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  • Un mondo confuso: Potete cambiarlo?

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  • Un mondo confuso: Potete cambiarlo?
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Svegliatevi! 1977
g77 8/1 pp. 3-5

Un mondo confuso: Potete cambiarlo?

Milioni di persone credono che la situazione mondiale sia estremamente critica. Chi può portare un cambiamento in meglio? Forse i giovani?

NEL mondo ci sono molte cose che non vanno. Nessuno lo negherà. Secondo molti giovani la situazione è così critica che è necessario fare dei cambiamenti se si vuole che la famiglia umana sopravviva. Anzi, secondo certuni è già troppo tardi per evitare la catastrofe mondiale. Per loro il mondo è simile a un treno impazzito che corre verso un burrone spalancato da cui è stato spazzato via il ponte.

Probabilmente, però, la maggior parte di coloro che sono più avanti con gli anni non sono d’accordo. Sono inclini a pensare che questo mondo confuso si riprenderà in qualche modo e che tutto andrà per il meglio. “Guardate i tetri giorni della grande depressione o quelli della seconda guerra mondiale”, diranno. “Spesso le condizioni sembravano disperate, ma migliorarono. Il mondo sopravvisse, e sopravvivrà ancora”.

“Ma la situazione non è la stessa”, risponderanno subito molti giovani. “Adesso è completamente diversa”, e francamente non hanno torto. È stata creata una società molto diversa. Nel suo libro Future Shock Alvin Toffler scrive: “Stiamo subendo simultaneamente la rivoluzione dei giovani, la rivoluzione sessuale, la rivoluzione razziale, la rivoluzione coloniale, la rivoluzione economica e la rivoluzione tecnologica più rapida e radicale della storia”.

Davanti a questo mondo inquieto, dobbiamo ammettere che quanto è accaduto alle generazioni precedenti non si applica necessariamente alle situazioni attuali. Dobbiamo cercare di capire l’effetto che ha avuto sui giovani la sconvolgente rivoluzione avvenuta nella società.

Considerate, ad esempio, l’effetto della rivoluzione tecnologica, alimentata soprattutto da centinaia di milioni di litri di petrolio sottratti ogni giorno alla terra. Spesso i giovani sono costernati per l’errato impiego delle risorse. Al ritmo sfrenato con cui vengono consumate non solo si esauriranno presto, ma l’aria, l’acqua e il suolo saranno avvelenati!

I giovani sono portati a esclamare: “Come osa la generazione dei nostri genitori depauperare le risorse della terra e inquinare l’ambiente, così che noi e i nostri futuri figli vivremo in un mondo in rovina?”

Non condividiamo questo punto di vista? Infatti, come vi sentireste se entrando in un parco vedeste i fiori e gli arbusti calpestati, i maestosi alberi bruciati e il suolo cosparso di rifiuti? Molti giovani pensano che in effetti questo è ciò che la vecchia generazione ha fatto alla terra, e che il peggio debba ancora venire. E non hanno buone ragioni di preoccuparsi?

Pensate. Mai una generazione di giovani era cresciuta con la consapevolezza che esistono armi nucleari sufficienti per annientare parecchie volte la civiltà. Facendo un contrasto con la generazione precedente, il commentatore britannico Jeff Nuttall spiega che i ragazzi che arrivavano alla pubertà prima del sorgere dell’èra atomica “erano incapaci di concepire la vita senza un futuro”. Ma quelli cresciuti da allora in poi, fa rilevare, “sono incapaci di concepire la vita con un futuro”. Nuttall sottolinea questo fatto: “Non hanno mai avuto il senso del futuro”. La minaccia che l’uomo stesso annienti la civiltà riducendola a un cumulo di rovine radioattive è per loro una possibilità reale, credibile.

In realtà, quale impressione possiamo aspettarci che i giovani abbiano degli uomini al potere? Scrivendo al Times di New York del 22 novembre 1975, un diciassettenne disse in parole semplici quello che pensano molti: “La gente mette l’uomo politico sullo stesso piano di uno scassinatore, un aggressore e un truffatore; molti pensano che i nostri capi non si preoccupino d’altro che di sé”.

Quando i ragazzi entrano nell’adolescenza, si rendono conto che sono stati uomini d’affari avidi di guadagno a esporli a un deleterio clima di delitti e violenza. Un’importante rivista americana, nel numero di settembre del 1975, scriveva: “Vostro figlio, se è un bambino normale, prima di compiere i 15 anni vedrà morire 13.000 persone in TV. Se vedesse ogni spettacolo televisivo trasmesso in un anno, assisterebbe a omicidi, percosse, stupri, aggressioni e rapine nella proporzione di otto all’ora, perché il soggetto di tre programmi su quattro è la violenza”.

Inoltre, man mano che crescono, i ragazzi si rendono conto che sono gli avidi uomini d’affari a mettere in pericolo la vita sulla terra con gli inquinanti, e che sono i capi assetati di potere a mettere in pericolo la civiltà costruendo arsenali nucleari. Possiamo biasimare i giovani se odiano il sistema che tanto ha contribuito a rovinare le loro prospettive di un avvenire felice e sicuro? Lo scienziato Szent-Györgyi, vincitore di un premio Nobel, comprende i sentimenti dei giovani e spiega:

“Trovano tutto falso. I grandi partiti politici vogliono il profitto e il potere, i militari vogliono il dominio, vogliono ingrassarsi coi corpi dei giovani. . . . Vedono che le religioni sono sempre dalla parte di chi è al potere. E vedono che mentre metà dei bambini del mondo vanno a letto affamati, senza il cibo di cui hanno bisogno per crescere sani di mente e di corpo, noi spendiamo centinaia di miliardi di dollari per ingrandire sempre più i nostri arsenali di armi nucleari e missili. Vedono che la maggior parte dei capi politici pensano in effetti solo alla propria rielezione, a stare al potere, a propinare al popolo argomenti che la logica più semplice dovrebbe far respingere”.

Sì, molti giovani vedono che questo mondo è corrotto e crudele! E non siamo forse d’accordo? Ma qualcuno vi dirà: ‘Si può costruire un mondo migliore. Bisogna togliere dai governi gli elementi corrotti e immorali. È possibile’. Ma possono i giovani cambiare questo mondo confuso e crearne uno nuovo e migliore? È una perdita di tempo provare?

[Immagine a pagina 3]

Molti giovani credono che il mondo sia avviato verso il disastro

[Immagine a pagina 4]

Molti giovani credono che la terra in cui essi e i loro futuri figli dovranno vivere sia stata in gran parte rovinata

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