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  • Domande dai lettori (2)
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1953
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1953
w53 1/11 pp. 445-446

Domande dai lettori

◆ Luca 2:39 dichiara: ‘E quando ebbero compiuto tutte le cose conforme alla legge di Geova, ritornarono in Galilea nella loro propria città di Nazaret.’ (NW) Dato che il massacro dei bambini da parte di Erode ebbe luogo un anno o più dopo la nascita di Gesù, non prova questo che il bambino era a Nazaret quando la campagna infanticida di Erode ebbe luogo e che la fuga in Egitto si effettuò da Nazaret e non da Betlemme, come disse una recente Torre di Guardia? — R. B., New York.

Le narrazioni del Vangelo sono brevi, e quello che una omette l’altra spesso fornisce. Non possiamo ritenere che Luca abbia riferito un completo resoconto degli spostamenti di Giuseppe e Maria e del bambino Gesù; in realtà sappiamo positivamente che Luca non fece questo, dato che nemmeno menziona la fuga in Egitto. Luca 2:39 semplicemente indica lo spazio di tempo fra l’adempimento della legge relativa al neonato e Il successivo trasferimento di residenza a Nazaret, senza cercare di narrare tutto ciò che avvenne in quell’intervento di tempo.

La narrazione di Matteo, però, ci fornisce maggiori dettagli. Essa indica che gli astrologhi furono inviati a Betlemme da Erode, e dato che non è menzionato alcun mutamento negli ordini si deve presumere che è là che andarono, Il riapparire della “stella” rendendosi necessario per guidarli, non tanto a Betlemme, ma presso la casa particolare dove il bambino si trovava. Indi il racconto parla della fuga in Egitto per sfuggire all’infanticidio in massa da parte di Erode. Notate che questo criminale massacro di bambini dai due anni in giù era limitato a “Betlemme e in tutti i suoi distretti”. (Matt. 2:1-6, NW) I distretti di Betlemme dovevano essere località limitrofe non raggiungenti neppure Gerusalemme, e certamente in nessun posto delle vicinanze di Nazaret nella lontana Galilea! Se il fanciullo fosse stato a Nazaret non si sarebbe trovato in nessun grave pericolo. Ma l’abbattersi del massacro nella regione in cui dimorava il bambino rese necessario l’avvertimento angelico e la successiva fuga in Egitto.

In seguito Matteo menziona la morte di Erode, che aprì la via per il felice ritorno in Israele di Gesù e dei suoi genitori. Evidentemente Giuseppe intendeva ritornare in Giudea per riprendere a vivere a Betlemme, nel luogo da cui era fuggito. Ma qui regnava il figlio di Erode e Giuseppe temeva per la vita del bambino. Per mezzo di un sogno egli ricevette un avvertimento divino di non tornare in Giudea, ma di andare invece in Galilea. In adempimento di altre profezie, la famiglia si stabilì in Nazaret. (Matt. 2:19-23) Tutto ciò significa chiaramente che Giuseppe stava ritornando al luogo da cui era fuggito, la Giudea, e precisamente Betlemme, ma che un cambiamento nei piani fu compiuto per intervento divino, per la sicurezza del bambino e per l’adempimento delle profezie. Quindi essi andarono invece a Nazaret, e qui ci ritroviamo al punto indicato nell’ultima parte della narrazione di Luca 2:39.

Perciò noi crediamo che La Torre di Guardia del 15 maggio 1953 espose le cose correttamente nella sua risposta a questa domanda pubblicata a pagina 159.

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