“Anno della Bibbia”
L’anno 1983 fu proclamato negli USA “Anno della Bibbia” dal presidente Ronald Reagan, che firmò una risoluzione in tal senso, approvata da entrambe le Camere del Congresso. La risoluzione prendeva atto del “bisogno nazionale di studiare e applicare gli insegnamenti delle Sacre Scritture”. “Vogliamo decidere di raggiungere, apprendere e cercare di mettere in pratica il più grande messaggio che sia mai stato scritto, la Parola di Dio, la Sacra Bibbia?” chiedeva il presidente. “Nelle sue pagine troviamo tutte le risposte a tutti i problemi che l’uomo ha conosciuto”.
Nel dire questo il presidente Reagan faceva eco allo scrittore biblico Paolo, che dichiarò: “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per rimproverare, per correggere, . . . affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona”. (II Timoteo 3:16, 17) Tuttavia è improbabile che il desiderio espresso nella risoluzione del Congresso, cioè che la Bibbia sia usata per “renderci più forti come nazione e come popolo”, abbia successo. La Bibbia stessa mostra che soltanto il Regno di Dio potrà portare benedizioni eterne all’umanità. Il suo messaggio non intende ‘rendere forte’ solo una nazione o un popolo, ma unire i popoli di tutte le nazioni sotto il dominio del Regno. — Isaia 2:2-4.