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Biografie di testimoni di Geova
lfs articolo 23
Carol Appleby.

CAROL APPLEBY | BIOGRAFIA

Geova mi ha aiutato a crescere i miei cinque figli

Ho sempre vissuto vicino a Malton, un paese del North Yorkshire, in Inghilterra. È una zona molto bella caratterizzata da colline, boschi, prati verdi e lussureggianti, stradine serpeggianti, cottage di pietra e graziosi paesini. Era un bell’ambiente nel quale crescere i miei cinque figli, cosa che però non è sempre stata facile. Lasciate che vi spieghi il perché.

Sono cresciuta in una piccola fattoria autosufficiente, con mia madre, mio padre, due fratelli e due sorelle. Avevamo galline, maiali e mucche. Ovviamente la vita di campagna richiedeva tanto lavoro, ma eravamo felici.

Carol è seduta vicino a un’oca.

Nella fattoria quando avevo 14 anni

Andavamo alla Chiesa Metodista. Mio padre, che cantava molto bene, faceva parte del coro. Cantava anche in altre chiese della zona, e io spesso lo accompagnavo. Quelle chiese erano grandi edifici in pietra, piuttosto freddi in inverno. Mi piaceva tanto ascoltare mio padre mentre cantava, anche se lui era davanti e invece io ero costretta a sedermi in fondo, visto che le prime file erano riservate alle persone più importanti.

La mamma di mio padre (nonnina, come la chiamavo io) ci veniva a trovare ogni domenica. Purtroppo però, quando avevo più o meno 16 anni, morì. Ero a pezzi. Volevo sapere dove fosse e se avrei mai avuto la possibilità di rivederla, quindi andai più volte da una medium. La sua casa era fredda e sporca, e mi faceva paura. Io volevo solo sapere dove fosse la mia nonnina, ma la medium non seppe mai darmi risposta.

Qualche anno dopo, un parente di mio padre che era testimone di Geova mi invitò ad assistere a un’adunanza. Decisi di andarci anche se avevo sentito dire che la religione dei Testimoni era strana. A quell’adunanza una donna gentile mi chiese se volevo studiare la Bibbia, e così cominciai a percorrere la strada che porta alla vita. All’inizio usavo la mia copia della “Bibbia del re Giacomo” perché credevo, come mi aveva detto mia madre, che la traduzione dei Testimoni non fosse accurata. Presto però mi resi conto che non era vero.

Ero affascinata da quello che stavo imparando studiando la Bibbia. Mi entusiasmava in particolar modo il fatto che era come se la mia nonnina “dormisse” nella tomba e che avrei potuto rivederla grazie alla risurrezione.a Studiando mi resi conto che non sapevo quasi nulla su Dio e sulla Bibbia. Anche mio padre, che era andato in chiesa per tutti quegli anni, non sapeva granché riguardo a Dio. Avevamo cantato molte volte l’inno “Guidami, grande Geova”, eppure non sapevamo praticamente nulla di lui.

Matrimonio e opposizione

Anche il mio fidanzato, Ian, mostrò interesse per la verità e iniziò a studiare la Bibbia. Cominciò a fare qualche cambiamento; smise perfino di fumare. Ci sposammo nel settembre 1971. Ma poco dopo mia suocera morì improvvisamente, e in quella circostanza la nostra fede fu messa alla prova. In occasione del funerale, infatti, familiari e amici organizzarono vari eventi per stare insieme, e insistettero perché partecipassimo anche noi. In quelle occasioni molti di loro fumarono e bevvero tanto, e Ian sentì il forte impulso a tornare alle sue vecchie abitudini.

Purtroppo Ian non riuscì a resistere e iniziò ad avere qualche difficoltà a livello spirituale. Cominciò ad esempio a saltare lo studio e qualche adunanza. A me invece piacevano lo studio della Bibbia, le adunanze e il ministero, tant’è che il 9 marzo 1972 mi battezzai. Ian fu presente al mio battesimo, ma pian piano iniziò a farmi opposizione: prima non voleva vedere le nostre pubblicazioni; poi non voleva che partecipassi al ministero; alla fine si mise a insistere perché lo accompagnassi al pub a Natale e alle feste di compleanno. Quando per rispetto della sua autorità come capofamiglia lo accompagnavo, stavo attenta a non partecipare a nessuna attività che fosse in contrasto con le Scritture.b Andavo in bagno e pregavo ripetutamente Geova affinché mi aiutasse a rimanere leale e a non fare nulla che potesse turbare la mia coscienza. Sentivo sempre il sostegno di Geova.

