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Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture
Giudici

GIUDICI

1 Dopo la morte di Giosuè+ gli israeliti* interrogarono Geova,+ chiedendogli: “Chi di noi andrà per primo a combattere contro i cananei?” 2 Geova rispose: “Andrà Giuda.+ Ecco, gli darò* in mano il paese”. 3 Quindi gli uomini della tribù di Giuda dissero ai loro fratelli della tribù di Simeone: “Venite con noi a combattere i cananei nel territorio che ci è stato assegnato.*+ Noi verremo poi con voi nel territorio che è stato assegnato a voi”. I simeoniti si unirono dunque a loro.

4 Allora gli uomini di Giuda andarono, e Geova diede nelle loro mani i cananei e i ferezei;*+ così sconfissero 10.000 uomini a Bèzec. 5 Lì a Bèzec trovarono Adóni-Bèzec; combatterono contro di lui e sconfissero i cananei+ e i ferezei.+ 6 Adóni-Bèzec si diede alla fuga, ma lo inseguirono, lo catturarono e gli mozzarono i pollici e gli alluci. 7 E Adóni-Bèzec disse: “Ci sono 70 re con i pollici e gli alluci mozzati che raccolgono gli avanzi sotto la mia tavola. Proprio come ho fatto io, così Dio mi ha ripagato”. Dopodiché lo portarono a Gerusalemme,+ e lì morì.

8 Gli uomini di Giuda combatterono inoltre contro Gerusalemme+ e la catturarono; colpirono la città con la spada e la incendiarono. 9 Poi scesero a combattere contro i cananei che abitavano nella regione montuosa, nel Nègheb e nella Sefèla.+ 10 Giuda marciò dunque contro i cananei che risiedevano a Èbron (prima il nome di Èbron era Chiriàt-Arba) e sconfisse Sesài, Ahimàn e Talmài.+

11 Da lì marciarono contro gli abitanti di Dèbir.+ (Prima il nome di Dèbir era Chiriàt-Sèfer.)+ 12 Càleb+ disse: “All’uomo che attaccherà e catturerà Chiriàt-Sèfer darò in moglie mia figlia Acsa”.+ 13 A catturarla fu Otnièl,+ figlio di Chenàz,+ il fratello minore di Càleb. Questi perciò gli diede in moglie sua figlia Acsa. 14 Nell’andare a casa del marito, la donna lo incitò a chiedere a suo padre* un campo, e poi scese dall’asino.* Càleb le chiese: “Che cosa vuoi?” 15 Lei rispose: “Ti prego, fammi un dono:* visto che mi hai dato un pezzo di terra nel meridione,* dammi anche Gullòt-Màim”.* Allora Càleb le diede Gullòt Superiore e Gullòt Inferiore.

16 Ora i discendenti del chenita,+ suocero di Mosè,+ salirono con i figli di Giuda dalla città delle palme+ al deserto di Giuda, a sud di Aràd.+ Andarono lì e si stabilirono in mezzo al popolo.+ 17 Giuda invece marciò oltre con suo fratello Simeone; attaccarono i cananei che abitavano a Zefàt e destinarono la città alla distruzione;+ le diedero perciò il nome di Orma.*+ 18 Poi Giuda catturò Gaza+ con il suo territorio, Àscalon+ con il suo territorio ed Ècron+ con il suo territorio. 19 Geova era con gli uomini di Giuda, e loro si impossessarono della regione montuosa; tuttavia non poterono scacciare gli abitanti della pianura* perché questi avevano carri da guerra muniti di falci di ferro.*+ 20 Proprio come Mosè aveva promesso,+ diedero Èbron a Càleb, il quale scacciò da lì i tre figli di Anàc.+

21 I beniaminiti invece non scacciarono i gebusei che dimoravano a Gerusalemme; perciò ancora oggi i gebusei risiedono a Gerusalemme con i beniaminiti.+

22 Nel frattempo la casa di Giuseppe+ mosse contro Bètel, e Geova fu con loro.+ 23 La casa di Giuseppe mandò spie a Bètel. (Prima il nome della città era Luz.)+ 24 Scorgendo un uomo che usciva dalla città, le spie gli dissero: “Per favore, mostraci la via per entrare nella città e noi ti tratteremo bene”.* 25 Così l’uomo mostrò loro la via di accesso; e loro colpirono la città con la spada, ma lasciarono andare l’uomo e tutta la sua famiglia.+ 26 L’uomo se ne andò nel paese degli ittiti, vi fondò una città e la chiamò Luz, che è tuttora il suo nome.

27 Manasse non scacciò gli abitanti di Bet-Seàn e dei suoi villaggi,* né quelli di Taanàc+ e dei suoi villaggi, né quelli di Dor e dei suoi villaggi, né quelli di Ibleàm e dei suoi villaggi, né quelli di Meghiddo e dei suoi villaggi.+ I cananei continuarono a risiedere nella regione. 28 Quando Israele si fece più forte, costrinse i cananei ai lavori forzati,+ ma non li scacciò del tutto.+

29 Neanche Èfraim scacciò i cananei che vivevano a Ghèzer. I cananei continuarono a risiedere a Ghèzer in mezzo a loro.+

30 Zàbulon non scacciò gli abitanti di Chitròn né quelli di Naalòl.+ I cananei continuarono a risiedere in mezzo a loro e vennero costretti ai lavori forzati.+

31 Àser non scacciò gli abitanti di Acco, né quelli di Sidóne,+ di Alàb, di Aczìb,+ di Elba, di Àfic+ e di Reòb.+ 32 Così, non avendo scacciato i cananei che abitavano il paese, gli aseriti si stabilirono fra loro.

33 Nèftali non scacciò gli abitanti di Bet-Sèmes né quelli di Bet-Anàt;+ si stabilì fra i cananei che abitavano il paese,+ e costrinse gli abitanti di Bet-Sèmes e di Bet-Anàt ai lavori forzati.

34 Gli amorrei confinarono i daniti nella regione montuosa; non permisero loro di scendere nella pianura.*+ 35 Gli amorrei continuarono dunque a risiedere sul monte Ères, ad Àialon+ e a Saalbìm.+ Ma quando la casa di Giuseppe si fece più forte,* furono costretti ai lavori forzati. 36 Il territorio degli amorrei andava dalla salita di Acrabbìm+ e da Sela in su.

2 Ora l’angelo di Geova+ salì da Ghìlgal+ a Bochìm e disse: “Io vi ho fatto uscire dall’Egitto e vi ho condotto nel paese circa il quale avevo giurato ai vostri antenati.+ Avevo anche detto: ‘Io non infrangerò mai il mio patto con voi.+ 2 Voi però non dovete stringere alleanze con gli abitanti di questo paese,+ e dovete demolire i loro altari’.+ Ma non avete ascoltato la mia voce.+ Perché avete fatto questo? 3 È per tale motivo che ho anche detto: ‘Non li scaccerò davanti a voi:+ vi prenderanno in trappola+ e i loro dèi vi adescheranno’”.+

4 Non appena l’angelo di Geova ebbe rivolto queste parole a tutti gli israeliti, il popolo cominciò a piangere a dirotto. 5 Perciò chiamarono quel luogo Bochìm,* e vi offrirono sacrifici a Geova.

6 Quando Giosuè congedò il popolo, gli israeliti se ne andarono a prendere possesso del paese, ognuno alla propria eredità.+ 7 Il popolo continuò a servire Geova per tutti i giorni della vita di Giosuè e degli anziani che sopravvissero a Giosuè e che avevano visto tutte le grandi gesta compiute da Geova in favore di Israele.+ 8 Quindi, all’età di 110 anni, Giosuè, figlio di Nun, servitore di Geova, morì.+ 9 Fu sepolto nel territorio della sua eredità a Tìmnat-Ères,+ nella regione montuosa di Èfraim, a nord del monte Gàas.+ 10 E tutta quella generazione fu riunita ai suoi antenati;* a essa seguì poi un’altra generazione, che non conosceva né Geova né ciò che egli aveva fatto per Israele.

11 E gli israeliti fecero ciò che era male agli occhi di Geova e servirono* i Bàal.+ 12 Così abbandonarono Geova, l’Iddio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto,+ e seguirono altri dèi, le divinità dei popoli circostanti;+ si inchinarono davanti a loro e offesero Geova.+ 13 Abbandonarono Geova e adorarono Bàal e le immagini di Àstoret.*+ 14 Allora l’ira di Geova divampò contro Israele, ed egli li abbandonò ai predoni, che li depredarono.+ Li diede* in mano ai nemici che li circondavano,+ ed essi non poterono più tener testa ai loro nemici.+ 15 Ovunque andassero, la mano di Geova era contro di loro, colpendoli con la sciagura,+ proprio come Geova aveva detto e proprio come Geova aveva giurato loro;+ e si trovavano in gravi difficoltà.+ 16 Così Geova suscitava dei giudici che li salvavano dalle mani dei predoni.+

17 Ma non vollero ascoltare neppure i giudici; si prostituivano ad altri dèi e si inchinavano davanti a loro. Abbandonarono presto la via che avevano seguito i loro antenati, quelli che avevano ubbidito ai comandamenti di Geova.+ Loro invece non ubbidirono. 18 Ogni volta che Geova suscitava un giudice per loro,+ Geova era con il giudice e li salvava dalla mano dei loro nemici per tutti i giorni della vita del giudice; Geova infatti era mosso a compassione*+ sentendoli gemere a causa di quelli che li opprimevano+ e li maltrattavano.

19 Ma quando il giudice moriva tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dèi, servendoli e inchinandosi davanti a loro.+ Non abbandonarono le loro pratiche e il loro comportamento ostinato. 20 Infine l’ira di Geova divampò contro Israele+ ed egli disse: “Dato che questa nazione ha violato il patto+ che stabilii con i loro antenati e mi ha disubbidito,+ 21 io, da parte mia, non scaccerò davanti a loro neppure una delle nazioni che alla morte di Giosuè sono rimaste da conquistare.+ 22 In questo modo Israele verrà messo alla prova per vedere se si atterrà alla via di Geova+ seguendola come fecero i suoi padri”. 23 Così Geova permise a quelle nazioni di rimanere. Non le scacciò subito e non le diede in mano a Giosuè.

3 Queste sono le nazioni che Geova lasciò rimanere perché mettessero alla prova tutti quegli israeliti che non avevano preso parte a nessuna delle guerre di Cànaan+ 2 (lo scopo era che le generazioni successive degli israeliti, quelle che non avevano provato la guerra, ne facessero esperienza): 3 i cinque signori dei filistei,+ tutti i cananei, i sidoni+ e gli ivvei*+ che abitavano sul monte Libano,+ dal monte Bàal-Èrmon fino a Lebo-Àmat.*+ 4 Furono uno strumento per mettere alla prova Israele, per vedere se gli israeliti avrebbero ubbidito ai comandamenti che Geova aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè.+ 5 Così gli israeliti vissero fra i cananei,+ gli ittiti, gli amorrei, i ferezei, gli ivvei e i gebusei. 6 Presero le loro figlie in moglie e diedero le proprie figlie ai loro figli, e cominciarono a servire i loro dèi.+

7 Gli israeliti fecero dunque ciò che era male agli occhi di Geova; dimenticarono Geova loro Dio e adorarono i Bàal+ e i pali sacri.*+ 8 Allora l’ira di Geova divampò contro di loro, ed egli li diede* in mano a Cusàn-Risatàim, re di Mesopotamia.* Gli israeliti servirono Cusàn-Risatàim per otto anni. 9 Poi supplicarono Geova di aiutarli,+ e Geova suscitò un salvatore che li liberasse:+ Otnièl,+ figlio di Chenàz, il fratello minore di Càleb. 10 Lo spirito di Geova venne su di lui,+ e Otnièl diventò giudice d’Israele. Quando andò in battaglia, Geova gli diede in mano Cusàn-Risatàim, re di Mesopotamia,* e lui lo sconfisse. 11 Dopo ciò il paese fu in pace per 40 anni. Infine Otnièl, figlio di Chenàz, morì.

