Lezione 17
Periodo degli scritti apocrifi
“APOCRIFO” significa “nascosto, spurio”. Il termine si applica ai libri per cui c’è dubbio sugli autori, e nei tempi antichi si riferiva ai libri nascosti al pubblico in quanto avrebbero potuto avere un effetto nocivo. Girolamo disse: “Tutti i libri apocrifi dovrebbero essere evitati; . . . essi non sono le opere degli autori di cui portano il nome, . . . gran parte del loro contenuto è difettoso, . . . trovare l’oro in mezzo all’argilla è un lavoro che richiede molta prudenza”. Vi sono numerosi scritti apocrifi associati alle Scritture Ebraiche e Greche, ma i soli che qui considereremo sono quelli aggiunti al cànone delle Scritture Ebraiche dalla Gerarchia Cattolica Romana. Da ora in poi, l’uso del termine “Apocrifi” indicherà tali libri spuri, chiamati dai cattolici “deuterocanonici”.
I libri apocrifi ebbero origine durante il tempo di Nehemia fino a Cristo, e furono composti in maggior numero nel secondo secolo avanti Cristo. Dopo Malachia, l’ultimo dei profeti, comparvero come maestri gli scribi. La vera adorazione venne relegata nell’oscurità a causa della crescente tradizione. Durante questo tempo sorsero le sette religiose giudaiche, come i Farisei e i Sadducei, e così nacque il Giudaismo. Gli scritti apocrifi rispecchiano il periodo di transizione e decadenza che si andava sviluppando. Manca il carattere profetico; gli scrittori sono sotto l’influenza greca; è evidente la disonestà, poiché il falso viene presentato come storia, gli scritti sono erratamente chiamati opere d’ispirati scrittori della Bibbia, e la semplicità ed esattezza delle Scritture Ebraiche vengono sostituite da esagerate stravaganze dell’immaginazione e della leggenda. Gli Apocrifi sono pieni di errori, e non solo contraddicono i libri ispirati della Bibbia, ma contraddicono anche se stessi. Però, vogliamo rilevare che nessuno scrittore degli Apocrifi si riteneva ispirato, che nessun libro apocrifo fu compreso dai Giudei nel loro cànone biblico, che nessuna scrittura apocrifa è citata nelle Scritture Greche, e che nessuna opera apocrifa fu accettata dai primi Cristiani come parte del cànone della Bibbia. Evidentemente gli avvenimenti del periodo durante il quale gli Apocrifi furono scritti non sono tipici né profetici, e quindi Geova non fece fare nessuna registrazione ispirata di essi né li incluse nel cànone biblico.
Un breve resoconto della storia dei Giudei nella Palestina dal tempo di Nehemia fino al tempo di Cristo Gesù non solo colmerà la lacuna storica fra le Scritture Ebraiche e le Scritture Greche, ma ci farà apprezzare le mutate condizioni che Gesù confrontava in paragone a quelle subìte dai fedeli testimoni delle Scritture Ebraiche. Per informazioni su questo periodo uno dei libri apocrifi è di particolare valore, cioè il primo libro dei Maccabei. Questo libro è storico, non tratta la dottrina, e salvo qualche piccolo errore la sua generale esattezza è confermata. È l’unica opera esente dai difetti caratteristici degli Apocrifi.
Il primo libro dei Maccabei comincia il suo racconto storico dopo che Alessandro il Grande aveva stabilito il dominio greco sulla Giudea. Prima di ciò, era morto Nehemia, l’ultimo governatore civile della Giudea. Dopo la sua morte i Persiani unirono la Giudea alla prefettura della Siria, il cui prefetto nominava il sommo sacerdote giudaico che amministrava gli affari civili ed ecclesiastici. Seguirono lotte interne, e i Giudei ribelli si unirono a Sanballat, governatore della Samaria, il quale aveva fondato una religione rivale, edificando un tempio sul monte Garizim al nord. In questo periodo era in vigore la Grande Sinagoga, ma col passar del tempo essa venne sostituita dall’alta corte conosciuta come il Sinedrio, organo al potere quando Gesù venne sulla terra.
Alessandro salì al trono di Macedonia verso il 336 a.C., e nel 332 le sue conquiste compresero il dominio della Palestina. Quindi egli proseguì ad annientare completamente l’impero persiano; la Grecia divenne l’incontrastata potenza mondiale. La sua unità fu frantumata dalla contesa che seguì la morte di Alessandro, nel 323. L’impero fu diviso fra quattro dei suoi generali, di cui due riguardano questo nostro studio. Tolomeo prese l’Egitto e Seleuco la Siria, e così ebbero inizio i Tolomei dell’Egitto e la dinastia seleucida. Nel 320 Tolomeo Sotero s’impossessò della Palestina e prese Gerusalemme in giorno di sabato, senza alcuna resistenza. Durante il regno di suo figlio, Tolomeo Filadelfo, fu completata la famosa biblioteca di Alessandria, dove questo monarca fece conservare la versione greca dei Settanta della legge di Mosè, verso il 280. Fra i Tolomei e i Seleucidi vi furono quasi continuamente guerre per il dominio della Palestina fino al 198 a.C., l’anno in cui il re seleucida della Siria, Antioco il Grande (III), prese il controllo completo della nazione.
