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  • Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (edizione per lo studio)
Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (edizione per lo studio)
2 Samuele

SECONDO LIBRO DI SAMUELE

1 Dopo la morte di Sàul, Davide tornò a Zìclag,+ reduce dalla vittoria sugli amalechiti, e vi rimase due giorni. 2 Il terzo giorno, dall’accampamento di Sàul arrivò un giovane con le vesti strappate e la testa cosparsa di polvere. Quando fu vicino a Davide, si inginocchiò con il viso a terra.

3 Davide gli chiese: “Da dove vieni?” L’altro rispose: “Sono fuggito dall’accampamento d’Israele”. 4 Davide gli domandò ancora: “Com’è andata? Dimmelo, ti prego”. L’uomo gli disse: “I soldati si sono dati alla fuga, e in molti sono stati uccisi. Sono morti anche Sàul e suo figlio Gionatan”.+ 5 Allora Davide chiese al giovane che gli aveva portato la notizia: “Come fai a essere sicuro che Sàul e suo figlio Gionatan sono morti?” 6 Il giovane raccontò: “Mi trovavo per caso sul monte Ghilbòa,+ e là c’era Sàul che si reggeva alla sua lancia. I carri e i cavalieri lo avevano raggiunto.+ 7 Lui si è voltato, mi ha visto e mi ha chiamato, al che io ho detto: ‘Eccomi!’ 8 Mi ha chiesto: ‘Chi sei?’, e io gli ho risposto: ‘Sono un amalechita’.+ 9 Allora mi ha detto: ‘Ti prego, vieni qui e uccidimi; sto soffrendo terribilmente, ma sono ancora vivo’.* 10 Così sono andato da lui e l’ho ucciso,+ perché sapevo che, ferito com’era, non poteva sopravvivere. Poi ho preso la corona* che aveva sulla testa e il bracciale che aveva al braccio e te li ho portati qui, mio signore”.

11 A queste parole Davide si afferrò le vesti e le strappò, e così fecero anche tutti gli uomini che erano con lui. 12 E fecero cordoglio, piansero e digiunarono+ fino alla sera per Sàul e suo figlio Gionatan, per il popolo di Geova e la casa d’Israele,+ perché erano caduti sotto i colpi della spada.

13 Davide domandò poi al giovane che gli aveva riferito l’accaduto: “Di dove sei?” Lui rispose: “Sono figlio di un amalechita, uno straniero residente in Israele”. 14 Allora Davide gli chiese: “E come mai non hai avuto timore di uccidere l’unto di Geova?”+ 15 Dopodiché chiamò uno dei suoi uomini e gli ordinò: “Vieni qui e colpiscilo”. Così quello colpì a morte l’amalechita.+ 16 E Davide gli disse: “Il tuo sangue ricada sulla tua testa, perché la tua stessa bocca ha testimoniato contro di te quando hai detto: ‘Sono stato io a uccidere l’unto di Geova’”.+

17 Poi Davide intonò un canto funebre per Sàul e suo figlio Gionatan,+ 18 e comandò che la gente di Giuda imparasse questo canto intitolato “L’arco”, che si trova nel libro di Iashàr:+

19 “La bellezza, o Israele, giace trafitta sulle tue alture.+

Come son caduti i valorosi!

20 Non riferitelo a Gat,+

non annunciatelo nelle vie di Àscalon,

perché non ne gioiscano le figlie dei filistei,

e le figlie degli incirconcisi non esultino.

21 O monti di Ghilbòa,+

mai più rugiada,

né pioggia,

né campi che diano sante contribuzioni+

siano su di voi,

perché là si macchiò lo scudo dei valorosi,

e lo scudo di Sàul non è più unto con olio.

22 Dal sangue degli uccisi, dal grasso dei potenti,

l’arco di Gionatan mai si ritrasse,+

e la spada di Sàul mai colpì a vuoto.+

23 Sàul e Gionatan,+ amati e stimati* nella vita,

neppure nella morte furono separati.+

Erano più veloci delle aquile,+

più forti dei leoni!+

24 O figlie d’Israele, piangete Sàul,

che vi rivestiva di scarlatto e di eleganza,

che abbelliva i vostri abiti di ornamenti d’oro.

25 Come son caduti i valorosi nella battaglia!

Gionatan giace trafitto sulle tue alture.+

26 Quanto dolore in me, fratello mio Gionatan!

Quanto mi eri caro!+

Il tuo amore era per me più prezioso di quello delle donne.+

27 Come son caduti i valorosi,

e distrutte sono ormai le armi!”

2 Poi Davide interrogò Geova:+ “Devo salire in qualche città di Giuda?” Geova gli rispose: “Sali”. E Davide gli chiese ancora: “Dove devo andare?” Dio gli disse: “A Èbron”.+ 2 Così Davide vi andò con le sue due mogli, Ahinòam+ di Izreèl e Abigàil,+ la vedova di Nàbal il carmelita. 3 Portò con sé anche i suoi uomini,+ ciascuno con la propria famiglia, i quali si stabilirono nelle città attorno a Èbron. 4 Quindi gli uomini di Giuda andarono lì e unsero Davide re sulla casa di Giuda.+

Fu riferito a Davide: “Sono stati gli abitanti di Iàbes-Gàlaad a seppellire Sàul”. 5 Perciò Davide mandò dei messaggeri a dire loro: “Che Geova vi benedica per l’amore leale che avete mostrato al vostro signore Sàul dandogli sepoltura!+ 6 Che Geova mostri amore leale e fedeltà a voi! Anch’io vi tratterò con bontà per quello che avete fatto.+ 7 Ora siate forti* e siate coraggiosi, perché il vostro signore Sàul è morto, e la casa di Giuda ha unto me come suo re”.

8 Intanto Àbner,+ figlio di Ner, capo dell’esercito di Sàul, prese Is-Bòset,+ figlio di Sàul, lo portò* a Maanàim+ 9 e lo fece re su Gàlaad,+ sugli asuriti, su Izreèl,+ su Èfraim,+ su Beniamino e su tutto Israele. 10 Is-Bòset, figlio di Sàul, aveva 40 anni quando divenne re su Israele, e regnò per 2 anni. La casa di Giuda però rimase leale a Davide.+ 11 E Davide regnò a Èbron sulla casa di Giuda per sette anni e sei mesi.+

12 In seguito Àbner, figlio di Ner, e i servitori di Is-Bòset, figlio di Sàul, lasciarono Maanàim+ diretti a Gàbaon.+ 13 Anche Giòab,*+ figlio di Zerùia,+ e i servitori di Davide partirono. Si incontrarono presso la piscina di Gàbaon; un gruppo si sedette da un lato della piscina e un gruppo dall’altro. 14 E Àbner disse a Giòab: “Facciamo combattere i nostri uomini; si battano* davanti a noi”. Giòab rispose: “Va bene”. 15 Allora si fece avanti lo stesso numero di uomini per parte: 12 per Beniamino e Is-Bòset, figlio di Sàul, e 12 per i servitori di Davide. 16 Ognuno afferrò il proprio avversario per la testa, conficcandogli la spada nel fianco. Così morirono tutti, e quel luogo, che si trova a Gàbaon, fu chiamato Elcàt-Azzurìm.

17 La battaglia che quel giorno ne seguì fu durissima. Alla fine Àbner e gli uomini d’Israele furono sconfitti dai servitori di Davide. 18 Erano là i tre figli di Zerùia:+ Giòab,+ Abisài+ e Asaèl. Asaèl,+ che era veloce come una gazzella, 19 si mise a inseguire Àbner; gli correva dietro senza deviare né a destra né a sinistra. 20 A un certo punto Àbner si voltò e disse: “Asaèl, sei tu?” Lui rispose: “Sì, sono io”. 21 Àbner gli disse: “Va’ a destra o a sinistra, insegui qualche altro soldato e tieniti quello che riesci a prendergli”. Ma Asaèl non smise di inseguirlo. 22 Allora Àbner gli ripeté: “Smetti di inseguirmi. Perché mi costringi a ucciderti? Come potrei poi guardare in faccia tuo fratello Giòab?” 23 Ma lui non volle smettere di inseguirlo, così Àbner lo colpì al ventre con l’estremità inferiore della lancia,+ facendola fuoriuscire dalla schiena; e Asaèl cadde a terra e morì lì dove si trovava. E tutti quelli che passavano per il punto in cui era caduto ed era morto si fermavano.

24 Allora Giòab e Abisài inseguirono Àbner e al tramonto raggiunsero il colle di Amma, che si trova di fronte a Ghia lungo la strada che porta al deserto di Gàbaon. 25 I beniaminiti si raccolsero dietro ad Àbner e formarono un’unica schiera, che si posizionò in cima a una collina. 26 Dopodiché Àbner gridò a Giòab: “La spada dovrà continuare a divorare all’infinito? Non ti rendi conto di quanta amarezza ci sarà alla fine? Quando ti deciderai a ordinare ai tuoi uomini di non inseguire più i loro fratelli?” 27 Giòab rispose: “Com’è vero che il vero Dio vive, se tu non avessi parlato, gli uomini avrebbero continuato a inseguire i loro fratelli fino a domattina”. 28 Giòab suonò poi il corno, e i suoi uomini smisero di inseguire Israele e il combattimento cessò.

29 Àbner e i suoi marciarono per l’Àraba+ tutta la notte e attraversarono il Giordano, percorsero l’intera valle* e giunsero infine a Maanàim.+ 30 Intanto Giòab, abbandonato l’inseguimento di Àbner, radunò tutti gli uomini, e risultò che dei servitori di Davide ne mancavano 19, oltre ad Asaèl. 31 Ma i servitori di Davide avevano sconfitto i beniaminiti e gli uomini di Àbner, uccidendone 360. 32 Quindi portarono via Asaèl+ e lo seppellirono nella tomba di suo padre, a Betlemme.+ Dopodiché Giòab e i suoi uomini marciarono tutta la notte, e raggiunsero Èbron+ all’alba.

3 La guerra fra la casa di Sàul e la casa di Davide fu lunga; Davide si faceva sempre più forte,+ mentre la casa di Sàul si indeboliva.+

2 Nel frattempo, a Èbron, Davide ebbe dei figli:+ il primogenito fu Àmnon,+ che nacque da Ahinòam+ l’izreelita; 3 il secondo fu Chileàb, che nacque da Abigàil,+ vedova di Nàbal il carmelita; il terzo fu Àbsalom,*+ figlio di Maàca, figlia di Talmài+ re di Ghèsur; 4 il quarto fu Adonìa,+ figlio di Agghìt; il quinto fu Sefatìa, figlio di Abitàl; 5 il sesto fu Itreàm, che nacque da sua moglie Egla. Questi sono i figli che Davide ebbe a Èbron.

6 Mentre la guerra fra la casa di Sàul e la casa di Davide andava avanti, Àbner+ rafforzava sempre più la sua posizione nella casa di Sàul. 7 Sàul aveva avuto una concubina che si chiamava Rizpa,+ figlia di Aìa. Un giorno Is-Bòset+ chiese ad Àbner: “Perché sei andato con la concubina di mio padre?”+ 8 Alle parole di Is-Bòset, Àbner si infuriò e disse: “Sono forse un cane* di Giuda? Finora sono sempre stato leale* alla casa di tuo padre Sàul, ai suoi fratelli e ai suoi amici, e non ti ho tradito consegnandoti nelle mani di Davide. E oggi tu mi rimproveri un errore commesso con una donna? 9 Geova mi punisca e lo faccia con severità se non farò per Davide proprio quello che Egli ha promesso, giurandogli+ 10 di togliere il regno alla casa di Sàul e di stabilire il trono di Davide su Israele e su Giuda, da Dan a Beèr-Seba!”*+ 11 E Is-Bòset non osò dire una sola parola in risposta ad Àbner, perché aveva paura di lui.+

12 Àbner mandò immediatamente dei messaggeri da Davide per dirgli: “A chi appartiene il paese?” E ancora: “Concludi un patto con me, e io farò qualunque cosa sia in mio potere* per portare tutto Israele dalla tua parte”.+ 13 Davide rispose: “Bene, concluderò un patto con te, ma a una condizione: quando ti presenterai davanti a me dovrai portarmi Mìcal,+ figlia di Sàul. Altrimenti non cercare di vedere la mia faccia”. 14 Poi mandò dei messaggeri da Is-Bòset,+ figlio di Sàul, a dirgli: “Ridammi mia moglie Mìcal, che presi in sposa in cambio di 100 prepuzi di filistei”.+ 15 Perciò Is-Bòset mandò a prenderla, togliendola a suo marito Paltièl,+ figlio di Làis. 16 Ma suo marito partì con lei, seguendola in lacrime fino a Baurìm,+ dove Àbner gli disse: “Va’, torna indietro!” Allora lui se ne andò.

17 Intanto Àbner mandò agli anziani d’Israele questo messaggio: “Da tempo volete Davide come re. 18 Ora è il momento di agire, perché Geova ha detto a Davide:+ ‘Sarà per mezzo di Davide, mio servitore, che salverò il mio popolo Israele dalla mano dei filistei e di tutti i loro nemici’”. 19 Poi Àbner parlò alla gente di Beniamino.+ Infine andò da Davide a Èbron per riferirgli privatamente gli accordi presi con Israele e con l’intera casa di Beniamino.

20 Quando Àbner arrivò da Davide a Èbron con 20 uomini, Davide tenne un banchetto per loro. 21 E Àbner gli disse: “Mio signore il re, permettimi di andare a radunare tutto Israele al tuo fianco; Israele farà un patto con te, e tu sarai re su tutto ciò che desideri”.* Davide poi congedò Àbner, il quale se ne andò in pace.

22 Proprio allora i servitori di Davide tornarono con Giòab da un’incursione, portando un grande bottino. Àbner non era più a Èbron, perché Davide lo aveva lasciato andare in pace. 23 Quando Giòab+ arrivò con tutte le truppe, gli fu riferito: “Àbner,+ figlio di Ner,+ è stato dal re, e il re lo ha congedato, e lui se n’è andato in pace”. 24 Così andò dal re e gli disse: “Che cosa hai fatto? Ecco, Àbner è venuto da te. Perché hai lasciato che se ne andasse liberamente? 25 Conosci Àbner, figlio di Ner! È venuto per ingannarti, per spiare ogni tua mossa e scoprire tutto quello che fai!”

26 Allora Giòab lasciò Davide e mandò dei messaggeri, che raggiunsero Àbner alla cisterna di Sira e lo riportarono indietro; Davide, comunque, non ne era al corrente. 27 Quando Àbner tornò a Èbron,+ Giòab lo prese da parte dentro la porta della città come per parlargli a quattr’occhi; ma una volta lì gli trafisse il ventre, uccidendolo.+ Lo fece per vendicare il sangue di suo fratello Asaèl.+ 28 Venuto a sapere dell’accaduto, Davide disse: “Io e il mio regno saremo per sempre innocenti davanti a Geova rispetto all’uccisione*+ di Àbner, figlio di Ner. 29 Si ritorca contro Giòab+ e l’intera casa di suo padre. Che nella casa di Giòab ci sia sempre qualche uomo che soffra di perdite,+ che sia lebbroso,+ che lavori al fuso,* che muoia di spada o a cui manchi il pane!”+ 30 Fu così che Giòab e suo fratello Abisài+ ammazzarono Àbner+ perché aveva ucciso Asaèl, loro fratello, in battaglia+ a Gàbaon.

31 Quindi Davide disse a Giòab e a tutta la gente che era con lui: “Strappatevi le vesti, copritevi di sacco e fate cordoglio per Àbner”. Lo stesso re Davide camminava dietro la salma. 32 Àbner fu sepolto a Èbron; il re pianse a dirotto sulla sua tomba, e pianse anche tutto il popolo. 33 Poi il re intonò per Àbner questo canto funebre:

“Doveva Àbner morire come muore uno stolto?

34 Le tue mani non erano state legate,

e non c’erano catene* ai tuoi piedi.

Sei caduto come si cade davanti a criminali”.*+

E tutto il popolo ricominciò a piangerlo.