12 Ma gli israeliti ricominciarono a fare ciò che era male agli occhi di Geova.+ Allora Geova lasciò che Èglon, re di Mòab,+ diventasse più forte di loro, perché facevano ciò che era male agli occhi di Geova. 13 Èglon radunò contro di loro gli ammoniti+ e gli amalechiti.+ Attaccarono Israele e catturarono la città delle palme.+ 14 Gli israeliti servirono Èglon, re di Mòab, per 18 anni.+ 15 Poi supplicarono Geova di aiutarli,+ e Geova suscitò per loro un salvatore:+ Èud,+ figlio di Ghera, un beniaminita+ che era mancino.+ Ora gli israeliti mandarono tramite lui un tributo a Èglon, re di Mòab. 16 Nel frattempo Èud si era fatto una spada a doppio taglio lunga un cubito* e se l’era cinta sotto la veste, sulla coscia destra. 17 Quindi portò il tributo a Èglon, re di Mòab. Èglon era un uomo molto grasso.

18 Presentato il tributo, Èud congedò quelli che lo avevano portato insieme a lui. 19 Quanto a lui, raggiunte le immagini scolpite* di Ghìlgal,+ tornò indietro e disse: “O re, ho un messaggio segreto per te”. Al che il re intimò: “Silenzio!” Tutti quelli che erano alla sua presenza uscirono. 20 Quindi Èud andò da lui mentre stava seduto da solo al fresco, nella camera che aveva in terrazza, e gli disse: “Ho un messaggio di Dio per te”. Èglon si alzò dal suo seggio.* 21 Allora Èud con la mano sinistra prese la spada dalla coscia destra e gliela conficcò nel ventre. 22 Con la lama penetrò anche l’impugnatura, e il grasso del ventre si richiuse su di essa, dato che Èud non ritrasse la spada; e a Èglon vennero fuori le feci. 23 Dopo aver chiuso dietro di sé le porte della camera in terrazza serrandole con il chiavistello, Èud uscì dal portico.* 24 Quando ormai se n’era andato, i servitori di Èglon tornarono e videro che le porte della camera in terrazza erano serrate con il chiavistello. Così dissero: “Starà facendo i suoi bisogni* nel fresco della stanza interna”. 25 Continuarono ad aspettare fino a sentirsi in imbarazzo, ma poi, vedendo che il loro signore non apriva le porte della camera in terrazza, presero la chiave e aprirono, e lo trovarono a terra, morto!

26 Mentre loro si attardavano, Èud fuggì e, passando davanti alle immagini scolpite,*+ si mise in salvo a Sèira. 27 Una volta arrivato, suonò il corno+ nella regione montuosa di Èfraim;+ e gli israeliti scesero dalla regione montuosa, con lui alla loro testa. 28 Quindi disse loro: “Seguitemi, perché Geova vi ha dato in mano i vostri nemici, i moabiti”. Allora lo seguirono e si impadronirono dei guadi del Giordano a danno dei moabiti, e non lasciarono passare nessuno. 29 In quell’occasione uccisero circa 10.000 uomini di Mòab,+ tutti forti e valorosi; non ne scampò nemmeno uno.+ 30 E così quel giorno Mòab fu sottomesso da Israele, e il paese fu in pace per 80 anni.+

31 Dopo Èud fu la volta di Samgàr,+ figlio di Anàt, il quale uccise 600 filistei+ con un pungolo da buoi;+ anche lui salvò Israele.

4 Tuttavia, dopo la morte di Èud, gli israeliti ricominciarono a fare ciò che era male agli occhi di Geova.+ 2 Geova li diede* dunque in mano a Iàbin, re di Cànaan,+ che regnava ad Hàzor. A capo del suo esercito c’era Sìsera, il quale dimorava ad Aròset-Goìm.*+ 3 Poi gli israeliti implorarono Geova,+ perché Iàbin* aveva 900 carri da guerra muniti di falci di ferro*+ e da 20 anni li opprimeva duramente.+

4 A giudicare Israele c’era in quel tempo Debora, una profetessa,+ moglie di Lappidòt. 5 Era solita sedere sotto la palma di Debora, fra Rama+ e Bètel,+ nella regione montuosa di Èfraim; e gli israeliti salivano da lei per il giudizio. 6 Debora mandò a chiamare Bàrac,+ figlio di Abinòam, che si trovava a Chèdes-Nèftali,+ e gli disse: “Geova, l’Iddio d’Israele, ti ha dato il seguente comando: ‘Va’, marcia verso il monte Tàbor,* e prendi con te 10.000 uomini da Nèftali e da Zàbulon. 7 Porterò Sìsera, capo dell’esercito di Iàbin, con i suoi carri da guerra e le sue truppe lì da te, presso il torrente* Chìson,+ e te lo darò in mano’”.+

8 Bàrac le rispose: “Se verrai con me, ci andrò; ma se non verrai, non ci andrò”. 9 E lei gli disse: “Verrò senz’altro. Ma non ti procurerai gloria tramite questa impresa, perché sarà nelle mani di una donna che Geova consegnerà Sìsera”.+ Dopodiché Debora si alzò e andò con Bàrac a Chèdes.+ 10 Bàrac convocò Zàbulon e Nèftali+ a Chèdes, e 10.000 uomini lo seguirono. Anche Debora salì con lui.

11 Per inciso, Hèber il chenita si era separato dai cheniti+ (i discendenti di Obàb, suocero di Mosè+) e aveva piantato la sua tenda vicino al grande albero di Zaanannìm, che è nei pressi di Chèdes.

12 Fu dunque riferito a Sìsera che Bàrac, figlio di Abinòam, era salito sul monte Tàbor.+ 13 Sìsera radunò subito tutti i suoi carri da guerra (i 900 carri muniti di falci di ferro*) e tutte le truppe che erano con lui per andare da Aròset-Goìm al torrente* Chìson.+ 14 Debora disse ora a Bàrac: “Va’, perché questo è il giorno in cui Geova ti darà in mano Sìsera. Geova non sta forse andando davanti a te?” E Bàrac scese dal monte Tàbor alla testa dei 10.000 uomini. 15 Allora Geova gettò nello scompiglio Sìsera, tutti i suoi carri da guerra e tutto l’esercito,+ consegnandoli alla spada di Bàrac. Infine Sìsera saltò giù dal carro e fuggì a piedi. 16 Bàrac inseguì i carri da guerra e l’esercito fino ad Aròset-Goìm. Così l’intero esercito di Sìsera cadde sotto i colpi della spada. Non ci furono superstiti.+

17 Sìsera invece fuggì a piedi fino alla tenda di Iàel,*+ moglie di Hèber+ il chenita, dato che fra Iàbin,+ re di Hàzor, e la casa di Hèber il chenita c’era pace. 18 Iàel uscì incontro a Sìsera e gli disse: “Vieni, mio signore, entra qui da me. Non aver paura”. Sìsera allora entrò nella sua tenda, e lei lo coprì con una coperta. 19 Sìsera poi le disse: “Per favore, dammi un po’ d’acqua da bere; ho sete”. Lei aprì dunque un otre contenente latte e gli diede da bere,+ dopodiché lo coprì di nuovo. 20 “Mettiti all’entrata della tenda”, le disse lui, “e se qualcuno viene a chiederti: ‘C’è un uomo qui?’, rispondi di no”.

21 Ma Iàel, moglie di Hèber, prese un piolo da tenda e un martello, e mentre Sìsera era profondamente addormentato, esausto, gli si avvicinò furtivamente e gli piantò il piolo nelle tempie, fino a conficcarlo per terra. E Sìsera morì.+

22 Ora Bàrac giunse lì all’inseguimento di Sìsera. Andandogli incontro, Iàel gli disse: “Vieni, ti mostrerò l’uomo che stai cercando”. Bàrac entrò da lei e vide Sìsera a terra morto, con il piolo conficcato nelle tempie.

23 Così quel giorno Dio sottomise Iàbin, re di Cànaan, agli israeliti.+ 24 La mano degli israeliti si fece sempre più dura su Iàbin, re di Cànaan,+ finché non lo annientarono.+

5 Quel giorno Debora+ intonò questo canto+ insieme a Bàrac,+ figlio di Abinòam:

 2 “A motivo dei capelli sciolti* in Israele,

a motivo del popolo che si offrì spontaneamente,+

lodate Geova!

 3 Ascoltate, voi re! Prestate orecchio, voi principi!

A Geova io canterò.

Canterò lodi* a Geova,+ Dio d’Israele.+

 4 O Geova, al tuo uscire da Sèir,+

al tuo marciare dal paese di Èdom,

la terra sobbalzò e dai cieli caddero scrosci,

dalle nubi caddero scrosci d’acqua.

 5 Davanti a Geova i monti si sciolsero,*+

anche il Sinai, davanti a Geova,+ Dio d’Israele.+

 6 Ai giorni di Samgàr,+ figlio di Anàt,

ai giorni di Iàel,+ le strade erano deserte;

si viaggiava per sentieri isolati.

 7 Non c’erano più abitanti nei villaggi d’Israele;

non ce n’erano più, finché sorsi io, Debora,+

finché sorsi come madre in Israele.+

 8 Si scelsero nuovi dèi,+

e allora ci fu guerra alle porte.+

Non si vedeva né scudo né lancia

tra quarantamila in Israele.

 9 Il mio cuore è con i comandanti d’Israele,+

che si offrirono volontari con il popolo.+

Lodate Geova!

10 Voi che cavalcate asine rossicce,

voi che sedete su tappeti pregiati,

voi che camminate per la strada,

riflettete!

11 Presso gli abbeveratoi si udivano le voci di chi attingeva acqua per le bestie;

là raccontavano i giusti atti di Geova,

i giusti atti degli abitanti dei villaggi d’Israele.

Allora il popolo di Geova scese alle porte.

12 Déstati, déstati, Debora!+

Déstati, déstati, intona un canto!+

Avanti, Bàrac!+ Conduci via i tuoi prigionieri, figlio di Abinòam!

13 Allora quelli che restavano scesero dai nobili;

il popolo di Geova scese da me contro i potenti.

14 Quelli nella valle,* le cui origini erano in Èfraim,

seguirono te, o Beniamino, fra le tue genti.

Da Machìr+ scesero i comandanti,

e da Zàbulon quelli che reclutavano guerrieri.*

15 I principi di Ìssacar furono con Debora;

e come Ìssacar, così fu Bàrac;+

a piedi fu mandato nella pianura.*+

Fra le schiere di Ruben, grande fu l’indecisione dei cuori.

16 Perché rimanesti seduto fra le due bisacce

ad ascoltare il suono dei flauti per le greggi?+

Fra le schiere di Ruben, grande fu il rimuginare.

17 Gàlaad restò al di là del Giordano;+

e Dan, perché rimase con le navi?+

Àser se ne stette inerte sulla riva del mare,

fermo presso i suoi porti.*+

18 Zàbulon fu un popolo che disprezzò la propria vita* di fronte alla morte,

e così Nèftali+ sulle alture.+

19 Vennero re e combatterono;

i re di Cànaan combatterono dunque+

a Taanàc, presso le acque di Meghiddo.+

Non presero alcun bottino d’argento.+

20 Dal cielo combatterono le stelle,

dalle loro orbite combatterono contro Sìsera.

21 Il Chìson li spazzò via,+

l’antico torrente, il torrente Chìson.

Calpestasti i forti, anima* mia.

22 Allora gli zoccoli dei cavalli martellarono il suolo

mentre i suoi destrieri galoppavano furiosamente.+

23 ‘Maledite Meròz’, disse l’angelo di Geova,

‘maleditene gli abitanti,

perché non sono venuti in aiuto di Geova,

in aiuto di Geova insieme ai potenti’.

24 Benedetta fra le donne è Iàel,+

moglie di Hèber+ il chenita;

benedetta fra le donne che vivono in tende.

25 Lui chiese acqua, lei gli diede latte;

in una splendida coppa gli offrì latte cagliato.*+

26 Allungò la mano verso il piolo,

la destra verso il martello dell’operaio,

e colpì Sìsera; gli fracassò la testa,

gli frantumò le tempie, gliele trapassò.+

27 Fra i suoi piedi lui crollò; cadde e rimase immobile.

Fra i piedi di lei crollò, cadde;

dove crollò, là cadde sconfitto.

