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  • Domande dai lettori (1)
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1965
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1965
w65 15/9 pp. 574-575

Domande dai lettori

● In Matteo 24:3, quando i discepoli interrogarono Gesù in merito al “segno” della sua presenza, che cosa avevano in mente, dato che successivi avvenimenti mostrano che a quel tempo essi non compresero che sarebbe stata una presenza invisibile?

Quando Gesù venne sulla terra, fu battezzato come Messia e cominciò a proclamare: “Il regno dei cieli si è avvicinato”, i Giudei non lo accettarono. Chiesero che compisse il segno predetto in Daniele 7:13, 14, cioè apparire sulle nubi dei cieli per assumere il suo grande potere del regno. Aspettavano che il Messia liberasse la nazione giudaica dalla schiavitù di Roma e nel far questo rivelasse gloriosa potenza. Non tennero conto di profezie come Isaia, capitolo 53, che prediceva che egli avrebbe sofferto e sarebbe stato disprezzato e rigettato dagli uomini e avrebbe versato la sua anima nella morte come riscatto. In altre parole, si aspettavano che alla sua prima presenza facesse cose che doveva fare in effetti alla sua seconda presenza come Re celeste. Inciamparono in lui. — Mar. 8:11, 12.

Ora i discepoli di Gesù erano stati con lui durante la maggior parte del suo ministero. Sapevano che questa prima presenza fra loro era stata contrassegnata da molti avvenimenti caratteristici — adempimenti di profezie come mediante la predicazione di Giovanni Battista e la sua testimonianza all’unzione del Messia con lo spirito santo e alla voce venuta dal cielo, mediante la guarigione di malati, sordi, zoppi e ciechi e mediante la predicazione della buona notizia. Anche allora ci volle fede per riconoscerlo. (Matt. 11:2-6) D’altra parte, l’avevano udito dire a quelli che chiedevano un segno da lui che alla loro malvagia generazione non sarebbe stato dato alcun segno eccetto “il segno del profeta Giona”. Lo avevano anche udito spiegare ai Farisei, quando questi gli avevano chiesto quando veniva il regno di Dio: “Il regno di Dio non viene in modo da osservarsi con sorpresa, né si dirà: ‘Eccolo qui!’ o: ‘Là!’ Poiché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi”. Il re era presente e i Farisei non lo sapevano! Inoltre, i discepoli sapevano che egli aveva detto che sarebbe stato ucciso e risuscitato, e che sarebbe andato a ricevere un regno e poi sarebbe tornato. Volevano essere sicuri di riconoscerlo. Ma non avendo ancora ricevuto lo spirito santo, non comprendevano che non si sarebbe seduto su un trono terrestre; non pensavano che avrebbe governato come glorioso spirito dai cieli e perciò non sapevano che la sua seconda presenza sarebbe stata invisibile. — Matt. 12:38, 39; Luca 11:29, 30; 17:20, 21; 19:11-27; Matt. 16:21, 28.

Sapevano che la profezia di Daniele 7:13, 14 si sarebbe adempiuta in qualche modo, ma si chiedevano come. Anche fedeli profeti prima di loro si erano chiesti in quanto alla venuta del Messia sulla terra e alla sua assunzione del glorioso potere e ai seguaci che vi avrebbero preso parte con lui, come spiega Pietro: “Una diligente investigazione . . . [fu fatta] dai profeti . . . Essi continuarono a investigare quale particolare stagione o quale sorta di stagione lo spirito che era in loro indicasse circa Cristo, quando rendeva anticipatamente testimonianza delle sofferenze per Cristo e delle glorie che le avrebbero seguite”. Sì, persino gli angeli volevano conoscere le risposte, come dice ancora Pietro: “In queste cose gli angeli desiderano penetrare con lo sguardo”. — 1 Piet. 1:10-12.

Quindi i discepoli chiesero in effetti: ‘Quale sarà il segno? Come si adempiranno le profezie inerenti alla tua presenza? Che cosa dobbiamo attenderci, per non trascurarla, per non essere ciechi, come lo sono ora i Farisei alla tua presenza, anche se sei presente col corpo e tuttavia non sei riconosciuto da loro come Messia?’

Gesù non rispose in modo esplicito dicendo che sarebbe stato invisibilmente presente, ma indicò delle prove che avrebbero reso riconoscibile la sua presenza, visibile o invisibile. Assicurò loro che il segno di Daniele si sarebbe adempiuto in lui. Sapeva che in seguito, quando avessero ricevuto lo spirito santo, avrebbero compreso che la sua risurrezione era avvenuta “nello spirito” e che la sua seconda presenza sarebbe avvenuta con gloriosa potenza spirituale invisibile agli occhi umani. La sua risposta costituisce un sicuro segno per i cristiani che oggi sono sulla terra i quali esercitano fede come quei discepoli e discernono inequivocabilmente la sua invisibile presenza nel potere del Regno, benché tutta la cristianità sia cieca a questo fatto di suprema importanza per il genere umano.

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