35 Più tardi, mentre era ancora giorno, tutto il popolo andò a portare del cibo* a Davide, ma lui giurò: “Dio mi punisca e lo faccia con severità se assaggerò del pane o qualsiasi altra cosa prima che il sole tramonti!”+ 36 Tutto il popolo ne fu colpito e l’apprezzò, come del resto apprezzava qualunque cosa il re facesse. 37 E così quel giorno tutto il popolo e tutto Israele seppero che il re non era responsabile della morte di Àbner, figlio di Ner.+ 38 Poi il re disse ai suoi servitori: “Vi rendete conto che oggi in Israele è caduto un principe, un grande uomo?+ 39 Oggi, benché unto re,+ io sono debole; e questi uomini, i figli di Zerùia,+ sono troppo spietati per me.+ Che sia Geova a ripagare chi fa il male secondo la sua malvagità!”+

4 Quando venne a sapere che Àbner era morto a Èbron,+ il figlio di Sàul, Is-Bòset,+ si perse d’animo.* Anche tutti gli israeliti ne furono sconvolti. 2 Ora, a capo delle bande di predoni che appartenevano al figlio di Sàul c’erano due uomini: uno si chiamava Baàna, l’altro Rècab. Erano figli di Rimmòn il beerotita, della tribù di Beniamino. (Anche Beeròt+ infatti era considerata parte di Beniamino. 3 E i beerotiti fuggirono a Ghittàim,+ dove ancora oggi vivono come stranieri residenti.)

4 Gionatan,+ figlio di Sàul, aveva un figlio con una menomazione ai piedi.*+ Questi aveva cinque anni quando da Izreèl era giunta la notizia della morte di Sàul e Gionatan;+ la sua balia lo aveva preso in braccio ed era fuggita ma, mentre correva presa dal panico, il bambino era caduto ed era rimasto menomato. Il suo nome era Mefibòset.+

5 I figli di Rimmòn il beerotita, Rècab e Baàna,+ andarono dunque a casa di Is-Bòset nell’ora più calda del pomeriggio, mentre lui riposava; 6 entrarono in casa come se dovessero prendere del grano, lo colpirono al ventre e poi fuggirono. 7 (Quando Rècab e suo fratello Baàna erano entrati, lo avevano trovato nella sua stanza, steso sul letto; dopo averlo ammazzato, lo avevano decapitato e ne avevano portato via la testa.) Camminarono tutta la notte lungo la strada dell’Àraba 8 e portarono la testa di Is-Bòset+ al re Davide a Èbron. Gli dissero: “Ecco la testa di Is-Bòset, figlio di Sàul, il nemico+ che voleva la tua morte.*+ Oggi Geova ha fatto vendetta per il mio signore il re su Sàul e i suoi discendenti”.

9 Comunque, a Rècab e a suo fratello Baàna, figli di Rimmòn il beerotita, Davide rispose: “Com’è vero che vive Geova, colui che mi ha liberato* da ogni difficoltà,+ 10 il giorno in cui a Zìclag venne un uomo a dirmi che Sàul era morto,+ credendo di darmi una bella notizia, io lo presi e lo uccisi. Fu questa la ricompensa che ricevette da me!+ 11 Figuriamoci cosa dovrei fare ora che degli uomini malvagi hanno ucciso un uomo giusto in casa sua, nel suo letto! Non dovrei chiedervi conto del suo sangue+ ed eliminarvi dalla faccia della terra?” 12 A quel punto Davide ordinò ai suoi uomini di ucciderli.+ Mozzarono loro le mani e i piedi, e poi li esposero+ presso la piscina di Èbron. La testa di Is-Bòset invece la seppellirono nella tomba di Àbner a Èbron.

5 Allora tutte le tribù d’Israele andarono da Davide a Èbron+ e dissero: “Ecco, noi siamo tuo osso e tua carne.*+ 2 In passato, quando Sàul era re su di noi, eri tu a guidare Israele nelle sue campagne militari.*+ E Geova ti disse: ‘Tu pascerai il mio popolo Israele e tu diventerai capo d’Israele’”.+ 3 Tutti gli anziani d’Israele andarono dunque a Èbron dal re, e a Èbron il re Davide fece con loro un patto+ davanti a Geova. Poi unsero Davide re su Israele.+

4 Davide aveva 30 anni quando divenne re, e regnò per 40 anni.+ 5 A Èbron regnò 7 anni e 6 mesi su Giuda, e a Gerusalemme+ regnò 33 anni su tutto Israele e Giuda. 6 Ora il re e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i gebusei+ che abitavano la regione. Questi sbeffeggiarono Davide dicendogli: “Tu qui non entrerai mai! Basteranno ciechi e zoppi a respingerti”. Infatti pensavano che Davide non sarebbe mai entrato.+ 7 Ciò nonostante, Davide catturò la fortezza di Sìon, che ora è la Città di Davide.+ 8 In quell’occasione Davide aveva detto: “Chi attacca i gebusei passi attraverso il tunnel dell’acqua e uccida ‘zoppi’ e ‘ciechi’, che per Davide* sono detestabili!” Da questo ha origine il detto: “Il cieco e lo zoppo non entreranno mai nella casa”. 9 Poi Davide si stabilì nella fortezza, che fu chiamata* Città di Davide. E iniziò a costruire tutt’intorno, dal Terrapieno*+ verso l’interno.+ 10 Così Davide diventò sempre più grande,+ e Geova, l’Iddio degli eserciti, era con lui.+

11 Hìram,+ re di Tiro, mandò messaggeri a Davide, oltre a legname di cedro,+ carpentieri e muratori;* e questi cominciarono a costruire una casa* per Davide.+ 12 E Davide capì che Geova lo aveva saldamente stabilito come re su Israele+ e che aveva esaltato il suo regno+ per amore del Suo popolo Israele.+

13 Davide prese altre concubine+ e mogli a Gerusalemme, dopo essere venuto da Èbron, ed ebbe altri figli e figlie.+ 14 Questi sono i nomi dei figli che gli nacquero a Gerusalemme: Sammùa, Sobàb, Nàtan,+ Salomone,+ 15 Ibàr, Elisùa, Nèfeg, Iàfia, 16 Elisàma, Eliàda ed Elifèlet.

17 Quando i filistei vennero a sapere che Davide era stato unto re su Israele,+ salirono tutti a dargli la caccia.+ Appena lo seppe, Davide scese al suo rifugio.+ 18 I filistei avanzarono e si sparpagliarono nella Valle* dei Refaìm.+ 19 Pertanto Davide interrogò Geova,+ dicendo: “Devo salire contro i filistei? Li consegnerai nelle mie mani?” Geova rispose a Davide: “Sali, perché certamente consegnerò i filistei nelle tue mani”.+ 20 Davide andò dunque a Bàal-Perazìm, e là li sconfisse. Allora disse: “Geova ha aperto davanti a me una breccia fra i miei nemici,+ come una breccia aperta dalle acque”. Perciò a quel luogo diede il nome di Bàal-Perazìm.*+ 21 I filistei abbandonarono là i loro idoli, che furono poi portati via da Davide e dai suoi uomini.

22 In seguito i filistei fecero un’altra incursione e si sparpagliarono nella Valle* dei Refaìm.+ 23 Davide interrogò Geova, il quale però gli disse: “Non salire direttamente. Piuttosto aggirali e attaccali di fronte agli arbusti di baca.* 24 Quando sentirai un suono di marcia fra le cime degli arbusti di baca, allora agisci senza esitazione, perché Geova sarà uscito davanti a te per sconfiggere l’esercito dei filistei”. 25 Davide fece quindi proprio come Geova gli aveva comandato, e sconfisse i filistei+ da Gheba+ fino a Ghèzer.+

6 Davide radunò di nuovo le migliori truppe d’Israele, 30.000 uomini. 2 Quindi partì con tutti i suoi uomini e andò a Baàle-Giuda a prendere l’Arca del vero Dio,+ davanti alla quale si invoca il nome di Geova degli eserciti,+ colui che siede sul suo trono al di sopra* dei cherubini.+ 3 Comunque, per trasportare l’Arca del vero Dio dalla casa di Abinadàb,+ che era sul colle, usarono un carro nuovo;+ Uzza e Ahìo, i figli di Abinadàb, conducevano il carro.

4 L’Arca del vero Dio fu dunque portata via dalla casa di Abinadàb, sul colle. Ahìo camminava davanti all’Arca. 5 Davide e tutta la casa d’Israele festeggiavano davanti a Geova con ogni tipo di strumenti in legno di ginepro, cetre e altri strumenti a corda,+ tamburelli,+ sistri* e cembali.*+ 6 Ma quando arrivarono all’aia di Nacòn, Uzza stese la mano verso l’Arca del vero Dio e la tenne ferma,+ perché i tori l’avevano quasi fatta rovesciare. 7 Allora l’ira di Geova divampò contro Uzza; il vero Dio lo abbatté+ per il suo gesto irriverente,+ e Uzza morì là, accanto all’Arca del vero Dio. 8 Davide si arrabbiò* perché Geova aveva fatto divampare la sua ira contro Uzza; e quel luogo fu chiamato Pèrez-Uzza,* nome che ha tuttora. 9 Davide quel giorno ebbe timore di Geova+ e disse: “Come faccio a portare l’Arca di Geova dove risiedo?”+ 10 E non volle portare l’Arca di Geova dove risiedeva, nella Città di Davide.+ La fece portare a casa di Òbed-Èdom+ il gattita.

11 L’Arca di Geova rimase per tre mesi a casa di Òbed-Èdom il gattita; e Geova benedisse lui e tutta la sua famiglia.+ 12 E al re Davide fu riferito: “Geova ha benedetto la casa di Òbed-Èdom e tutto ciò che gli appartiene a motivo dell’Arca del vero Dio”. Allora Davide andò a prendere l’Arca del vero Dio a casa di Òbed-Èdom per portarla con gioia alla Città di Davide.+ 13 E non appena i portatori+ dell’Arca di Geova ebbero fatto sei passi, sacrificò un toro e un animale ingrassato.

14 Davide indossava* un efod di lino e danzava davanti a Geova con energia incontenibile.+ 15 Lui e tutta la casa d’Israele trasportarono l’Arca+ di Geova con grida di gioia+ e al suono del corno.+ 16 Ma quando l’Arca di Geova entrò nella Città di Davide, Mìcal,+ figlia di Sàul, guardò giù dalla finestra e vide il re Davide che saltava e danzava davanti a Geova, e in cuor suo cominciò a disprezzarlo.+ 17 L’Arca di Geova fu dunque portata dentro la tenda che Davide aveva appositamente preparato+ e venne collocata al suo posto, quindi Davide offrì olocausti*+ e sacrifici di comunione+ davanti a Geova.+ 18 Dopo aver offerto gli olocausti e i sacrifici di comunione, benedisse il popolo nel nome di Geova degli eserciti. 19 Inoltre distribuì a tutto il popolo, a ogni uomo e a ogni donna dell’intera moltitudine d’Israele, un pane a ciambella, una schiacciata di datteri e una d’uva passa; poi tutti tornarono a casa.

20 Quando Davide rientrò per benedire la sua famiglia, Mìcal,+ figlia di Sàul, gli uscì incontro e disse: “Si è proprio fatto onore oggi il re d’Israele quando si è scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi come uno stupido qualsiasi!”+ 21 Davide le rispose: “Stavo festeggiando davanti a Geova, che ha scelto me invece di tuo padre e di tutta la sua famiglia, e mi ha costituito capo del popolo di Geova, Israele.+ Perciò festeggerò davanti a Geova 22 e mi umilierò ancora di più, e diventerò insignificante perfino ai miei stessi occhi; ma le serve di cui parli, quelle mi onoreranno”. 23 E Mìcal,+ figlia di Sàul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.

7 Il re si era ormai stabilito nella sua casa,*+ e Geova gli aveva dato quiete da tutti i nemici che aveva intorno. 2 Il re disse dunque al profeta Nàtan:+ “Ecco, io vivo in una casa di legno di cedro,+ mentre l’Arca del vero Dio è sotto i teli di una tenda”.+ 3 Nàtan rispose al re: “Fa’ pure tutto quello che è nel tuo cuore, perché Geova è con te”.+

4 Quella stessa notte Nàtan ricevette questo messaggio* di Geova: 5 “Va’ dal mio servitore Davide e digli: ‘Questo è ciò che Geova dice: “Devi forse essere tu a costruirmi una casa in cui io possa dimorare?+ 6 Dal giorno in cui feci uscire il popolo d’Israele dall’Egitto fino a oggi non ho abitato in una casa,+ ma ho continuato a spostarmi dimorando* in una tenda e in un tabernacolo.+ 7 Per tutto il tempo in cui ho camminato con gli israeliti,* ho mai detto qualcosa a qualcuno dei capi delle tribù d’Israele che avevo incaricato di pascere il mio popolo Israele? Ho mai chiesto: ‘Perché non mi avete costruito una casa di legno di cedro?’”’ 8 Di’ questo ora al mio servitore Davide: ‘Geova degli eserciti ha detto: “Ti presi dai pascoli, quando seguivi il gregge,+ per metterti a capo del mio popolo Israele.+ 9 Sarò con te ovunque andrai+ ed eliminerò* tutti i tuoi nemici davanti a te;+ e renderò il tuo nome grande+ come il nome dei grandi della terra. 10 Sceglierò per il mio popolo Israele un luogo dove potrà stabilirsi: abiterà lì e non sarà più disturbato. E uomini malvagi non lo opprimeranno* più come fecero in passato,+ 11 dal giorno in cui nominai giudici+ sul mio popolo Israele. E ti darò quiete da tutti i tuoi nemici.+

“‘“Inoltre Geova ti ha dichiarato che Geova ti fonderà una casa.*+ 12 Quando i tuoi giorni arriveranno alla fine+ e morirai,* allora susciterò dopo di te la tua discendenza,* tuo figlio,* e stabilirò saldamente il suo regno.+ 13 Sarà lui a costruire una casa per il mio nome,+ e io stabilirò saldamente il trono del suo regno per sempre.+ 14 Io diventerò suo padre, e lui diventerà mio figlio.+ Quando agirà male, lo correggerò infliggendogli colpi con la verga,+ come usano fare gli esseri umani.* 15 Non ritirerò da lui il mio amore leale come l’ho ritirato da Sàul,+ che ho tolto dalla tua vista. 16 La tua casa e il tuo regno saranno solidi per sempre davanti a te, e il tuo trono sarà saldamente stabilito per sempre”’”.+

17 Nàtan trasmise a Davide tutte queste parole e tutta questa visione.+

18 Il re Davide allora entrò e si sedette davanti a Geova, e disse: “Chi sono io, o Sovrano Signore Geova? E che cos’è la mia casa, che mi hai fatto arrivare fin qui?+ 19 Come se questo non bastasse, o Sovrano Signore Geova, dici anche che la casa del tuo servitore durerà fino a un lontano tempo futuro; e questa è legge per tutto il genere umano, o Sovrano Signore Geova. 20 Cos’altro può dirti il tuo servitore Davide, visto che tu, o Sovrano Signore Geova, lo conosci così bene?+ 21 Per amore della tua parola e in armonia con la tua volontà* hai fatto tutte queste grandi cose e le hai rivelate al tuo servitore.+ 22 O Sovrano Signore Geova, sei davvero grande!+ Non c’è nessuno come te+ e non c’è Dio all’infuori di te;+ tutto quello che abbiamo sentito con i nostri orecchi lo attesta. 23 E quale altra nazione sulla terra è come il tuo popolo Israele?+ Dio andò a riscattarlo per farlo diventare suo popolo,+ e si fece un nome+ realizzando per esso cose grandi e impressionanti.+ Scacciasti le nazioni e i loro dèi a beneficio del tuo popolo, che ti riscattasti dall’Egitto. 24 Facesti del popolo d’Israele il tuo popolo per sempre,+ e tu, o Geova, diventasti il suo Dio.+

25 “Ora, o Geova Dio, mantieni per sempre la promessa che hai fatto riguardo al tuo servitore e alla sua casa; fa’ proprio come hai promesso.+ 26 Il tuo nome sia esaltato per sempre,+ così che si possa dire: ‘Geova degli eserciti è Dio su Israele’, e la casa del tuo servitore Davide sia saldamente stabilita davanti a te.+ 27 Tu, Geova degli eserciti, Dio d’Israele, hai infatti rivelato questo al tuo servitore: ‘Ti edificherò una casa’.*+ Ecco perché il tuo servitore ha trovato il coraggio* di rivolgerti questa preghiera. 28 E ora, o Sovrano Signore Geova, tu sei il vero Dio e le tue parole sono veritiere,+ e hai promesso al tuo servitore queste buone cose. 29 Pertanto voglia tu benedire la casa del tuo servitore, e possa questa durare per sempre davanti a te,+ perché tu, o Sovrano Signore Geova, l’hai promesso; con la tua benedizione possa la casa del tuo servitore essere benedetta per sempre”.+

8 Qualche tempo dopo Davide sconfisse i filistei+ e li sottomise,+ e prese Mèteg-Amma dalle loro mani.

2 Poi sconfisse i moabiti;+ li fece stendere per terra e li misurò con una corda: misurava due corde per quelli da mettere a morte e una corda intera per quelli da risparmiare.+ E i moabiti diventarono servitori di Davide e gli portavano il tributo.+

3 Davide sconfisse anche Adadèzer, figlio di Reòb, re di Zoba,+ mentre questi andava a ristabilire la sua autorità nella regione del fiume Eufrate.+ 4 Gli prese 1.700 cavalieri e 20.000 fanti. Poi tagliò i garretti* a tutti i cavalli dei carri, tranne che a 100.+

5 Quando i siri di Damasco+ vennero in aiuto di Adadèzer, re di Zoba, Davide ne uccise 22.000.+ 6 Dopodiché mise guarnigioni nella Siria di Damasco, e i siri diventarono suoi servitori e gli portavano il tributo. Ovunque Davide andasse, Geova gli dava la vittoria.*+ 7 Inoltre Davide prese ai servitori di Adadèzer gli scudi circolari d’oro e li portò a Gerusalemme.+ 8 E da Beta e Berotài, città di Adadèzer, il re Davide prese una gran quantità di rame.