28 Dalla finestra una donna guardava fuori,

dalla grata la madre di Sìsera scrutava:

‘Perché il suo carro ancora non arriva?

Perché tarda tanto lo scalpitio dei suoi cavalli?’+

29 Le più sagge fra le sue dame le rispondevano,

e anche lei ripeteva a sé stessa:

30 ‘Si staranno dividendo le spoglie:

una ragazza,* due ragazze* a ogni guerriero,

un bottino di stoffe tinte per Sìsera, un bottino di stoffe tinte,

un capo ricamato, stoffe tinte, due capi ricamati

per coprire il collo di chi prende il bottino’.

31 Così, o Geova, muoiano tutti i tuoi nemici,+

ma quelli che ti amano siano come il sole che sorge nella sua gloria”.

E il paese fu in pace per 40 anni.+

6 Tuttavia gli israeliti fecero di nuovo ciò che era male agli occhi di Geova,+ e Geova li diede in mano a Màdian per sette anni.+ 2 La mano di Màdian oppresse Israele.+ A causa di Màdian gli israeliti si fecero nascondigli* nelle montagne, nelle caverne e in luoghi difficilmente accessibili.+ 3 Se gli israeliti seminavano, Màdian, Àmalec+ e gli orientali+ li attaccavano. 4 Si accampavano contro di loro e distruggevano le colture del paese fino a Gaza, e non lasciavano a Israele né cibo, né pecora, né toro, né asino.+ 5 Arrivavano con il loro bestiame e le loro tende, numerosi come locuste;+ non li si poteva contare, né loro né i loro cammelli.+ Entravano nel paese per devastarlo. 6 Così Israele si impoverì molto a causa di Màdian; e gli israeliti supplicarono Geova di aiutarli.+

7 Quando gli israeliti supplicarono Geova di aiutarli a causa di Màdian,+ 8 Geova mandò loro un profeta, che dichiarò: “Questo è ciò che Geova, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Io vi feci salire dall’Egitto e vi feci uscire dalla casa di schiavitù.+ 9 Vi liberai dalla mano dell’Egitto e da tutti i vostri oppressori; li scacciai davanti a voi e vi diedi il loro paese.+ 10 E vi dissi: “Io sono Geova vostro Dio.+ Non dovete adorare* gli dèi degli amorrei nel cui paese dimorate”.+ Ma voi non mi avete ubbidito’”.*+

11 In seguito venne l’angelo di Geova,+ e si sedette sotto il grande albero che era a Ofra e che apparteneva a Iòas* l’abiezerita.+ Suo figlio Gedeone+ stava battendo il grano nel torchio* per il vino, in modo da nasconderlo alla vista di Màdian. 12 L’angelo di Geova gli apparve e gli disse: “Geova è con te,+ potente guerriero”. 13 Gedeone a sua volta disse: “Perdonami, mio signore, ma se Geova è con noi, perché ci è successo tutto questo?+ Dove sono tutte le sue straordinarie gesta che i nostri padri ci hanno narrato,+ dicendo: ‘Geova non ci fece forse uscire dall’Egitto?’+ Ora Geova ci ha abbandonato+ e ci ha dato in mano a Màdian”. 14 Geova si rivolse a lui e gli disse: “Va’ con la potenza che hai, e salverai Israele dalla mano di Màdian.+ Non sono forse io che ti mando?” 15 Gedeone gli rispose: “Perdonami, Geova. Come posso salvare Israele? Ecco, la mia famiglia* è la più piccola di Manasse, e io sono il più insignificante della casa di mio padre”. 16 Ma Geova gli disse: “Dato che io sarò con te,+ abbatterai Màdian come se fosse un uomo solo”.

17 Quindi Gedeone gli disse: “Se ho ottenuto il tuo favore, dimostrami con un segno che sei tu a parlarmi. 18 Ti prego, non andartene da qui finché non sarò tornato con un dono e non te lo avrò messo davanti”.+ Lui rispose: “Rimarrò qui finché non sarai tornato”. 19 Gedeone rientrò, preparò un capretto e, con un’efa* di farina, fece del pane senza lievito.+ Mise la carne nel cesto e il brodo nella pentola, dopodiché li portò fuori e glieli servì sotto il grande albero.

20 Allora l’angelo del vero Dio gli disse: “Prendi la carne e il pane senza lievito e mettili su quella grande roccia, poi versa il brodo”. E lui fece così. 21 L’angelo di Geova stese quindi il bastone che aveva in mano e con la punta toccò la carne e il pane senza lievito, e un fuoco divampò dalla roccia e consumò la carne e il pane senza lievito.+ L’angelo di Geova poi scomparve. 22 Allora Gedeone capì che era l’angelo di Geova.+

Subito esclamò: “Ohimè, Sovrano Signore Geova, ho visto l’angelo di Geova faccia a faccia!”+ 23 Ma Geova gli disse: “La pace sia con te. Non aver paura;+ non morirai”. 24 Lì Gedeone eresse dunque a Geova un altare, tuttora conosciuto come Geova-Shalòm.*+ Si trova ancora a Ofra degli abiezeriti.

25 Quella notte Geova gli disse: “Prendi il giovane toro di tuo padre, il secondo giovane toro, quello che ha sette anni; demolisci l’altare di Bàal che appartiene a tuo padre e abbatti il palo sacro* che gli sta accanto.+ 26 In cima a questa roccaforte erigi un altare a Geova tuo Dio con delle pietre disposte in fila; dopodiché prendi il toro e offrilo in olocausto* sui pezzi di legno del palo sacro che avrai abbattuto”. 27 Perciò Gedeone prese 10 uomini fra i suoi servitori e fece proprio come Geova gli aveva detto. Tuttavia aveva troppo timore della casa di suo padre e degli uomini della città per farlo di giorno, per cui lo fece di notte.

28 Quando la mattina dopo si alzarono di buon’ora, gli uomini della città si accorsero che l’altare di Bàal era stato demolito, il palo sacro lì accanto era stato abbattuto e il secondo giovane toro era stato offerto sull’altare appena eretto. 29 Si chiesero l’un l’altro: “Chi è stato a far questo?” Dopo aver indagato, dissero: “È stato Gedeone, il figlio di Iòas”. 30 Gli uomini della città intimarono dunque a Iòas: “Porta fuori tuo figlio! Deve morire, perché ha demolito l’altare di Bàal e ha abbattuto il palo sacro che gli stava accanto”. 31 Iòas+ rispose a tutti quelli che lo fronteggiavano: “Dovete essere voi a difendere Bàal? Dovete essere voi a salvarlo? Chiunque lo difenda dev’essere messo a morte questa mattina stessa.+ Se è un dio si difenda da solo,+ visto che il suo altare è stato demolito”. 32 E quel giorno diede a Gedeone il nome di Ierubbàal,* dicendo: “Bàal si difenda, visto che il suo altare è stato demolito”.

33 E tutto Màdian,+ Àmalec+ e gli orientali unirono le forze;+ attraversarono il fiume, entrarono nella Valle* di Izreèl e vi si accamparono. 34 Allora lo spirito di Geova venne su* Gedeone+ e lui suonò il corno,+ e gli abiezeriti+ si radunarono dietro di lui. 35 Mandò messaggeri per tutto Manasse, e anche loro si radunarono dietro di lui. Mandò messaggeri anche per Àser, Zàbulon e Nèftali, e questi salirono da lui.

36 Gedeone disse quindi al vero Dio: “Se stai per salvare Israele tramite me, come hai promesso,+ 37 ecco, stenderò un vello di lana nell’aia. Se ci sarà la rugiada solo sul vello ma tutto il terreno intorno sarà asciutto, allora saprò che tu salverai Israele tramite me, come hai promesso”. 38 E così avvenne. Quando il giorno dopo si alzò di buon’ora e strizzò il vello, uscì abbastanza rugiada da riempire d’acqua una grande scodella. 39 Comunque Gedeone disse al vero Dio: “Non si accenda la tua ira contro di me, ma permettimi di chiedere ancora una cosa. Lasciami fare, ti prego, solo un’altra prova con il vello. Ti prego, fa’ che resti asciutto solo il vello e che ci sia rugiada su tutto il terreno”. 40 Quella notte Dio fece proprio così: solo il vello rimase asciutto e su tutto il terreno ci fu la rugiada.

7 Quindi Ierubbàal, cioè Gedeone,+ e tutti quelli che erano con lui si alzarono presto e si accamparono presso la sorgente di Haròd. L’accampamento di Màdian si trovava a nord rispetto a loro, ai piedi del colle di More, nella pianura.* 2 Geova disse ora a Gedeone: “Ci sono troppi uomini con te perché io dia Màdian in mano loro.+ Altrimenti Israele potrebbe vantarsi e dire contro di me: ‘È stata la mia mano a salvarmi’.+ 3 Quindi, per favore, fa’ questo annuncio ai tuoi uomini: ‘Chi ha paura e trema torni a casa’”.+ Così Gedeone li mise alla prova. Allora 22.000 tornarono a casa, e rimasero in 10.000.

4 Tuttavia Geova disse a Gedeone: “Sono ancora troppi. Falli scendere all’acqua in modo che là io possa metterli alla prova per te. Quando ti dirò: ‘Questo verrà con te’, quello verrà con te. Ma quando ti dirò: ‘Questo non verrà con te’, quello non verrà”. 5 Gedeone fece dunque scendere gli uomini all’acqua.

Quindi Geova disse a Gedeone: “Separa tutti quelli che bevono leccando l’acqua con la lingua come fanno i cani da quelli che per bere si inginocchiano”. 6 Il numero degli uomini che leccarono l’acqua portandosela con la mano alla bocca fu di 300. Tutti gli altri, invece, per bere si inginocchiarono.

7 Geova disse poi a Gedeone: “Vi salverò tramite i 300 uomini che hanno leccato l’acqua dalla mano, e consegnerò Màdian nelle tue mani.+ Tutti gli altri tornino a casa”. 8 Così, dopo che quelli ebbero preso dai compagni le provviste e i corni, Gedeone rimandò a casa tutti gli altri uomini d’Israele. Tenne con sé soltanto i 300. L’accampamento di Màdian si trovava sotto di lui, nella pianura.+

9 Quella notte Geova gli disse: “Alzati, attacca l’accampamento, perché te l’ho dato in mano.+ 10 Ma se hai paura di attaccare, scendi all’accampamento con il tuo servitore Pura. 11 Ascolta ciò che diranno, e allora troverai il coraggio* di attaccare l’accampamento”. Quindi Gedeone e il suo servitore Pura scesero fino ai margini dell’accampamento.

12 Màdian, Àmalec e tutti gli orientali+ coprivano la pianura come uno sciame di locuste, e i loro cammelli non si potevano contare,+ numerosi come i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare. 13 Quando Gedeone arrivò, c’era un uomo che raccontava un sogno al suo compagno e diceva: “Questo è il sogno che ho fatto. C’era un pane rotondo d’orzo che entrava rotolando nell’accampamento di Màdian. Ha raggiunto una tenda e l’ha colpita così forte da farla cadere.+ La tenda si è rovesciata ed è crollata a terra”. 14 Il suo compagno gli rispose: “Non può essere altro che la spada di Gedeone,+ figlio di Iòas,* un uomo d’Israele. Dio gli ha dato in mano Màdian e tutto l’accampamento”.+

15 Non appena ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione,+ Gedeone si inchinò per adorare Dio. Poi tornò all’accampamento d’Israele e disse: “Alzatevi, perché Geova vi ha dato in mano l’accampamento di Màdian”. 16 Quindi divise i 300 uomini in tre schiere, e diede a tutti dei corni+ e delle grosse giare con dentro delle torce. 17 “Guardate me e fate esattamente quello che faccio io”, disse loro. “Quando sarò arrivato ai margini dell’accampamento, dovrete fare proprio come me. 18 Quando suonerò il corno, io e tutti quelli che sono con me, anche voi suonerete i vostri corni tutt’intorno all’accampamento e griderete: ‘Per Geova e per Gedeone!’”

