con zelo, riceveremo tutto l’aiuto di cui abbiamo bisogno (Luca 21:12-15). w25.03 11:13-14
Sabato 25 luglio
I miei servitori esulteranno per la gioia (Isa. 65:14)
I servitori di Dio possono “[esultare] per la gioia” perché il loro cuore trabocca di gratitudine. Le incoraggianti verità bibliche, le confortanti promesse di Geova e la nostra forte speranza basata sul sacrificio di riscatto di Cristo ci fanno provare “gioia [nel] cuore”. Parlare di queste cose ci rende davvero felici (Sal. 34:8; 133:1-3). L’amore e l’unità che ci sono tra i servitori di Geova sono due delle caratteristiche più importanti del paradiso spirituale. Questo “legame” ci dà un’idea di come sarà la vita nel nuovo mondo, quando tra i servitori di Geova ci saranno ancora più amore e unità rispetto a oggi (Col. 3:14). Chiunque voglia essere davvero felice e soddisfatto ha bisogno di respirare l’atmosfera che c’è nel paradiso spirituale. A prescindere da quello che pensa il mondo dei servitori di Geova, loro hanno un buon nome, cioè una buona reputazione, all’interno della sua famiglia universale (Isa. 65:15). w24.04 17:7-8
Domenica 26 luglio
Continuate a edificarvi a vicenda (1 Tess. 5:11)
In che modo tutti noi possiamo sostenere i cristiani single che desiderano sposarsi? Dovremmo stare attenti a quello che diciamo (Efes. 4:29). Potremmo chiederci: “Ho l’abitudine di fare battute che potrebbero far star male chi desidera sposarsi? Quando vedo un fratello e una sorella single che parlano, do per scontato che siano interessati l’uno all’altra?” (1 Tim. 5:13). Inoltre non dovremmo mai far pensare a un single che gli manchi qualcosa solo perché non è sposato. È molto meglio invece cogliere le occasioni per lodare chi è single. Cosa dovremmo fare se pensassimo che un fratello e una sorella potrebbero stare bene insieme? La Bibbia dice di tener conto dei sentimenti degli altri (Rom. 15:2). Molti single non gradiscono che altri presentino loro un potenziale coniuge, e noi dovremmo rispettare il loro punto di vista (2 Tess. 3:11). Altri potrebbero apprezzare un po’ d’aiuto, ma non dovremmo intervenire se non ci viene chiesto di farlo (Prov. 3:27). w24.05 21:14-15
Lunedì 27 luglio
La loro roccia non è come la nostra Roccia (Deut. 32:31)
Viviamo in un mondo in cui difficoltà inaspettate possono rendere molto difficile la nostra vita o persino stravolgerla. Siamo davvero felici di poterci rivolgere a Geova Dio per ricevere aiuto. Quando riceviamo il suo aiuto ci convinciamo ancora di più che “Geova vive” (Sal. 18:46). Dopo aver detto queste parole, però, Davide chiamò Dio “mia Roccia”. Perché paragonò Geova a qualcosa di inanimato, a una roccia? La Bibbia paragona Geova a una “roccia” per aiutarci a comprendere alcune sue qualità. Questa parola compare spesso in brani in cui viene esaltata l’incomparabile grandezza di Dio. Il primo passo in cui Geova viene definito “la Roccia” è Deuteronomio 32:4. Pregando, Anna disse: “Non c’è roccia pari al nostro Dio” (1 Sam. 2:2). Abacuc si rivolse a Geova con l’espressione “mia Roccia” (Abac. 1:12). Lo scrittore del Salmo 73 disse: “Dio è la roccia del mio cuore” (Sal. 73:26). E Geova stesso parlò di sé come di una “Roccia” (Isa. 44:8). w24.06 26:1, 3
Martedì 28 luglio
Giosafat ricercò Geova con tutto il cuore (2 Cron. 22:9)