9 Quindi Toi, re di Àmat,+ venne a sapere che Davide aveva sconfitto l’intero esercito di Adadèzer.+ 10 Mandò dunque suo figlio Ioràm dal re Davide per informarsi della sua salute e per congratularsi con lui perché aveva combattuto e sconfitto Adadèzer (Adadèzer infatti aveva spesso fatto guerra a Toi); e Ioràm gli portò oggetti d’argento, d’oro e di rame. 11 Il re Davide li consacrò a Geova, come aveva fatto con l’argento e l’oro che aveva portato via a tutte le nazioni soggiogate:+ 12 la Siria, Mòab,+ gli ammoniti, i filistei,+ gli amalechiti+ e Adadèzer,+ figlio di Reòb, re di Zoba. 13 Inoltre Davide acquistò grande fama quando tornò dopo aver ucciso 18.000 edomiti* nella Valle del Sale.+ 14 Stabilì guarnigioni in Èdom. Ne mise in tutto Èdom, e tutti gli edomiti diventarono suoi servitori.+ Ovunque Davide andasse, Geova gli dava la vittoria.*+

15 Davide continuò dunque a regnare su tutto Israele,+ e amministrava il diritto e la giustizia+ per tutto il suo popolo.+ 16 Giòab,+ figlio di Zerùia, era capo dell’esercito, e Giòsafat,+ figlio di Ailùd, era cancelliere. 17 Zàdoc,+ figlio di Ahitùb, e Ahimèlec, figlio di Abiatàr, erano sacerdoti, e Seraìa era segretario. 18 Benaìa,+ figlio di Ieòiada, era a capo dei cheretei e dei peletei.+ E i figli di Davide diventarono alti funzionari.*

9 In seguito Davide chiese: “C’è ancora qualcuno della casa di Sàul a cui io possa mostrare amore leale in memoria di Gionatan?”+ 2 Così fu convocato davanti a Davide un servitore della casa di Sàul di nome Ziba.+ Il re gli domandò: “Sei Ziba?” Lui rispose: “Sono tuo servo”. 3 Il re proseguì: “C’è ancora qualcuno della casa di Sàul a cui io possa mostrare l’amore leale di Dio?” Ziba gli disse: “C’è ancora un figlio di Gionatan, che ha una menomazione ai piedi”.*+ 4 Allora il re gli chiese: “Dov’è?” Ziba gli rispose: “Sta a Lo-Debàr, a casa di Machìr,+ figlio di Ammièl”.

5 Il re Davide mandò immediatamente a prenderlo a Lo-Debàr, a casa di Machìr, figlio di Ammièl. 6 Non appena fu al cospetto di Davide, Mefibòset, figlio di Gionatan, figlio di Sàul, si inginocchiò con il viso a terra. Davide lo chiamò: “Mefibòset!”, al che lui rispose: “Ecco il tuo servo!” 7 Davide gli disse: “Non aver paura, perché sicuramente ti mostrerò amore leale+ in memoria di tuo padre Gionatan: ti restituirò tutte le terre di tuo nonno Sàul, e tu mangerai per sempre alla mia tavola”.+

8 Allora Mefibòset si inchinò a terra ed esclamò: “Che cosa sono io, il tuo servo, perché tu rivolga la tua attenzione* a un cane morto+ come me?” 9 Il re chiamò dunque Ziba, servitore di Sàul, e gli disse: “Tutto quello che apparteneva a Sàul e a tutta la sua casa lo do al nipote del tuo padrone.+ 10 Coltiverai la terra per lui, tu e i tuoi figli e i tuoi servi, e ne raccoglierai i frutti per dare da mangiare a quelli che appartengono al nipote del tuo padrone. Quanto a Mefibòset, il nipote del tuo padrone, mangerà per sempre alla mia tavola”.+

Ora Ziba, che aveva 15 figli e 20 servi,+ 11 rispose al re: “Il tuo servitore farà tutto ciò che tu, mio signore il re, gli ordini di fare”. Così Mefibòset mangiò alla tavola del re Davide* come uno dei suoi figli. 12 Mefibòset aveva un figlio piccolo che si chiamava Mica.+ Tutti quelli che vivevano nella casa di Ziba divennero servi di Mefibòset. 13 Mefibòset, invece, rimase a vivere a Gerusalemme, perché mangiava sempre alla tavola del re;+ e aveva una menomazione ai piedi.+

10 In seguito il re degli ammoniti+ morì, e suo figlio Anùn diventò re al suo posto.+ 2 Davide disse: “Mostrerò amore leale ad Anùn, figlio di Naàs, proprio come suo padre mostrò amore leale a me”. Quindi mandò i suoi servitori a confortarlo per la perdita del padre. Ma quando i servitori di Davide arrivarono nel paese degli ammoniti, 3 i principi degli ammoniti dissero ad Anùn loro signore: “Credi davvero che Davide stia onorando tuo padre mandandoti dei confortatori? Non ti ha piuttosto mandato i suoi servitori per esplorare la città, per spiarla e per devastarla?” 4 Anùn prese allora i servitori di Davide, rase loro mezza barba,+ tagliò loro le vesti a metà fino alle natiche e li mandò via. 5 Quando lo venne a sapere, Davide mandò subito degli uomini incontro ai suoi servitori perché erano stati profondamente umiliati. Il re disse loro: “Restate a Gèrico+ finché non vi sia ricresciuta la barba, poi tornate”.

6 Gli ammoniti videro quindi che si erano attirati l’odio di Davide e assoldarono 20.000 fanti tra i siri di Bet-Reòb+ e di Zoba,+ oltre al re di Maàca+ con 1.000 soldati e a 12.000 soldati di Istòb.*+ 7 Quando ne fu informato, Davide inviò Giòab e tutto l’esercito, compresi i suoi soldati più valorosi.+ 8 Gli ammoniti uscirono e si schierarono in formazione di battaglia alla porta della città, mentre i siri di Zoba e di Reòb, insieme a Istòb* e Maàca, si posizionarono per conto loro in aperta campagna.

9 Vedendo che doveva combattere su due fronti, sia davanti che alle spalle, Giòab scelse un gruppo di soldati fra i migliori d’Israele e li schierò in formazione di battaglia contro i siri.+ 10 Mise il resto degli uomini sotto il comando* di suo fratello Abisài,+ per schierarli contro gli ammoniti.+ 11 Poi gli disse: “Se i siri prenderanno il sopravvento su di me, devi venire tu in mio aiuto; se invece gli ammoniti prenderanno il sopravvento su di te, verrò io ad aiutarti. 12 Dobbiamo essere forti e coraggiosi+ per il nostro popolo e per le città del nostro Dio, e Geova farà ciò che è bene ai suoi occhi”.+

13 Giòab e i suoi uomini avanzarono quindi per affrontare i siri in battaglia, e questi fuggirono davanti a lui.+ 14 Vedendo che i siri erano fuggiti, gli ammoniti si diedero alla fuga davanti ad Abisài e si ritirarono nella città. Conclusa la spedizione contro gli ammoniti, Giòab tornò a Gerusalemme.

15 Dopo la sconfitta subita per mano di Israele, i siri si riorganizzarono.+ 16 Adadèzer+ dunque chiamò a raccolta i siri della regione del Fiume,*+ e questi vennero a Hèlam guidati da Sobàc, capo dell’esercito di Adadèzer.

17 Non appena la cosa gli fu riferita, Davide radunò tutto Israele, attraversò il Giordano e arrivò a Hèlam. I siri allora si schierarono contro di lui e lo affrontarono.+ 18 Ma fuggirono davanti a Israele; e tra loro Davide uccise 700 guidatori di carri e 40.000 cavalieri, e colpì Sobàc, capo del loro esercito, che morì lì.+ 19 Rendendosi conto di essere stati sconfitti, tutti i re, i servitori di Adadèzer, fecero prontamente la pace con Israele e si sottomisero;+ e i siri ebbero paura di andare ancora in aiuto degli ammoniti.

11 All’inizio dell’anno,* periodo in cui i re intraprendono campagne militari, Davide inviò Giòab con i suoi servitori e tutto l’esercito d’Israele ad annientare gli ammoniti. Mentre loro assediavano Rabba,+ lui rimase a Gerusalemme.+

2 Una sera* Davide si alzò dal letto e si mise a passeggiare sulla terrazza della casa* reale. Da lì scorse una donna che faceva il bagno: era bellissima. 3 Allora Davide mandò a chiedere informazioni su di lei. Gli dissero: “È Betsabèa,+ figlia di Eliàm+ e moglie di Urìa+ l’ittita”.+ 4 Davide mandò qualcuno a prenderla.+ La donna andò, e lui ebbe rapporti sessuali con lei.+ (Questo avvenne nei giorni in cui lei si purificava dalla sua impurità.*+) Dopodiché lei tornò a casa sua.

5 Betsabèa rimase incinta, perciò mandò a Davide questo messaggio: “Sono incinta”. 6 Allora Davide inviò quest’ordine a Giòab: “Mandami Urìa l’ittita”. Giòab gli mandò dunque Urìa. 7 Quando Urìa arrivò, Davide gli chiese come stavano Giòab e i soldati, e come stava andando la guerra. 8 Poi gli disse: “Torna a casa e concediti un po’ di riposo”.* Dopo che Urìa ebbe lasciato la casa reale, gli fu mandato un dono* da parte del re. 9 Comunque Urìa dormì all’ingresso della casa del re con tutti gli altri servitori del suo signore, e non andò a casa sua. 10 A Davide fu riferito: “Urìa non è tornato a casa”. Allora Davide gli disse: “Sei appena tornato da un viaggio! Perché non sei andato a casa?” 11 Urìa rispose: “L’Arca,+ Israele e Giuda sono sotto ripari provvisori, e il mio signore Giòab e i servitori del mio signore sono accampati in aperta campagna! E io dovrei andare a casa mia, e mangiare e bere e dormire con mia moglie?+ Com’è vero che tu vivi e respiri,* non lo farò mai!”

12 Davide disse quindi a Urìa: “Resta qui anche oggi; ti lascerò andare domani”. Perciò Urìa rimase a Gerusalemme quel giorno e il giorno seguente. 13 Davide poi lo mandò a chiamare per invitarlo a mangiare e bere con lui, e lo fece ubriacare. Eppure anche quella sera, invece di tornare a casa sua, Urìa andò a dormire insieme ai servitori del suo signore. 14 La mattina successiva Davide scrisse una lettera a Giòab e gliela mandò per mano di Urìa. 15 Nella lettera aveva scritto: “Mettete Urìa in prima linea, dove la battaglia è più aspra. Poi voi indietreggiate, così che lui sia colpito e muoia”.+

16 E Giòab, che nel frattempo aveva studiato attentamente la città, fece mettere Urìa in un punto in cui sapeva che erano posizionati dei soldati nemici molto forti. 17 Quando gli uomini della città uscirono a combattere contro Giòab, alcuni dei servitori di Davide furono uccisi, e tra questi c’era Urìa l’ittita.+ 18 Allora Giòab inviò a Davide un rapporto su quanto avvenuto in battaglia. 19 Diede queste istruzioni al messaggero: “Dopo che avrai finito di riferire tutto ciò che è successo nella battaglia, 20 può darsi che il re si arrabbi e ti dica: ‘Perché vi siete avvicinati tanto alla città per combattere? Non sapevate che vi avrebbero colpito dall’alto delle mura? 21 Dopotutto sapete chi fu a uccidere Abimèlec,+ figlio di Ierubbèset,+ a Tebèz: non fu forse una donna che dall’alto delle mura gli gettò addosso il pezzo superiore di una macina e lo ammazzò? Perché vi siete avvicinati tanto alle mura?’ In quel caso gli devi dire: ‘Anche il tuo servitore Urìa l’ittita è morto’”.

22 Così il messaggero andò e riferì a Davide tutto quello che Giòab lo aveva incaricato di dire. 23 Gli raccontò: “I loro uomini stavano avendo la meglio, e sono usciti a combatterci in campo aperto, ma noi li abbiamo ricacciati indietro fino alla porta della città. 24 E i loro arcieri hanno cominciato a colpire i tuoi servitori dall’alto delle mura, e alcuni dei servitori del re sono morti; anche il tuo servitore Urìa l’ittita è morto”.+ 25 Allora Davide disse al messaggero: “Riferisci questo a Giòab: ‘Non addolorarti per questa cosa, perché la spada uccide indiscriminatamente. Intensifica la battaglia contro la città e conquistala’.+ E incoraggialo”.

26 Quando seppe che suo marito Urìa era morto, la moglie lo pianse. 27 Non appena fu passato il periodo del lutto, Davide la mandò a prendere e la fece portare a casa sua. Lei divenne sua moglie+ e gli partorì un figlio. Ma ciò che Davide aveva fatto dispiacque molto a* Geova.+

12 E Geova mandò Nàtan+ da Davide. Nàtan dunque andò da lui+ e gli disse: “In una città c’erano due uomini, uno ricco e l’altro povero. 2 Il ricco aveva greggi e mandrie in quantità,+ 3 mentre il povero aveva solo un’agnellina che aveva comprato e di cui si prendeva cura.+ L’agnella viveva con lui e con i suoi figli, mangiava da quel poco che l’uomo aveva e beveva dal suo bicchiere, e gli dormiva fra le braccia; per lui era come una figlia. 4 Un giorno si presentò dal ricco un ospite. Lui però, per preparare un pasto al suo ospite, invece di prendere una delle sue pecore o uno dei suoi bovini, prese l’agnella dell’uomo povero e la preparò per l’uomo che era andato a trovarlo”.+

5 A queste parole Davide si infuriò contro quell’uomo, e disse a Nàtan: “Com’è vero che Geova vive,+ chi ha fatto questo merita di morire! 6 E, per aver fatto una cosa del genere e non aver mostrato compassione, deve dare un risarcimento pari a quattro volte il valore dell’agnella”.+

7 Allora Nàtan disse a Davide: “Quell’uomo sei tu! Geova, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Io stesso ti ho unto come re su Israele,+ e io ti ho salvato dalla mano di Sàul.+ 8 Sono stato disposto a darti la casa del tuo signore+ e le mogli del tuo signore,+ e ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda.+ E, come se questo non bastasse, ero disposto ad aggiungere molte altre cose ancora.+ 9 Perché hai disprezzato la parola di Geova facendo ciò che è male ai suoi occhi? Hai ucciso con la spada Urìa l’ittita!+ E poi, dopo averlo ucciso con la spada degli ammoniti,+ hai preso sua moglie in sposa.+ 10 E ora, per il fatto che mi hai disprezzato prendendo come tua sposa la moglie di Urìa l’ittita, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa’.+ 11 Questo è ciò che Geova dice: ‘Ecco, farò abbattere su di te sciagure che verranno dalla tua stessa casa;+ e sotto i tuoi occhi prenderò le tue mogli e le darò a un altro,*+ e lui avrà rapporti con le tue mogli alla luce del sole.+ 12 Mentre tu hai agito in segreto,+ io farò questo di fronte a tutto Israele, alla luce del sole’”.