19 Gedeone e i 100 uomini con lui arrivarono ai margini dell’accampamento all’inizio della veglia intermedia della notte,* subito dopo il cambio delle sentinelle. Suonarono i corni+ e fracassarono le grosse giare che avevano in mano.+ 20 Allora tutt’e tre le schiere suonarono i corni e fracassarono le grosse giare. Tenendo la torcia nella mano sinistra, suonarono il corno che avevano nella destra e gridarono: “La spada di Geova e di Gedeone!” 21 Rimasero ciascuno al suo posto, intorno all’accampamento; nell’accampamento, invece, tutti si misero a correre e a urlare, e si diedero alla fuga.+ 22 I 300 continuarono a suonare i corni, e in tutto l’accampamento Geova volse la spada dell’uno contro l’altro;+ l’esercito fuggì fino a Bet-Sitta, verso Zèrera, fino alla periferia di Abèl-Meòla,+ presso Tabbàt.

23 Gli uomini d’Israele furono chiamati a raccolta da Nèftali, Àser e tutto Manasse,+ e inseguirono Màdian. 24 Gedeone mandò messaggeri in tutta la regione montuosa di Èfraim, dicendo: “Scendete ad attaccare Màdian e impadronitevi dell’accesso alle acque fino a Bet-Bara e al Giordano”. Tutti gli uomini di Èfraim furono dunque radunati e si impadronirono delle acque fino a Bet-Bara e al Giordano. 25 Per di più catturarono i due principi di Màdian, Òreb e Zeèb; uccisero Òreb sulla roccia di Òreb+ e Zeèb presso il torchio di Zeèb. Continuarono a inseguire Màdian,+ e portarono la testa di Òreb e quella di Zeèb a Gedeone, nella regione del Giordano.

8 Allora gli uomini di Èfraim gli dissero: “Perché ci hai fatto questo? Per quale motivo non ci hai chiamato quando sei andato a combattere contro Màdian?”+ E lo attaccarono con asprezza.+ 2 Ma lui rispose: “Cosa ho fatto io in confronto a voi? La racimolatura di Èfraim+ non è forse migliore della vendemmia di Abièzer?+ 3 È nella vostra mano che Dio ha dato Òreb e Zeèb,+ i principi di Màdian. Cosa ho fatto io in confronto a voi?” A queste parole si calmarono.*

4 Gedeone giunse poi al Giordano e lo attraversò. Lui e i suoi 300 uomini erano stanchi, ma continuarono l’inseguimento. 5 Agli abitanti di Succòt disse: “Vi prego, date del pane agli uomini al mio seguito, perché sono stanchi e io sto inseguendo Zeba e Zalmùnna, i re di Màdian”. 6 Ma i principi di Succòt replicarono: “Zeba e Zalmùnna* sono forse già in mano tua? Perché dovremmo dare pane al tuo esercito?” 7 Allora Gedeone disse: “Se è così, quando Geova mi avrà dato in mano Zeba e Zalmùnna vi fustigherò con le spine e i rovi del deserto”.+ 8 E da lì salì a Penuèl e fece la stessa richiesta, ma gli uomini di Penuèl gli diedero la stessa risposta di quelli di Succòt. 9 Perciò anche agli uomini di Penuèl disse: “Quando sarò tornato vittorioso,* abbatterò questa torre”.+

10 Ora Zeba e Zalmùnna erano a Carcòr con i loro eserciti, circa 15.000 uomini. Questo era ciò che rimaneva dell’intero esercito degli orientali,+ visto che 120.000 uomini armati di spada erano caduti. 11 Gedeone continuò a salire per la via dei nomadi a est di Noba e di Iogbèa+ e attaccò l’accampamento, che non era preparato a un assalto. 12 I due re madianiti, Zeba e Zalmùnna, si diedero alla fuga, ma Gedeone si lanciò al loro inseguimento e li catturò, gettando nel panico l’intero accampamento.

13 Gedeone, figlio di Iòas,* tornò poi dalla guerra attraverso il passo che sale a Ères. 14 Lungo il cammino catturò un giovane di Succòt e lo interrogò, e questi gli scrisse i nomi dei principi e degli anziani di Succòt, 77 uomini. 15 Allora Gedeone andò dagli uomini di Succòt e disse loro: “Ecco Zeba e Zalmùnna, a proposito dei quali mi avete deriso dicendo: ‘Zeba e Zalmùnna sono forse già in mano tua? Perché dovremmo dare pane ai tuoi uomini esausti?’”+ 16 Prese quindi gli anziani di Succòt, e così, con spine e rovi del deserto, diede a quegli uomini una lezione.+ 17 Dopodiché abbatté la torre di Penuèl+ e uccise gli uomini di quella città.

18 Poi chiese a Zeba e a Zalmùnna: “Com’erano gli uomini che avete ucciso sul Tàbor?” Gli risposero: “Erano come te; ognuno di loro sembrava il figlio di un re”. 19 Allora lui replicò: “Erano miei fratelli, figli di mia madre. Com’è vero che Geova vive, se aveste risparmiato loro la vita non dovrei uccidervi”. 20 Disse quindi a Ièter, il suo primogenito: “Avanti, uccidili”. Ma il ragazzo non estrasse la spada; aveva paura, perché era ancora giovane. 21 Zeba e Zalmùnna allora dissero: “Avanti, mettici a morte tu stesso, perché un uomo si giudica dalla sua forza”.* Pertanto Gedeone si fece avanti e uccise Zeba e Zalmùnna,+ e prese gli ornamenti a forma di mezzaluna che erano al collo dei loro cammelli.

22 In seguito gli uomini d’Israele dissero a Gedeone: “Governa su di noi, tu e tuo figlio e tuo nipote, dato che ci hai salvato dalla mano di Màdian”.+ 23 Ma Gedeone disse loro: “Non sarò io a governarvi, né vi governerà mio figlio. Sarà Geova a governarvi”.+ 24 E aggiunse: “Lasciate che vi faccia una richiesta: ciascuno di voi prenda un anello da naso dal suo bottino e me lo dia”. (Infatti gli sconfitti, essendo ismaeliti,+ avevano anelli d’oro da naso.) 25 Gli risposero: “Te li daremo volentieri”. Allora stesero un mantello e ognuno vi gettò un anello da naso preso dal suo bottino. 26 Il peso dell’oro degli anelli da naso da lui richiesti ammontò a 1.700 sicli,* oltre agli ornamenti a forma di mezzaluna, ai ciondoli, alle vesti di lana color porpora che i re di Màdian indossavano e ai collari dei cammelli.+

27 Con quell’oro Gedeone fece un efod+ e lo espose a Ofra,+ la sua città. Là tutto Israele si prostituì spiritualmente con l’efod,+ ed esso fu una trappola per Gedeone e la sua casa.+

28 Màdian+ venne dunque sottomesso agli israeliti, e non li sfidò più;* e ai giorni di Gedeone il paese fu in pace per 40 anni.+

29 Così Ierubbàal,+ figlio di Iòas, tornò a casa sua e lì rimase.

30 Gedeone generò 70 figli;* ebbe infatti molte mogli. 31 Anche la sua concubina che stava a Sìchem gli diede un figlio, e lui lo chiamò Abimèlec.+ 32 Infine Gedeone, figlio di Iòas, morì dopo una lunga e serena vecchiaia, e fu sepolto nella tomba di suo padre Iòas a Ofra degli abiezeriti.+

33 Non appena Gedeone morì, gli israeliti ricominciarono a prostituirsi spiritualmente ai Bàal,+ e si scelsero Bàal-Berìt come loro dio.+ 34 Gli israeliti non si ricordarono di Geova loro Dio,+ che li aveva liberati dalla mano di tutti i nemici intorno a loro,+ 35 né mostrarono amore leale alla casa di Ierubbàal, cioè Gedeone, in cambio di tutto il bene che lui aveva fatto a Israele.+

9 Un giorno Abimèlec,+ figlio di Ierubbàal, andò a Sìchem dai fratelli di sua madre, e disse a loro e a tutta la famiglia di suo nonno:* 2 “Chiedete, vi prego, a tutti i signori* di Sìchem: ‘Cosa è meglio per voi, che vi governino tutti i 70 figli di Ierubbàal+ o che vi governi un solo uomo? E ricordate che io sono vostro osso e vostra carne’”.*

3 I fratelli di sua madre riportarono dunque le sue parole a tutti i signori di Sìchem, e il cuore di questi fu incline a seguire Abimèlec; infatti dissero: “È nostro fratello”. 4 Quindi gli diedero 70 pezzi d’argento presi dal tempio di Bàal-Berìt,+ e Abimèlec li usò per assoldare uomini oziosi e insolenti che lo accompagnassero. 5 Poi andò a casa di suo padre a Ofra+ e, su una stessa pietra, uccise i suoi fratelli,+ i figli di Ierubbàal, 70 uomini. L’unico superstite fu Iòtam, il figlio più giovane di Ierubbàal, che si era nascosto.

6 In seguito tutti i signori di Sìchem e tutta Bet-Millo si radunarono e fecero re Abimèlec+ vicino al grande albero, presso la colonna che stava a Sìchem.

7 Quando la cosa fu riferita a Iòtam, questi salì subito in cima al monte Gherizìm+ e da lì, chiamandoli a gran voce, disse loro: “Ascoltatemi, signori di Sìchem, e Dio ascolterà voi!

8 “Degli alberi andarono un giorno a ungere un re su di loro. Dissero dunque all’olivo: ‘Regna su di noi’.+ 9 Ma l’olivo rispose: ‘E io dovrei rinunciare al mio olio,* che viene usato per dare gloria a Dio e agli uomini, per andare a ondeggiare al di sopra degli altri alberi?’ 10 Allora gli alberi dissero al fico: ‘Vieni tu a regnare su di noi’. 11 Ma il fico rispose: ‘E io dovrei rinunciare alla mia dolcezza e ai miei frutti saporiti per andare a ondeggiare al di sopra degli altri alberi?’ 12 Gli alberi dissero poi alla vite: ‘Vieni tu a regnare su di noi’. 13 La vite replicò: ‘E io dovrei rinunciare al mio vino nuovo, che rallegra Dio e gli uomini, per andare a ondeggiare al di sopra degli altri alberi?’ 14 Alla fine tutti gli alberi dissero al rovo: ‘Vieni tu a regnare su di noi’.+ 15 Allora il rovo disse agli alberi: ‘Se mi state davvero ungendo come re su di voi, venite a rifugiarvi alla mia ombra. Altrimenti, dal rovo esca un fuoco che divori i cedri del Libano!’

16 “Ora, dunque, facendo re Abimèlec,+ vi siete comportati in modo leale e onorevole? Avete mostrato bontà a Ierubbàal e alla sua casa? Lo avete trattato come merita? 17 Quando combatté per voi,+ mio padre rischiò la vita* per salvarvi dalla mano di Màdian.+ 18 Ma oggi voi vi siete scagliati contro la casa di mio padre e, su una stessa pietra, avete ucciso i suoi figli, 70 uomini.+ Invece Abimèlec, il figlio della sua schiava,+ lo avete fatto re sui signori di Sìchem solo perché è vostro fratello. 19 Se dunque oggi vi siete comportati in modo leale e onorevole verso Ierubbàal e la sua casa, rallegratevi di Abimèlec e anche lui si rallegri di voi. 20 Altrimenti, da Abimèlec esca un fuoco che divori i signori di Sìchem e Bet-Millo,+ e dai signori di Sìchem e da Bet-Millo esca un fuoco che divori Abimèlec!”+

21 A quel punto Iòtam+ fuggì e si mise in salvo a Beèr, dove rimase a vivere a motivo di suo fratello Abimèlec.

22 Abimèlec dominò* su Israele per tre anni. 23 Quindi Dio lasciò che nascesse ostilità* fra Abimèlec e i signori di Sìchem, e questi cospirarono contro Abimèlec. 24 Ciò accadde perché fosse vendicata la violenza fatta ai 70 figli di Ierubbàal, così che il loro sangue ricadesse sul loro fratello Abimèlec, che li aveva uccisi,+ e sui signori di Sìchem, che lo avevano aiutato a uccidere i suoi fratelli. 25 I signori di Sìchem appostarono dunque degli uomini sulle cime dei monti per tendere imboscate a suo danno; questi derubavano chiunque passasse per la strada. E la cosa fu riferita ad Abimèlec.

