Ripetizione della Scuola di Ministero Teocratico
Le seguenti domande saranno considerate oralmente alla Scuola di Ministero Teocratico la settimana che inizia il 31 ottobre 2005. Il sorvegliante della scuola condurrà una ripetizione di 30 minuti basata sulle informazioni trattate dalla settimana del 5 settembre a quella del 31 ottobre 2005. [Nota: Laddove le domande non sono seguite da riferimenti, occorrerà fare ricerche per trovare le risposte. — Vedi Scuola di Ministero, pp. 36-7].
QUALITÀ ORATORIA
1. Come possiamo essere sicuri che il nostro insegnamento basato sulla Parola di Dio tocchi il cuore delle persone? (Matt. 13:19) [be p. 258 §§ 1-2, riquadro] Dobbiamo sforzarci di toccare il cuore delle persone — i loro sentimenti e le loro motivazioni — così da aiutarle ad avvicinarsi a Dio. A questo riguardo è utile cercare di capire quali cose hanno già influito sul loro cuore. Dopo di che dovremmo cercare di concentrarci sulle qualità positive, come l’amore e il santo timore, allo scopo di rafforzarle. Per aiutare altri a piacere a Geova è indispensabile influire in questo modo sui loro sentimenti.
2. Cosa può aiutarci a far emergere ciò che una persona ha nel cuore, ma a cosa bisogna fare attenzione? [be p. 259 §§ 1-2] Domande come “Cosa pensi di . . . ?” o “Cosa ti ha convinto che . . . ?” stimolano lo studente a riflettere e aiutano l’insegnante a discernere ciò che ha nel cuore. Nel fare domande, l’insegnante deve usare tatto e stare attento a non dare l’impressione che stia facendo il terzo grado allo studente. L’insegnante che ha discernimento ascolta attentamente per riconoscere i sentimenti che si celano dietro le parole e per capire come rispondere con informazioni basate sulla Bibbia, che motivino lo studente. (Prov. 16:23)
3. Nell’insegnare, perché è importante dare risalto alle meravigliose qualità di Geova? [be p. 260 § 1] Dare risalto alle qualità di Geova, come la bontà, la misericordia e l’immeritata benignità, tocca il cuore e accresce l’amore per Dio. Quando ci prendiamo il tempo di far riflettere i nostri ascoltatori sulle qualità di Geova, li aiutiamo ad accostarsi a lui e a stringere con lui una migliore relazione personale. Dato che siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, una calorosa trattazione delle sue qualità spesso tocca una corda sensibile nel cuore delle persone. (Gen. 1:27)
4. Come possiamo aiutare i nostri studenti biblici a capire in che cosa devono migliorare? [be p. 260 § 4–p. 261 § 1] Dovremmo far capire loro che il Creatore è sensibile al nostro comportamento. La nostra condotta può addolorarlo o rallegrarlo. (Sal. 78:40-42; Prov. 27:11) Possiamo aiutare i nostri studenti biblici a comprendere le benedizioni che derivano dall’osservare le leggi di Dio e a non considerare l’ubbidienza un peso, ma un modo per esprimere la propria devozione a Geova. (Sal. 19:11; Isa. 48:17)
5. Cosa possiamo fare per aiutare i nostri studenti biblici o i nostri ascoltatori ad analizzare i motivi per cui fanno le cose? [be p. 262 §§ 1-2] Quando insegniamo, dovremmo incoraggiare i nostri studenti o ascoltatori a chiedersi: ‘Perché voglio fare questo? Il motivo per cui ho scelto di agire in questo modo dimostrerà a Geova che apprezzo tutto quello che ha fatto per me? È vero che forse osservo le norme di Dio, ma cosa provo verso di esse?’ (Sal. 37:4) Dovremmo incoraggiare i nostri studenti biblici o i nostri ascoltatori a chiedere in preghiera a Geova di dare loro forza e fede per temere il suo grande nome. (Sal. 86:11)
PARTE N. 1
6. Cosa significa ‘cercare premurosamente’ Geova, e come possiamo dimostrare che lo stiamo facendo? (Ebr. 11:6) [w03 15/8 p. 25 § 2; p. 26 §§ 1-2; p. 27 § 2] ‘Cercare premurosamente’ esprime intensità, grande sforzo e perfino “ardita insistenza”, in armonia con la volontà di Dio. (Luca 11:8; 1 Giov. 5:14) Possiamo dimostrare che cerchiamo premurosamente l’approvazione di Geova impegnandoci con tutto il cuore in qualsiasi attività teocratica sia alla nostra portata, ad esempio preparandoci bene per le adunanze, sforzandoci di migliorare la qualità del nostro ministero e rendendoci disponibili per servire in maniera più piena.
7. Cos’è “il modello di sane parole”, e in che modo gli anziani possono mostrare di attenervisi? (2 Tim. 1:13, 14) [w03 1/1 p. 29 § 3–p. 30 § 1] In 1 Timoteo 6:3, Paolo indica che le “sane parole” sono “quelle del nostro Signore Gesù Cristo”. Dato che le parole di Gesù sono in armonia con ‘tutta la Scrittura ispirata da Dio e utile per insegnare’, “il modello di sane parole” può riferirsi per estensione a tutti gli insegnamenti biblici. (2 Tim. 3:16, 17) Quando insegnano nella congregazione, gli anziani dovrebbero attenersi alla Parola di Dio ed evitare di promuovere la sapienza umana o idee personali. (2 Tim. 4:2) Lo stesso principio vale quando si predica fuori della congregazione. (2 Tim. 4:5)
8. Cosa si intende per “canone biblico” e quali sono alcuni criteri che permettono di determinare la canonicità di un libro biblico? [si p. 299 §§ 5-6] L’espressione “canone biblico” si riferisce alla collezione o elenco di libri biblici accettati come autentici e ispirati. Fra i criteri che permettono di determinare la canonicità di un libro biblico ci sono i seguenti: Deve riguardare gli interessi di Geova sulla terra, deve rivolgere gli uomini alla sua adorazione e deve suscitare profondo rispetto per il suo nome, la sua opera e i suoi propositi sulla terra. Il libro deve dar prova di ispirazione. Non deve promuovere la superstizione né il culto delle creature, ma deve incoraggiare ad amare e a servire Dio.