13 Allora Davide disse a Nàtan: “Ho peccato contro Geova”.+ Nàtan gli rispose: “Geova, a sua volta, perdona* il tuo peccato.+ Non morirai.+ 14 Tuttavia, dato che in questa circostanza hai gravemente mancato di rispetto a Geova, il figlio che ti è appena nato morirà”.

15 Quindi Nàtan tornò a casa sua.

E Geova colpì il figlio che la moglie di Urìa aveva partorito a Davide, e il piccolo si ammalò. 16 Davide supplicava il vero Dio in favore del bambino e osservava un rigoroso digiuno, poi rientrava e passava la notte per terra.+ 17 Gli anziani della sua casa insistevano perché si rialzasse, ma lui non voleva e rifiutava di mangiare con loro. 18 Il settimo giorno il piccolo morì. I servitori di Davide avevano paura di dirglielo, perché ragionavano: “Non ci ascoltava quando il bambino era vivo, come facciamo ora a dirgli che è morto? Potrebbe fare un gesto disperato!”

19 Vedendo i suoi servitori che bisbigliavano fra loro, Davide capì che il piccolo era morto. Così chiese: “Il bambino è morto?” Gli risposero: “È morto”. 20 Allora si alzò da terra, si lavò, si spalmò d’olio+ e si cambiò gli abiti, dopodiché andò alla casa+ di Geova e si prostrò. Infine tornò a casa, chiese del cibo e mangiò. 21 I suoi servitori gli domandarono: “Perché ti comporti così? Finché il piccolo era vivo digiunavi e piangevi, ma appena è morto ti sei alzato e ti sei messo a mangiare”. 22 Lui rispose: “Finché il bambino era vivo digiunavo+ e piangevo perché mi ero detto: ‘Chissà se Geova avrà pietà di me e permetterà al piccolo di vivere!’+ 23 Ma adesso che è morto, a che serve digiunare? Posso riportarlo indietro?+ Io andrò da lui,+ ma lui non tornerà da me”.+

24 Poi Davide consolò sua moglie Betsabèa.+ Andò da lei ed ebbero rapporti, e in seguito lei diede alla luce un figlio, che fu chiamato Salomone.*+ Geova lo amò,+ 25 e comandò tramite il profeta Nàtan+ che fosse chiamato Iedidìa* a motivo dell’amore che Geova provava per lui.

26 Intanto Giòab continuò a combattere contro Rabba+ degli ammoniti,+ e prese la città reale.+ 27 Mandò dunque dei messaggeri da Davide per dirgli: “Ho combattuto contro Rabba+ e ho preso la città delle acque.* 28 Ora raduna il resto dell’esercito, accàmpati contro la città e conquistala. Altrimenti sarò io a prenderla, e l’impresa verrà attribuita a me”.*

29 Davide riunì dunque tutte le truppe e andò a Rabba; combatté contro la città e la conquistò. 30 Dalla testa di Malcàm prese la corona, fatta con un talento* d’oro e decorata di pietre preziose, e gli fu posta sulla testa. Davide inoltre riportò dalla città un ricchissimo bottino.+ 31 E portò via tutti quelli che vi abitavano, e li mise a tagliare pietre, a lavorare con attrezzi di ferro affilati e con scuri di ferro e a fabbricare mattoni. Questo è ciò che Davide fece a tutte le città degli ammoniti. Alla fine lui e l’intero esercito tornarono a Gerusalemme.

13 Àbsalom, figlio di Davide, aveva una sorella di nome Tàmar+ che era molto bella, e Àmnon,+ figlio di Davide, si innamorò di lei. 2 Àmnon soffriva così tanto a motivo di sua sorella che finì per ammalarsi, perché Tàmar era una vergine e gli sembrava impossibile arrivare a lei. 3 Àmnon aveva un amico di nome Giònadab,*+ figlio di Simèa,+ fratello di Davide. Giònadab, che era un uomo molto furbo, 4 gli chiese: “Figlio del re, perché sei ogni giorno più depresso? Perché non me lo vuoi dire?” Àmnon gli rispose: “Sono innamorato di Tàmar, la sorella+ di mio fratello Àbsalom”. 5 Allora Giònadab gli disse: “Mettiti a letto e fingiti malato. Quando tuo padre verrà a trovarti, digli così: ‘Ti prego, fa’ venire mia sorella Tàmar a cucinare qualcosa per me. Potrebbe preparare davanti ai miei occhi il cibo che si dà ai malati* e servirmelo con le sue stesse mani’”.

6 Così Àmnon si mise a letto e si finse malato. Quando il re andò a trovarlo, Àmnon gli disse: “Ti prego, fa’ venire mia sorella Tàmar a cuocere due frittelle a forma di cuore davanti ai miei occhi e a servirmele con le sue stesse mani”. 7 Allora Davide mandò a chiamare Tàmar a casa, dicendole: “Per favore, va’ a casa di tuo fratello Àmnon e fagli qualcosa da mangiare”.* 8 Tàmar andò dunque da suo fratello Àmnon, che era a letto. In sua presenza prese la farina, la impastò e ne fece delle frittelle che poi mise a cuocere. 9 Infine prese la padella e gliele servì. Ma Àmnon rifiutò di mangiare e intimò: “Fate uscire tutti!” E tutti uscirono.

10 Àmnon disse quindi a Tàmar: “Portamele in camera e servimele con le tue mani”. Tàmar prese le frittelle a forma di cuore che aveva fatto e le portò in camera di suo fratello Àmnon. 11 Quando gli si avvicinò per farlo mangiare, lui l’afferrò e le disse: “Vieni qui, vieni a letto con me, sorella mia!” 12 Ma lei rispose: “No, fratello mio, non mi umiliare così! Questo non si fa in Israele.+ Non fare una cosa tanto ignobile!+ 13 Come potrei lasciarmi alle spalle questa vergogna? E tu saresti considerato un infame in Israele. Ti prego, parla al re; lui non ti negherà il permesso di avermi”. 14 Àmnon, però, non volle ascoltarla: usò la forza e la violentò, umiliandola. 15 Poi cominciò a sentire per lei un odio fortissimo, ancora più forte dell’amore che aveva provato. “Alzati e vattene!”, le disse. 16 E lei gli rispose: “No, fratello mio, mandarmi via adesso è un torto ancora peggiore di ciò che mi hai fatto!” Ma lui rifiutò di ascoltarla.

17 Àmnon chiamò il suo giovane servo e disse: “Manda via questa persona dalla mia presenza, e chiudi la porta dietro di lei”. 18 (Ora Tàmar indossava una veste particolare,* di quelle che portavano le figlie del re non sposate.*) Il servo dunque la condusse fuori e chiuse la porta dietro di lei. 19 Allora Tàmar si coprì la testa di cenere,+ si strappò la bella veste che indossava e se ne andò, con le mani sulla testa, piangendo disperatamente.

20 E suo fratello Àbsalom+ le chiese: “È stato tuo fratello Àmnon a farti questo? Per ora non parlarne, sorella mia: è tuo fratello.+ Non tormentarti per l’accaduto”.* Così Tàmar visse a casa di suo fratello Àbsalom senza avere contatti con nessuno. 21 Quando venne a sapere di tutte queste cose, il re Davide si infuriò.+ Eppure non volle urtare i sentimenti di suo figlio Àmnon, perché era il suo primogenito e lo amava. 22 Quanto ad Àbsalom, non disse nulla ad Àmnon, né di buono né di cattivo, ma lo odiava+ per il fatto che aveva umiliato sua sorella Tàmar.+

23 Due anni dopo, nel periodo in cui stava facendo tosare le sue pecore a Bàal-Hàzor, vicino a Èfraim,+ Àbsalom invitò tutti i figli del re.+ 24 Si presentò dal re e disse: “Il tuo servitore sta facendo tosare le pecore. Vengano il re e i suoi servitori con me”. 25 Il re gli rispose: “No, figlio mio! Se venissimo tutti, ti saremmo di peso”. E nonostante le insistenze di Àbsalom non acconsentì ad andare, ma lo benedisse. 26 “Se non vieni tu”, replicò Àbsalom, “fa’ venire con noi mio fratello Àmnon”.+ Il re gli domandò: “Perché dovrebbe venire con te?” 27 Ma Àbsalom continuò a insistere finché il re non accettò di mandare con lui Àmnon e tutti gli altri suoi figli.

28 Àbsalom diede quindi quest’ordine ai suoi servitori: “Tenetevi pronti, perché quando Àmnon sarà allegro per il vino, io vi dirò: ‘Colpite Àmnon!’, e voi dovrete ucciderlo. Non abbiate paura: sono io che ve lo comando. Siate forti e abbiate coraggio”. 29 I servitori fecero ad Àmnon come Àbsalom aveva comandato, e tutti gli altri figli del re balzarono in piedi, montarono ciascuno sul proprio mulo e fuggirono. 30 Mentre erano per strada giunse a Davide questa notizia: “Àbsalom ha ucciso tutti i figli del re! Non ne è sopravvissuto neanche uno”. 31 Allora il re si strappò le vesti e si gettò a terra, mentre tutti i suoi servitori gli stavano intorno con le vesti strappate.

32 Ma Giònadab,+ figlio di Simèa,+ fratello di Davide, disse: “Mio signore, non pensare che tutti i giovani figli del re siano stati uccisi, perché è morto solo Àmnon.+ È stato Àbsalom a dare l’ordine: lo aveva deciso+ il giorno in cui Àmnon umiliò sua sorella+ Tàmar.+ 33 Ora, mio signore il re, non dare retta alla notizia secondo cui sono morti tutti i figli del re. È morto solo Àmnon”.

34 Nel frattempo Àbsalom era fuggito.+ Più tardi la sentinella alzò lo sguardo e vide molta gente venire lungo la strada alle sue spalle, di fianco al monte. 35 E Giònadab+ disse al re: “Ecco, i figli del re sono tornati. È andata proprio come ha detto il tuo servitore”. 36 Aveva appena finito di parlare quando i figli del re entrarono, piangendo a dirotto; e anche il re e tutti i suoi servitori piansero amaramente. 37 Àbsalom, invece, era fuggito da Talmài,+ figlio di Ammiùd, re di Ghèsur. Davide fece cordoglio su suo figlio per molti giorni. 38 E Àbsalom rimase tre anni a Ghèsur,+ dove si era rifugiato.

39 Infine il re Davide ebbe voglia di rivedere Àbsalom, perché si era rassegnato* all’idea che Àmnon fosse morto.

14 Giòab, figlio di Zerùia,+ si accorse che in cuor suo il re sentiva la mancanza di Àbsalom.+ 2 Quindi mandò a chiamare una donna scaltra di Tecòa+ e le disse: “Per favore, fingi di essere in lutto: non spalmarti d’olio+ e vestiti a lutto. Comportati come una donna che piange un morto da tanto tempo. 3 Presentati dal re e digli così.⁠.⁠.” E le suggerì cosa dire.

4 La donna di Tecòa si presentò dal re, si inginocchiò con il viso a terra e implorò: “O re, aiutami!” 5 Il re le chiese: “Che succede?” Lei rispose: “Ah, povera me, la tua serva è vedova: mio marito è morto. 6 Avevo due figli, ma un giorno, mentre erano in campagna, si sono messi a litigare. Non c’era nessuno a separarli, e uno ha colpito l’altro e lo ha ucciso. 7 Adesso tutta la famiglia si è messa contro la tua serva e continua a dire: ‘Consegna quello che ha colpito suo fratello. Lo metteremo a morte per la vita* del fratello che ha ucciso,+ anche se significherà eliminare l’erede!’ Vorrebbero spegnere l’ultimo tizzone che mi è rimasto* e lasciare mio marito senza un nome né un discendente* sulla faccia della terra”.

8 Il re disse dunque alla donna: “Va’ a casa, e io darò ordini riguardo alla faccenda”. 9 Lei rispose: “Mio signore il re, la colpa ricada su di me e sulla casa di mio padre, e non sul re e sul suo trono, che sono innocenti”. 10 Allora il re disse: “Se qualcuno avrà ancora da ridire, portalo da me, e non ti creerà più problemi”. 11 Ma lei replicò: “Ti prego, o re, ricordati di Geova tuo Dio, affinché il vendicatore del sangue+ non porti altro dolore uccidendo mio figlio”. E lui disse: “Com’è vero che Geova vive,+ nemmeno un capello di tuo figlio cadrà a terra”. 12 A quel punto la donna disse: “Ti prego, mio signore il re, concedi alla tua serva di dirti una parola”. E lui rispose: “Parla”.

13 La donna continuò: “Perché, allora, tu hai pensato di fare una cosa simile contro il popolo di Dio?+ Parlando così, o re, ti rendi colpevole, visto che tu non fai ritornare il figlio che hai bandito.+ 14 Noi moriremo di sicuro e saremo come acqua versata a terra, che va sprecata. Ma Dio non porrebbe fine a una vita,* e valuta le ragioni per cui chi è stato bandito non debba restare per sempre lontano da lui. 15 Sono venuta a dire questo al mio signore il re perché il popolo mi ha fatto paura. Così mi sono detta: ‘Parlerò al re. Forse lui accoglierà la richiesta della sua schiava. 16 Il re mi ascolterà e mi salverà da chi cerca di eliminare me e il mio unico figlio, privandoci dell’eredità che Dio ci ha dato’.+ 17 Quindi mi sono detta: ‘Possa la parola del mio signore il re darmi sollievo’, perché il mio signore il re è come un angelo del vero Dio nel distinguere il bene e il male. Geova tuo Dio sia con te”.

18 Il re rispose alla donna: “Per favore, di quello che ora ti chiederò non nascondermi nulla”. La donna disse: “Ti prego, mio signore il re, parla”. 19 Il re le domandò: “C’è Giòab dietro a tutto questo?”+ La donna rispose: “Com’è vero che tu* vivi, mio signore il re, è proprio così:* è stato il tuo servitore Giòab a istruirmi e a suggerire tutte queste parole alla tua serva. 20 Il tuo servitore Giòab ha fatto questo per mostrarti le cose sotto una luce diversa, ma il mio signore ha la sapienza di un angelo del vero Dio ed è a conoscenza di tutto quello che accade nel paese”.

21 Poi il re disse a Giòab: “Bene, farò come dici.+ Va’ a prendere il giovane Àbsalom”.+ 22 Allora Giòab si inginocchiò con il viso a terra e benedisse il re, dicendo: “Oggi il tuo servitore sa che ha ottenuto il tuo favore, o mio signore il re, perché hai accolto la richiesta del tuo servitore”. 23 Giòab quindi si alzò e andò a Ghèsur,+ e portò Àbsalom a Gerusalemme. 24 Il re però disse: “Può tornare a casa sua, ma non può vedere la mia faccia”. Àbsalom fece dunque ritorno a casa senza vedere il re.

25 All’epoca in tutto Israele non c’era nessuno tanto ammirato per la sua bellezza quanto Àbsalom: dalla cima della testa alla punta dei piedi non aveva alcun difetto. 26 Quando si tagliava i capelli (cosa che faceva alla fine di ogni anno, perché pesavano troppo), il loro peso ammontava a 200 sicli* secondo il peso di pietra del re.* 27 Àbsalom ebbe tre figli+ e una figlia. Quest’ultima si chiamava Tàmar ed era una donna bellissima.

28 Àbsalom rimase a Gerusalemme per due anni interi senza mai vedere il re.+ 29 Perciò fece chiamare Giòab per mandarlo dal re, ma Giòab non volle venire da lui. Lo fece chiamare di nuovo, una seconda volta, ma lui rifiutò ancora. 30 Alla fine Àbsalom disse ai suoi servitori: “Giòab ha un pezzo di terra accanto al mio in cui coltiva dell’orzo. Andate a dargli fuoco”. E i suoi servitori vi appiccarono il fuoco. 31 Allora Giòab andò a casa di Àbsalom e gli chiese: “Perché i tuoi servitori hanno dato fuoco al mio pezzo di terra?” 32 Àbsalom rispose: “Ecco, ti avevo mandato a chiamare con questo messaggio: ‘Vieni qui e lascia che ti mandi dal re a chiedergli: “Perché sono tornato da Ghèsur?+ Sarebbe stato meglio se fossi rimasto lì. Ora il re mi permetta di incontrarlo e, se sono colpevole di qualcosa, mi faccia mettere a morte”’”.

