Il riassunto
“LE TUE parole sian dunque poche”. (Eccl. 5:2) Riassumere o condensare con poche parole era un’arte che Gesù usava con buoni risultati: “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché in questo si riassumono la legge ed i profeti”. Egli condannò l’uso di molte parole, dicendo: “Non ripetete tante volte le stesse parole come fanno i pagani, che si figurano di essere esauditi per le loro molte parole. Non gl’imitate dunque”. (Matt. 7:12; 6:7, 8, Luzzi) A volte è necessario un riassunto conciso, perché i punti vitali siano messi in risalto. Fino ad oggi i ministri di Dio hanno avuto bisogno di usare l’arte del riassunto.
Diverse parole significano riassunto o compendio, come abbreviamento, estratto, sommario, sinossi, succinto, epitome; ma di tutti questi l’epitome indica il più conciso riassunto possibile. Un epitome fornisce le idee principali e segue lo schema originale, ma lo priva di molti dettagli e materiale descrittivo e illustrativo, lasciando lo scheletro nudo. Però le parti di questo epitome o scheletro devono essere collegate insieme con parole che congiungono o legano, funzionanti come le giunture e i muscoli del corpo. Il problema principale dell’epitome è: Quali sono i pensieri principali? Ed anche esprimendoli, l’epitome adopera pochissime parole.
I servitori di Dio non desiderano ‘oscurare i disegni con parole’. (Giobbe 38:2) Essi hanno bisogno di fare riassunti ogni giorno nella predicazione della buona notizia. Poche parole, sì, ma il problema è come esprimere il pensiero con frasi vigorose. È necessaria la pratica, e questo studio ne offrirà l’opportunità. Ma per conseguire il massimo risultato gli sforzi di ognuno devono essere guidati da consigli costruttivi. Per fornire la pratica, saranno riassunte certe parti della Bibbia; per provvedere consigli, vengono dati i seguenti suggerimenti.
(1) NON INSERITE NEL RIASSUNTO NULLA CHE NON SIA NELL’ORIGINALE. Se si deve riassumere Esodo, non si dovrebbe ricorrere a Deuteronomio per informazioni. Attenetevi alla parte assegnata. Condensate; non sviluppate. La stessa natura del riassunto non permette di trattare l’adempimento o l’interpretazione. Ciò significherebbe uscire dall’originale. Condensate soltanto ciò che esso contiene; ecco tutto.
(2) SCOPRITE LO SCHEMA DELL’AUTORE E SEGUITELO STRETTAMENTE NEL RIASSUNTO. Si potrebbe fare questo condensando ogni paragrafo con una frase e quindi scrivendola. Non tutti tali riassunti in una frase costituiranno punti principali. A volte due o tre paragrafi possono essere raggruppati insieme e condensati in una sola frase. Infine, non mutate l’ordinamento delle idee. Facendo ciò, non seguireste lo schema dell’originale. Ricordate che la mira è condensare, non spostare le informazioni; perciò seguite lo stesso ordine dell’originale.
(3) FORNITE SOLTANTO GLI AVVENIMENTI E LE IDEE PRINCIPALI. Omettete o condensate spietatamente qualsiasi illustrazione, ripetizione, descrizione e spiegazione. Qualche volta un paragrafo potrebbe consistere più che altro di descrizioni con dettagli insignificanti; quindi potrebbe essere eliminato del tutto. Così, soltanto la disposizione dell’autore e le sue conclusioni rimarranno chiare e distinte. Il riassunto non dev’essere caricato di eccessivo bagaglio.
(4) OSSERVATE LA LEGGE DI PROPORZIONE. Condensate tutte le parti dell’originale nella stessa misura. Tutte le scritture sono importanti. Comprendere solo una parte assegnata e non l’altra non è motivo per sciupare il tempo trattando la parte compresa e tralasciando l’altra. Comunque, non si deve mai interpretare. Un avvertimento: vi è tendenza a riportare troppi dettagli nella prima parte del riassunto e, quando si nota il breve tempo rimasto, trattare leggermente il resto. Soltanto con una rigida e predisposta ripartizione del tempo da dedicare a ogni punto del materiale nello schema può essere rispettata la legge di proporzione.