26 Poi Gàal, figlio di Èbed, e i suoi fratelli vennero a Sìchem,+ e i signori di Sìchem riposero fiducia in lui. 27 Andati nei campi, questi vendemmiarono l’uva delle loro vigne, la pigiarono e si misero a festeggiare; dopodiché entrarono nel tempio del loro dio+ e mangiarono, bevvero e maledissero Abimèlec. 28 Quindi Gàal, figlio di Èbed, disse: “Chi è Abimèlec, e chi è Sìchem* che dovremmo servirlo? Non è Abimèlec il figlio di Ierubbàal?+ E non è Zebùl un suo rappresentante? Servite piuttosto gli uomini di Èmor, padre di Sìchem! Ma perché dovremmo servire Abimèlec? 29 Ah, se questo popolo fosse al mio comando! Allora deporrei Abimèlec”. Poi disse ad Abimèlec: “Rinforza il tuo esercito e fatti avanti”.

30 Quando Zebùl, principe della città, seppe quello che aveva detto Gàal, figlio di Èbed, si infuriò. 31 Così inviò segretamente* dei messaggeri da Abimèlec per dirgli: “Ecco, Gàal, figlio di Èbed, e i suoi fratelli sono ora a Sìchem e aizzano la città contro di te. 32 Vieni perciò di notte, tu e i tuoi uomini, e mettiti in agguato nei campi. 33 Al mattino presto, non appena spunta il sole, devi alzarti e attaccare la città e, quando lui e i suoi uomini verranno contro di te, fa’ tutto quello che puoi per sconfiggerlo”.

34 Pertanto di notte Abimèlec e tutti quelli con lui si alzarono e, divisi in quattro schiere, si misero in agguato contro Sìchem. 35 Quando Gàal, figlio di Èbed, uscì e si fermò davanti alla porta della città, Abimèlec e la gente con lui vennero fuori dai luoghi in cui si erano appostati. 36 Vedendo quegli uomini, Gàal disse a Zebùl: “Guarda! C’è della gente che scende dalle cime dei monti”. Zebùl però gli rispose: “Stai scambiando le ombre dei monti per uomini”.

37 Ma Gàal gli disse ancora: “Guarda! C’è della gente che scende dalle alture centrali del paese, e una schiera sta avanzando lungo la strada del grande albero di Meonenìm”. 38 Zebùl replicò: “Dov’è ora il tono arrogante di quando dicevi: ‘Chi è Abimèlec che dovremmo servirlo?’+ Non è questa la gente contro cui hai parlato? Adesso va’ e combatti contro di loro!”

39 Allora Gàal uscì alla testa dei signori di Sìchem e combatté contro Abimèlec. 40 Ma Abimèlec inseguì Gàal, e questi fuggì; e molti furono i morti fin davanti alla porta della città.

41 E Abimèlec ritornò ad Arùma e vi rimase, mentre Zebùl+ scacciò Gàal e i suoi fratelli da Sìchem. 42 Il giorno dopo la gente di Sìchem uscì nei campi, e Abimèlec ne fu informato. 43 Perciò prese i suoi uomini, li divise in tre schiere e si mise in agguato nei campi. Quando scorse i sichemiti venire fuori dalla città, si lanciò all’attacco e li uccise. 44 Abimèlec e gli uomini che erano con lui si lanciarono a prendere posizione davanti alla porta della città, mentre due schiere attaccarono e uccisero tutti quelli che erano nei campi. 45 Abimèlec combatté contro la città per l’intero giorno e la catturò. Dopo aver ucciso quelli che si trovavano nella città, la distrusse+ e la cosparse di sale.

46 Quando lo vennero a sapere, tutti i signori della torre di Sìchem si precipitarono nel sotterraneo* del tempio di El-Berìt.+ 47 Non appena gli fu riferito che tutti i signori della torre di Sìchem si erano radunati insieme, 48 Abimèlec salì con tutti i suoi uomini sul monte Zalmòn. Prese in mano una scure, tagliò un ramo da un albero, se lo caricò in spalla e disse ai suoi uomini: “Svelti, fate anche voi quello che mi avete visto fare!” 49 Tutti a loro volta tagliarono dei rami e seguirono Abimèlec. Appoggiarono quindi i rami contro il sotterraneo e gli diedero fuoco. Così morirono anche tutti quelli della torre di Sìchem, un migliaio tra uomini e donne.

50 Abimèlec andò poi a Tebèz, la assediò e la catturò. 51 Dato che in mezzo alla città si trovava una torre fortificata, tutti gli uomini e le donne e tutti i capi della città vi fuggirono. Si rinchiusero al suo interno e salirono sul tetto. 52 Abimèlec raggiunse la torre e l’attaccò. Ma quando si avvicinò all’ingresso della torre per darle fuoco, 53 una donna gli fece cadere sulla testa il pezzo superiore di una macina e gli spaccò il cranio.+ 54 Abimèlec chiamò subito il servitore che gli portava le armi e gli disse: “Prendi la spada e uccidimi. Che non si dica di me: ‘È stato ucciso da una donna’!” Immediatamente il suo servitore lo trafisse, e lui morì.

55 Quando videro che Abimèlec era morto, gli uomini d’Israele se ne tornarono tutti alle loro case. 56 Così Dio ripagò Abimèlec per il male che aveva fatto a suo padre uccidendo i suoi 70 fratelli.+ 57 Dio fece anche ricadere sulla testa degli uomini di Sìchem il male che avevano fatto. Si abbatté dunque su di loro la maledizione di Iòtam,+ figlio di Ierubbàal.+

10 Dopo i giorni di Abimèlec, per salvare Israele+ sorse Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo, della tribù di Ìssacar. Viveva a Samìr, nella regione montuosa di Èfraim. 2 Giudicò Israele per 23 anni, dopodiché morì e fu sepolto a Samìr.

3 Dopo di lui sorse Iaìr il galaadita, che giudicò Israele per 22 anni. 4 Ebbe 30 figli, i quali cavalcavano 30 asini e avevano 30 città, che ancora oggi si chiamano Avvòt-Iaìr+ e si trovano nel paese di Gàlaad. 5 Poi Iaìr morì e fu sepolto a Camòn.

6 E gli israeliti ricominciarono a fare ciò che era male agli occhi di Geova;+ si misero a servire i Bàal,+ le immagini di Àstoret, gli dèi di Àram,* gli dèi di Sidóne, gli dèi di Mòab,+ gli dèi degli ammoniti+ e gli dèi dei filistei.+ Abbandonarono Geova e smisero di servirlo. 7 L’ira di Geova divampò quindi contro di loro, ed egli li diede* in mano ai filistei e agli ammoniti.+ 8 Perciò quell’anno questi afflissero e oppressero duramente gli israeliti; per 18 anni oppressero tutti gli israeliti che stavano oltre il Giordano, in Gàlaad, in quello che era stato il paese degli amorrei. 9 Gli ammoniti inoltre attraversavano il Giordano per combattere contro Giuda e Beniamino e contro la casa di Èfraim; e Israele si trovava in gravi difficoltà. 10 Allora gli israeliti supplicarono Geova di aiutarli,+ dicendo: “Abbiamo peccato contro di te: abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i Bàal”.+

11 Geova però rispose agli israeliti: “Non vi salvai forse dall’Egitto,+ dagli amorrei,+ dagli ammoniti, dai filistei,+ 12 dai sidoni, da Àmalec e da Màdian quando vi oppressero? Quando mi imploraste, vi salvai dalla loro mano. 13 Ma voi mi avete abbandonato e vi siete messi a servire altri dèi.+ Per questo motivo non vi salverò un’altra volta.+ 14 Andate dagli dèi che vi siete scelti e invocate il loro aiuto.+ Vi salvino loro da questa situazione disperata”.+ 15 Ma gli israeliti dissero a Geova: “Abbiamo peccato. Facci qualunque cosa sia giusta ai tuoi occhi. Solo, ti preghiamo, liberaci in questo giorno!” 16 Ed eliminarono di mezzo a loro gli dèi stranieri e servirono Geova,+ così che egli non poté più sopportare* le sofferenze di Israele.+

17 Avvenne poi che gli ammoniti+ si radunarono e si accamparono in Gàlaad. A loro volta gli israeliti si radunarono e si accamparono a Mizpa. 18 La gente e i principi di Gàlaad si dicevano l’un l’altro: “Chi si metterà alla nostra guida per combattere contro gli ammoniti?+ Quello diventerà il capo di tutti gli abitanti di Gàlaad”.

11 Ora Iefte+ il galaadita era un potente guerriero; era figlio di una prostituta, e suo padre era Gàlaad. 2 Ma Gàlaad ebbe figli anche da sua moglie. Una volta cresciuti, i figli della moglie scacciarono Iefte dicendogli: “Tu non avrai nessuna eredità nella casa di nostro padre, perché sei figlio di un’altra donna”. 3 Allora Iefte fuggì via dai suoi fratelli e si stabilì nel paese di Tob. A lui si unirono uomini senza occupazione, che si misero al suo seguito.

4 Qualche tempo dopo, gli ammoniti fecero guerra a Israele.+ 5 E quando gli ammoniti mossero guerra a Israele, gli anziani di Gàlaad andarono immediatamente nel paese di Tob a richiamare Iefte. 6 “Vieni e diventa nostro comandante”, gli dissero, “così potremo combattere contro gli ammoniti”. 7 Ma Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: “Non siete voi quelli che mi odiavano al punto di cacciarmi dalla casa di mio padre?+ Perché adesso che siete in difficoltà venite da me?” 8 Allora gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: “Proprio per questo ora siamo tornati da te. Se vieni con noi a combattere contro gli ammoniti, diventerai il capo di tutti noi abitanti di Gàlaad”.+ 9 Iefte disse dunque agli anziani di Gàlaad: “Se mi fate tornare per combattere contro gli ammoniti e Geova li sconfiggerà per me, allora diventerò davvero il vostro capo!” 10 Gli anziani di Gàlaad risposero a Iefte: “Geova sia testimone* fra noi se non faremo come dici”. 11 Così Iefte andò con gli anziani di Gàlaad, e il popolo lo nominò suo capo e comandante. E a Mizpa+ Iefte ripeté davanti a Geova tutto ciò che aveva detto.

12 Iefte mandò poi messaggeri al re degli ammoniti+ per chiedergli: “Che cos’hai contro di me?* Perché sei venuto ad attaccare il mio paese?” 13 Il re degli ammoniti rispose ai messaggeri di Iefte: “La ragione è che quando Israele salì dall’Egitto+ prese la mia terra, dall’Àrnon+ allo Iàbboc e fino al Giordano.+ Ora restituiscila pacificamente”. 14 Ma Iefte mandò di nuovo messaggeri al re degli ammoniti 15 per dirgli:

“Iefte dice questo: ‘Israele non prese il territorio dei moabiti+ né quello degli ammoniti.+ 16 Infatti, quando salì dall’Egitto, Israele attraversò il deserto fino al Mar Rosso+ e arrivò a Càdes;+ 17 quindi mandò messaggeri al re di Èdom+ per chiedergli: “Per favore, permettici di attraversare il tuo paese”. Ma il re di Èdom non volle ascoltare. Israele si rivolse anche al re di Mòab,+ ma nemmeno lui acconsentì. Così Israele rimase a Càdes.+ 18 Proseguendo poi il cammino nel deserto, girò attorno al territorio di Èdom+ e a quello di Mòab; passò a est del territorio di Mòab+ e si accampò nella regione dell’Àrnon. Non oltrepassò i confini di Mòab:+ l’Àrnon era infatti il confine di Mòab.

