Domande dai lettori
● Qual era il “significato dei pani” a cui si fa cenno in Marco 6:52?
Marco 6:51, 52 dice: “[Gesù] salì nella barca con loro [i discepoli] e il vento si placò. Allora si meravigliarono moltissimo dentro di sé, poiché non avevano afferrato il significato dei pani, ma il loro cuore aveva l’intendimento intorpidito”. In precedenza i discepoli avevano visto Gesù Cristo moltiplicare miracolosamente cinque pani e due pesci fino a sfamare circa 5.000 uomini, oltre a donne e bambini. Gli avanzi raccolti avevano riempito dodici cesti, una prova tangibile che tutti i presenti avevano mangiato a sazietà. Questo avrebbe dovuto insegnare ai discepoli che Cristo Gesù aveva ricevuto da Dio il potere di compiere miracoli. — Matt. 14:19-21; Mar. 6:41-44.
Perciò, quando in seguito Gesù camminò sull’acqua e il vento si placò appena egli mise piede sulla barca, i discepoli avevano una base per collegare questi miracoli con la portentosa moltiplicazione dei pani. Certamente, se Gesù Cristo aveva potuto sfamare quella folla di persone, non sarebbe dovuto sembrare così strano o sorprendente che potesse anche camminare sull’acqua e placare il vento.
Tuttavia i discepoli non riuscivano ancora a inquadrare un miracolo alla luce degli altri. Il loro cuore semplicemente non afferrava la grandiosità del potere concesso a Gesù Cristo tramite lo spirito santo. Avevano reagito con lo stupore tipico di persone che non avevano alcun motivo di credere che il Figlio di Dio potesse camminare sull’acqua e placare il vento.
● Cosa intendeva dire l’apostolo Paolo quando scrisse che l’esistenza di certe sette fra i corinti avrebbe reso manifeste le persone approvate?
In base a notizie ricevute da altri, l’apostolo Paolo scrisse: “Quando vi riunite nella congregazione, odo che esistono fra voi divisioni; e in parte lo credo. Poiché vi devono anche essere fra voi delle sette, affinché le persone approvate siano pure manifeste fra voi”. — I Cor. 11:18, 19.
L’apostolo sapeva che non sempre le notizie forniscono un quadro esatto della situazione. Tuttavia, conoscendo personalmente la congregazione di Corinto, sapeva che le informazioni ricevute contenevano almeno una parte di verità. Ecco perché poté dire: “In parte lo credo”. Ne dedusse che fra i corinti dovevano esserci fazioni o sette. Comunque, l’esistenza stessa di queste fazioni avrebbe mostrato chi erano le persone approvate dal punto di vista di Dio.
Quando sorgono fazioni, spesso certuni si danno da fare per crearsi un seguito. Il loro spirito di malcontento e il desiderio di preminenza o di riconoscimento divengono presto evidenti. Ma quelli che sono approvati servitori dell’Altissimo continuano ad aiutare umilmente i loro conservi. Col modo di parlare e di agire dimostrano di essere convinti che il capo della congregazione cristiana è il Signore Gesù Cristo. Non si schierano con gruppi che esaltano uomini imperfetti né cercano di ottenere il plauso degli uomini.
Quelli che servono veramente Dio evitano di contribuire allo sviluppo di fazioni e di esservi in qualsiasi modo implicati. Quando sorgono delle sette, le persone approvate fanno il possibile per promuovere l’unità e l’amore. Sì, chi ama la verità si distinguerà non assumendo uno spirito di parte e continuando ad aiutare gli altri a capire il bisogno di restare uniti sotto l’autorità di Gesù Cristo. In questo senso sette e divisioni servono in effetti a far riconoscere i veri credenti, persone spinte da motivi puri.