Domande dai lettori
● Poiché la legge di Dio proibiva di mangiare sangue, c’è nulla di male nel far uso di vitamine contenenti midollo osseo rosso, fegato essiccato e simili derivati organici? — U.S.A.
La legge di Dio sul sangue, data a Noè e alla sua famiglia, richiedeva che l’animale fosse debitamente dissanguato prima d’essere usato come cibo. (Gen. 9:3, 4) Tale esigenza si applica anche ai cristiani, come mostra Atti 21:25.
Ai Giudei, sotto il patto della Legge, furono forniti ulteriori particolari, cioè: “Ogni volta che la tua anima lo brami puoi scannare, e devi mangiar carne . . . Solo il sangue non dovete mangiare. Lo dovreste versare sulla terra come l’acqua”. E: “Non dovete mangiare alcun grasso né alcun sangue”. (Deut. 12:15, 16; Lev. 3:17) Non fu espressa nessuna restrizione a Noè circa il mangiare grasso, e nel primo secolo E.V., quando il cristiano corpo direttivo riaffermò la proibizione contro il mangiar sangue, non fu inclusa la restrizione circa il grasso. Essa dunque si applicava solo a Israele. Comunque, la proibizione contro il mangiare sangue si applica effettivamente ai cristiani e i particolari della legge ci aiutano a capirne l’applicazione.
Naturalmente, neppure dissanguando appropriatamente un animale si elimina completamente ogni traccia di sangue dai suoi muscoli e organi. Ma se l’animale è stato debitamente dissanguato, qualsiasi sua parte si può usare come cibo o in altri modi.
Benché il midollo osseo rosso svolga una funzione essenziale nella formazione del sangue, ciò non rende il midollo inadatto come alimento. È degno di nota che il profeta Isaia fa riferimento a “piatti ben oliati pieni di midollo” in relazione a un “banchetto” che Geova stesso provvede per il suo popolo. — Isa. 25:6.
Questo rende chiaro che non c’è nulla di male a usare prodotti animali, purché sia stata rispettata la legge di Dio riguardo al sangue. Se c’è il dubbio che certe vitamine e altri prodotti siano ricavati da animali che non sono stati debitamente dissanguati, è bene investigare la cosa personalmente scrivendo al fabbricante degli articoli in questione.