19 “‘Successivamente Israele mandò messaggeri a Sihòn, re degli amorrei, re di Èsbon, e gli disse: “Per favore, permettici di attraversare il tuo paese per raggiungere il nostro”.+ 20 Ma Sihòn non si fidò a far passare Israele per il suo territorio; così radunò tutto il suo popolo, si accampò a Iàaz e mosse guerra a Israele.+ 21 Pertanto Geova, l’Iddio d’Israele, diede Sihòn e tutto il suo popolo in mano a Israele, che li sconfisse; e Israele prese possesso di tutto il territorio degli amorrei che abitavano quella regione.+ 22 Dall’Àrnon allo Iàbboc e dal deserto al Giordano, prese possesso di tutto il territorio degli amorrei.+

23 “‘Fu Geova, l’Iddio d’Israele, che scacciò gli amorrei davanti al suo popolo;+ e adesso tu vorresti scacciare Israele? 24 Tu non possiedi forse qualunque cosa il tuo dio Chèmos+ ti conceda di possedere? Allo stesso modo noi scacceremo chiunque Geova nostro Dio abbia scacciato davanti a noi.+ 25 Ora, sei forse migliore di Bàlac,+ figlio di Zippòr, re di Mòab? Si mise mai a contendere con Israele, o gli mosse mai guerra? 26 Sono 300 anni che Israele dimora a Èsbon e nei suoi villaggi,*+ ad Aroèr e nei suoi villaggi, e in tutte le città che stanno sulle sponde dell’Àrnon: perché non avete mai cercato di riprenderveli in tutto questo tempo?+ 27 Io non ho peccato contro di te, e tu hai torto ad attaccarmi. Geova il Giudice+ sia oggi giudice tra il popolo d’Israele e il popolo di Àmmon’”.

28 Il re degli ammoniti, però, non volle ascoltare il messaggio inviatogli da Iefte.

29 E lo spirito di Geova venne su Iefte,+ e lui attraversò Gàlaad e Manasse per andare a Mizpe di Gàlaad;+ da Mizpe di Gàlaad mosse contro gli ammoniti.

30 Quindi Iefte fece un voto+ a Geova dicendo: “Se mi darai in mano gli ammoniti, 31 allora, quando tornerò vittorioso* dalla guerra contro di loro, la persona che uscirà dalla porta di casa mia per venirmi incontro apparterrà a te, o Geova,+ e te la offrirò come olocausto”.+

32 Iefte andò dunque a combattere contro gli ammoniti, e Geova glieli diede in mano. 33 Iefte li colpì da Aroèr a Minnìt, conquistando 20 città, e fino ad Abèl-Cheramìm; fece una strage. Così gli ammoniti vennero sottomessi agli israeliti.

34 Infine Iefte tornò a casa sua a Mizpa,+ ed ecco, sua figlia gli uscì incontro suonando il tamburello e danzando! Era la sua unica figlia: oltre a lei, Iefte non aveva nessun altro figlio o figlia. 35 Quando la vide, si strappò le vesti ed esclamò: “Oh no, figlia mia! Mi hai spezzato il cuore, perché alla fine sei tu la persona che allontano. Ma ho fatto un voto* a Geova e non posso tornare sui miei passi”.+

36 Lei comunque gli rispose: “Padre mio, se hai fatto un voto a Geova, fammi come hai promesso,+ dato che Geova ha compiuto per te la vendetta sui tuoi nemici, gli ammoniti”. 37 Poi disse a suo padre: “Ti chiedo solo una cosa: lasciami libera per due mesi. Permettimi di andare sui monti a piangere la mia verginità insieme alle mie compagne”.*

38 Iefte le rispose: “Va’ pure”. Così la lasciò andare via per due mesi, e lei andò sui monti con le sue compagne a piangere la sua verginità. 39 Al termine dei due mesi tornò da suo padre, dopodiché lui adempì il voto che la riguardava.+ Lei non ebbe mai rapporti con un uomo. E in Israele si affermò questa consuetudine:* 40 di anno in anno, quattro giorni all’anno, le giovani israelite andavano a lodare la figlia di Iefte il galaadita.

12 Quindi gli uomini di Èfraim si radunarono e attraversarono il fiume* verso Zafòn.* “Perché non ci hai chiesto di venire con te quando sei andato a combattere contro gli ammoniti?”,+ dissero a Iefte. “Ora bruceremo la tua casa con te dentro!” 2 Ma Iefte rispose loro: “Insieme alla mia gente ho dovuto affrontare un grande conflitto con gli ammoniti. Io avevo chiesto il vostro aiuto, ma voi non mi avete salvato dalla loro mano. 3 Quando ho visto che non mi avreste salvato, ho deciso di rischiare la vita* e affrontare gli ammoniti,+ e Geova me li ha consegnati. Per quale motivo, allora, oggi venite a combattere contro di me?”

4 Iefte radunò quindi tutti gli uomini di Gàlaad,+ e combatterono Èfraim. Gli uomini di Gàlaad sconfissero Èfraim, che aveva detto: “Voi galaaditi che vivete in Èfraim e in Manasse non siete altro che fuggitivi di Èfraim”. 5 Gàlaad si impadronì dei guadi del Giordano+ davanti a Èfraim. Quando qualcuno di Èfraim cercava di fuggire e diceva: “Lasciatemi attraversare il fiume”, gli uomini di Gàlaad gli chiedevano: “Sei efraimita?” Se quello rispondeva di no, 6 gli dicevano: “Allora di’ shibbòlet”. Ma lui diceva sibbòlet, perché non era capace di pronunciare la parola correttamente. A quel punto lo prendevano e lo uccidevano lì ai guadi del Giordano. Fu così che in quell’occasione caddero 42.000 efraimiti.

7 Iefte giudicò Israele per sei anni; dopodiché Iefte il galaadita morì e fu sepolto nella sua città in Gàlaad.

8 Dopo di lui fu Ibzàn di Betlemme a giudicare Israele.+ 9 Ebbe 30 figli e 30 figlie. Mandò le sue figlie a sposare uomini di fuori, e da fuori fece venire 30 donne da dare in moglie ai suoi figli. Ibzàn giudicò Israele per sette anni. 10 Quindi Ibzàn morì e fu sepolto a Betlemme.

11 Dopo di lui fu Elòn lo zabulonita a giudicare Israele. Giudicò Israele per 10 anni. 12 Quindi Elòn lo zabulonita morì e fu sepolto ad Àialon, nel paese di Zàbulon.

13 Dopo di lui fu Abdòn, figlio di Hillèl il piratonita, a giudicare Israele. 14 Ebbe 40 figli e 30 nipoti che cavalcavano 70 asini. Giudicò Israele per otto anni. 15 Quindi Abdòn, figlio di Hillèl il piratonita, morì e fu sepolto a Piratòn, nel paese di Èfraim, sul monte degli amalechiti.+

13 Di nuovo gli israeliti fecero ciò che era male agli occhi di Geova,+ e Geova li diede in mano ai filistei+ per 40 anni.

2 A quel tempo c’era un uomo di Zora,+ della famiglia dei daniti,+ che si chiamava Manòa.+ Sua moglie era sterile e senza figli.+ 3 Un giorno l’angelo di Geova apparve alla donna e le disse: “Anche se sei sterile e non hai figli, concepirai e partorirai un figlio.+ 4 Ora evita di bere vino o altre bevande alcoliche,+ e non mangiare nulla di impuro.+ 5 Ecco, concepirai e partorirai un figlio; sulla sua testa non dovrà mai passare il rasoio,+ perché il piccolo sarà un nazireo di Dio sin dalla nascita,* e salverà Israele dalla mano dei filistei”.+

6 Allora la donna andò da suo marito e gli disse: “Un uomo del vero Dio è venuto da me. Il suo aspetto era come quello di un angelo del vero Dio: davvero maestoso! Non gli ho chiesto di dov’era, e lui non mi ha rivelato il suo nome.+ 7 Però mi ha detto: ‘Ecco, concepirai e partorirai un figlio. Ora evita di bere vino o altre bevande alcoliche, e non mangiare nulla di impuro, perché il piccolo sarà un nazireo di Dio, dalla nascita fino al giorno della morte’”.

8 Manòa supplicò Geova dicendogli: “Perdonami, Geova. Ti prego, fa’ che l’uomo del vero Dio che hai appena mandato venga di nuovo da noi per insegnarci come dobbiamo crescere il piccolo che nascerà”. 9 Pertanto il vero Dio ascoltò Manòa, e l’angelo del vero Dio tornò dalla donna mentre era nei campi e suo marito Manòa non era con lei. 10 La donna corse immediatamente dal marito e gli disse: “Ecco, quell’uomo che era venuto da me l’altro giorno mi è apparso!”+

11 Allora Manòa si alzò e seguì sua moglie. Raggiunto l’uomo, gli chiese: “Sei tu l’uomo che ha parlato a mia moglie?” Lui rispose: “Sono io”. 12 Manòa quindi disse: “Che le tue parole si avverino! Come dovrà vivere il piccolo, e che cosa farà?”+ 13 L’angelo di Geova gli rispose: “Tua moglie dovrà evitare tutto quello che le ho menzionato.+ 14 Non dovrà mangiare nessun prodotto della vite, né bere vino o altre bevande alcoliche,+ né mangiare nulla di impuro.+ Dovrà osservare tutto quello che le ho comandato”.

15 E Manòa disse all’angelo di Geova: “Ti prego, resta! Permettici di prepararti un capretto”.+ 16 L’angelo di Geova però gli rispose: “Anche se resto, non mangerò il tuo cibo; ma se vuoi, puoi offrire un olocausto a Geova”. (Manòa non sapeva che era l’angelo di Geova.) 17 Allora Manòa chiese all’angelo di Geova: “Qual è il tuo nome?+ Così potremo renderti onore quando le tue parole si saranno avverate”. 18 Ma l’angelo di Geova gli disse: “Perché chiedi il mio nome, dato che è meraviglioso?”

19 Manòa prese il capretto e l’offerta di cereali e li offrì sulla roccia a Geova. Ed Egli fece qualcosa di straordinario davanti agli occhi di Manòa e di sua moglie: 20 mentre la fiamma saliva dall’altare verso il cielo, l’angelo di Geova ascese nella fiamma dell’altare davanti ai loro occhi. Subito Manòa e sua moglie si inginocchiarono con il viso a terra. 21 L’angelo di Geova non apparve più a Manòa e a sua moglie. Allora Manòa capì che si trattava dell’angelo di Geova.+ 22 Perciò disse alla moglie: “Di sicuro moriremo, perché è Dio quello che abbiamo visto”.+ 23 Ma lei gli disse: “Se Geova avesse voluto farci morire non avrebbe accettato da noi un olocausto+ e un’offerta di cereali, non ci avrebbe mostrato tutto ciò e non ci avrebbe detto nessuna di queste cose”.

24 In seguito la donna partorì un figlio e lo chiamò Sansone.+ Man mano che il ragazzo cresceva, Geova continuava a benedirlo. 25 E lo spirito di Geova cominciò ad agire su di lui+ mentre era a Maàne-Dan,+ fra Zora ed Estaòl.+

14 Quindi Sansone scese a Timna, e lì vide una donna filistea.* 2 Allora salì e disse a suo padre e sua madre: “A Timna ho visto una donna filistea, e voglio che me la prendiate in moglie”. 3 Suo padre e sua madre però gli dissero: “Non puoi trovare una donna tra le tue parenti e in mezzo a tutto il nostro popolo?+ Devi proprio andare a prendere moglie tra gli incirconcisi filistei?” Ma Sansone rispose a suo padre: “Prendimi lei, perché è quella giusta per me”.* 4 Suo padre e sua madre non capivano che questo era opera di Geova, il quale cercava un’occasione contro i filistei, dato che a quel tempo dominavano su Israele.+

5 Pertanto Sansone scese con suo padre e sua madre a Timna. Quando giunse alle vigne di Timna, ecco che un leone* gli venne incontro ruggendo. 6 Allora lo spirito di Geova gli infuse potenza,+ e lui a mani nude squarciò il leone in due proprio come si squarcia in due un capretto. Ma a suo padre e sua madre non rivelò quello che aveva fatto. 7 Poi Sansone arrivò a Timna e parlò alla donna, e lei era ancora quella giusta ai suoi occhi.+

8 Dopo qualche tempo, mentre tornava a prenderla per portarla a casa,+ Sansone fece una deviazione per andare a vedere i resti del leone, e notò che dentro la carcassa c’erano uno sciame di api e del miele. 9 Così raccolse il miele con le mani e si mise a mangiarlo, proseguendo il cammino. Quando raggiunse suo padre e sua madre, ne diede un po’ da mangiare anche a loro, ma non raccontò che aveva preso il miele dalla carcassa di un leone.