I Giudei nella Palestina non erano uniti. Alcuni sostenevano i Tolomei, i quali permettevano loro di praticare più liberamente la propria religione; altri preferivano i Seleucidi, il nazionalismo e il desiderio di adottare la cultura greca. Quando Antioco IV Epifane (chiamato l’Illustre nella Versione Tintori) salì sul trono siriano (175-164), i nazionalisti pensarono che il momento opportuno fosse giunto. Questo Antioco nominò un nuovo sommo sacerdote, Gesù, che cambiò il proprio nome con quello di Giasone. Giasone soppresse tutto ciò che era giudaico e cercò di rendere popolare tutto ciò che era greco; si propose di trasformare Gerusalemme in una città greca. Però, egli fu sostituito da un rivale, Menelao, il quale fece la proposta di raccogliere maggior tributo per Antioco. Il re siriano si recò a Gerusalemme e saccheggiò il tempio; due anni più tardi lo profanò, sacrificando una scrofa sul suo altare. Egli dedicò il tempio di Gerusalemme a Giove Olimpico e quello di Garizim a Giove Ospitale; la religione dei Giudei venne proscritta e quella di Atene imposta con la forza; copie della legge furono bruciate; nel tempio fu installato un idolo e fu permesso alle meretrici di entrarvi; le mura della città furono abbattute e in essa fu stabilita una guarnigione composta di Greci e Giudei apostati per imporre una politica di unificazione mediante la religione e la “cultura” greca. Questa calamità accadde nel 168 a.C.
Poco tempo dopo sorse la resistenza. Matatia e i suoi cinque figli erano fuggiti da Gerusalemme a Modin. Matatia uccide un Giudeo che è in atto di sacrificare su un altare pagano, insieme ad uno degli ufficiali del re. Con i suoi figli egli fugge ai monti e qui essi diventano il punto di raccolta per il Giudaismo, e percorrono l’intero Paese demolendo altari pagani e uccidendo persecutori e Giudei apostati. Prima di morire e quindi trasferire la direttiva a suo figlio Giuda Maccabeo, Matatia fa adottare un decreto che permette ai Giudei di difendersi con la forza il giorno di sabato.
Giuda Maccabeo è il più famoso dei Maccabei. Le sue forze sconfiggono un esercito samaritano comandato da Apollonio; la sua vittoria su un’armata siriana provoca Antioco a mandare un esercito di 47.000 uomini comandati da tre generali; con un numero inferiore di uomini, Giuda trionfa; la seguente ondata siriana consiste di 60.000 uomini di fanteria e 5.000 di cavalleria, ma Giuda con soltanto 10.000 soldati li mette in fuga, e la strada di Gerusalemme gli si apre davanti. Esattamente tre anni dopo che Antioco aveva empiamente profanato il tempio Giuda ritornò nella città, purificando e ridedicando il tempio, nel 165 a.C. Quel venticinquesimo giorno del nono mese di Casleu fu in seguito celebrato con la festa della dedicazione.
Ma c’è una ‘mosca nell’unguento’: la guarnigione dei Greci e dei Giudei apostati era ancora trincerata nella cittadella. Dopo le vittorie in Idumea, Ammon, Galaad e Galilea, e dopo la morte di Antioco Epifane con la successione del figlio, Antioco Eupatore, al trono di Siria, Giuda cerca di eliminare questa guarnigione. Eupatore viene in aiuto di essa con un immenso esercito: 100.000 fanti, 20.000 cavalieri, e 32 elefanti addestrati per la battaglia. Come moderni carri armati, questi grandissimi animali, ognuno coperto da un’armatura di legno e montato da 32 uomini di guerra, davano l’assalto, ognuno fiancheggiato da 1.000 fanti e 500 cavalieri. Le forze di Giuda uscirono per la battaglia, poi si ritirarono nella città dietro le fortificazioni che egli aveva ricostruite, e furono salvate da una sicura sconfitta solo perché Antioco dovette ritornare in Siria per debellare un usurpatore del suo trono. Prima di partire egli fece la pace con i Giudei.