All’epoca io e Ian avevamo tre bambini: Philip, Nigel ed Andrew. Mio marito non era a casa per la maggior parte della settimana perché era camionista e faceva sempre viaggi molto lunghi. Ce la mettevo tutta per essere una brava moglie e allo stesso tempo servire Geova al meglio delle mie possibilità. Partecipavo all’opera di predicazione quando Ian era via per lavoro, e nel fine settimana passavo il mio tempo con lui. Inoltre cercavo sempre di non parlare in maniera negativa di lui ai bambini.

Trovai tanti amici nella congregazione e feci conoscere alcuni di loro a mia madre e a mio padre. Pian piano i miei genitori si affezionarono ai miei nuovi amici. Quando un caro fratello della congregazione morì, mia madre venne al funerale, che si tenne nella Sala del Regno. Nel giro di poco mia madre, mio padre, mio fratello Stanley e sua moglie, Averil, iniziarono a studiare la Bibbia e si battezzarono.

Stanley ed Averil avevano due bambini: un maschio e una femmina. Io e mia cognata predicavamo insieme, e ci piaceva portare con noi i bambini. Dato che né io né lei avevamo la macchina, facevamo molti chilometri a piedi spingendo i passeggini, ma eravamo tanto felici. Andrew stava dentro il passeggino, Nigel si sedeva nella parte superiore e Philip camminava a fianco a noi con la manina attaccata al lato del passeggino.

Carol con suo padre e due dei suoi bambini in posa vicino alle loro tende da campeggio.

Con Philip, Nigel e mio padre vicino alle tende che avevamo montato in occasione di un congresso

Cresco i miei figli

Un po’ di tempo dopo nacquero le nostre due bambine: Caroline e Debbie. Ero determinata a crescere i miei figli in modo che potessero servire Geova. Volevo fare del mio meglio per mettere in pratica i consigli che la Bibbia dà ai genitori. Mi ero dedicata a Geova, e volevo dimostrare ai miei figli che tenevo fede a quel voto facendo le cose che piacciono a lui.

Uno dei primi versetti che imparai a memoria fu 1 Corinti 15:33, che dice: “Le cattive compagnie corrompono le buone abitudini”. A un’assemblea, una sorella raccontò che esortava i suoi figli a lasciare gli amici di scuola al cancello della scuola. Mi piacque molto il suo approccio, ma non fu facile applicarlo. A volte, infatti, i ragazzi uscivano di nascosto per andare a giocare a calcio con i compagni di scuola. Molti di loro erano bravi, ma non servivano Geova, e questo si rifletteva sul loro modo di parlare e di comportarsi.

Una volta dissi ai ragazzi che, se volevano giocare a calcio dopo la scuola, avrei giocato io con loro. Ma quella non fu una buona idea: con il pallone ero proprio una frana! Comunque non mi diedi per vinta. Continuai ad aiutare i miei ragazzi a capire l’importanza di scegliere saggiamente le amicizie. Con il tempo trovarono il modo di divertirsi senza stare in compagnia di persone che non servivano Geova.

Un altro versetto che tenevo bene a mente era 1 Giovanni 2:17, che dice: “Il mondo passa, come pure i suoi desideri, ma chi fa la volontà di Dio rimane per sempre”. Sapevo che il mondo di Satana sarebbe finito, quindi cercai di aiutare i miei figli a perseguire obiettivi spirituali e a rendere felice Dio per sempre. Se sorgevano dei problemi, a prescindere dalla loro entità, pregavo per avere aiuto, e ogni volta riuscivo a trovare la guida necessaria nelle Scritture. Quando facevo vedere ai miei figli quello che dice la Bibbia, capivano che quei consigli non venivano da me, ma da Geova. Cercavo di stimolarli sia con le parole che con l’esempio, e i risultati furono positivi. Sin da piccoli, ad esempio, ognuno di loro aveva le proprie visite ulteriori, cosa che li spronava e li rendeva felici.

Sapevo che frequentare le adunanze era molto importante. A un certo punto notai che i bambini erano stanchi durante quelle infrasettimanali. Quindi in quei giorni li andavo a prendere a scuola, mangiavamo qualcosa di leggero e poi dormivamo un po’. Problema risolto! Saltavamo l’adunanza solo se uno di noi stava male e non poteva andare alla Sala del Regno. In quei casi ripassavamo il programma a casa. La TV la accendevamo solo quando avevamo finito. A volte però Ian tornava a casa all’improvviso, allora nascondevamo velocemente le pubblicazioni e accendevamo la TV.

Oltre alle adunanze, anche studiare come famiglia era importante per noi. A volte parlavamo della Betel e dei reparti in cui ai bambini sarebbe piaciuto servire.

