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  • Domande dai lettori (2)
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1953
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1953
w53 1/12 pp. 510-511

Domande dai lettori

◆ Perché Paolo si riferisce a se stesso come a un padre spirituale verso i Corinzi, in considerazione delle istruzioni in Matteo 23:9? Vedere 1 Corinzi 4:15. — D. A., Illinois, Stati Uniti.

Paolo scrisse ai Corinzi: “Benché voi possiate avere diecimila tutori in Cristo, non avete certamente molti padri, poiché in Gesù Cristo io sono divenuto vostro padre per mezzo della buona notizia”. (1 Cor. 4:15, NW) Paolo fu il primo ad apportare alla congregazione dei Corinzi la verità datrice di vita e fu quindi come un padre ossia operò come un rappresentante del Padre celeste. I tutori che vennero più tardi semplicemente edificarono sul fondamento di vita posto da Paolo. Per questa ragione egli si rivolgeva qualche volta a quelli che aveva aiutati a intraprendere la via della vita come a suoi figliuoli per indicare speciale parentela, interessamento, responsabilità e affetto — 1 Cor. 4:17; Gal. 4:19; 1 Tim. 1:2; 2 Tim. 1:2; Tito 1:4; Filem. 10; 3 Giov. 4.

Nondimeno, Geova è il grande Padre e colui al quale si devono rivolgere formalmente tutti coloro che lo riconoscono come loro datore di vita e provveditore. Per le “altre pecore” Cristo diverrà il loro Padre eterno. (Matt. 6:9; Isa. 9:5) A nessun altro si dovrebbero conferire tali titoli. Paolo non impiegava il termine “padre” come un titolo, ma come un’illustrazione. Egli si serviva della parentela terrena esistente nella famiglia umana per mostrare il vero quadro della sua posizione verso i Corinzi cristiani. Egli non fu chiamato Padre Paolo in nessun posto. Pietro si riferiva a lui come al “nostro caro fratello Paolo”. (2 Piet. 3:15) Nessuno degli apostoli fu mai chiamato col titolo di Padre. Se fossero stati così chiamati dagli altri, ciò sarebbe stato una violazione del comandamento di Gesù: “Non chiamate nessuno vostro padre sulla terra, perché Uno è il Padre vostro, il Celeste”. Il contesto indica ch’egli si opponeva ai titoli adulatori. (Giob. 32:21, 22; Matt. 23:6-12, NW) Quindi l’uso da parte di Paolo dell’espressione “padre” per illustrare chiaramente la sua parentela con congregazioni e individui cristiani e non come un titolo esaltante la creatura, non costituì alcuna violazione di Matteo 23:9.

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