33 Giòab dunque andò dal re per riferirgli il messaggio, e il re fece chiamare Àbsalom. Quando entrò, Àbsalom gli si inginocchiò davanti con il viso a terra, e il re lo baciò.+

15 Dopo questi avvenimenti, Àbsalom si procurò un carro e dei cavalli, e 50 uomini che correvano davanti a lui.+ 2 La mattina si alzava presto e si metteva da un lato della strada che conduceva alla porta della città.+ Così, quando passava di là qualcuno che aveva una causa da sottoporre al giudizio del re,+ Àbsalom lo chiamava e gli chiedeva: “Di quale città sei?” Quello rispondeva: “Il tuo servitore è di una delle tribù d’Israele”. 3 Àbsalom gli diceva: “Vedi, le tue richieste sono legittime, ma a corte non troverai nessuno che ti dia retta”. 4 E aggiungeva: “Se fossi nominato io giudice del paese! Allora chiunque avesse una causa o una controversia verrebbe da me, e io gli renderei giustizia”.

5 E quando un uomo si avvicinava per inchinarsi davanti a lui, Àbsalom gli tendeva la mano, lo tirava a sé e lo baciava.+ 6 Faceva così con tutti gli israeliti che andavano dal re per chiedere giustizia. In tal modo Àbsalom si accattivava le simpatie* della gente d’Israele.+

7 Trascorsi quattro* anni, Àbsalom disse al re: “Ti prego, fammi andare a Èbron+ per adempiere il voto che ho fatto a Geova. 8 Infatti quando io, tuo servitore, abitavo a Ghèsur+ di Siria, feci questo voto:+ ‘Se Geova mi farà tornare a Gerusalemme, sacrificherò* a Geova’”. 9 Il re gli disse: “Va’ in pace”. Allora lui partì e andò a Èbron.

10 Poi Àbsalom mandò degli emissari in tutte le tribù d’Israele a dire: “Non appena udite il suono del corno, annunciate: ‘Àbsalom è diventato re a Èbron!’”+ 11 Insieme a lui erano partiti da Gerusalemme 200 uomini, i quali erano stati invitati ed erano andati senza nutrire alcun sospetto, del tutto ignari di quel che stava succedendo. 12 Inoltre, mentre offriva i sacrifici, Àbsalom mandò a chiamare Ahitòfel+ il ghilonita, consigliere di Davide,+ nella sua città, Ghilo.+ La congiura si stava ormai concretizzando, e quelli che appoggiavano Àbsalom diventavano sempre di più.+

13 A quel punto un informatore andò da Davide e gli disse: “Gli israeliti sono passati dalla parte di Àbsalom!” 14 Davide disse subito a tutti i suoi servitori lì con lui a Gerusalemme: “Andiamo, scappiamo,+ o nessuno di noi sfuggirà ad Àbsalom! Presto, prima che piombi qui e faccia una strage colpendo la città con la spada!”+ 15 I suoi servitori risposero: “Qualunque cosa tu decida, o re, i tuoi servitori la faranno”.+ 16 Il re dunque uscì con tutta la famiglia al seguito, tranne 10 concubine+ che lasciò lì perché si prendessero cura della casa.* 17 Insieme a tutta la gente che lo seguiva raggiunse Bet-Meràc, dove si fermarono.

18 Tutti i servitori del re partiti con lui e tutti i cheretei, i peletei+ e i gattiti,+ 600 uomini che lo avevano seguito da Gat,+ sfilavano davanti al re, che li passava in rassegna. 19 Il re disse quindi a Ittài+ il gattita: “Perché vuoi venire anche tu con noi? Torna indietro e rimani con il nuovo re; dopotutto sei straniero, e per di più in esilio dalla tua patria. 20 Sei arrivato soltanto ieri: come potrei oggi costringerti a vagare con noi, a partire quando devo partire io e ad andare dove devo andare io? Torna indietro e porta i tuoi fratelli con te. Che Geova ti mostri amore leale e fedeltà!”+ 21 Ma Ittài gli rispose: “Com’è vero che Geova vive e com’è vero che vive il mio signore il re, ovunque sarà il mio signore il re, lì sarà anche il suo servitore, che sia per vivere o per morire!”+ 22 Allora Davide disse a Ittài:+ “Va’, prosegui pure”. Così Ittài il gattita proseguì insieme a tutti i suoi uomini e ai piccoli.

23 Intanto tutti quelli al seguito del re attraversavano la Valle del Chìdron,+ e la gente del paese piangeva disperatamente. Il re stava presso la valle mentre quelli passavano in direzione della strada che portava al deserto. 24 C’era anche Zàdoc,+ e con lui tutti i leviti+ che portavano l’Arca+ del Patto del vero Dio;+ essi deposero l’Arca del vero Dio. Arrivò anche Abiatàr,+ mentre tutta la gente finiva di lasciare la città e attraversava la valle. 25 Ma il re disse a Zàdoc: “Riporta l’Arca del vero Dio in città.+ Se Geova mi concederà il suo favore, allora farà tornare anche me e mi permetterà di vedere l’Arca e la sua sede.+ 26 Se invece dovesse dire: ‘Non hai la mia approvazione’, faccia di me quello che ritiene giusto”. 27 E il re disse ancora al sacerdote Zàdoc: “Non sei un veggente?+ Tu e Abiatàr tornate in pace in città e portate con voi i vostri due figli: tuo figlio Ahimàaz e Gionatan,+ figlio di Abiatàr. 28 Bada, resterò presso i guadi del deserto finché non mi farete avere notizie”.+ 29 Perciò Zàdoc e Abiatàr riportarono l’Arca del vero Dio a Gerusalemme e rimasero lì.

30 E Davide saliva sul Monte* degli Ulivi+ piangendo; camminava scalzo e con la testa coperta. Anche tutta la gente con lui si era coperta la testa e, salendo, piangeva. 31 Poi a Davide fu riferito: “Fra quelli che cospirano con Àbsalom+ c’è anche Ahitòfel”.+ A ciò Davide disse: “O Geova, ti prego, trasforma i consigli di Ahitòfel in stoltezza!”+

32 Quando Davide giunse sulla cima, dove la gente era solita inchinarsi a Dio, ad attenderlo c’era Husài+ l’archita,+ con la veste strappata e la testa cosparsa di polvere. 33 Comunque Davide gli disse: “Se vieni con me, mi sarai di peso. 34 Torna piuttosto in città e di’ ad Àbsalom: ‘O re, sono tuo servo. In passato ho servito tuo padre, ma ora servo te’.+ Così potrai vanificare i consigli di Ahitòfel e volgerli a mio vantaggio.+ 35 Lì con te ci saranno i sacerdoti Zàdoc e Abiatàr. Tutto quello che sentirai nella casa del re dovrai riferirlo a Zàdoc e Abiatàr.+ 36 Ecco, ci saranno anche i loro due figli, Ahimàaz,+ figlio di Zàdoc, e Gionatan,+ figlio di Abiatàr. Informatemi tramite loro di tutto ciò che verrete a sapere”. 37 Così Husài, amico* di Davide,+ fece ritorno a Gerusalemme mentre Àbsalom vi faceva il suo ingresso.

16 Davide aveva appena passato la cima del monte,+ quando gli venne incontro Ziba,+ servitore di Mefibòset,+ con un paio di asini sellati che portavano 200 pagnotte, 100 schiacciate d’uva passa, 100 schiacciate di frutta estiva* e una grossa giara di vino.+ 2 Il re chiese a Ziba: “Perché hai portato queste cose?” Ziba rispose: “Gli asini serviranno da cavalcatura alla famiglia del re, il pane e la frutta sono per sfamare gli uomini, e il vino è per dissetare chi è fiaccato dal deserto”.+ 3 Il re poi chiese: “E dov’è il figlio* del tuo padrone?”+ Ziba rispose: “È rimasto a Gerusalemme, perché ha detto: ‘Oggi la casa d’Israele mi restituirà il regno di mio padre’”.+ 4 Allora il re disse a Ziba: “Ecco, tutto quello che appartiene a Mefibòset è tuo”.+ Ziba esclamò: “Mi inchino davanti a te, mio signore il re. Che io possa avere sempre il tuo favore!”+

5 Quando il re Davide arrivò a Baurìm, uscì di là un certo Simèi,+ figlio di Ghera, imparentato con la casa di Sàul, e lo malediceva.+ 6 E tirava pietre al re Davide e a tutti i suoi servitori, alla sua gente e ai guerrieri alla sua destra e alla sua sinistra. 7 Simèi inveiva e diceva: “Vattene, vattene! Sei un sanguinario, un infame! 8 Geova ha fatto ricadere su di te tutto il sangue della casa di Sàul. Tu ti sei impossessato del suo regno, ma ora Geova lo dà a tuo figlio Àbsalom. Su di te si è abbattuta la rovina, perché sei un sanguinario!”+

9 Allora Abisài, figlio di Zerùia,+ disse al re: “Come si permette questo cane morto+ di maledire il mio signore il re?+ Ti prego, lasciami andare a staccargli la testa”.+ 10 Ma il re disse: “Che cosa volete da me,* figli di Zerùia?+ Lasciatelo maledire,+ perché è stato Geova a dirgli:+ ‘Maledici Davide!’ Perciò chi potrebbe chiedergli: ‘Perché fai così?’” 11 Poi, rivolto ad Abisài e a tutti i suoi servitori, Davide proseguì: “Se addirittura mio figlio, che è sangue del mio sangue, vuole la mia morte,*+ figuriamoci un beniaminita!+ Lasciatelo maledire, visto che Geova gli ha detto di farlo. 12 Forse Geova vedrà il mio dolore,+ e Geova mi ripagherà con il bene in cambio degli insulti che ho ricevuto oggi”.+ 13 Dopodiché Davide e i suoi uomini proseguirono lungo la strada, mentre Simèi camminava sul fianco del monte, parallelamente a lui, inveendo+ e tirandogli pietre e terra.

14 Alla fine il re e tutta la gente con lui, esausti, arrivarono a destinazione e si fermarono a riposare.

15 Intanto Àbsalom e tutti gli uomini d’Israele erano entrati a Gerusalemme; con lui c’era anche Ahitòfel.+ 16 Quando Husài+ l’archita,+ amico* di Davide, giunse da Àbsalom gli disse: “Viva il re! Viva il re!”+ 17 Allora Àbsalom disse a Husài: “Dov’è finita la lealtà* che dovresti avere per il tuo amico? Perché non sei andato con lui?” 18 Ma Husài replicò ad Àbsalom: “No! Io sono dalla parte di colui che è stato scelto da Geova, da questa gente e da tutti gli uomini d’Israele. È con lui che starò. 19 Lo ripeto un’altra volta: chi dovrei servire se non il figlio? Proprio come ho servito tuo padre, così servirò te”.+

20 Àbsalom disse poi ad Ahitòfel: “Dammi il tuo parere.*+ Cosa dobbiamo fare?” 21 Ahitòfel rispose: “Abbi rapporti sessuali con le concubine di tuo padre,+ quelle che ha lasciato a prendersi cura della casa.*+ Così tutto Israele saprà che ti sei attirato l’odio di tuo padre, e quelli che si sono schierati dalla tua parte si sentiranno forti”. 22 Sulla terrazza+ fu quindi eretta una tenda per Àbsalom, e lui ebbe rapporti con le concubine di suo padre+ sotto gli occhi di tutto Israele.+

23 All’epoca i consigli che dava Ahitòfel+ erano considerati come fossero* la parola del vero Dio: era così che sia Davide che Àbsalom stimavano ogni consiglio di Ahitòfel.

17 Ahitòfel disse poi ad Àbsalom: “Ti prego, lasciami prendere 12.000 uomini e fammi andare questa notte stessa all’inseguimento di Davide. 2 Gli piomberò addosso quando è stanco e senza forze,*+ e lo getterò nel panico. Tutti quelli che sono con lui fuggiranno, e metterò a morte solo il re.+ 3 Riporterò tutti da te. Se torneranno o meno dipenderà dalla sorte dell’uomo che stai cercando. Allora tutto il popolo sarà in pace”. 4 La proposta sembrò buona ad Àbsalom e a tutti gli anziani d’Israele.

5 Comunque Àbsalom disse: “Chiamate anche Husài+ l’archita e sentiamo cosa ha da dire lui”. 6 Quando Husài arrivò, Àbsalom gli disse: “Ahitòfel ha suggerito questo. Dobbiamo ascoltarlo? Altrimenti fa’ la tua proposta”. 7 Al che Husài disse ad Àbsalom: “Questa volta il consiglio di Ahitòfel non è buono!”+

8 Poi Husài proseguì: “Sai bene che tuo padre e i suoi uomini sono dei valorosi,+ e sono disperati* come un’orsa che ha perso i suoi cuccioli.+ Per di più tuo padre è un uomo di guerra,+ e non passerà la notte con il resto della gente. 9 In questo momento è nascosto in una caverna* o da qualche altra parte.+ Se sarà lui ad attaccare per primo, chi lo verrà a sapere dirà: ‘I sostenitori di Àbsalom sono stati sconfitti!’ 10 Persino chi è coraggioso e ha il cuore di un leone+ si perderebbe d’animo, perché tutto Israele sa che tuo padre è un uomo valoroso+ e così pure gli uomini con lui. 11 Io ti do questo consiglio: raduna tutti gli uomini d’Israele, da Dan a Beèr-Seba,+ numerosi come i granelli di sabbia lungo il mare,+ e guidali in battaglia. 12 Lo affronteremo ovunque si trovi: arriveremo su di lui proprio come la rugiada che cade sul terreno. Non sopravvivrà nessuno, né lui né uno dei suoi uomini. 13 E se dovesse rifugiarsi in una città, tutto Israele porterebbe delle funi, e noi trascineremmo quella città giù nella valle, finché non ne rimarrebbe nemmeno un sassolino”.

14 Quindi Àbsalom e tutti gli uomini d’Israele dissero: “Il consiglio di Husài l’archita è migliore+ di quello di Ahitòfel!” Geova infatti aveva deciso* di vanificare il saggio consiglio di Ahitòfel.+ Così Geova avrebbe fatto abbattere la rovina su Àbsalom.+

15 Più tardi Husài disse ai sacerdoti Zàdoc e Abiatàr:+ “Ahitòfel ha consigliato Àbsalom e gli anziani d’Israele di fare così, mentre io ho consigliato di fare così. 16 Ora, presto, informate Davide. Ditegli: ‘Non rimanere presso i guadi* del deserto questa notte, ma attraversa il fiume! Altrimenti il re e tutta la gente con lui saranno sterminati’”.*+

17 Ora Gionatan+ e Ahimàaz+ si trovavano a En-Roghèl,+ perché non potevano rischiare di entrare in città e farsi vedere; così una serva andò lì per informarli, e loro partirono per riferire la cosa al re Davide. 18 Ma un giovane li vide e lo riferì ad Àbsalom. Così i due se ne andarono in fretta e raggiunsero la casa di un uomo di Baurìm,+ che aveva un pozzo nel cortile, e vi si calarono. 19 Poi la moglie di quell’uomo coprì il pozzo con un telo e vi mise sopra del grano macinato, senza che nessuno lo sapesse. 20 Giunti a casa della donna, i servitori di Àbsalom le chiesero: “Dove sono Ahimàaz e Gionatan?” La donna rispose: “Sono andati verso il fiume”.+ Perciò quelli continuarono a cercare ma, non trovandoli, se ne tornarono a Gerusalemme.

21 Dopo che gli uomini di Àbsalom se ne furono andati, i due vennero fuori dal pozzo e andarono a informare il re Davide. Gli dissero: “Presto, attraversate il fiume! Ecco infatti quello che Ahitòfel ha consigliato contro di voi.⁠.⁠.”+ 22 Immediatamente Davide e tutta la gente con lui partirono e attraversarono il Giordano. All’alba non c’era più nessuno che dovesse ancora passare il fiume.

23 Vedendo che il suo consiglio non era stato seguito, Ahitòfel sellò un asino e tornò a casa, nella sua città;+ dopo aver dato disposizioni a quelli della sua casa,+ si impiccò.*+ Così morì e fu sepolto con i suoi padri.

