BIBLIOTECA ONLINE Watchtower
BIBLIOTECA ONLINE
Watchtower
Italiano
  • BIBBIA
  • PUBBLICAZIONI
  • ADUNANZE
  • w73 1/8 pp. 471-473
  • Dopo il terremoto di Managua

Nessun video disponibile.

Siamo spiacenti, c’è stato un errore nel caricamento del video.

  • Dopo il terremoto di Managua
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1973
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1973
w73 1/8 pp. 471-473

Dopo il terremoto di Managua

QUANDO ha luogo un grave disastro, le vittime impotenti devono fare moltissimo assegnamento sull’aiuto d’altri. Preoccupati per i senzatetto, i feriti e gli affamati, molti rispondono volenterosamente all’ovvio invito dei loro simili nell’angustia. I cristiani testimoni di Geova non sono un’eccezione. Essi riconoscono che assistere gli afflitti fa parte della vera adorazione. (Giac. 1:27) Insieme ad altri, operano diligentemente per aiutare quelli che sono nell’estremo bisogno. I provvedimenti presi per soccorrere le vittime del terremoto nel Nicaragua ne sono un esempio.

Quando la notizia del terribile terremoto che recentemente devastò Managua, nel Nicaragua, giunse alle nazioni vicine, quasi immediatamente i testimoni di Geova di quei paesi si diedero da fare per aiutare i loro fratelli cristiani e altri meritevoli. Auto e autocarri carichi di cibi e indumenti si misero subito in viaggio diretti alla sede filiale Società Torre di Guardia di Managua.

La filiale della Società Torre di Guardia a Managua era servita come centro per dirigere l’attività di predicazione di oltre 1.800 Testimoni nel Nicaragua. Felicemente l’edificio aveva subìto solo lievi danni durante il terremoto, per cui si poterono ricevere e distribuire di lì cibi, indumenti e altri articoli.

Meno di ventidue ore dopo la prima scossa, arrivarono i soccorsi dei testimoni di Geova dell’Honduras. Il giorno dopo, domenica, L. E. Witherspoon, sorvegliante di filiale del Nicaragua, tenne un’adunanza coi missionari che fanno servizio a Managua per considerare la distribuzione dei soccorsi. Cominciarono subito ad arrivare cibo, indumenti e medicinali dai testimoni di Geova della Costa Rica e di El Salvador. L’acqua era trasportata per mezzo di autocarri dalle zone intorno a Managua. Quel giorno centinaia di persone ricevettero assistenza.

Il lunedì, 25 dicembre, furono stabiliti altri depositi per distribuire i soccorsi alle vittime del terremoto, e il martedì furono istituiti in altre città ulteriori depositi. Per quella data la maggior parte della popolazione di Managua aveva lasciato la città. Nel frattempo erano arrivate tonnellate di provviste di soccorsi dai testimoni di Geova della Costa Rica, dell’Honduras e di El Salvador, e altre erano in viaggio. Giungevano anche aiuti in forma di denaro dai Testimoni di altri paesi.

Una missionaria dell’Honduras scrive circa i provvedimenti presi per inviare soccorsi: “I fratelli locali e quelli della Costa Rica e di El Salvador hanno portato tonnellate di cibo. Benché i nostri fratelli siano poveri, hanno dato di cuore”. Ella continua: “Questa sera abbiamo passato la serata qui nella filiale [della Società Torre di Guardia a Tegucigalpa] mettendo in sacchi di plastica patate, cipolle e detersivo per facilitare la distribuzione”.

Nella stessa Managua, specialmente nella zona del centro, il fetore dei corpi stava diventando più forte. Scoppiavano incendi. Ed erano in atto considerevoli saccheggi. Fu ritenuto consigliabile evacuare la filiale della Società. Il trasloco fu effettuato il mercoledì, 27 dicembre.

La distribuzione dei soccorsi che era stata diretta dalla sede filiale cominciò allora ad avvenire da una nuova località a circa ventun chilometri a sud di Managua. Lì i testimoni di Geova si misero al lavoro per confezionare pacchi di cibo. Le panche della Sala del Regno della filiale divennero tavoli da lavoro e scaffali di deposito.

