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  • Cercavo la vera felicità
  • Svegliatevi! 1984
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Svegliatevi! 1984
g84 22/3 pp. 24-27

Cercavo la vera felicità

ERA l’estate del 1970, ed ero in una foresta vicino a Revelstoke, nella Columbia Britannica. All’improvviso caddi in ginocchio e mi misi a pregare con fervore. I boschi attorno a me erano abbastanza belli da ispirare riverenza e gratitudine, ma non era stato quello a spingermi a pregare. In effetti ero terrorizzato. Sentivo che la vescica mi si gonfiava come un pallone e avevo l’impressione che fosse sul punto di scoppiare. Ero sicuro che sarei morto. Era stato il terrore a farmi cadere in ginocchio. Ero negli spasimi per una dose eccessiva di LSD e supplicavo Dio di non farmi morire. Lasciate che vi spieghi come mi ero ridotto in quello stato pauroso.

A metà degli anni sessanta nella cittadina della California dove abitavo stavano avvenendo dei cambiamenti. Ero solo un adolescente a quell’epoca e adottai il modo di vivere che in apparenza prometteva vera felicità.

Nei fine settimana cominciavamo le attività della serata trangugiando una pinta di gin. Ben presto all’alcool sostituii la droga. A scuola eravamo per la maggior parte del tempo sotto l’effetto di LSD, hascisc o marijuana. Alcuni insegnanti erano coscienziosi, ma rendevamo loro la vita praticamente impossibile.

Mi piaceva fare dello sport e andavo bene; vinsi anche una medaglia, arrivando secondo in un torneo di lotta libera disputato nell’ambito della Northern Bay League (una federazione sportiva). Poi cominciammo a far uso di anfetamine prima delle attività sportive per essere “caricati” e avere più energia e resistenza per il gioco. Ma persi presto ogni interesse per lo sport, come accadde a molti miei amici. Droga, smodato consumo di alcool, immoralità sessuale e occupazioni materialistiche: queste erano le cose che pensavamo ci avrebbero recato vera felicità.

Rammento la volta che alcuni amici ed io non riuscimmo a dormire per due giorni perché avevamo preso anfetamine e LSD. Così decidemmo di fumare un po’ di hascisc e bere un po’ di vino per calmarci e dormire. In quel momento un tizio che non mi era simpatico venne a comprare un po’ di marijuana da noi. Decisi che non doveva trovarsi lì. Andai nel ripostiglio e tirai fuori l’arco che usavo per la caccia. Misi una freccia all’arco, lo tesi e scoccai la freccia. Per pochi centimetri non lo presi alla testa! Il giovane fuggì via! Né i miei compagni né io però ci rendemmo pienamente conto dell’accaduto. Cosa sarebbe successo se lo avessi ucciso? Non ero un violento, quindi perché facevo cose del genere?

Al principio del 1970 mio cugino Larry cominciò a parlarmi della Bibbia. Quello che diceva era interessante. Avevo sentito qualcosa del messaggio biblico da suo padre, mio zio. Nel 1966 ero andato anche ad alcune adunanze in una Sala del Regno dei Testimoni di Geova. Quando Larry mi disse che l’attuale sistema di cose mondiale avrà presto fine, pensai che fosse diventato matto. “Mi sarebbe piaciuto studiare la Bibbia con lui?” Accettai per curiosità. Studiammo insieme varie volte e assistei ad alcune adunanze nella Sala del Regno, ma era più facile seguire la corrente. Così smisi di studiare.

Alcuni amici ed io decidemmo di fare l’autostop sulla strada della costa californiana in direzione di Mendocino. Mentre aspettavamo un passaggio sul ciglio della strada, uno dei miei compagni di viaggio trovò una rivista Svegliatevi! in un fosso lungo la strada. Lui sapeva che avevo studiato con i Testimoni così me la diede. La rivista aveva un titolo interessante: “È più tardi di quanto pensiate?” La guardai per qualche istante, riflettendo su quello che aveva detto mio cugino, poi l’infilai nella borsa. Al mio ritorno misi la rivista sopra un cassettone, ma subito scivolò dietro e me ne dimenticai.

Qualche tempo dopo comprammo un chilo di marijuana e per festeggiare decidemmo di fare una torta, con la marijuana come principale ingrediente. Quella mattina mangiammo tanta di quella torta che ci sentimmo male tutti. Più tardi ci accingemmo a pulire la casa. Mentre spazzavo, spostai il cassettone e cosa saltò fuori? Svegliatevi! Rivedendo quel titolo, sobbalzai! Era domenica, per cui decisi di andare alla Sala del Regno e assistere all’adunanza. Per qualche settimana andai alle adunanze e un Testimone studiò con me.

Le mie cattive compagnie però raffreddarono ben presto il mio ravvivato interesse. E smisi nuovamente di studiare. Tutte le volte che sentivo parlare dell’opera dei testimoni di Geova o vedevo qualche Testimone che conoscevo, mi sentivo molto a disagio. Non volevo mai più sentir parlare dei testimoni di Geova!

Un amico ed io decidemmo di andare in Canada. Mentre acquistavamo le provviste per il viaggio incontrai un’anziana signora che faceva un po’ di spesa, e mi chiese se sapevo dov’era un certo prodotto. Di solito gli anziani non si sentivano spinti a parlarmi a causa del mio aspetto. Eppure lei mi parlava ed era anche molto gentile. Ma quando mi disse che comprava quei prodotti per una Sala del Regno, la conversazione finì lì. Quelle parole mi fecero sentire colpevole!