24 Nel frattempo Davide giunse a Maanàim,+ mentre anche Àbsalom passava il Giordano con tutti gli uomini d’Israele. 25 A capo dell’esercito Àbsalom aveva sostituito Giòab+ con Amàsa,+ il quale era figlio di Itra l’israelita, un uomo che si era unito ad Abigàil,+ figlia di Naàs e sorella di Zerùia, la madre di Giòab. 26 Àbsalom e tutti gli israeliti si accamparono nel paese di Gàlaad.+

27 Non appena Davide fu a Maanàim, arrivarono Sobi figlio di Naàs di Rabba+ degli ammoniti, Machìr+ figlio di Ammièl di Lo-Debàr e Barzillài+ il galaadita di Roghelìm, 28 portando letti, catini, vasellame, frumento, orzo, farina, grano arrostito, fave, lenticchie, grano tostato, 29 miele, burro, pecore e formaggio.* Procurarono tutte queste cose+ a Davide e ai suoi perché si erano detti: “Questa gente ha sofferto stanchezza, fame e sete nel deserto”.+

18 Davide contò gli uomini che erano con lui e costituì su di loro capi di migliaia e capi di centinaia.+ 2 Affidò un terzo dei soldati al comando* di Giòab,+ un terzo al comando di Abisài,+ figlio di Zerùia,+ fratello di Giòab, e un terzo al comando di Ittài+ il gattita. Quindi il re disse ai suoi uomini: “Verrò anch’io con voi”. 3 Ma loro risposero: “Tu non devi venire.+ Se noi ci dessimo alla fuga, al nemico non importerebbe;* non gliene importerebbe neanche se metà di noi morisse, perché tu vali diecimila di noi.+ Perciò sarebbe meglio se tu ci aiutassi dalla città”. 4 Allora il re disse loro: “Farò quello che ritenete più giusto”. Così lui rimase accanto alla porta della città mentre tutti i soldati uscivano in schiere di centinaia e di migliaia. 5 E il re ordinò a Giòab, ad Abisài e a Ittài: “Per rispetto nei miei confronti, abbiate riguardo per il giovane Àbsalom”.+ Tutti i presenti sentirono l’ordine che il re diede a tutti i comandanti circa Àbsalom.

6 I soldati uscirono in campo aperto per affrontare Israele, e la battaglia ebbe luogo nella foresta di Èfraim.+ 7 Là gli israeliti+ furono sconfitti dai servitori di Davide,+ e quel giorno ci fu una grande strage: morirono 20.000 uomini. 8 La battaglia si estese a tutta la regione, e quel giorno la foresta divorò più uomini della spada.

9 Infine Àbsalom si trovò davanti i servitori di Davide. A un certo punto il mulo che cavalcava passò sotto il groviglio dei rami di un grosso albero, così che la testa di Àbsalom vi si impigliò e lui rimase sospeso a mezz’aria,* mentre il mulo proseguiva la sua corsa. 10 Qualcuno lo vide e riferì a Giòab:+ “Ecco, ho visto Àbsalom appeso a un grosso albero”. 11 Giòab gli rispose: “Se l’hai visto, perché non l’hai ucciso subito, lì dov’era? Sarei stato ben felice di darti 10 pezzi d’argento e una cintura”. 12 Ma l’uomo disse a Giòab: “Neppure se mi dessero* 1.000 pezzi d’argento oserei toccare il figlio del re, perché abbiamo sentito l’ordine che il re ha dato a te, ad Abisài e a Ittài quando ha detto: ‘Chiunque voi siate, assicuratevi che non venga fatto del male al giovane Àbsalom’.+ 13 Se io avessi disubbidito e gli avessi tolto la vita,* il re sarebbe sicuramente venuto a saperlo, e tu non avresti fatto nulla per difendermi”. 14 Giòab gli rispose: “Ho già perso abbastanza tempo con te!” Allora afferrò tre aste appuntite* e le conficcò nel cuore di Àbsalom mentre era ancora vivo tra i rami del grosso albero. 15 Poi sopraggiunsero 10 servitori di Giòab incaricati di portargli le armi e colpirono Àbsalom finché non morì.+ 16 Allora Giòab suonò il corno e i soldati interruppero l’inseguimento degli israeliti; Giòab li richiamò indietro. 17 Presero Àbsalom e lo gettarono in una grande fossa nella foresta, che ricoprirono con un enorme mucchio di pietre.+ E tutti gli israeliti fuggirono alle loro case.

18 Quando era ancora vivo, Àbsalom si era eretto una colonna* nella Valle* del Re,+ perché diceva: “Non ho un figlio che tramandi il mio nome”.+ E aveva dato il proprio nome alla colonna, che è tuttora conosciuta come Monumento di Àbsalom.

19 Ora Ahimàaz,+ figlio di Zàdoc, disse: “Ti prego, fammi correre a portare la notizia al re, perché Geova gli ha reso giustizia liberandolo dai suoi nemici”.+ 20 Ma Giòab gli rispose: “Oggi non porterai notizie. Potrai farlo un altro giorno, ma non oggi, perché è morto il figlio del re”.+ 21 Poi disse a un cuscita:*+ “Va’ a riferire al re quello che hai visto”. Allora il cuscita si inchinò a Giòab e corse via. 22 Ma Ahimàaz, figlio di Zàdoc, disse di nuovo a Giòab: “Lasciami correre lo stesso dietro al cuscita, ti prego”. Giòab però gli rispose: “Figlio mio, che motivo hai di andare anche tu, visto che non hai notizie da portare?” 23 Lui insisté: “Lasciami andare comunque”. Così Giòab gli disse: “Va bene, corri”. E Ahimàaz corse via per la strada della pianura del Giordano,* e alla fine superò il cuscita.

24 Davide stava seduto fra le due porte della città.+ La sentinella+ era salita sulla terrazza sovrastante la porta che si apriva nelle mura; alzato lo sguardo, vide un uomo, solo, che correva. 25 Quindi gridò e avvertì il re, che disse: “Se è da solo, è un messaggero”. Mentre questo si avvicinava, 26 la sentinella vide un altro uomo che correva e avvisò il guardiano: “C’è un altro uomo che arriva correndo, ed è solo anche lui!” Il re disse: “Anche questo porta notizie”. 27 La sentinella aggiunse: “Il modo di correre del primo sembra quello di Ahimàaz,+ figlio di Zàdoc”, al che il re osservò: “È un brav’uomo, e porta buone notizie”. 28 Infine Ahimàaz gridò rivolto al re: “È andato tutto bene!” Poi gli si inginocchiò davanti con il viso a terra e disse: “Mio signore il re, sia benedetto Geova tuo Dio, che ti ha consegnato gli uomini che si erano ribellati* contro di te!”+

29 Tuttavia il re chiese: “Sta bene il giovane Àbsalom?” Ahimàaz rispose: “Quando Giòab ha inviato il servitore del re e poi me* c’era una gran confusione, ma non ho capito di cosa si trattasse”.+ 30 Il re dunque gli disse: “Fatti da parte, mettiti qui”. Allora Ahimàaz si fece da parte e rimase lì.

31 Intanto arrivò il cuscita,+ che disse: “Porto questa notizia, mio signore il re: oggi Geova ha fatto giustizia liberandoti da tutti coloro che si erano ribellati contro di te”.+ 32 Ma il re gli chiese: “Sta bene il giovane Àbsalom?” Il cuscita rispose: “Mio signore il re, che tutti i tuoi nemici e tutti quelli che si sono ribellati contro di te per farti del male facciano la stessa fine del giovane!”+

33 Il re, profondamente scosso, salì nella camera sulla terrazza sovrastante la porta e cominciò a piangere. “Figlio mio Àbsalom, figlio mio, figlio mio Àbsalom!”, ripeteva camminando. “Fossi morto io al posto tuo, Àbsalom, figlio mio, figlio mio!”+

19 Più tardi fu riferito a Giòab: “Il re piange e fa cordoglio per Àbsalom”.+ 2 Così quel giorno la vittoria* si tramutò in un’occasione di lutto per tutto il popolo, perché si sparse la notizia che il re si disperava per suo figlio. 3 E quel giorno i soldati tornarono in città+ furtivamente, come chi si vergogna per essere fuggito dalla battaglia. 4 Il re intanto, con il viso coperto, continuava a gridare a gran voce: “Figlio mio Àbsalom! Figlio mio Àbsalom, figlio mio!”+

5 Allora Giòab entrò in casa dal re e gli disse: “Oggi hai coperto di vergogna tutti i tuoi servitori che hanno salvato la vita* a te, ai tuoi figli,+ alle tue figlie,+ alle tue mogli e alle tue concubine.+ 6 Tu ami quelli che ti odiano e odi quelli che ti amano. Oggi infatti hai dimostrato che i tuoi comandanti e i tuoi servitori non contano nulla per te, perché sono sicuro che, se oggi Àbsalom fosse vivo e tutti noi fossimo morti, a te starebbe bene. 7 Adesso alzati, esci e rassicura* i tuoi servitori, perché giuro su Geova che, se ora non esci, stasera non ci sarà più neppure un uomo con te. E questo sarebbe peggio di qualunque cosa ti sia mai capitata da quando eri giovane”. 8 Perciò il re si alzò e si mise a sedere alla porta della città, e si sparse la notizia: “Il re si è seduto alla porta”. E tutti andarono dal re.

Gli israeliti invece erano fuggiti ciascuno alla sua casa.+ 9 E in tutte le tribù d’Israele si faceva un gran parlare. “Il re ci ha salvato dai nostri nemici+ e ci ha liberato dai filistei”, dicevano, “ma ora è fuggito dal paese a causa di Àbsalom.+ 10 E Àbsalom, che avevamo unto re su di noi,+ è morto in battaglia.+ Perché quindi non cercate di far tornare il re?”

11 Allora il re Davide mandò questo messaggio ai sacerdoti Zàdoc+ e Abiatàr:+ “Dite così agli anziani di Giuda:+ ‘Perché dovreste essere gli ultimi a far tornare a casa il re, quando i discorsi di tutto Israele sono già arrivati agli orecchi del re lì dove si trova? 12 Voi siete miei fratelli: siete mio osso e mia carne.* Perché dunque dovete essere gli ultimi a far tornare il re?’ 13 E ad Amàsa+ dovete dire: ‘Non sei mio osso e mia carne? Dio mi punisca e lo faccia con severità se d’ora in poi non sarai tu il capo del mio esercito al posto di Giòab’”.+

14 Il re si conquistò* così il cuore di tutti gli uomini di Giuda senza eccezioni, e questi mandarono a dirgli: “Torna, tu con tutti i tuoi servitori”.

15 Il re dunque si mise in viaggio per tornare a casa e raggiunse il Giordano. La gente di Giuda andò a Ghìlgal+ per incontrarlo e scortarlo mentre attraversava il fiume. 16 Anche Simèi,+ figlio di Ghera, il beniaminita di Baurìm, si affrettò ad andare incontro al re Davide con gli altri uomini di Giuda; 17 insieme a lui c’erano 1.000 uomini di Beniamino. Pure Ziba,+ il servitore della casa di Sàul, con i suoi 15 figli e 20 servi si precipitò al Giordano davanti al re. 18 Attraversò* quindi il guado per far passare la famiglia del re e per fare qualunque cosa il re volesse. Ma, proprio mentre il re stava per attraversare il Giordano, Simèi, figlio di Ghera, gli si gettò ai piedi 19 e gli disse: “Mio signore il re, non tener conto della mia colpa! Dimentica il male che il tuo servitore ti ha fatto+ il giorno in cui uscisti da Gerusalemme, mio signore il re! Non dargli peso, 20 perché io, il tuo servitore, so bene di aver peccato. Ecco perché, mio signore il re, oggi sono stato il primo di tutta la casa di Giuseppe a venirti incontro”.

21 Subito Abisài,+ figlio di Zerùia,+ obiettò: “Simèi non meriterebbe di essere messo a morte per aver maledetto l’unto di Geova?”+ 22 Ma Davide disse: “Come vi riguarda questo,* figli di Zerùia,+ che oggi vi comportate come miei avversari? In questo giorno nessuno verrà messo a morte in Israele. Pensate che non sappia che oggi sono di nuovo re su Israele?” 23 Poi il re disse a Simèi: “Non morirai”. E glielo giurò.+

24 Anche Mefibòset,+ nipote di Sàul, andò incontro al re. Dal giorno in cui il re era andato via fino al giorno in cui era tornato in pace, Mefibòset non si era curato né dei piedi né dei baffi e non si era lavato gli abiti. 25 Quando arrivò a* Gerusalemme per incontrare il re, questi gli disse: “Mefibòset, perché non sei venuto con me?” 26 Mefibòset rispose: “Mio signore il re, il mio servo+ mi ha ingannato. Infatti io, il tuo servitore, avevo detto: ‘Fammi sellare l’asino così che io possa cavalcarlo per andare con il re’, perché sono zoppo.+ 27 Ma lui mi ha calunniato presso di te, mio signore il re.+ Comunque tu, mio signore il re, sei come un angelo del vero Dio, pertanto fa’ ciò che ti sembra giusto. 28 Tutta la casa di mio padre meritava di essere condannata a morte da te, mio signore il re, eppure tu hai concesso a me, il tuo servitore, di stare con quelli che mangiano alla tua tavola.+ Perciò, che diritto ho di continuare a supplicare il re?”

29 Ma il re gli disse: “Non aggiungere altro. Ho deciso che tu e Ziba vi dividerete la terra”.+ 30 Mefibòset gli rispose: “Può prendersi tutto lui, ora che il mio signore il re è tornato a casa in pace”.

31 E Barzillài+ il galaadita scese da Roghelìm per accompagnare il re al Giordano. 32 Barzillài era molto vecchio: aveva 80 anni. Essendo ricchissimo, era stato lui a provvedere al sostentamento del re+ mentre questi si trovava a Maanàim. 33 Il re disse dunque a Barzillài: “Passa il fiume con me, e io provvederò al tuo sostentamento a Gerusalemme”.+ 34 Ma Barzillài gli rispose: “Che senso ha che io salga con il re a Gerusalemme, visto che non mi restano molti anni* da vivere? 35 Oggi ho 80 anni.+ Posso io, il tuo servitore, distinguere il bene dal male? Posso assaporare quello che mangio o quello che bevo? Riesco ancora a sentire la voce dei cantori?+ Perché dunque io, il tuo servitore, dovrei essere un ulteriore peso per il mio signore il re? 36 Al tuo servitore basta accompagnare il re al Giordano. Che ragione ha il re di darmi una tale ricompensa? 37 Lascia che il tuo servitore torni indietro, ti prego. Lasciami morire nella mia città, vicino alla tomba di mio padre e di mia madre.+ Ecco qui il tuo servitore Chimàm:+ può venire lui con te, mio signore il re, e tu puoi fare a lui ciò che ti sembra giusto”.

38 Allora il re disse: “Chimàm verrà con me, e io farò a lui ciò che tu ritieni giusto; qualsiasi cosa tu mi chieda te la farò”. 39 Poi il popolo cominciò ad attraversare il Giordano, e quando fu la sua volta, il re baciò Barzillài+ e lo benedisse, dopodiché Barzillài tornò a casa. 40 Il re passò dunque sull’altra sponda diretto a Ghìlgal,+ e Chimàm andò con lui. Tutto il popolo di Giuda e metà del popolo d’Israele accompagnarono il re nella traversata.+

41 Quindi tutti gli altri uomini d’Israele andarono dal re e gli chiesero: “Perché i nostri fratelli, gli uomini di Giuda, ti hanno preso di nascosto per farti passare il Giordano insieme alla tua famiglia e a tutti i tuoi uomini?”+ 42 Tutti gli uomini di Giuda risposero a quelli d’Israele: “Perché il re è nostro parente.+ Come mai ve la prendete tanto? Abbiamo forse mangiato a spese del re? Ci è stato fatto qualche regalo?”

43 Gli uomini d’Israele ribatterono a quelli di Giuda: “Noi abbiamo 10 parti nel regno, e quindi abbiamo più diritti di voi riguardo a Davide. Perché ci avete trattato con disprezzo? Non dovevamo essere noi i primi a far tornare il nostro re?” Ma le ragioni degli uomini di Giuda prevalsero* su quelle degli uomini d’Israele.

20 C’era un beniaminita di nome Seba,+ figlio di Bicri, un poco di buono. Quest’uomo suonò il corno+ e disse: “Noi non abbiamo niente a che fare con Davide, e non abbiamo nessuna eredità con il figlio di Iesse.+ Ognuno torni dai suoi dèi,* o Israele!”+ 2 Allora tutti gli uomini d’Israele abbandonarono Davide e seguirono Seba, figlio di Bicri.+ Gli uomini di Giuda invece rimasero con il loro re, dal Giordano a Gerusalemme.+

3 Quando giunse a casa* a Gerusalemme,+ il re Davide prese le 10 concubine che aveva lasciato a prendersi cura della casa+ e le mise in un’abitazione sorvegliata; provvide al loro sostentamento ma non ebbe più rapporti con loro.+ Le concubine rimasero sotto custodia fino al giorno della morte, vivendo come vedove benché il loro marito fosse vivo.

