Ho trovato le risposte
‘È POSSIBILE servire in maniera piena Dio e il prossimo e al tempo stesso essere sposati?’ La risposta che mi aveva dato la mia religione, la religione cattolica, era negativa. ‘Perché?’, mi chiedevo. Volevo dedicare tutto me stesso, tutta la mia esistenza a Dio e al prossimo, ma mi veniva detto che questo non si poteva conciliare con il mio desiderio di avere una famiglia.
L’educazione cattolica che avevo ricevuto fin da piccolo aveva influito profondamente su di me. Avevo anche pensato di farmi prete. Il mio impegno nelle iniziative promosse dalla Chiesa era sempre stato attivo. Volevo vivere in modo pieno la mia fede. Nonostante il mio grande impegno, però, restavano delle domande senza una risposta soddisfacente: ‘Che senso ha la mia vita? Come dedicarla interamente a Dio? Posso servire Dio facendomi una famiglia? Perché esiste la morte?’ Cercavo le risposte là dove pensavo di poterle trovare, soprattutto nella religione. Ma non trovavo risposte concrete.
Arrivò il tempo di andare a prestare servizio militare. Dall’esempio di Gesù e degli apostoli e dal suo comando di mostrare amore al prossimo, mi sembrava incoerente imparare a usare le armi. Un’altra domanda, quindi: Dovevo fare il militare oppure no? I miei amici religiosi e i sacerdoti mi dissero che era giusto farlo e io accettai la loro risposta, anche se non ne ero molto convinto.
Nell’ultimo periodo della mia ferma di leva incontrai qualcuno che si aggirava per la caserma senza essere in divisa: era un testimone di Geova che attendeva di essere trasferito in un carcere militare in quanto obiettore di coscienza. Sulla scorta dell’insegnamento cattolico ricevuto, consideravo i testimoni di Geova dei ladri di anime, persone crudeli, fanatiche e ignoranti. Al mio paese avevo già cercato in precedenza di incontrarli per “sistemarli”: ecco finalmente l’occasione buona. Ora potevo sistemare lui. Ma mentre parlavo a quel mio coetaneo, mi accorsi che era sereno, paziente e felice. Pensai: ‘Lui ha la risposta alle sue domande, io no’.
Incuriosito e avido di risposte, cercai di conoscere meglio la Bibbia. Mi affascinava la logicità delle risposte che mi venivano date dai Testimoni mediante la Bibbia. Avevo ancora dei pregiudizi nei loro confronti quando andai per la prima volta in una Sala del Regno, tant’è vero che avevo con me un notes per prendere nota di tutti gli “errori” che avrei sentito. Ma potei solo annotare gli aspetti positivi di quello che avevo udito. Colpito dalla cordialità, dal tatto e dalla profonda conoscenza dimostrati dai Testimoni, seguii con interesse le adunanze. Che differenza rispetto alle messe della Chiesa Cattolica, dove in genere vedevo quasi esclusivamente persone anziane! Qui invece vedevo una vera fratellanza cristiana: uomini, donne, giovani, persone di mezza età e anziani, tutti insieme felici e uniti.
Ero veramente grato a Dio, perché avevo trovato chi poteva rispondere alle mie domande: l’Uditore delle preghiere. Ho appreso qual è il vero senso della vita, servire e lodare Geova in eterno su una terra paradisiaca. Che gioia apprendere che è possibile servire pienamente Dio pur avendo una famiglia, come facevano del resto gli stessi apostoli di Gesù! (1 Corinti 9:5) Ora non c’era più ragione di avere terrore della morte: Dio infatti intende sconfiggere una volta per tutte questo nemico dell’uomo. (Isaia 25:8) La gratitudine mi ha spinto non solo a dedicare la mia vita a Lui mediante il battesimo, ma anche a diventare un pioniere, un predicatore a tempo pieno della sua Parola. Era mai possibile non servire al meglio delle mie capacità Colui che aveva finalmente risolto i miei dubbi?
Compiere il servizio di pioniere insieme a mia moglie mi dà grande soddisfazione. Ci siamo trasferiti più volte in località dove c’era maggiore bisogno di predicatori della buona notizia. Far questo alcune volte non è stato facile, ma anche in queste circostanze abbiamo potuto vedere direttamente che Geova aiuta chi si impegna con tutto il cuore per compiere la sua volontà. I nostri bisogni materiali essenziali sono sempre stati soddisfatti e, soprattutto, godiamo di quella pace mentale e di quella intima soddisfazione spirituale che può conoscere solo chi si mette al pieno servizio di Geova, il grande Uditore di preghiere. (Efesini 3:20) — Da un collaboratore.