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  • Felice nonostante la sordità
  • Svegliatevi! 1991
Svegliatevi! 1991
g91 8/6 p. 31

Felice nonostante la sordità

“AVEVO solo quattro anni quando i miei genitori si avvicinarono all’organizzazione di Geova. Partecipavano regolarmente alle adunanze e alla predicazione della buona notizia e così, seguendo il loro esempio, anch’io ho imparato ad apprezzare il servizio di predicazione. Nello stesso tempo prevaleva nella mia vita il sano timore di Dio.

“Da quando avevo due anni, purtroppo, in seguito a una malattia e a cure sbagliate, ero diventata quasi sorda e dovevo portare una protesi per poter sentire almeno un po’. Ed è stato grazie ad essa che ho potuto frequentare la scuola dell’obbligo, seguire regolarmente le adunanze di congregazione e partecipare in modo più attivo all’opera di predicazione di casa in casa nella zona del Trentino in cui vivo.

“Da ragazzina la mia meta era quella di divenire pioniera regolare, una predicatrice a tempo pieno, ma dopo le medie frequentai le scuole professionali per diventare sarta. Ottenuto il diploma i miei cugini avrebbero voluto che cercassi un lavoro a tempo pieno, cosa che poteva anche sembrare necessaria visto che mio padre era rimasto disoccupato. I miei genitori, comunque, mi incoraggiarono a fare la scelta giusta.

“Man mano che crescevo e i miei genitori mi insegnavano le verità bibliche cresceva in me anche il desiderio di fare di più per Geova. Nell’agosto del 1983, all’età di quindici anni, mi battezzai in simbolo della mia dedicazione. Per qualche mese feci la pioniera ausiliaria, poi, il 1º settembre del 1985, intrapresi il servizio di pioniera regolare.

“L’impegno del servizio continuo è una vera sfida per me perché non riesco sempre a sentire tutto quello che le persone mi dicono, specie quando parlano in fretta e non scandiscono bene le parole, visto che per capire ciò che dicono devo guardare attentamente le labbra. Le prime volte mi trovavo in difficoltà e spesso ritornavo a casa nervosa e scoraggiata. La mia famiglia mi ha sempre sostenuta e mi ha incoraggiata a non desistere mai. I fratelli della congregazione sono stati molto comprensivi e pazienti con me. Ma l’aiuto maggiore l’ho avuto grazie alla preghiera e allo studio personale. Posso dire di aver acquistato piena fiducia in Geova, il quale non mi ha mai abbandonato. Ora, grazie a uno sforzo continuo, mi esprimo molto meglio e, soprattutto, non mi perdo d’animo.

“Un altro problema che ho dovuto superare nel servizio di casa in casa è stato quello di aiutare le persone che mostravano interesse. All’inizio avevo un po’ di timore proprio perché, non sentendo, pensavo anche di non essere in grado di rispondere alle loro domande. Infatti, non riuscendo a capire ciò che le persone mi chiedevano, capitava spesso che davo loro una risposta che non c’entrava per niente con la domanda fatta. Provavo un grande imbarazzo. Comunque, rendendomi conto che i tempi stringono e che le persone hanno bisogno di sentire la buona notizia, e sapendo che è volontà di Geova che quest’opera venga svolta, mi sono sforzata maggiormente e non ho pensato troppo al mio impedimento. Geova mi benedice nonostante la mia sordità.

“Mi preparo bene per il servizio di casa in casa, per le visite ulteriori, ma in modo particolare per condurre lo studio con una persona che sta facendo un buon progresso.

“È proprio vero ciò che dice l’apostolo Paolo in 2 Corinti 12:9, 10: ‘Lietissimamente, perciò, mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza del Cristo rimanga come una tenda su di me. . . . Poiché quando sono debole, allora sono potente’. Quando mi sento debole a causa del mio problema all’udito, ricevo da Geova la necessaria potenza per continuare a servirlo come pioniera. Mi sono resa conto che l’amore per Geova, unito al santo timore, caccia via ogni altro timore.

“Ho avuto il privilegio di raccontare la mia esperienza in occasione di un’assemblea e in seguito ho saputo che una persona interessata alla verità, anche lei sorda, che non voleva più andare alle adunanze perché non sentiva niente, è stata molto incoraggiata dalla mia vicenda personale e ha deciso di assistere a tutte le adunanze. Questo mi ha recato molta gioia.

“‘In quel tempo gli occhi dei ciechi saranno aperti, e i medesimi orecchi dei sordi saranno sturati’, dice Isaia 35:5. Queste parole mi hanno colpita particolarmente. Non vedo l’ora che arrivi il nuovo mondo di Geova. Allora potrò sentire tutto: il ronzio delle api, il canto degli uccelli, il sibilo del vento e tante altre cose. Ma nel frattempo sono decisa a continuare a sforzarmi per servire Geova come pioniera regolare nonostante la sordità, confidando pienamente nella potenza che viene dall’alto”. — Da una collaboratrice.

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