4 Il re disse poi ad Amàsa:+ “Fa’ venire qui gli uomini di Giuda entro tre giorni; dovrai esserci anche tu”. 5 Amàsa andò dunque a radunare Giuda, ma non tornò entro il tempo stabilito. 6 Allora Davide disse ad Abisài:+ “Seba,+ figlio di Bicri, può crearci anche più problemi di Àbsalom.+ Prendi i miei servitori* e inseguilo, prima che si rifugi in qualche città fortificata e ci sfugga”. 7 Pertanto gli uomini di Giòab,+ i cheretei, i peletei+ e tutti i guerrieri partirono dietro di lui* e lasciarono Gerusalemme per inseguire Seba, figlio di Bicri. 8 Erano vicini alla grande pietra di Gàbaon+ quando li raggiunse Amàsa.+ Giòab indossava le sue vesti militari e portava la spada sul fianco, infilata nel fodero. Proprio mentre si faceva avanti, la spada cadde.

9 Giòab chiese ad Amàsa: “Stai bene, fratello mio?” E con la mano destra lo prese per la barba, come per baciarlo. 10 Amàsa non si preoccupò della spada che l’altro aveva in mano. Così Giòab gli trafisse il ventre,+ e gli intestini gli fuoriuscirono spargendosi a terra. Non fu necessario colpirlo di nuovo: bastò un colpo a ucciderlo. Poi Giòab e suo fratello Abisài andarono all’inseguimento di Seba, figlio di Bicri.

11 Uno degli uomini di Giòab, rimasto accanto ad Amàsa, disse: “Chiunque è dalla parte di Giòab ed è per Davide segua Giòab!” 12 Intanto Amàsa si rotolava nel sangue in mezzo alla strada. Vedendo che tutti si fermavano, l’uomo lo spostò nel campo, ma poi, siccome tutti quelli che passavano di lì continuavano a fermarsi, gli gettò sopra una veste. 13 Dopo che l’ebbe tolto dalla strada, tutti i soldati proseguirono dietro a Giòab all’inseguimento di Seba,+ figlio di Bicri.

14 Seba passò per tutte le tribù d’Israele fino ad Abèl di Bet-Maàca.+ E i bicriti si radunarono e lo seguirono anche loro.

15 Giòab e i suoi soldati* arrivarono ad Abèl di Bet-Maàca e lo bloccarono all’interno. Costruirono una rampa* d’assedio a ridosso della città, dato che tutt’intorno era difesa da un terrapieno. E tutti i soldati di Giòab si misero a scalzare le mura per farle cadere. 16 Ma una donna saggia gridò dalla città: “Ascoltate, ascoltate! Vi prego, dite a Giòab di avvicinarsi perché devo parlargli”. 17 Lui allora si avvicinò e la donna gli chiese: “Sei Giòab?” Lui rispose: “Sì, sono io”. “Ascolta le parole della tua serva”, disse lei. E Giòab: “Ti ascolto”. 18 La donna proseguì: “Nel passato si diceva: ‘Vadano a chiedere nella città di Abèl’. E così la questione si chiudeva. 19 Io parlo a nome dei pacifici e dei fedeli d’Israele. Tu cerchi di distruggere una città che è come una madre in Israele. Perché vuoi cancellare* l’eredità di Geova?”+ 20 Giòab rispose: “È inconcepibile che io la elimini e la distrugga! 21 Le cose non stanno affatto così. In realtà, un certo Seba,+ figlio di Bicri, della regione montuosa di Èfraim,+ si è ribellato* contro il re Davide. Mi basta che consegniate lui, e mi ritirerò dalla città”. Allora la donna disse a Giòab: “La sua testa ti sarà gettata giù dalle mura!”

22 Subito quella donna saggia andò da tutti gli abitanti della città, i quali tagliarono la testa a Seba, figlio di Bicri, e la gettarono a Giòab. Questi suonò il corno e i soldati lasciarono la città per tornarsene ognuno a casa propria.+ Quanto a Giòab, tornò a Gerusalemme dal re.

23 Ora Giòab era a capo di tutto l’esercito d’Israele;+ Benaìa,+ figlio di Ieòiada,+ era a capo dei cheretei e dei peletei;+ 24 Adoràm+ era a capo di quelli reclutati per i lavori obbligatori; Giòsafat,+ figlio di Ailùd, era cancelliere; 25 Seva era segretario; Zàdoc+ e Abiatàr+ erano sacerdoti; 26 e Ira lo iairita diventò alto funzionario* di Davide.

21 All’epoca di Davide ci fu una carestia+ che durò tre anni. Davide perciò consultò Geova, e Geova disse: “Sàul e la sua casa sono colpevoli di aver sparso sangue, perché lui mise a morte i gabaoniti”.+ 2 Il re chiamò dunque i gabaoniti+ e parlò loro. (Per inciso, i gabaoniti non erano israeliti ma superstiti degli amorrei.+ Gli israeliti avevano giurato di risparmiarli,+ ma Sàul, nel suo zelo per Israele e Giuda, aveva cercato di sterminarli.) 3 Davide disse ai gabaoniti: “Cosa devo fare per voi? Come farò espiazione così che possiate benedire l’eredità di Geova?” 4 I gabaoniti risposero: “Riguardo a Sàul e alla sua casa, per noi non è una questione che si risolve con dell’argento o dell’oro,+ e noi non possiamo mettere a morte nessuno in Israele”. Allora Davide disse: “Farò per voi qualunque cosa direte”. 5 I gabaoniti dissero al re: “Per l’uomo che ci ha sterminato e che ha tramato di annientarci da tutto il territorio d’Israele,+ 6 consegnateci sette dei suoi figli.* Noi lasceremo i loro cadaveri esposti*+ davanti a Geova a Ghibèa+ di Sàul, la città dell’eletto di Geova”.+ Il re disse: “Ve li consegnerò”.

7 Comunque il re ebbe pietà di Mefibòset,+ figlio di Gionatan, figlio di Sàul, in virtù del giuramento fatto davanti a Geova tra lui e Gionatan,+ figlio di Sàul. 8 Prese quindi Armóni e Mefibòset — i due figli che Rizpa,+ figlia di Aìa, aveva partorito a Sàul — e i cinque figli che Mìcal,*+ figlia di Sàul, aveva partorito ad Adrièl,+ figlio di Barzillài il meolatita. 9 Li consegnò poi ai gabaoniti, i quali esposero i loro cadaveri sul monte, davanti a Geova.+ Così morirono tutti e sette insieme; furono messi a morte nei primi giorni della mietitura, quando si iniziava a mietere l’orzo. 10 Ma Rizpa,+ figlia di Aìa, prese della tela di sacco e la stese sulla roccia, e rimase lì dall’inizio della mietitura finché dal cielo non cadde la pioggia sui corpi: non permetteva agli uccelli di posarsi su di loro durante il giorno né agli animali selvatici di avvicinarsi durante la notte.

11 A Davide fu riferito ciò che aveva fatto Rizpa, figlia di Aìa, concubina di Sàul. 12 Allora Davide andò e prese le ossa di Sàul e le ossa di suo figlio Gionatan dai signori* di Iàbes-Gàlaad,+ i quali le avevano rubate dalla piazza di Bet-San. Lì infatti i filistei avevano appeso i loro corpi il giorno in cui avevano ucciso Sàul sul Ghilbòa.+ 13 Davide portò via le ossa di Sàul e le ossa di suo figlio Gionatan; raccolsero anche le ossa degli uomini che erano stati messi a morte.*+ 14 Poi seppellirono le ossa di Sàul e di suo figlio Gionatan nella tomba di Chis,+ padre di Sàul, a Zela,+ nel territorio di Beniamino. Dopo che ebbero fatto tutto ciò che il re aveva comandato, Dio ascoltò le loro suppliche per il paese.+

15 Di nuovo ci fu guerra tra i filistei e Israele.+ Pertanto Davide e i suoi uomini scesero a combatterli, ma Davide si stancò molto. 16 E un discendente dei refaìm+ di nome Isbi-Benòb, armato di una lancia di rame di 300 sicli*+ e di una spada nuova, voleva ucciderlo. 17 Ma subito Abisài,+ figlio di Zerùia, accorse in suo aiuto+ e colpì il filisteo, uccidendolo. Fu allora che gli uomini di Davide gli fecero questo giuramento: “Non uscirai più in battaglia con noi!+ Non spegnerai la lampada d’Israele!”+

18 In seguito, scoppiò di nuovo la guerra con i filistei,+ a Gob. In quell’occasione Sibbecài+ l’husatita uccise Saf, discendente dei refaìm.+

19 Ancora una volta scoppiò la guerra con i filistei+ a Gob, ed Elanàn, figlio di Iaàre-Oreghìm il betlemita, uccise Golia il gattita, la cui lancia aveva un’asta simile al subbio* dei tessitori.+

20 Poi ci fu un’altra guerra, a Gat, dove c’era un uomo di statura straordinaria, con 6 dita in ciascuna mano e in ciascun piede, 24 in tutto; anche lui era discendente dei refaìm.+ 21 Dato che l’uomo scherniva Israele,+ Gionatan, figlio di Simèi,+ fratello di Davide, lo uccise.

22 Questi quattro erano discendenti dei refaìm di Gat, e caddero per mano di Davide e dei suoi servitori.+

22 E nel giorno in cui Geova lo liberò dalla mano di tutti i suoi nemici+ e dalla mano di Sàul,+ Davide innalzò a Geova le parole di questo canto:+

 2 “Geova è la mia rupe e la mia fortezza,+ il mio liberatore.+

 3 Il mio Dio è la mia roccia,+ dove trovo riparo,

il mio scudo+ e il mio corno di salvezza,* il mio rifugio sicuro,*+

il luogo che accoglie la mia fuga,+ il mio salvatore:+ sei tu che mi salvi dalla violenza.

 4 Invoco Geova, al quale va ogni lode,

e sarò salvato dai miei nemici.

 5 Le onde della morte s’infrangevano tutt’intorno a me;+

fiumane di uomini indegni mi terrorizzavano.+

 6 I legami della Tomba* mi strinsero;+

mi trovai di fronte le trappole della morte.+

 7 Nella mia angoscia invocai Geova;+

continuai a supplicare il mio Dio.

Ed egli dal suo tempio udì la mia voce,

e il mio grido d’aiuto giunse ai suoi orecchi.+

 8 La terra cominciò a tremare e sussultare,+

e le fondamenta dei cieli traballarono e si scossero,+

perché egli si era adirato.+

 9 Fumo uscì dalle sue narici,

un fuoco divoratore venne dalla sua bocca,+

carboni ardenti si sprigionarono da lui.

10 E nel discendere egli curvò i cieli;+

sotto i suoi piedi c’era fitta oscurità.+

11 Venne cavalcando un cherubino,+ volando;

fu visto sulle ali di uno spirito.*+

12 Quindi si circondò di tenebre come di un riparo,+

di acque buie e fitte nubi.

13 Dal fulgore davanti a lui sfavillarono carboni ardenti.

14 Allora Geova tuonò dal cielo;+

l’Altissimo fece udire la sua voce.+

15 Scoccò le sue frecce+ e li disperse;

scagliò fulmini e li gettò nel panico.+

16 Il rimprovero di Geova

e l’impeto del soffio delle sue narici+

fecero comparire il fondo del mare,+

portarono allo scoperto le fondamenta della terra.

17 Dall’alto egli stese la mano,

mi afferrò e mi tirò fuori da acque profonde.+

18 Mi liberò dal mio possente nemico,+

da quelli che mi odiavano ed erano più forti di me.

19 Nel giorno del mio disastro mi si avventarono contro,+

ma c’era Geova a sostenermi.

20 Mi portò al sicuro;*+

mi liberò perché gli ero gradito.+

21 Geova mi ricompensa secondo la mia giustizia,+

mi ripaga secondo l’innocenza* delle mie mani,+

22 perché ho seguito le vie di Geova

e non ho malvagiamente abbandonato il mio Dio.

23 Tutti i suoi giudizi+ sono di fronte a me;

non mi allontanerò dai suoi decreti.+

24 Mi manterrò integro+ davanti a lui

e mi guarderò dal peccare.+

25 Geova mi ripaghi secondo la mia giustizia,+

secondo la mia innocenza di fronte ai suoi occhi.+

26 Con chi è leale tu ti mostri leale,+

con chi è integro ti comporti con integrità,+

27 con chi è puro ti riveli puro,+

ma con chi è falso agisci scaltramente.*+

28 Tu salvi chi è umile,+

ma i tuoi occhi sono contro il superbo per umiliarlo.+

29 Tu sei la mia lampada, o Geova.+

È Geova che illumina le mie tenebre.+

30 Con il tuo aiuto posso attaccare una banda di predoni.

Con la potenza del mio Dio posso scalare un muro.+

31 La via del vero Dio è perfetta;+

le parole di Geova sono pure.*+

Egli è uno scudo per tutti quelli che si rifugiano in lui.+

32 Chi è infatti un Dio se non Geova?+

E chi è una roccia se non il nostro Dio?+

33 Il vero Dio è la mia solida fortezza;+

egli renderà perfetta la mia via.+

34 Rende i miei piedi come quelli di una cerva:

mi fa stare saldo sulle alture.+

35 Addestra le mie mani per la guerra;

le mie braccia possono ora tendere un arco di rame.

36 Tu mi dai il tuo scudo di salvezza,

e la tua umiltà mi fa grande.+

37 Allarghi il sentiero per i miei passi;

i miei piedi* non vacilleranno.+

38 Inseguirò i miei nemici e li annienterò;

non farò ritorno prima di averli sterminati.

39 Li distruggerò, li farò a pezzi, così che non potranno rialzarsi;+

cadranno sotto i miei piedi.

40 Mi darai forza per la battaglia;+

farai cadere i miei avversari sotto di me.+

41 Metterai in fuga i miei nemici davanti a me;*+

ridurrò al silenzio quelli che mi odiano.+

42 Gridano aiuto, ma non c’è nessuno che li salvi;

invocano Geova, ma lui non risponde.+

43 Li ridurrò come la polvere della terra.

Li frantumerò e li calpesterò come fango lungo le strade.

44 Mi libererai dalle continue accuse del mio popolo.+

Mi custodirai perché io sia capo di nazioni;+

un popolo che non ho conosciuto mi servirà.+

45 Stranieri verranno a inchinarsi servilmente;+

ciò che udranno su di me li spingerà a ubbidirmi.*

46 Stranieri si perderanno d’animo;*

usciranno tremando dalle loro fortezze.

47 Geova vive! Sia lodata la mia Roccia!+

Sia esaltato Dio, la Roccia della mia salvezza!+

48 Il vero Dio fa vendetta per me;+

a me sottomette i popoli;+

49 mi libera dai nemici.

Tu mi innalzi+ al di sopra di chi mi attacca;

mi salvi dall’uomo violento.+

50 Per questo, o Geova, ti ringrazierò fra le nazioni+

e canterò lodi* al tuo nome.+

51 Egli è colui che con grandi gesta salva il suo re+

e che mostra amore leale al suo unto,

a Davide e alla sua discendenza* per sempre”.+

23 Queste sono le ultime parole di Davide:+

“Dichiarazione di Davide, figlio di Iesse,+

dichiarazione dell’uomo che fu innalzato,+

l’unto+ dell’Iddio di Giacobbe,

l’amabile cantore* dei canti+ d’Israele.

 2 Lo spirito di Geova parlò mediante me;+

la sua parola fu sulla mia lingua.+

 3 L’Iddio d’Israele parlò;

la Roccia d’Israele+ mi disse:

‘Quando chi governa gli esseri umani è giusto+

e governa nel timore di Dio,+

 4 è come la luce del mattino al rifulgere del sole,+

un mattino senza nubi.

È come quando, dopo la pioggia, la luce che risplende fa spuntare l’erba dalla terra’.+

 5 Non è forse così la mia casa davanti a Dio?

Egli ha infatti concluso con me un patto eterno,+

definito in ogni dettaglio e sicuro,

che è la mia completa salvezza, tutta la mia gioia:

non è forse per questo che egli la farà prosperare?+

 6 Ma gli uomini indegni vengono tutti gettati via+ come rovi,

che non possono essere presi con la mano.

 7 L’uomo che li tocca

dev’essere armato di uno strumento di ferro e dell’asta di una lancia,

e saranno completamente bruciati con il fuoco lì dove sono”.

