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La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1980
w80 15/7 pp. 30-31

Saldi nella fede nei momenti difficili

IN MOLTE parti della terra infuria la persecuzione contro i veri cristiani, come avvenne nel I secolo. Come i primi cristiani rimasero saldi nella fede, così fanno i veri cristiani oggi. Verso la fine del 1978 una lettera di un sorvegliante viaggiante dei testimoni di Geova informò l’ufficio filiale del paese in cui presta servizio di una spietata persecuzione in atto contro i Testimoni in una certa zona. La loro fermezza splende come un ulteriore meraviglioso esempio di integrità cristiana.

Secondo il rapporto del sorvegliante viaggiante, gli agitatori dissero a un gruppo di Testimoni: “Non vogliamo più sentirvi parlare di Gesù”. Ma essi replicarono: “Non ci sembra che Gesù abbia mai fatto qualcosa di male. Perciò non c’è nulla di male se parliamo di lui”.

Questo fece adirare gli uomini. Costrinsero quindi i Testimoni, tre fratelli e due sorelle, a portare tutti i loro libri in un luogo distante circa 5 chilometri. Lì bruciarono i libri. Quindi, dopo aver allontanato di poco i fratelli, cominciarono a picchiare sotto i loro occhi una delle sorelle, una ragazzina. Poi dissero ai fratelli: “La ragazza ha detto che l’avete costretta a diventare Testimone”. Ma la giovane sorella che avevano appena picchiato li sentì e gridò: “È una menzogna!”

Poi presero uno dei fratelli e gli legarono le mani dietro la schiena. Lo picchiarono finché perse i sensi. Dopo aver gridato: “Abbasso Gesù!” gli aguzzini picchiarono un altro fratello e gli tagliarono un orecchio. Anche il terzo fratello fu spietatamente percosso, perdendo quasi del tutto l’uso di un occhio. Ma nonostante il brutale trattamento nessuno dei fratelli rinnegò la propria fede.

Infine portarono i fratelli al fiume, con l’intenzione di affogarveli. Lungo la strada i fratelli pregarono con fervore. A un certo punto gli aguzzini cambiarono idea e li ricondussero a casa. Ordinarono loro di non recarsi per altri tre mesi nel paese in cui si trovava la Sala del Regno. Ciò nonostante la domenica dopo uno dei fratelli si recò all’adunanza in paese.

In seguito gli stessi cinque Testimoni furono avvicinati da un altro gruppo di uomini. “Tramite chi vi rivolgete a Dio?” Uno dei fratelli rispose: “Tramite Gesù”. Ma fu interrotto dalle parole: “Noi ci rivolgiamo a Dio tramite gli spiriti degli antenati”. E un altro del gruppo aggiunse: “Allora voi non adorate gli antenati”. I Testimoni rimasero in silenzio.

Quindi uno del gruppo prese un bastone e cominciò a picchiare i fratelli. Altri si unirono a lui prendendoli a pugni e a calci. Dopo un po’ uno dei fratelli fu separato dagli altri e portato via da un altro gruppo che voleva interrogarlo. Gli fu ordinato di ripetere lo slogan: “Avanti con la guerra!” Essendosi rifiutato, fu nuovamente percosso. Uno degli aguzzini disse: “Porgi l’altra guancia, perché Gesù ha detto che quando sei colpito su una guancia devi porgere l’altra”.

Il fratello ubbidì, e sorrise mentre si burlavano di lui. Comunque, quello che gli aveva detto di porgere l’altra guancia non lo colpì, ma disse con disprezzo: “Sei un pazzo. Vattene!” Ma gli altri ripresero a picchiarlo col calcio dei fucili e a prenderlo a pugni, mentre altri ancora lo prendevano a calci coi pesanti stivali. Lo ridussero proprio male.

Non essendo riusciti a costringerlo al compromesso, riportarono il fratello dal gruppo di prima. Lì continuarono i tentativi di convincerlo a compromettere la sua integrità e a gridare: “Avanti con la guerra!” “Che ci vuole a ripeterlo?” dicevano. Ma il fratello rimase saldo, rifiutando di cedere nonostante ulteriori percosse.

A questo punto arrivò la moglie del fratello. Quando seppero chi era, cercarono di costringerla a convincere il marito a ripetere lo slogan. Ma la sorella tacque. Era ormai mezzanotte passata — i fratelli sopportavano tutto questo dall’inizio della giornata — per cui i persecutori rinunciarono e se ne andarono.

Il giorno appresso i fratelli decisero di andarsene di nascosto, abbandonando tutti i loro averi per non dare nell’occhio. Trovarono altri Testimoni, che ebbero cura di questi loro fratelli che avevano tanto sofferto.

Quale spirito hanno questi fratelli perseguitati? ‘Siamo decisi, se necessario, a morire per il nome di Geova’, dicono. Ed è esattamente quello che dissero in faccia ai persecutori. Qual è stato il risultato di questa prova d’integrità? Per esempio che alcuni che li avevano visti sopportare quel brutale trattamento furono in seguito uditi dire: “Geova è il vero Dio”.

“Felici voi, quando vi biasimeranno e vi perseguiteranno per amor mio e mentendo diranno contro di voi ogni sorta di malvagità. Rallegratevi e saltate per la gioia, poiché la vostra ricompensa è grande nei cieli; giacché in questo modo perseguitarono i profeti prima di voi”. — Matt. 5:11, 12.

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