Durante il regno di Demetrio, successivo re di Siria, la guerra viene ripresa. Dopo altre due brillanti vittorie sui Siriani, e un trattato con i Romani, Giuda con 800 uomini combatte contro un esercito siriano di 22.000 uomini comandato da Bacchide, nel 161 a.C. Non solo i Giudei subiscono una sconfitta ma perdono anche il loro capo. Il successore di Giuda è il fratello Gionata, e circa due anni dopo Bacchide fa la pace con Gionata e i Giudei. Durante gli anni successivi, a causa di tradimento e intrigo politico il trono siriano passa successivamente ad Alessandro Bala, Demetrio II, Antioco VI, e Trifone. Gionata viene fatto sommo sacerdote a Gerusalemme, e diverse volte i rivali pretendenti al trono siriano cercano il suo appoggio ed egli viene implicato in qualche conflitto militare. Mentre Gionata cospira contro Antioco VI viene catturato e ucciso da Trifone, e Simone succede a suo fratello. Fu nell’anno 143 o 142 a.C. che Simone acquistò l’indipendenza per i Giudei nella Palestina, distruggendo perfino la guarnigione di pagani e di Giudei apostati in Gerusalemme che avevano da tanto tempo ostacolato gli adoratori nel tempio. La liberazione dal giogo dei Gentili per opera di Simone fu così significativa che i Giudei cominciarono a datare i loro documenti dal “primo anno di Simone, sommo sacerdote, comandante e capo dei Giudei”.
Governati da Simone, i Giudei prosperarono, e il trattato con Roma fu rinnovato, come era stato fatto durante il tempo di Gionata. Però, quando i Giudei erano in pace con i Gentili combattevano fra loro stessi, venendo separati in fazioni da liti religiosi. I Maccabei, termine che si applica generalmente a questa famiglia di fratelli, figli di Matatia, davano la caccia a questi Giudei considerati apostati e li sterminavano. Durante questo periodo di disturbi esterni e interni la tradizione, le leggende e i riti formalistici si svilupparono e soffocarono la vera adorazione di Geova, e la tradizione si diffuse, mise radici e si sviluppò non solo fra i Giudei nella Palestina ma anche fra quelli dispersi.
Il primo libro dei Maccabei racconta la storia soltanto fino al vile assassinio di Simone e alla successione al sommo sacerdozio di suo figlio, Giovanni Ircano, nel 135 a.C. Ircano aumenta il suo potere, converte gli Idumei al Giudaismo con la forza, distrugge il tempio samaritano sul monte Garizim, e appoggia i Sadducei dopo aver litigato con i Farisei. Il figlio e successore. Giuda Aristobulo, conquista l’Iturea e quivi stabilisce il Giudaismo con la forza. Segue Alessandro Janneo (103-78) e continua ad appoggiare i Sadducei. Il suo regno è pieno di guerra e ribellione e sul suo letto di morte egli consiglia sua moglie Alessandra, che doveva succedergli, di cambiare la sua politica antifarisaica e di fare la pace con i Farisei. Alla morte di Alessandra la successiva lotta per il trono da parte dei fratelli Ircano e Aristobulo termina con l’intervento di Roma e la sua dominazione della Giudea nel 63 a.C. Viene istituito un governo mediante un procuratore romano, e Antipatro, l’Idumeo o Edomita, è procuratore nella Giudea. Suo figlio diventa Erode il Grande, che regnò su tutta la Palestina dopo una turbolenta ascensione al potere. Fu lui che ricostruì il tempio nel suo splendore. Egli si adattò al Giudaismo, incoraggiò i Farisei, concesse libertà alla religione purché si tenesse fuori della politica, e fu lui l’Erode che ordinò il massacro di tutti i bambini di Betlemme e delle vicinanze in un tentativo pazzesco di uccidere il bambino Gesù. Dopo la morte di Erode il Grande, la Palestina fu divisa in tetrarchie. Dominati da questo genere di governo i Giudei potevano quindi dire in senso politico: “Noi non abbiamo altro re che Cesare”. Così rigettarono il Messia, il loro Re.
[Domande per lo studio]
1. Che cosa significa “apocrifo”?
2. Quale fu l’opinione di Girolamo riguardo ai libri apocrifi?
3. A che cosa si riferisce qui il termine “Apocrifi”?
4. Come si distinguono gli Apocrifi?
5. Perché ha qualche valore il primo libro dei Maccabei?
6. Commentate la storia dei Giudei nella Palestina (a) da Nehemia ad Alessandro il Grande. (b) Da Alessandro al 198 a.C. (c) Dal 198 al 168 a.C. (d) Da Matatia fino alla morte di Giuda Maccabeo. (e) Dalla morte di Giuda fino al 135 a.C. (f) Dal 135 fino al tempo del ministero terrestre di Gesù.
7. Quali condizioni prevalgono per quanto riguarda la religione e la vera adorazione di Geova?