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  • Ora Geova è la mia fortezza
  • Svegliatevi! 1986
Svegliatevi! 1986
g86 22/7 p. 27

Ora Geova è la mia fortezza

SONO nata venticinque anni fa nel Connecticut (USA) da genitori italiani. Lì sono rimasta per quattordici anni, finché papà non decise di tornare al paese d’origine in Basilicata. Sin dall’infanzia i miei genitori mi fecero capire l’importanza dell’istruzione secolare. Studiai così lingue al liceo di Bari. Cominciai a impegnarmi nel campo della musica quando conobbi un ragazzo che suonava la chitarra e scriveva canzoni. Frequentandoci scoprimmo di volerci bene. Il nostro comune intento era quello di sfondare nel mondo della musica. Scrivemmo canzoni che esprimevano i sentimenti in voga a quel tempo: odio per il sistema, esaltazione di una giustizia a buon mercato e della droga come mezzo di evasione. Cominciammo poi a dare piccoli concerti in pubblico.

In quegli anni ero particolarmente attratta dalla figura di Gesù descritta nel Vangelo. Spesso pregavo Dio perché mi illuminasse e si facesse conoscere. Una famiglia di testimoni di Geova si stabilì nel palazzo dove abitavo. Divenni loro amica più che altro per la curiosità di conoscerli. Volevo vedere se davvero si comportavano come mi era stato riferito. I loro modi di fare pacifici e sereni erano proprio ciò che avevo sempre sognato. Questo mi spinse ad andare alla Sala del Regno (il luogo dove i Testimoni si riuniscono) per vedere se erano proprio tutti così. Mi accolsero calorosamente e si mostrarono felici della mia presenza. Ero disposta ad accettare le conversazioni bibliche settimanali che mi proponevano, ma siccome stava per iniziare l’anno scolastico e mi sarei dovuta trasferire in città, declinai l’offerta.

Terminata la scuola, tornai a vivere in paese. Vedendomi di nuovo, la famiglia di Testimoni che abitava sotto casa mia cercò di riprendere i contatti interrotti, ma quando il mio fidanzato lo seppe, minacciò di lasciarmi. Per non pregiudicare il nostro prossimo matrimonio, lasciai stare tutto. Avevo diciannove anni quando mi sposai e andammo a vivere nei dintorni di Roma. Pensavamo che nella capitale sarebbe stato più facile contattare un produttore musicale e divenire così musicisti di successo.

Lentamente però tutte le nostre illusioni svanirono. I problemi quotidiani erano tanti e mio marito ed io non eravamo preparati ad affrontarli. Il mondo della musica si rivelò deludente. Poiché già da tempo facevamo uso di stupefacenti, non sempre ci bastavano i soldi per arrivare alla fine del mese. Ci mettemmo a rubare per provvederci da mangiare. L’ambiente in cui ora vivevo era immorale e degradato. Riflettei a lungo sulle condizioni in cui mi trovavo. Pensavo alla serenità della famiglia di testimoni di Geova che avevo conosciuto. Nacque in me il desiderio di conseguire quella stessa felicità. Cercai di mettermi in contatto con i Testimoni senza ben sapere come riuscirci.

Sapevo che in un paese vicino c’era una Sala del Regno. Ma come ci sarei arrivata? Salii sul primo autobus di passaggio pregando Dio di aiutarmi. Non sapevo dove andasse ma mi guardai attorno cercando di cogliere anche il minimo indizio che mi potesse aiutare nella ricerca. Casualmente sentii che tre passeggeri dovevano andare proprio nel paese in cui volevo recarmi. L’autobus era quello giusto! Ma come avrei fatto a trovare la Sala del Regno? Giunti a destinazione i tre passeggeri scesero e io con loro. A un certo punto li sentii parlare proprio della “Sala del Regno”. Continuai dunque a seguirli finché mi ritrovai davanti a un locale con l’insegna: “Sala del Regno dei testimoni di Geova”. Sono convinta che Dio mi abbia ascoltato in quella circostanza. Il programma biblico non era ancora iniziato. Grazie all’aiuto di un Testimone che conosceva bene l’inglese potei apprezzare il programma in ogni sua sfumatura. Tutto ciò mi fece piangere di gioia.

Studiando con i Testimoni, a poco a poco cominciai a capire che per piacere a Geova dovevo fare tanti cambiamenti. Ricordo ancora molto bene quanto ho pregato Dio per avere la forza di smettere di fumare e di drogarmi. Lasciai il mondo della musica perché mi rendevo conto che i temi trattati nelle canzoni e l’ambiente che avrei dovuto continuare a frequentare non erano in armonia con i princìpi biblici. Esortai anche mio marito a fare altrettanto, ma invano. Anzi, vedendomi decisa a servire Geova, cominciò a odiarmi. Stava via di casa per giorni frequentando altre donne. Spesso rientrava ubriaco. Infine mi lasciò! In seguito il padrone di casa mi diede lo sfratto. In quel periodo mi ammalai a causa di un forte deperimento organico. Ma una famiglia di Testimoni, vedendo le mie condizioni, mi accolsero in casa loro e mi curarono. Ebbi anche l’incoraggiamento e l’aiuto di altri Testimoni. Guarii e feci ulteriori progressi nella fede. Così il 1º agosto 1981 simboleggiai la mia dedicazione a Geova Dio con il battesimo in acqua.

Nel 1982 iniziai l’opera di evangelizzazione a tempo pieno come pioniera regolare. Nel giro di due settimane ebbi la gioia di iniziare otto studi biblici con persone che si interessavano al messaggio cristiano. Dopo tre mesi trovai sia un lavoro che un appartamento con un affitto adeguato alle mie condizioni economiche. Veramente la mano di Geova non è corta! Avevo solo udito di Lui, ma dopo essermi dedicata a Dio, ho provato sempre di più nella mia vita la Sua forza, il Suo aiuto. (Giobbe 42:5) Ora Geova è la mia fortezza, e il mio più vivo desiderio è quello di aiutare altri che si trovano nelle mie stesse condizioni di un tempo a conoscere lo stesso amorevole Dio e a servirlo con tutto il cuore. — Da una collaboratrice.

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