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Ausiliario per capire la Bibbia
ad p. 1165

Sepoltura, luoghi di sepoltura

Questi termini italiani sono intesi generalmente nel senso di fossa scavata nella terra, in cui seppellire i defunti. Ma poiché presso gli ebrei e altri popoli orientali i morti venivano di solito deposti in grotte naturali oppure in tombe o cripte scavate nella roccia, un lettore occidentale della Bibbia potrebbe facilmente farsi un’idea inesatta. (Gen. 47:30; 49:30) L’espressione ampia, generica, “luogo di sepoltura”, rende quindi meglio il sostantivo ebraico qèver, comunemente usato per indicare un luogo di inumazione, una tomba o un cimitero. (Gen. 23:4, 7-9; Isa. 22:16) Il termine affine qevuràh pure si può riferire a una sepoltura nella terra o a una tomba scavata nella roccia. — Gen. 35:20; Deut. 34:6.

In greco il termine comunemente reso sepoltura o tomba è tàphos (Matt. 27:66; 28:1), derivato dal verbo thàpto, che significa “seppellire. (Matt. 8:21, 22) I termini mnèma (Luca 23:53; Atti 2:29) e mnemèion (Mar. 6:29; Luca 23:55) si riferiscono invece a un sepolcro o tomba commemorativa. — Vedi TOMBA COMMEMORATIVA.

Poiché questi termini ebraici e greci si riferiscono a singoli luoghi di sepoltura, spesso sono usati al plurale per indicare più tombe del genere. Sono quindi nettamente distinti dall’ebraico she’òhl e dal suo equivalente greco hàides, che si riferiscono alla comune tomba di tutto il genere umano e perciò sono usati sempre al singolare. Per questa ragione molte traduzioni moderne si limitano a traslitterare i termini she’òhl e hàides anziché renderli di volta in volta “inferno”, “tomba” o “fossa. — Vedi ADES; SCEOL.

Comunque, dal momento che l’ingresso nello Sceol ha luogo in concomitanza con l’inumazione in una singola tomba o luogo di sepoltura, i termini che si riferiscono a luoghi del genere sono usati come parallelismi non come equivalenti di Sceol. (Giob. 17:1, 13-16; 21:13, 32, 33; Sal. 88:3-12) La tomba può inoltre essere rappresentata da espressioni figurative come “casa di lunga durata” dell’uomo, e, forse, “terra di sotto” (contrapposta al “paese dei viventi”), anche se queste espressioni possono benissimo riferirsi a Sceol che, rappresentando il soggiorno dei morti, ha significato molto più ampio. — Confronta Ecclesiaste 12:5-7 con Giobbe 17:13; Ezechiele 32:24, 25 con Ezechiele 32:21.

In Romani 3:13 l’apostolo Paolo cita Salmo 5:9, paragonando la gola di uomini malvagi e menzogneri a “un sepolcro aperto”. Come un sepolcro aperto deve essere riempito di morti e di corruzione, così la loro gola si apre per emettere parole mortifere e corrotte. — Confronta Matteo 15:18-20.

Benché la tomba sia paragonata a una fossa da cui l’uomo desidera giustamente essere liberato, Giobbe richiama l’attenzione sulla disperazione di quelle persone che soffrono e, non avendo una speranza precisa né intendimento dei propositi del loro Creatore, desiderano morire ed “esultano perché trovano un luogo di sepoltura”. (Giob. 3:21, 22) Un atteggiamento del genere è in netto contrasto con quello di coloro che hanno dedicato la propria vita al servizio del Creatore e hanno piena fiducia nella promessa di una risurrezione. — Sal. 16:9-11; Atti 24:15; Filip. 1:21-26; II Tim. 4:6-8; Ebr. 11:17-19.

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