Domande dai lettori
● La profezia del profeta cristiano Agabo intorno a una carestia doveva adempiersi in tutta la terra? Ne riporta una simile la storia secolare? — J. E., U.S.A.
Agabo, insieme ad altri profeti, scese da Gerusalemme ad Antiochia di Siria durante l’anno che l’apostolo Paolo soggiornò lì. Agabo predisse mediante lo spirito santo “che una grande carestia stava per abbattersi sull’intera terra abitata [greco, oikouméne]”. (Atti 11:27, 28) Riguardo all’uso della parola oikouméne in questo versetto, Barnes’ Notes on the New Testament dichiara: “La parola impiegata lì . . . indica di solito il mondo abitabile, le parti della terra che sono coltivate e occupate. È a volte limitata, comunque, per indicare un intero paese o nazione, distinguendone per contrasto le parti; pertanto, per indicare l’intero paese di Palestina piuttosto che le sue parti, o per indicare che un avvenimento avrebbe interessato tutto il paese, e non sarebbe stato limitato a una o più parti, come la Galilea, la Samaria, ecc.” Un esempio dell’impiego di questa parola nel suo senso limitato, per indicare un intero reame o regno, è Luca 2:1: “Or in quei giorni fu emanato da Cesare Augusto il decreto che si registrasse tutta la terra abitata”.
È evidente che i cristiani di Antiochia compresero che la profezia di Agabo si applicava al paese di Palestina, poiché il versetto successivo (29) dichiara che decisero “di mandare un soccorso ai fratelli dimoranti in Giudea”. Come afferma il racconto, la carestia “avvenne”, adempiendosi la profezia durante il regno dell’imperatore Claudio (41-54 E.V.). (Atti 11:28) Lo storico giudeo Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, XX, 2, 5; 5, 2) fa riferimento a questa “grande carestia” e indica che durò tre anni o più.