Mi ha soccorso un Padre amorevole
I RICORDI della mia gioventù sono tutt’altro che felici. Non posso dimenticare le liti fra i miei genitori: mia madre che urlava con quanto fiato aveva in gola e mio padre che la picchiava, terribilmente adirato. Quante volte mia madre ha dovuto prendere noi figli e fuggire, rimanendo a casa di amici o parenti finché mio padre si fosse calmato.
Col passare del tempo mio padre, esasperato dai modi autoritari di mia madre, se ne andò di casa, lasciando a mia madre la responsabilità della famiglia. Fu durante questo periodo che divenni sempre più egocentrico. Mi ribellavo ciecamente a tutto e a tutti. Assumevo atteggiamenti stravaganti, portavo abiti sgargianti e avevo capelli molto lunghi. Ciò nonostante, mi sentivo sempre più solo e isolato. Divenni ateo. Anche se desideravo credere all’esistenza di un essere supremo non ci riuscivo, dato che leggevo molto materiale evoluzionistico, dandone per scontata la validità delle affermazioni. In certi momenti, però, mi chiedevo disperato perché la mia famiglia era diversa dalle altre, perché mio padre non mi stava vicino e non mi aiutava. Fu proprio in uno di questi momenti che invocai ripetutamente Dio: ‘Se esisti, ti prego, aiutami’.
Comunque, ben presto cominciai a condurre una vita immorale che mi portò a dimenticare tutte quelle domande, per lo meno temporaneamente. Avevo ventiquattro anni quando conobbi una donna sposata il cui marito era in carcere. Benché fosse assai libertina, andai a convivere con lei, anche se il marito, un uomo molto violento, mi mandò a dire che mi avrebbe tolto dalla circolazione una volta uscito di prigione. Frequentando una pessima cerchia di amici, imparai ben presto i loro modi violenti e prepotenti. Litigai diverse volte brandendo un coltello. Ma giunse il 1972, e con esso un grande cambiamento.
Ricordo che due testimoni di Geova iniziarono a far visita alla mia compagna. Benché cercassi di dissuaderla, lei incuriosita cominciò uno studio biblico, al quale assistevo anch’io. Ciò che sentivo mi indusse a riflettere sull’esistenza di un Dio che ha a cuore gli interessi del genere umano e che vuole che i suoi adoratori siano pacificamente uniti per sempre sotto il suo Regno. Ero troppo orgoglioso per ammetterlo, ma la verità stava mettendo radici nel mio cuore. In seguito, però, la mia compagna smise di studiare, mentre io avevo ancora altre domande da rivolgere ai Testimoni. Come fare? Il mio orgoglio mi impediva di andare da loro direttamente. Mi turbava il fatto che praticavo la fornicazione, cosa che Dio condanna. (Ebrei 13:4) Capii che avrei dovuto lasciare quella donna. Pregai Dio umilmente per ricevere aiuto. Poi giunse la notizia che suo marito sarebbe stato scarcerato di lì a giorni. Cambiai subito domicilio.
Ora mi sentivo pronto per frequentare le adunanze dei testimoni di Geova. Essendo piccolo di statura e soffrendo per questo di complessi d’inferiorità, non mi fu certo facile affrontare persone che non conoscevo. Ricordo ancora oggi il grande imbarazzo che provai davanti alla Sala del Regno ma, come appresi poi studiando la Bibbia, anche Zaccheo era piccolo di statura, eppure non si lasciò scoraggiare da questo. Per riuscire a vedere meglio Gesù, salì su un albero. (Luca 19:1-10) Ad ogni modo presi il coraggio a due mani ed entrai. Una volta dentro la Sala del Regno, l’atmosfera che trovai mi rassicurò subito. Nessuna imprecazione, nessuna esplosione d’ira. Regnava la pace, non il disordine. Nessuno mi prendeva in giro per la mia statura o per il modo di vestire. In seguito cominciai a studiare la Bibbia con gli stessi Testimoni che avevano studiato con la mia ex compagna.
Feci rapido progresso. In quattro mesi e mezzo studiai tre pubblicazioni bibliche. Feci anche i necessari cambiamenti nella mia personalità. Cambiai modo di vestire, tagliai i capelli e smisi di fumare, cosicché nel 1973 simboleggiai la mia dedicazione a Geova col battesimo in acqua.
Ben presto l’opera di predicazione divenne l’attività principale della mia vita. I pionieri (predicatori a tempo pieno) che mi avevano fatto lo studio mi avevano sempre incoraggiato a intraprendere il servizio continuo. La loro esortazione fu molto utile perché, anche se non pensavo di essere all’altezza di un privilegio tanto prezioso, ben presto divenni pioniere anch’io.
Quante belle esperienze ho vissuto impegnandomi zelantemente a favore della buona notizia! Da quando sono pioniere ho dovuto affrontare delle avversità, ma Geova mi ha sempre sorretto e ha riccamente benedetto il mio servizio. Oggi sono un uomo sposato. Mia moglie ed io prestiamo servizio come pionieri speciali in una congregazione della Sardegna, dove abbiamo la gioia di condurre una quindicina di studi biblici. Nostro figlio collabora con noi nel diffondere il messaggio del Regno, facendo la sua parte secondo le sue capacità.
La mia accorata richiesta d’aiuto a Dio è stata più che ampiamente esaudita. Ripensando a tutta la mia vita passata, ho validi motivi per ringraziare di cuore Geova Dio per la sua amorevole benignità. Sentivo grande bisogno dell’aiuto di un padre e ho trovato il Padre più amorevole che esista. — Da un collaboratore.