8 Quelli che seguono sono i valorosi guerrieri di Davide.+ Iosèb-Bassèbet, un tachemonita, era capo dei tre.+ In un’occasione impugnò la lancia e uccise 800 uomini. 9 Dopo di lui veniva Eleàzaro,+ figlio di Dodo,+ figlio di Aòi: anche lui era uno dei tre valorosi guerrieri che erano con Davide quella volta che sfidarono i filistei radunati per la battaglia. Quando i soldati israeliti indietreggiarono, 10 lui mantenne la posizione e continuò a uccidere filistei finché il braccio gli si stancò e la mano si irrigidì a furia di tenere la spada.+ Così quel giorno Geova diede una grande vittoria;*+ e i soldati tornarono indietro seguendo Eleàzaro per le spoglie.

11 Dopo di lui veniva Samma, figlio di Aghèe, l’hararita. In un’occasione i filistei si radunarono a Lehi, dove c’era un campo pieno di lenticchie, e i soldati si diedero alla fuga a causa loro. 12 Ma lui si mise in mezzo al campo e lo difese, uccidendo i filistei, così che Geova diede una grande vittoria.*+

13 In un’altra occasione 3 dei 30 capi scesero da Davide, nella caverna di Adullàm,+ durante la mietitura, mentre un contingente* filisteo era accampato nella Valle* dei Refaìm.+ 14 Davide si trovava allora nel suo rifugio,+ mentre un avamposto filisteo era a Betlemme. 15 Dopo un po’ Davide espresse un forte desiderio. “Se solo potessi avere un sorso d’acqua della cisterna che è vicino alla porta di Betlemme!”, esclamò. 16 Allora i tre valorosi guerrieri si aprirono a forza un varco nell’accampamento filisteo, attinsero acqua dalla cisterna vicino alla porta di Betlemme e la portarono a Davide. Lui però si rifiutò di berla e la versò a terra davanti a Geova.+ 17 Disse: “O Geova, è inconcepibile che io faccia questo! Dovrei bere il sangue+ di questi uomini che sono andati là a rischio della vita?”* Così si rifiutò di berla. Queste furono le imprese dei suoi tre valorosi guerrieri.

18 Abisài,+ fratello di Giòab, figlio di Zerùia,+ era capo di altri tre; impugnò la lancia e uccise 300 uomini, e si fece una reputazione simile a quella dei tre.+ 19 Anche se fu quello che si distinse di più fra gli altri tre ed era loro capo, non raggiunse il rango dei primi tre.

20 Benaìa,+ figlio di Ieòiada, era un uomo coraggioso* che compì molte imprese a Cabzeèl.+ Uccise i due figli di Arièl di Mòab, e in un giorno di neve scese in una cisterna e ammazzò un leone.+ 21 Uccise pure un egiziano di statura straordinaria. Anche se l’egiziano era armato di una lancia, lui lo affrontò con un bastone, gli strappò la lancia di mano e con quella lo uccise. 22 Queste furono le imprese di Benaìa, figlio di Ieòiada, che si fece una reputazione simile a quella dei tre valorosi guerrieri. 23 Benché si fosse distinto anche più dei trenta, non raggiunse il rango dei tre. Davide, comunque, lo mise a capo della propria guardia del corpo.

24 Asaèl,+ fratello di Giòab, era fra i trenta:* Elanàn figlio di Dodo di Betlemme,+ 25 Samma l’harodita, Elìca l’harodita, 26 Èlez+ il paltita, Ira+ figlio di Icchès il tecoita, 27 Abièzer+ l’anatotita,+ Mebunnài l’husatita, 28 Zalmòn l’aoita, Maarài+ il netofatita, 29 Èleb figlio di Baàna il netofatita, Ittài figlio di Ribài di Ghibèa dei beniaminiti, 30 Benaìa+ il piratonita, Iddài dagli uadi* di Gàas,+ 31 Abi-Albòn l’arbatita, Azmàvet il bar-humita, 32 Eliàba il saalbonita, i figli di Iasèn, Gionatan, 33 Samma l’hararita, Aiàm figlio di Saràr l’hararita, 34 Elifèlet figlio di Aasbài figlio del maacatita, Eliàm figlio di Ahitòfel+ il ghilonita, 35 Ezro il carmelita, Paarài l’arbita, 36 Igàl figlio di Nàtan di Zoba, Bani il gadita, 37 Zèlec l’ammonita, Naharài il beerotita, scudiero di Giòab figlio di Zerùia, 38 Ira l’itrita, Garèb l’itrita,+ 39 Urìa+ l’ittita; 37 in tutto.

24 L’ira di Geova divampò nuovamente contro gli israeliti+ quando Davide fu istigato* ad agire a loro danno con queste parole: “Fa’ un censimento+ di Israele e di Giuda”.+ 2 Il re disse dunque a Giòab,+ capo dell’esercito, che era con lui: “Percorri il territorio di tutte le tribù d’Israele, da Dan a Beèr-Seba,+ e fate il censimento del popolo,* così che io possa sapere quanti sono”. 3 Ma Giòab gli rispose: “Mio signore il re, Geova tuo Dio moltiplichi il suo popolo cento volte tanto, e possa tu vederlo con i tuoi occhi! Ma perché il mio signore il re vuole fare una cosa del genere?”

4 L’ordine del re comunque prevalse su Giòab e sui capi dell’esercito. Allora Giòab e i capi dell’esercito si congedarono da lui per andare a censire il popolo d’Israele.+ 5 Attraversarono il Giordano e si accamparono ad Aroèr,+ a sud* della città che si trova in mezzo alla valle,* dopodiché proseguirono verso il territorio dei gaditi e poi verso Iazèr.+ 6 Successivamente andarono nella regione di Gàlaad,+ nel paese di Tatìm-Odsi e a Dan-Iàan. Quindi si diressero a Sidóne.+ 7 Andarono nella fortezza di Tiro+ e in tutte le città degli ivvei*+ e dei cananei, e infine giunsero a Beèr-Seba,+ nel Nègheb+ di Giuda. 8 Così percorsero tutto il paese e, dopo 9 mesi e 20 giorni, tornarono a Gerusalemme. 9 Giòab diede quindi al re il numero di quelli che erano stati censiti: Israele contava 800.000 guerrieri armati di spada, mentre gli uomini di Giuda erano 500.000.+

10 Ma, dopo aver censito il popolo, Davide fu preso dai rimorsi.*+ Allora disse a Geova: “Ho commesso un grande peccato+ facendo questa cosa. E ora, Geova, ti prego, perdona l’errore del tuo servitore,+ perché la mia è stata un’azione davvero sconsiderata”.+ 11 Al mattino, quando Davide si alzò, il profeta Gad,+ visionario di Davide, ricevette questo messaggio* di Geova: 12 “Va’ da Davide e digli: ‘Questo è ciò che Geova dice: “Ti propongo tre cose. Scegli tu quella che farò abbattere su di te”’”.+ 13 Gad allora andò da Davide e gli disse: “Vuoi che il tuo paese sia colpito da sette anni di carestia?+ O vuoi fuggire per tre mesi inseguito dai tuoi avversari?+ Oppure vuoi che nel paese ci sia un’epidemia di tre giorni?+ Ora rifletti attentamente su cosa devo dire a Colui che mi ha mandato”. 14 Davide rispose a Gad: “È davvero angosciante per me. Cadiamo nelle mani di Geova,+ ti prego, perché la sua misericordia è grande;+ ma che io non cada nelle mani degli uomini”.+

15 Geova mandò allora un’epidemia+ in Israele dalla mattina fino al tempo stabilito, così che da Dan a Beèr-Seba+ morirono 70.000 persone.+ 16 Quando l’angelo stese la mano verso Gerusalemme per distruggerla, Geova si addolorò* per quella calamità;+ perciò all’angelo che portava la distruzione fra il popolo disse: “Basta! Fermati!” L’angelo di Geova si trovava vicino all’aia di Aràuna+ il gebuseo.+

17 Vedendo l’angelo che colpiva il popolo, Davide disse a Geova: “Sono io che ho peccato, io ho sbagliato! Ma queste pecore+ che cosa hanno fatto? Ti prego, la tua mano venga su di me e sulla casa di mio padre!”+

18 Quel giorno Gad andò dunque da Davide e gli disse: “Sali nell’aia di Aràuna il gebuseo ed erigi un altare a Geova”.+ 19 Davide quindi salì, come aveva detto Gad e come Geova aveva comandato. 20 Quando guardò giù e vide il re venire verso di lui con i suoi servitori, Aràuna uscì immediatamente e gli si inchinò davanti con il viso a terra. 21 Poi chiese: “Mio signore il re, perché sei venuto dal tuo servitore?” Davide rispose: “Voglio acquistare da te l’aia per erigervi un altare a Geova, affinché il flagello che sta colpendo il popolo si arresti”.+ 22 Ma Aràuna gli disse: “Mio signore il re, prendila pure e offri i sacrifici che vuoi.* Ecco dei bovini per l’olocausto, e la trebbia* e gli attrezzi per arare come legna. 23 O re, Aràuna ti dà tutto”. E aggiunse: “Geova il tuo Dio ti conceda il suo favore”.

24 Il re però disse ad Aràuna: “No! Voglio pagare per avere queste cose. Non offrirò a Geova mio Dio olocausti che non mi costino nulla”. Così Davide acquistò l’aia e i bovini per 50 sicli* d’argento,+ 25 e là eresse un altare+ a Geova e offrì olocausti e sacrifici di comunione. Allora Geova ascoltò le suppliche in favore del paese,+ e il flagello che colpiva Israele si arrestò.

O “tutta la mia anima è ancora in me”.

O “diadema”.

O “piacevoli”.

O “siano forti le vostre mani”.

O “lo portò oltre il fiume”.

O “Iòab”.

O “si sfidino”.

O forse “tutto il Bìtron”.

O “Assalònne”.

Lett. “la testa di un cane”.

O “ho mostrato amore leale”.

O “Bersabèa”.

Lett. “ed ecco, la mia mano è con te”.

O “che la tua anima desidera”.

Lett. “il sangue”.

Si riferisce forse a un uomo con una menomazione che lo costringe a lavori da donna.

Lett. “rame”.

Lett. “figli d’ingiustizia”.

O “cibo del lutto”.

Lett. “le sue mani si indebolirono”.

O “zoppo”.

O “cercava la tua anima”.

O “ha riscattato la mia anima”.

O “tuoi consanguinei”.

Lett. “colui che faceva uscire e colui che faceva entrare Israele”.

O “per l’anima di Davide”.

O forse “e la chiamò”.

O “Millo”, termine ebraico che significa “riempire”.

O “tagliapietre”.

O “palazzo”.

O “Bassopiano”.

Significa “padrone delle brecce”.

O “Bassopiano”.

Da un termine ebraico indicante una pianta non meglio identificata.

O forse “in mezzo”.

Strumento che, agitato, produceva un tintinnio.

Strumento a percussione simile ai moderni piatti.

O “ne fu turbato”.

Significa “rottura con Uzza”.

Lett. “cinto di”.

Vedi Glossario.

O “palazzo”.

Lett. “parola”.

Lett. “ho camminato”.

Lett. “figli d’Israele”.

Lett. “reciderò”.

Lett. “stancheranno”.

O “dinastia”.

Lett. “giacerai con i tuoi padri”.

Lett. “seme”.

Lett. “che uscirà dalle tue parti interiori”.

O forse “i figli di Adamo”.

O “secondo il tuo cuore”.

O “dinastia”.

Lett. “cuore”.

O “azzoppò”.

O “salvezza”.

O “idumei”.

O “salvezza”.

Lett. “sacerdoti”.

O “è zoppo da entrambi i piedi”.

Lett. “faccia”.

O forse “alla mia tavola”.

O “degli uomini di Tob”.

O “agli uomini di Tob”.

Lett. “nella mano”.

Cioè l’Eufrate.

Cioè in primavera.

O “un tardo pomeriggio”.

O “palazzo”.

Potrebbe riferirsi all’impurità mestruale.

Lett. “lava i tuoi piedi”.

O “la porzione del re”, cioè la porzione di pietanze mandata dal padrone di casa all’ospite di riguardo.

O “e che la tua anima vive”.

O “la cosa sembrò cattiva agli occhi di”.

O “al tuo prossimo”.

O “fa passare”.

Da un termine ebraico che significa “pace”.

Significa “amato da Iah”.

Potrebbe riferirsi alla riserva idrica della città.

O “alla città sarà dato il mio nome”.

Un talento corrispondeva a 34,2 kg. Vedi App. B14.

O “Iònadab”.

O “il pane di consolazione”.

O “il pane di consolazione”.

O “ornata”.

Lett. “vergini”.

Lett. “Non porre il tuo cuore a questa parola (questione)”.

O “consolato”.

O “anima”.

Cioè l’ultima speranza di avere dei discendenti.

O “superstite”. Lett. “rimanente”.

O “anima”.

O “la tua anima”.

O “nessuno può andare a destra o a sinistra da ciò che dici”.

Circa 2,3 kg. Vedi App. B14.

Forse un peso campione tenuto nel palazzo reale, o un siclo “reale” diverso dal siclo comune.

O “rubava il cuore”.

O forse “40”.

O “adorerò”. Lett. “renderò servizio”.

O “palazzo”.

O “salita”.

O “confidente”.

Perlopiù fichi, ma forse anche datteri.

O “nipote”.

Lett. “che cosa a me e a voi?”

O “cerca la mia anima”.

O “confidente”.

O “amore leale”.

O “consiglio”.

O “palazzo”.

O “erano come se qualcuno interrogasse”.

O “debole in entrambe le mani”.

O “hanno l’anima amareggiata”.

O “burrone”, “crepaccio”.

O “comandato”.

O forse “le pianure aride”.

Lett. “inghiottiti”.

O “si strangolò”.

O “cagliata di vacca”.

Lett. “nella mano”.

Lett. “non porrebbe il cuore a noi”.

Lett. “fra i cieli e la terra”.

Lett. “se io pesassi sui miei palmi”.

O “se avessi agito slealmente contro la sua anima”.

O forse “dardi”, “lance”. Lett. “bastoni”.

O “cippo”.

O “Bassopiano”.

O “cusita”.

Lett. “del distretto”.

Lett. “avevano alzato la loro mano”.

Lett. “il tuo servitore”.

O “salvezza”.

O “anima”.

Lett. “parla al cuore”.

O “miei consanguinei”.

Lett. “piegò”.

O forse “attraversarono”.

Lett. “che cosa a me e a voi?”

O forse “da”.

Lett. “giorni di anni”.

O “le parole degli uomini di Giuda furono più dure”.

O forse “alle sue tende”.

O “palazzo”.

Lett. “i servitori del tuo signore”.

Molto probabilmente Abisài.

Lett. “loro”.

O “bastione”.

Lett. “inghiottire”.

Lett. “ha alzato la sua mano”.

Lett. “sacerdote”.

Lett. “figli maschi”.

Cioè con le braccia e le gambe rotte.

O forse “Meràb”.

O forse “proprietari terrieri”.

Lett. “esposti”.

Circa 3,4 kg. Vedi App. B14.

Sbarra del telaio su cui si avvolge l’ordito o il tessuto.

O “il mio potente salvatore”. Vedi Glossario, “corno”.

O “sicura altezza”.

O “Scèol”, cioè il luogo simbolico in cui si trovano i morti. Vedi Glossario.

O “del vento”.

O “in un luogo spazioso”.

Lett. “purezza”.

O forse “come uno sciocco”.

O “purificate nel fuoco”.

O “caviglie”.

O “mi darai la nuca dei miei nemici”.

Lett. “all’udire dell’orecchio mi ubbidiranno”.

O “verranno meno”.

O “suonerò melodie”.

Lett. “seme”.

O “il dilettevole”.

O “salvezza”.

O “salvezza”.

O “villaggio di tende”.

O “Bassopiano”.

O “anima”.

Lett. “figlio di un uomo di valore”.

Poiché l’elenco che segue contiene più di 30 nomi, il termine “trenta” può essere un’approssimazione.

Vedi Glossario.

O “quando uno istigò Davide”.

Evidentemente si riferisce agli uomini in età di leva.

Lett. “destra”.

O “uadi”, vedi Glossario.

O “evei”.

O “sentì che il cuore lo condannava”.

Lett. “parola”.

O “si rammaricò”.

Lett. “ciò che è bene ai suoi occhi”.

Vedi Glossario, “trebbiatura”.

Un siclo corrispondeva a 11,4 g. Vedi App. B14.

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