I re d’Israele che ebbero l’approvazione di Geova sono quelli che lo adorarono con cuore completo. Parlando di Giosia, il racconto ispirato dice: “Prima di lui non c’era stato nessun re come lui, che fosse tornato da Geova con tutto il cuore” (2 Re 23:25). Riguardo a Salomone, che quando era avanti negli anni fece ciò che era male agli occhi di Geova, viene detto che “il suo cuore non fu completo” (1 Re 11:4). E di Abiam, un altro re infedele, la Bibbia dice: “Il suo cuore non fu completo verso Geova” (1 Re 15:3). La Bibbia spesso usa la parola cuore per riferirsi alla persona interiore nella sua totalità, inclusi i desideri, i pensieri, la disposizione d’animo, gli atteggiamenti, le capacità, le motivazioni e gli obiettivi. Cosa significa quindi servire Geova con cuore completo? Una persona che ha un cuore completo non adora Dio in modo meccanico. Piuttosto lo serve spinta dall’amore e dalla devozione, per tutta la vita. w24.07 30:4-5
Mercoledì 29 luglio
Cancella tutti i miei errori (Sal. 51:9)
Geova si serve di un’immagine mentale per descrivere come cancella i nostri peccati. Lui dice: “Cancellerò le tue trasgressioni, come se fossero coperte da una nuvola, e i tuoi peccati, come se fossero nascosti da dense nubi” (Isa. 44:22). Quando Geova ci perdona, è come se si servisse di dense nuvole per nascondere i nostri peccati, che in questo modo scompaiono e non si vedono più. Cosa significa questo per noi? Dopo che Geova ha perdonato un peccato che abbiamo commesso, non dovremmo pensare che la macchia di quel peccato rimarrà a vita su di noi. Grazie al sangue di Gesù Cristo, i nostri debiti vengono completamente cancellati. Di quei debiti non rimane alcuna traccia. Questo è ciò che significa per ognuno di noi il vero perdono che Geova ci concede quando ci pentiamo dei nostri peccati. La misericordia di Geova ci permette anche di avere una buona relazione con lui e ci aiuta a non essere sopraffatti dai sensi di colpa. w25.02 7:11-14
Giovedì 30 luglio
Dio nella sua benignità cerca di condurti al pentimento (Rom. 2:4)
Gli anziani che prestano servizio in un comitato hanno la responsabilità davanti a Geova di mantenere pura la congregazione (1 Cor. 5:7). Inoltre vogliono fare tutto il possibile perché un peccatore si senta spinto a pentirsi. Gli anziani quindi mantengono un atteggiamento positivo e continuano a sperare che il peccatore si riprenda. Perché? Perché vogliono imitare Geova, che è “molto tenero e misericordioso” (Giac. 5:11). L’anziano apostolo Giovanni dimostrò proprio un atteggiamento di questo tipo. Scrisse: “Figli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate. Ma se qualcuno commette un peccato, abbiamo un soccorritore presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto” (1 Giov. 2:1). Purtroppo a volte un cristiano si rifiuta di pentirsi. In questo caso deve essere allontanato dalla congregazione. w24.08 34:19-20
Venerdì 31 luglio
Rimanete saldi nella fede (1 Cor. 16:13)
Potresti avere la tentazione di paragonare quello che fai tu con quello che riescono a fare altri. Ma non paragonarti agli altri! Perché? Perché Geova non lo fa (Gal. 6:4). Facciamo un esempio. Maria portò in regalo a Gesù dell’olio profumato molto costoso (Giov. 12:3-5). La vedova bisognosa, invece, mise nelle casse del tesoro due monetine di piccolissimo valore (Luca 21:1-4). Ma Gesù considerò entrambi quei doni un’espressione di fede. Suo Padre, Geova, apprezza moltissimo qualsiasi cosa tu faccia spinto dalla devozione e dall’amore per lui, anche se a te può sembrare poco. Tutti abbiamo dei dubbi a volte, ma la verità contenuta nella Parola di Dio, la Bibbia, può aiutarci a vincerli. Fai in modo che la fiducia sostituisca le preoccupazioni. Geova certamente si accorge di te, per lui sei importante. Lui apprezza i tuoi sacrifici e sicuramente ti ricompenserà. Per Geova tutti i suoi leali servitori sono degni del suo amore e delle sue attenzioni. w24.10 43:3, 17-18