9. Perché il Frammento Muratoriano, che risale all’ultima parte del II secolo E.V., è particolarmente importante per confermare la canonicità delle Scritture Greche Cristiane? [si p. 302 § 19] Questo catalogo in latino fa riferimento a Luca come al terzo Vangelo e questo indica che prima menzionava Matteo e Marco. Parla anche di Giovanni come del “quarto vangelo”. Il frammento menziona le lettere dell’apostolo Paolo alle congregazioni come pure quelle che scrisse a singoli individui. Menziona anche altri libri della Bibbia che ancora oggi sono accettati come canonici.
10. In che modo la Bibbia stessa autorizza a tradurla, e a cosa sono servite le sue antiche traduzioni? [si p. 307 § 9] La parola che Dio rivolse a Israele — “Rallegratevi, nazioni, col suo popolo” — e la profezia di Gesù secondo cui la buona notizia del Regno sarebbe stata predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni, autorizzano a tradurre la Bibbia. (Deut. 32:43; Matt. 24:14) Le antiche traduzioni della Bibbia pervenuteci sotto forma di manoscritti confermano l’alto grado di fedeltà del testo ebraico.
LETTURA BIBLICA SETTIMANALE
11. Il passo di 2 Re 13:21 sostiene forse la venerazione delle reliquie? Il miracolo in questione riguardò le ossa senza vita di un profeta di Dio, Eliseo. Dato che all’epoca del miracolo Eliseo era morto e ‘non era conscio di nulla’, quella risurrezione dev’essere attribuita alla miracolosa potenza di Geova Dio, che compì il miracolo mediante la sua forza attiva, lo spirito santo. (Eccl. 9:5, 10) È anche degno di nota che le Scritture non dicono che le ossa di Eliseo siano mai state venerate. [w05 1/8 “La Parola di Geova è vivente: Punti notevoli del libro di Secondo Re”]
12. Ezechia aveva forse stretto un’alleanza con l’Egitto? (2 Re 18:19-21, 25) No. L’accusa di Rabsache era falsa, come lo era la sua affermazione di essere venuto con l’“autorizzazione di Geova”. Il fedele re Ezechia confidava esclusivamente in Geova. [w05 1/8 “La Parola di Geova è vivente: Punti notevoli del libro di Secondo Re”]
13. Benché gli annali assiri non menzionino specificamente la sonora sconfitta inferta da Geova a Sennacherib, cosa dicono di interessante quegli annali? (2 Re 19:35, 36) Gli annali di Sennacherib, scritti sia sul Prisma dell’Istituto Orientale che sul Prisma Taylor, dicono: “Quanto a Ezechia, il giudeo, che non si sottomise, 46 delle sue forti città cintate, come pure le cittadine dei dintorni, che erano innumerevoli, assediai . . . Egli stesso, come un uccello in gabbia, imprigionai nella sua capitale, Gerusalemme”. Sennacherib dice che “lo splendore terrificante del [suo] potere” schiacciò Ezechia. Tuttavia non dice di aver catturato Ezechia o conquistato Gerusalemme, cosa che aveva detto delle “forti città” e delle “cittadine”. Questa è un’implicita ammissione della sconfitta, che conferma l’accuratezza del racconto biblico relativo all’annientamento delle truppe scelte di Sennacherib. [w88 15/2 p. 28 par. 2]
14. Chi era il padre di Sealtiel? (1 Cron. 3:16-18) Primo Cronache 3:17, in armonia con Matteo 1:12, indica che il padre naturale di Sealtiel era Ieconia (il re Ioiachin). Ma l’evangelista Luca chiama Sealtiel “figlio di Neri”. (Luca 3:27) A quanto pare Neri diede la propria figlia in moglie a Sealtiel. Dato che gli ebrei usavano riferirsi a un genero come a un figlio, specie negli elenchi genealogici, Luca poteva correttamente chiamare Sealtiel figlio di Neri. In modo analogo Luca parla di Giuseppe come del figlio di Eli, che in realtà era il padre di Maria, moglie di Giuseppe. (Luca 3:23) [w92 15/7 p. 5]
15. Ai giorni del re Saul, cosa fecero i rubeniti, i gaditi e la mezza tribù di Manasse che costituisce un ottimo esempio per tutti gli odierni servitori di Dio? (1 Cron. 5:18-22) In armonia con la promessa fatta da Geova al loro antenato Abraamo, si diedero da fare coraggiosamente per espandere il loro territorio oltre il paese di Galaad. (Gen. 15:18) Sebbene questo significasse affrontare le preponderanti forze degli agareni e dei loro alleati, quegli israeliti accettarono volontariamente la sfida. Benché fossero solo 44.760, nella battaglia fecero 100.000 prigionieri. E non era l’intero esercito degli agareni, perché la Bibbia dice che “molti erano caduti uccisi”. È evidente che i rubeniti, i gaditi e la mezza tribù di Manasse non avrebbero potuto vincere con le loro sole forze. Confidarono nell’aiuto di Geova Dio.