Ben presto fummo in viaggio per il Canada. Passando da una cittadina dove avevamo alcuni conoscenti, ci fermammo per qualche giorno. Durante una festicciola, parlavo con una ragazza quando all’improvviso lei menzionò la sorella che abitava in un’altra città e disse che una testimone di Geova! Alcuni giorni dopo demmo un passaggio a due ragazze che facevano l’autostop. Durante il viaggio, una di loro cominciò tutt’a un tratto a parlare di alcuni testimoni di Geova che erano appena passati in autobus! ‘Perché tutti parlano dei testimoni di Geova?’ mi domandai frustrato.

Finalmente piantammo la tenda vicino a Revelstoke, nella Columbia Britannica, e decidemmo di prendere un po’ di “acido”, cioè un po’ di LSD. Dopo non molto mi resi conto che qualcosa non andava e stavo molto male. Ne avevo preso una dose troppo forte e avevo l’impressione che mi fosse scoppiata la vescica e che stessi morendo di avvelenamento delle vie urinarie. Mi convinsi che era stato Dio a farmi questo perché avevo smesso di studiare la Bibbia.

Fu a quel punto che caddi in ginocchio e chiesi a Dio di non uccidermi e che se mi lasciava vivere lo avrei servito. Vagai un po’ in quello stato prima di tornare in me e rendermi conto che in effetti non stavo morendo. Ad ogni modo il giorno dopo ripresi la strada della California, deciso a riprendere lo studio della Bibbia con i Testimoni. Che sorpresa per la mia famiglia quando entrai nel luogo di lavoro di mio padre coi capelli tagliati, sbarbato e con indosso un abito completo, e dichiarai che sarei diventato un testimone di Geova! Era il 1º settembre 1970 quando decisi di farla finita con quel mio modo di vivere.

Le prime settimane furono molto difficili. A un certo punto ero così depresso che cominciai veramente a pensare di tornare alle mie vecchie abitudini e all’ambiente di un tempo. Anzi un pomeriggio ero sul punto di cedere quando mi fermai a un distributore per far benzina. Non potei fare a meno di notare che uno degli addetti alla pompa di benzina era particolarmente allegro, e mentre serviva i clienti fischiava e sorrideva. “Lui sì che ha risolto i suoi problemi”, pensai fra me. Quando giunse il mio turno notò sul sedile dell’auto una pubblicazione di studio biblico e mi chiese come mai ce l’avevo. Gli dissi che mio cugino era un Testimone e che io stavo leggendo quella pubblicazione. Infilò il braccio nel finestrino per stringermi la mano, dicendo che era un Testimone di una congregazione locale.

Quella conversazione fu tutto ciò di cui avevo bisogno! Rintracciai mio cugino e gli dissi che volevo riprendere lo studio. Con un vero gesto di benignità cristiana egli e la sua famiglia mi invitarono ad andare a stare con loro mentre studiavo. Infine, il 21 novembre 1970 fui battezzato per simboleggiare la mia dedicazione a servire Geova Dio. Un anno dopo, in novembre, cominciai il servizio di pioniere regolare (evangelizzatore a tempo pieno). Nel maggio del 1972 accettai l’invito a servire presso la sede centrale della Watchtower Society. Per circa quattro anni ebbi il privilegio di lavorare nel podere della Società, nella parte settentrionale dello stato di New York.

Poi seppi che c’era grande bisogno di proclamatori del Regno in altri paesi. Così feci domanda per frequentare la Scuola di Galaad (Watchtower Bible School of Gilead), una scuola in cui vengono addestrati missionari da mandare in paesi stranieri. Frequentai questa scuola e il 10 aprile 1977 mi diplomai. Il 21 aprile arrivai nell’Honduras, pronto per aiutare altri a trovare la via che reca vera felicità. Attualmente ho il privilegio di servire come sorvegliante viaggiante; visito varie congregazioni e mi sforzo di rendermi utile a coloro che si interessano della Bibbia e delle promesse di Geova riguardo al futuro.

Ripensando alla mia vita, posso dire veramente che è servendo Geova Dio, non perseguendo una vita di piaceri, che ho trovato la felicità, la vera felicità. È proprio come dichiarò il profeta Isaia: “Io, Geova, sono il tuo Dio, che t’insegno per il tuo beneficio, che ti faccio calcare la via per la quale dovresti camminare”. (Isaia 48:17) — Narrato da R. Wagner.

[Testo in evidenza a pagina 25]

Droga, smodato consumo di alcool, immoralità sessuale e occupazioni materialistiche: queste erano le cose che pensavamo ci avrebbero recato vera felicità

[Testo in evidenza a pagina 25]

Andai nel ripostiglio e tirai fuori l’arco che usavo per la caccia, misi una freccia all’arco, lo tesi e scoccai la freccia. Per pochi centimetri non lo presi alla testa!

[Testo in evidenza a pagina 26]

Ero negli spasimi per una dose eccessiva di LSD e supplicavo Dio di non farmi morire

[Testo in evidenza a pagina 26]

“Mi sarebbe piaciuto studiare la Bibbia con lui?” Accettai per curiosità

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