L. E. Witherspoon riferisce che i pacchi contenevano essenzialmente i seguenti articoli: tre chili di riso, un chilo e mezzo di fagioli, mezzo chilo di formaggio, mezzo chilo di lardo, mezzo chilo di latte in polvere, un chilo e mezzo di farina gialla, duecento grammi di caffè, un chilo di zucchero, una scatola grande di sardine, due candele, due scatole di fiammiferi, una saponetta e un pacchetto di preparato per minestra insieme ai numeri recenti de La Torre di Guardia e di Svegliatevi! I pacchi erano di due dimensioni, uno che poteva durare per circa cinque giorni a una famiglia da due a cinque persone, un altro che poteva durare per lo stesso periodo a una famiglia da sei a dieci persone.

Per molti, lasciare Managua significò cambiare clima dal caldo al fresco o anche al freddo. A quelli che ne avevano bisogno quindi furono fornite anche coperte.

Il 29 dicembre l’opera di soccorso dei testimoni di Geova fu spiegata all’intero personale della Croce Rossa. Essi furono molto meravigliati e continuavano a ripetere: “Questo è ciò che dovremmo fare. Dovremmo fare così”. Furono sbalorditi apprendendo che i testimoni di Geova avevano quattordici posti di distribuzione dei soccorsi nei dintorni di Managua e una lista dei nomi di tutte le famiglie che ricevevano aiuto.

Il direttore della Croce Rossa, il Sig. Reinaldo Tapia Molina, mise per iscritto un’ordinazione di 450 chili di riso e 950 chili di fagioli per aiutare i testimoni di Geova nella loro opera di soccorso. Il giorno dopo fu ricevuta l’autorizzazione governativa per distribuire il cibo richiesto nell’ordinazione fatta dalla Croce Rossa.

In seguito la Croce Rossa fornì circa una tonnellata e mezza di generi alimentari e dieci tende. Queste tende furono messe a buon uso da coloro che avevano dormito all’aperto. Erano assai necessarie, poiché era caduta tanta rugiada che la mattina quelli che dormivano sotto le stelle dovevano torcere le lenzuola.

Giacché molti missionari dei testimoni di Geova che prestano servizio nel Nicaragua sono nordamericani, si chiese aiuto all’ambasciata degli Stati Uniti. Per mezzo di AID, organizzazione associata all’Alleanza per il Progresso, si ricevettero venti tende nonché cento brandine e lenzuola.

Inoltre, il governo del Nicaragua fornì provviste che aiutarono i testimoni di Geova a prestare assistenza individuale alle vittime del terremoto.

Naturalmente, è stato offerto molto dai testimoni di Geova e dai loro amici della Costa Rica, dell’Honduras, di El Salvador e di altri luoghi per assistere nell’opera di soccorso. Questo è stato specialmente incoraggiante per coloro che hanno ricevuto gli aiuti, poiché essi sono consapevoli del fatto che nei paesi vicini molti loro conservi sono poverissimi.

Grazie agli aiuti ricevuti da varie fonti, i testimoni di Geova nel Nicaragua hanno distribuito ogni giorno da cinquanta a settantacinque quintali di generi alimentari. Parecchi giorni della settimana ne vennero distribuiti più di una tonnellata. Fino al 10 gennaio 1973, erano stati distribuiti generi alimentari per 100.000 pasti.

Oltre alla distribuzione delle provviste alimentari così necessarie, i testimoni di Geova nel Nicaragua sono stati anche impegnati a recare conforto con la Bibbia a coloro che erano afflitti. Si sentono come si sentì l’apostolo Paolo quando scrisse: “Benedetto sia l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle tenere misericordie e l’Iddio d’ogni conforto, che ci conforta in tutta la nostra tribolazione, affinché possiamo confortare quelli che sono in qualsiasi sorta di tribolazione per mezzo del conforto col quale noi stessi siamo confortati da Dio”. (2 Cor. 1:3, 4) Si rallegrano anche per il fatto che Geova Dio ha spronato il cuore dei loro fratelli cristiani di altri paesi a offrire prontamente assistenza nel tempo della loro angustia fisica.

    Pubblicazioni in italiano (1950-2026)
    Disconnetti
    Accedi
    • Italiano
    • Condividi
    • Impostazioni
    • Copyright © 2026 Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania
    • Condizioni d’uso
    • Informativa sulla privacy
    • Impostazioni privacy
    • JW.ORG
    • Accedi
    Condividi