10 Suo padre scese dunque dalla donna, e Sansone tenne lì un banchetto, come usavano fare i giovani. 11 Quando lo videro, gli portarono 30 giovani che stessero accanto a lui come compagni dello sposo. 12 Sansone disse a questi: “Vi prego, lasciate che vi proponga un indovinello.* Se durante i sette giorni del banchetto riuscirete a darmi la soluzione, allora vi darò 30 tuniche di lino e 30 cambi di vesti. 13 Ma se non saprete darmi la soluzione, allora sarete voi a dare a me 30 tuniche di lino e 30 cambi di vesti”. Gli risposero: “Proponici il tuo indovinello; vogliamo sentirlo”. 14 Allora Sansone disse:

“Da colui che mangia è uscito qualcosa da mangiare,

e da colui che è forte qualcosa di dolce da gustare”.+

Per tre giorni non riuscirono a risolvere l’indovinello. 15 Il quarto giorno dissero alla moglie di Sansone: “Inganna tuo marito+ perché ci sveli la soluzione dell’indovinello, altrimenti bruceremo te e la casa di tuo padre. Ci avete invitato qui per impossessarvi dei nostri beni?” 16 Allora la moglie di Sansone si mise a piangere davanti a lui, dicendogli: “Evidentemente tu mi odi; non mi ami affatto.+ Hai proposto un indovinello alla mia gente, ma a me non hai detto qual è la soluzione”. Lui replicò: “Non l’ho detto nemmeno a mio padre e a mia madre. Perché dovrei dirlo a te?” 17 Ma lei continuò a piagnucolare per il resto dei sette giorni del banchetto. Infine il settimo giorno, a motivo della sua grande insistenza, lui le svelò la soluzione dell’indovinello. La donna a sua volta la rivelò alla sua gente.+ 18 Così il settimo giorno, prima del tramonto,* gli uomini della città dissero a Sansone:

“Cosa c’è di più dolce del miele,

e cosa c’è di più forte del leone?”+

Lui rispose:

“Se non aveste arato con la mia giovenca,+

non avreste risolto il mio indovinello”.

19 Allora lo spirito di Geova gli infuse potenza,+ e lui scese ad Àscalon,+ uccise 30 dei loro uomini, prese le vesti che avevano addosso e le portò a quelli che avevano risolto l’indovinello.+ Poi, pieno di rabbia, se ne tornò a casa di suo padre.

20 La moglie di Sansone+ fu data a uno dei giovani che erano stati accanto a lui come compagni dello sposo.+

15 Qualche tempo dopo, ai giorni della mietitura del frumento, Sansone andò a trovare sua moglie, portandole un capretto. “Voglio andare da mia moglie nella camera da letto”,* disse. Ma il padre di lei non lo lasciò entrare. 2 Gli disse: “Ho pensato: ‘Sicuramente la odi’.+ Per questo motivo l’ho data al tuo compagno di nozze.+ La sua sorella più giovane non è più bella? Prendi lei al suo posto, ti prego”. 3 Tuttavia Sansone disse: “Questa volta i filistei non possono biasimarmi se faccio loro del male”.

4 Quindi Sansone se ne andò e catturò 300 volpi. Poi prese delle torce, legò le volpi a due a due per la coda e fissò una torcia a ogni paio di code. 5 Dopodiché diede fuoco alle torce e lasciò andare le volpi nei campi dei filistei, tra le spighe da mietere; incendiò tutto, dai covoni alle spighe non mietute, dalle vigne agli oliveti.

6 I filistei chiesero: “Chi ha fatto questo?” Fu detto loro: “È stato Sansone, il genero del timnita, perché il suocero ha preso sua moglie e l’ha data al suo compagno di nozze”.+ Allora i filistei salirono e bruciarono lei e il padre.+ 7 Sansone disse loro: “Se è così che agite, non mi fermerò finché non mi sarò vendicato di voi”.+ 8 Così li colpì uno dopo l’altro,* facendo un massacro; poi scese e andò a stare in una caverna* nella rupe di Ètam.

9 In seguito i filistei salirono e si accamparono in Giuda, facendo incursioni intorno a Lehi.+ 10 Quindi gli uomini di Giuda chiesero: “Perché siete saliti contro di noi?” E quelli risposero: “Siamo saliti per catturare* Sansone, per fare a lui proprio come lui ha fatto a noi”. 11 Pertanto 3.000 uomini di Giuda scesero alla caverna nella rupe di Ètam e dissero a Sansone: “Non sai che i filistei ci dominano?+ Perché allora ci hai fatto questo?” Sansone rispose: “Proprio come loro hanno fatto a me, così io ho fatto a loro”. 12 Ma quelli replicarono: “Siamo venuti per catturarti* e consegnarti ai filistei”. Allora Sansone disse loro: “Giuratemi che non cercherete di farmi del male”. 13 Gli risposero: “No, ci limiteremo a legarti e a consegnarti nelle loro mani, ma non ti uccideremo”.

Lo legarono quindi con due funi nuove e lo portarono via dalla rupe. 14 Quando Sansone giunse a Lehi, i filistei urlarono trionfanti nel vederlo. A quel punto lo spirito di Geova gli infuse potenza,+ e le funi che erano sulle sue braccia diventarono come fili di lino bruciacchiati dal fuoco, e i legami che aveva alle mani si disfecero.+ 15 Allora Sansone trovò una mascella d’asino ancora fresca,* stese la mano, l’afferrò e con essa uccise 1.000 uomini.+ 16 Quindi disse:

“Con la mascella di un asino ho fatto un mucchio, due mucchi!

Con la mascella di un asino ho ucciso mille uomini”.+

17 Finito di parlare, gettò via la mascella e chiamò quel luogo Ramàt-Lehi.*+ 18 Poi gli venne una gran sete, e invocò Geova dicendo: “Sei stato tu a concedere questa grande vittoria* al tuo servitore. E adesso devo morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?” 19 Dio aprì dunque una spaccatura in un avvallamento del terreno a Lehi, e da lì sgorgò acqua.+ Quando Sansone ebbe bevuto, gli tornarono le forze* e si riprese. Per questo motivo diede a quella fonte il nome di En-Accòre;* essa si trova a Lehi ancora oggi.

20 E Sansone giudicò Israele al tempo dei filistei per 20 anni.+

16 Una volta Sansone andò a Gaza; là vide una prostituta ed entrò da lei. 2 Ai gaziti fu riferito: “Sansone è venuto qui”. Allora lo accerchiarono, restando in agguato tutta la notte alla porta della città. Rimasero appostati in silenzio per l’intera notte, dicendosi: “Lo uccideremo appena fa giorno”.

3 Comunque Sansone riposò fino a mezzanotte; poi a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due montanti e li divelse con tutta la sbarra. Se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che è davanti a Èbron.

4 In seguito Sansone si innamorò di una donna della Valle* di Sorèc di nome Dàlila.+ 5 Così i signori dei filistei andarono da lei e le dissero: “Ingannalo*+ per scoprire da dove viene la sua grande forza e come possiamo sopraffarlo, legarlo e domarlo. In cambio ognuno di noi ti darà 1.100 pezzi d’argento”.

6 Dàlila disse quindi a Sansone: “Ti prego, dimmi da dove viene la tua grande forza e con che cosa ti si può legare e domare”. 7 Sansone le rispose: “Se mi legassero con sette corde d’arco* nuove, non ancora secche, diventerei debole come un uomo qualunque”. 8 I signori dei filistei le portarono dunque sette corde d’arco nuove, non ancora secche, e lei le usò per legarlo. 9 Quindi si appostarono in una stanza interna, e lei gridò: “Sansone, i filistei ti sono addosso!” Allora lui strappò le corde con la stessa facilità con cui un filo di lino* si spezza a contatto con il fuoco.+ E il segreto della sua forza non fu scoperto.

10 Dàlila disse in seguito a Sansone: “Ecco, ti sei preso gioco di me e mi hai mentito. Ma adesso, ti prego, dimmelo: con che cosa ti si può legare?” 11 Lui le rispose: “Se mi legassero con delle funi nuove, che non sono mai state adoperate, diventerei debole come un uomo qualunque”. 12 Dàlila prese dunque delle funi nuove, lo legò e poi gridò: “Sansone, i filistei ti sono addosso!” (Nel frattempo gli era stato teso un agguato nella stanza interna.) Ma lui se le strappò dalle braccia come fossero fili.+

13 Dopo ciò Dàlila disse a Sansone: “Finora ti sei preso gioco di me e mi hai mentito.+ Dimmi con che cosa ti si può legare”. Lui le rispose: “Dovresti tessere le sette trecce della mia testa con il filo di ordito”. 14 Lei le fissò dunque con un perno* e gridò: “Sansone, i filistei ti sono addosso!” Lui si svegliò dal sonno e strappò via il perno del telaio e il filo di ordito.

15 Lei allora gli disse: “Come puoi dirmi ‘ti amo’,+ quando il tuo cuore non è con me? Per queste tre volte ti sei preso gioco di me e non mi hai detto da dove viene la tua grande forza”.+ 16 Giorno dopo giorno continuò a tormentarlo e a insistere, tanto che lui* si stancò a morte.+ 17 Alla fine le aprì il cuore e le disse: “Sulla mia testa non è mai passato il rasoio, perché sono un nazireo di Dio dalla nascita.*+ Se venissi rasato, la mia forza mi abbandonerebbe e diventerei debole come qualunque altro uomo”.

18 Quando vide che Sansone le aveva aperto il cuore, Dàlila mandò immediatamente a chiamare i signori dei filistei,+ dicendo: “Salite, perché questa volta mi ha aperto il cuore”. Pertanto i signori dei filistei salirono da lei, portando con sé il denaro. 19 Lei fece addormentare Sansone sulle sue ginocchia, dopodiché chiamò un uomo e gli fece radere le sette trecce della testa. Da quel momento lo ebbe in pugno, perché la sua forza lo stava abbandonando. 20 Allora lei gridò: “Sansone, i filistei ti sono addosso!” Lui si svegliò dal sonno e si disse: “Ne uscirò come le altre volte+ e mi svincolerò”. Ma non sapeva che Geova lo aveva lasciato. 21 Così i filistei lo presero e gli cavarono gli occhi. Poi lo portarono a Gaza, lo legarono con due catene di rame e lo misero a lavorare alla macina nella prigione. 22 Intanto, dopo che era stato rasato, i suoi capelli avevano ricominciato a crescere.+

23 Un giorno i signori dei filistei si radunarono per offrire un grande sacrificio al loro dio Dàgon+ e per festeggiare; infatti dicevano: “Il nostro dio ci ha dato in mano Sansone, nostro nemico!” 24 Vedendolo, il popolo si mise a celebrare il suo dio e disse: “Il nostro dio ci ha dato in mano il nostro nemico, quello che devastava il nostro paese+ e che ha ucciso tanti di noi”.+

25 E siccome il loro cuore era allegro dissero: “Chiamate Sansone, così ci divertiremo un po’”. Fecero dunque venire Sansone dalla prigione perché li intrattenesse, e lo fecero stare fra le colonne. 26 Quindi Sansone disse al ragazzo che lo teneva per mano: “Fammi toccare le colonne che sostengono la casa, in modo che mi ci possa appoggiare”. 27 (La casa era piena di uomini e donne. Erano presenti tutti i signori dei filistei, e sul tetto c’erano circa 3.000 uomini e donne che guardavano mentre Sansone li faceva divertire.)