I miei cari figli (da sinistra): Philip, Caroline, Debbie, Andrew e Nigel

La nostra meta: fare i pionieri

Quando Philip, mio figlio più grande, aveva 16 anni gli fu offerto un lavoro a tempo pieno come meccanico, ma gli si presentò anche l’opportunità di lavorare part time pulendo vetri. L’idea di pulire vetri non gli piaceva affatto e argomentava il suo punto di vista dicendo che, se avesse lavorato a tempo pieno, avrebbe potuto contribuire alle spese di casa. Cercavo di ragionare con lui sul fatto che la responsabilità di prendersi cura della nostra famiglia dal punto di vista economico era di suo padre, non sua. Poi gli ricordavo che non c’era mai mancato nulla, e gli facevo notare che, se avesse lavorato part time pulendo vetri, avrebbe potuto cominciare a fare il pioniere subito.

Philip iniziò a fare il pioniere regolare appena finì la scuola, e io cominciai a fare la pioniera ausiliaria. Terminata la scuola, anche il mio secondo figlio, Nigel, cominciò a fare il pioniere, e io feci domanda per diventare pioniera regolare. Pensai che, se avessi fatto la pioniera anche solo per un anno, avrei potuto partecipare al ministero con loro due e fare la scuola dei pionieri. Infatti frequentai la scuola dei pionieri insieme a Nigel.

Mi piacque fin da subito fare la pioniera, e sapevo che così avrei potuto dare un buon esempio ai miei figli. Grazie a Geova sono impegnata in questa forma di servizio da 35 anni. Se Ian avesse saputo che facevo la pioniera, di certo avrebbe cercato di impedirmelo. Ma io mi organizzavo sempre per partecipare al ministero durante la settimana, quando Ian lavorava, così che potevo passare del tempo con lui quando era a casa.

A un certo punto mio figlio Nigel compilò la domanda per servire alla Betel, e fu accettata. Le belle amicizie che strinse e l’addestramento che ricevette lo aiutarono a crescere spiritualmente e a diventare un cristiano maturo. Philip ed Andrew frequentarono la Scuola di Addestramento per il Ministero.c Dal mio punto di vista, prima di andare a quella scuola erano solo dei ragazzi, ma quando tornarono a casa erano uomini maturi (1 Pietro 5:10). Tutto l’addestramento teocratico che Geova provvede ai suoi servitori è eccellente. Sono davvero grata a lui e alla sua organizzazione per la formazione che i miei figli hanno ricevuto.

Carol sorride mentre cammina su un marciapiede.

Mentre vado a predicare

Alcune difficoltà

Nel corso degli anni ho affrontato delle difficoltà. Una prova davvero difficile è stata l’infedeltà di mio marito: dopo 33 anni mi ha lasciato ed è andato a vivere con un’altra persona. Un’altra sfida è stata vedere i miei genitori invecchiare. Purtroppo mio padre morì nel marzo 1997, così mia madre rimase sola. Senza papà era triste e soffriva di solitudine; tra l’altro non sapeva guidare. Quindi spesso la chiamavo e le chiedevo: “Ti va se passo a prenderti e andiamo a fare delle visite ulteriori?” Dopo diversi anni decise di diventare anche lei pioniera, decisione che le diede nuovi stimoli e la fece sentire nuovamente utile. Continuò a svolgere fedelmente questo servizio per 10 anni, fino alla sua morte.

Ripensando al passato, non è stato facile crescere cinque figli nella verità. Ho sempre saputo che i miei figli dovevano decidere da soli se servire o meno Geova. Non potevo controllare quello che avrebbero fatto loro, ma potevo controllare quello che avrei fatto io. Quindi ho semplicemente seguito la guida di Dio, e mi sono impegnata al massimo per insegnare ai miei figli con le parole e con l’esempio. Sono davvero contenta che abbiano scelto di servire Geova.d Non ho alcun dubbio: è stato con il suo aiuto che sono riuscita a crescerli.

Felice, Carol posa per una foto con i suoi cinque figli.

Oggi con i miei figli

a Vedi il video Qual è la condizione dei morti?

b Vedi l’approfondimento 5, “Feste e celebrazioni”, nel libro Puoi vivere felice per sempre.

c Ora sostituita dalla Scuola per evangelizzatori del Regno.

d Oggi Philip serve in Irlanda come insegnante delle scuole teocratiche, Nigel serve presso una Sala delle Assemblee in Inghilterra, mentre Andrew serve come anziano ed è pioniere da 30 anni. Caroline è stata pioniera per 5 anni e Debbie vive a casa con Carol e l’aiuta nel ministero.

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