(5) NON USATE UN ITALIANO ANTIQUATO O DIALETTALE. Le parole dell’autore possono essere anche usate fino ad un certo punto; ma ciò si dovrebbe evitare, quando i suoi pensieri possono essere espressi precisamente con altre parole. Geova è l’autore della Bibbia; egli si servì di vari uomini come scrittori. Essi parlarono nella lingua dei loro giorni, non in qualche lingua morta. Il fatto che le versioni di Diodati o di Martini siano scritte in un italiano antiquato non significa che si debbano fare riassunti con parole antiquate. Il linguaggio dell’originale non esprime agli uomini moderni nulla che sia fuori uso. L’originale non fu scritto in italiano, ma nella lingua comune degli uomini di quel tempo, affinché comprendessero. Quindi, nei riassunti biblici non usate un italiano antiquato o dialettale, bensì quello moderno.
(6) FATE FRASI COLLEGATE E COMPLETE E MIRATE AD UNA COMPOSIZIONE UNITA. Innanzi tutto si dovrebbe leggere la parte assegnata da riassumere nella Versione Riveduta, afferrandone il contenuto. Fissate saldamente nella mente la sostanza di questo intero libro della Bibbia e specialmente della porzione assegnata. Conoscendo il soggetto generale del libro, l’individuo lo terrà in mente nel fare il riassunto e cercherà di scoprire lo schema dell’autore nella parte assegnatagli. In questo modo, tutti i riassunti di un libro saranno legati insieme e formeranno una composizione unita. Considerate l’assegnazione paragrafo per paragrafo, riassumendone in una frase il nocciolo, avendo sempre in mente il tema predominante del libro. Nella Versione Riveduta la parte della Bibbia scritta in prosa è divisa in paragrafi. Ma la poesia è più difficile a riassumersi, poiché non è scritta in paragrafi, ed è già molto condensata. Ma anche in questo caso un’accurata analisi del materiale rivelerà i punti di sviluppo del tema da mettere in risalto. Accertandovi di aver fatto riassunti di ogni paragrafo in una frase, uniteli e collegateli dunque insieme per formare una logica composizione unita. Il risultato sarà il più breve riassunto possibile.
(7) SCEGLIETE UNA CONCISA E VIGOROSA COSTRUZIONE DI FRASI NELLE NARRAZIONI. Lo stile delle frasi è di vitale importanza nel riassunto, e questo specialmente quando si esige una limitazione del tempo. Meno sono le parole, meno è il tempo necessario per pronunciarle, e migliore il riassunto. Quindi mirate ad una concisa e vigorosa costruzione di frasi che espongano i concetti con istantanea rapidità. Scegliete le parole italiane più comuni. Private il discorso di parole superflue. Sfruttate ogni parola al massimo. Ogni frase dovrà esprimere concisamente il proprio pensiero, e subito un’altra, e poi un’altra. Molto terreno viene presto percorso, e la mente dell’uditorio scorre velocemente il materiale, insieme all’oratore.
Se lo studente segue questi consigli, troverà il compito di riassumere molto più facile, e ‘le sue parole saranno poche’, piene di significato e vigore.
[Domande per lo studio]
1. Perché un ministro deve saper fare un riassunto?
2. Che cos’è un epitome?
3. Perché non si deve inserire nel riassunto nulla che non sia nell’originale?
4. Come si può scoprire lo schema dell’originale?
5. Nel condensare che cosa si dovrebbe fare delle illustrazioni, ripetizioni, descrizioni e spiegazioni?
6. Quale tentazione e quale pericolo si dovrebbero evitare per osservare la legge di proporzione?
7. Perché si dovrebbe generalmente evitare l’italiano antiquato della Versione Diodati?
8. Quale procedura è stata indicata nel sesto suggerimento?
9. (a) Che specie di costruzione di frasi è efficace nel riassunto? (b) A quale tipo di materiale si addice in modo particolare?