Agnosticismo in Israele
● Spesso si suppone che, fra tutti gli Stati moderni, i governanti dello Stato d’Israele siano i più religiosi. Il corrispondente di un rinomato giornale aveva in proposito scoperto il contrario. Nel suo articolo “Il popolo d’Israele”, il corrispondente John Beavan, nella rivista inglese Guardian Weekly di Manchester dell’8 dicembre 1955, scrisse: “Nonostante le concessioni fatte ai partiti ortodossi, lo Stato è rimasto singolarmente secolare. Gli uomini che ricoprono cariche pubbliche non sono obbligati a credere né a praticare la religione. Infatti, essi prestano meno servizio di labbra alla religione organizzata di quanto si richieda ad un agnostico inglese in una carica ufficiale. Ma più spesso sono religiosi in senso più vasto. Concezioni agnostiche, umanistiche o razionalistiche vengono espresse con tale fervore e convinzione quale non ho riscontrato in alcun luogo in questi ultimi anni. In qualche parte di ogni conversazione è necessario parlare della ‘dignità dell’uomo’”. È stata pertanto scartata qualsiasi pretesa che la moderna nazione d’Israele abbia relazione con l’adempimento delle profezie bibliche! Il profetizzato ritorno doveva aver luogo per ripristinare la pura adorazione di Geova. Questo si è adempiuto sull’Israele spirituale, non sull’Israele naturale.