28 Sansone+ ora implorò Geova dicendo: “Sovrano Signore Geova, ti prego, ricordati di me. O Dio, dammi forza+ questa volta sola, ti prego, e permettimi di vendicarmi sui filistei per uno dei miei occhi”.+

29 Allora Sansone si appoggiò alle due colonne centrali che sostenevano la casa e fece forza su di esse, la mano destra sull’una e la mano sinistra sull’altra. 30 Ed esclamò: “Che io* muoia insieme ai filistei!” Quindi spinse con tutta la sua potenza, e la casa cadde sui signori e su tutta la gente che vi si trovava.+ Così Sansone uccise più persone alla sua morte di quante ne aveva uccise durante la sua vita.+

31 Poi i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre scesero a prenderlo; lo portarono via e lo seppellirono nella tomba di suo padre Manòa,+ fra Zora+ ed Estaòl. Aveva giudicato Israele per 20 anni.+

17 Nella regione montuosa di Èfraim+ viveva un uomo che si chiamava Mica. 2 Questi disse a sua madre: “I 1.100 pezzi d’argento che ti sono stati sottratti, riguardo ai quali hai pronunciato una maledizione che io ho sentito, ecco, quell’argento ce l’ho io: sono stato io a prenderlo”. Allora la madre esclamò: “Geova benedica mio figlio!” 3 Dopodiché lui le restituì i 1.100 pezzi d’argento, ma lei disse: “Voglio assolutamente consacrare a Geova l’argento di mia propria mano, affinché mio figlio lo usi per realizzare un’immagine scolpita e una statua di metallo.*+ Ora te lo ridarò”.

4 Mica dunque restituì l’argento a sua madre, e lei prese 200 pezzi d’argento e li diede all’argentiere, il quale realizzò un’immagine scolpita e una statua di metallo, che vennero collocate nella casa di Mica. 5 Quest’ultimo aveva una casa dedicata agli dèi; fece un efod+ e delle statue di terafìm*+ e incaricò* uno dei suoi figli di fargli da sacerdote.+ 6 In quei giorni su Israele non c’era nessun re.+ Ognuno faceva ciò che era giusto ai propri occhi.*+

7 Ora c’era un giovane di Betlemme+ di Giuda, della famiglia di Giuda. Era un levita+ che viveva là da un po’. 8 Poi però lasciò la città di Betlemme di Giuda per trovarsi un altro posto in cui vivere. Durante il viaggio giunse nella regione montuosa di Èfraim, a casa di Mica.+ 9 Quindi Mica gli chiese: “Da dove vieni?” Lui rispose: “Sono un levita di Betlemme di Giuda, e sono in viaggio per trovare un posto in cui vivere”. 10 Mica allora gli disse: “Fermati da me e sii per me padre* e sacerdote. Io ti darò 10 pezzi d’argento l’anno, un cambio di vesti e il vitto”. Pertanto il levita entrò da lui. 11 Il giovane levita acconsentì a restare presso Mica e diventò come uno dei suoi figli. 12 Mica dunque incaricò* il levita di fargli da sacerdote,+ e questi si stabilì in casa sua. 13 “Ora so che Geova mi farà del bene”, disse Mica, “perché il levita è diventato mio sacerdote”.

18 In quei giorni su Israele non c’era nessun re.+ E in quei giorni la tribù dei daniti+ cercava un territorio* in cui dimorare, perché fino a quel momento non aveva ricevuto un’eredità fra le tribù d’Israele.+

2 Così da Zora e da Estaòl+ i daniti mandarono cinque uomini della loro famiglia, uomini capaci, a perlustrare ed esplorare il paese. “Andate”, dissero loro, “esplorate il paese”. Questi arrivarono nella regione montuosa di Èfraim, fino alla casa di Mica,+ e vi passarono la notte. 3 Mentre erano vicino alla casa di Mica, riconobbero la voce* del giovane levita, così andarono da lui e gli domandarono: “Chi ti ha condotto qui? Cosa ci fai in questo posto? Perché sei qui?” 4 Quello rispose: “Mica mi ha fatto così e così, e mi ha assoldato perché gli faccia da sacerdote”.+ 5 Allora gli dissero: “Per favore, chiedi a Dio se il nostro viaggio avrà successo”. 6 Il sacerdote rispose loro: “Andate in pace. Geova è con voi nel vostro viaggio”.

7 E i cinque uomini proseguirono. Giunti a Làis,+ videro che gli abitanti vivevano tranquilli secondo gli usi dei sidoni. Erano pacifici e non sospettosi,+ e non c’era nessun conquistatore che cercasse di invadere il paese per opprimerli. Erano lontani dai sidoni e non intrattenevano rapporti con altri popoli.

8 Quando tornarono dai loro fratelli a Zora e ad Estaòl,+ questi chiesero loro: “Com’è andata?” 9 E quelli risposero: “Avanti, saliamo contro di loro! Abbiamo visto che il paese è molto buono. Perché esitate? Affrettatevi a prenderne possesso. 10 Arrivando, troverete un popolo non sospettoso,+ e il paese è vasto. Dio vi ha dato in mano questo luogo, un luogo in cui non manca nulla di ciò che è sulla terra”.+

11 Quindi 600 uomini della famiglia dei daniti partirono da Zora e da Estaòl+ armati per la guerra. 12 Salirono e si accamparono nei pressi di Chiriàt-Iearìm,+ in Giuda. Perciò quel luogo, a ovest di Chiriàt-Iearìm, si chiama tuttora Maàne-Dan.*+ 13 Di là andarono poi nella regione montuosa di Èfraim e giunsero a casa di Mica.+

14 Quindi i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese di Làis+ dissero ai loro fratelli: “Sapevate che in queste case ci sono un efod, delle statue di terafìm,* un’immagine scolpita e una statua di metallo?*+ Decidete il da farsi”. 15 Pertanto si fermarono là, andarono a casa del giovane levita+ che si trovava presso la casa di Mica e gli chiesero come stava. 16 Intanto i 600 uomini di Dan+ armati per la guerra stavano davanti alla porta. 17 I cinque uomini che avevano esplorato il paese+ entrarono a prendere l’immagine scolpita, l’efod,+ le statue dei terafìm+ e la statua di metallo.+ (Nel frattempo il sacerdote+ stava davanti alla porta con i 600 uomini armati per la guerra.) 18 Entrati nella casa di Mica, presero l’immagine scolpita, l’efod, le statue dei terafìm e la statua di metallo. Allora il sacerdote chiese loro: “Che cosa state facendo?” 19 Ma loro gli dissero: “Taci. Mettiti la mano sulla bocca, e vieni con noi per farci da padre* e sacerdote. Che cosa è meglio per te, fare da sacerdote per la casa di un solo uomo+ o diventare il sacerdote di una tribù e di una famiglia d’Israele?”+ 20 Compiaciuto, il sacerdote prese l’efod, le statue dei terafìm e l’immagine scolpita+ e andò con loro.

21 Quindi i daniti ripresero il cammino, mettendo i piccoli, il bestiame e le cose di valore davanti a sé. 22 Erano ormai a una certa distanza dalla casa di Mica quando gli uomini che vivevano nelle case vicine alla sua si radunarono e li inseguirono. 23 Appena si misero a gridare ai daniti, questi si girarono verso di loro e chiesero a Mica: “Che cosa c’è? Perché vi siete radunati?” 24 Allora lui disse: “Vi siete presi gli dèi che avevo fatto, e ve ne siete andati via con il sacerdote. Che altro mi rimane? Come potete dunque chiedermi: ‘Che cosa c’è?’” 25 I daniti replicarono: “Non alzare la voce con noi; potresti essere aggredito da uomini infuriati,* e questo costerebbe la vita* a te e a quelli della tua casa”. 26 Così i daniti si rimisero in viaggio e Mica, vedendo che erano più forti di lui, si voltò e se ne tornò a casa sua.

27 Dopo aver preso ciò che Mica aveva fatto e il suo sacerdote, si diressero a Làis+ contro un popolo tranquillo e non sospettoso.+ Colpirono la città con la spada e la diedero alle fiamme. 28 Non ci fu nessuno che la liberasse, perché era lontana da Sidóne, non intratteneva rapporti con altri popoli ed era nella valle* che faceva parte di Bet-Reòb.+ I daniti ricostruirono poi la città e vi si stabilirono. 29 Inoltre la chiamarono Dan,+ dal nome del loro padre, Dan, figlio di Israele;+ ma prima il nome della città era Làis.+ 30 Dopo ciò i daniti vi collocarono l’immagine scolpita;+ e Gionatan,+ figlio di Ghèrsom,+ figlio di Mosè, e i suoi figli furono sacerdoti della tribù dei daniti fino al giorno in cui gli abitanti del paese andarono in esilio. 31 I daniti collocarono là l’immagine scolpita fatta da Mica, ed essa vi rimase per tutto il tempo in cui la casa del vero Dio fu a Silo.+

19 In quei giorni, quando su Israele non c’era nessun re,+ un levita che risiedeva in una parte remota della regione montuosa di Èfraim+ prese come concubina una donna di Betlemme+ di Giuda. 2 Ma la concubina gli fu infedele e lo lasciò per tornare a casa di suo padre a Betlemme di Giuda. Vi rimase per quattro mesi. 3 Infine suo marito andò da lei per convincerla a tornare indietro; aveva con sé il suo servitore e due asini. Lei lo fece dunque entrare in casa di suo padre, il quale, vedendolo, lo accolse con gioia. 4 Così il suocero, il padre della giovane, lo convinse a rimanere con lui tre giorni; in quei giorni mangiarono e bevvero, e lui passò lì le notti.

5 Il quarto giorno, quando la mattina di buon’ora si alzarono per partire, il padre della giovane disse al genero: “Mangia qualcosa che ti dia un po’ di forza,* e poi potrete andare”. 6 Così i due uomini si sedettero, e mangiarono e bevvero insieme; dopodiché il padre della giovane disse al genero: “Ti prego, rimani qui stanotte, e il tuo cuore si rallegri”. 7 Quando l’uomo si alzò per andarsene, suo suocero continuò a pregarlo, tanto che lui passò di nuovo la notte lì.

8 La mattina del quinto giorno si alzò presto per partire, ma il padre della giovane disse: “Ti prego, mangia qualcosa che ti dia un po’ di forza”. E si attardarono, tanto che il giorno ormai volgeva al termine. E i due continuarono a mangiare insieme. 9 Quando l’uomo si alzò per andarsene con la sua concubina e il suo servitore, allora il suocero, il padre della giovane, gli disse: “Vedi, si sta facendo sera. Vi prego, rimanete qui stanotte. Ecco, fra un po’ sarà buio. Passa qui la notte e il tuo cuore si rallegri. Domani potrete alzarvi di buon’ora per il viaggio e tornare a casa”.* 10 Comunque, l’uomo non volle rimanere là un’altra notte, per cui si avviò e giunse fino a Gèbus, cioè Gerusalemme.+ Con lui c’erano i due asini sellati, la concubina e il servitore.

11 Quando furono vicini a Gèbus, la luce del giorno si stava affievolendo. Allora il servitore disse al suo padrone: “Perché non ci fermiamo in questa città dei gebusei e non passiamo la notte qui?” 12 Ma il padrone gli rispose: “Non è bene che ci fermiamo in una città di stranieri che non sono israeliti. Arriviamo fino a Ghibèa”.+ 13 Poi disse al suo servitore: “Vieni, cerchiamo di raggiungere Ghibèa o Rama;+ passeremo la notte in uno di questi posti”. 14 Perciò proseguirono oltre. Il sole tramontava quando furono vicino a Ghibèa, nel territorio di Beniamino.

15 Così si fermarono là ed entrarono a Ghibèa per passarvi la notte. Una volta entrati nella città, si sedettero nella piazza, ma non c’era nessuno che li accogliesse in casa per la notte.+ 16 Alla fine, quella sera, arrivò un vecchio che tornava dal suo lavoro nei campi. Era della regione montuosa di Èfraim+ e risiedeva a Ghibèa; gli abitanti della città, invece, erano beniaminiti.+ 17 Quando alzò lo sguardo e vide il viaggiatore nella piazza della città, il vecchio gli chiese: “Dove vai, e da dove vieni?” 18 Il viaggiatore rispose: “Veniamo da Betlemme di Giuda e siamo diretti verso una parte remota della regione montuosa di Èfraim, dove risiedo. Sono stato a Betlemme di Giuda+ e sto andando alla casa di Geova,* ma non c’è nessuno che mi ospiti. 19 Abbiamo abbastanza paglia e foraggio per i nostri asini,+ nonché pane+ e vino per me, per la donna e per il nostro servitore. Non ci manca nulla”. 20 Comunque il vecchio disse: “La pace sia con te! Provvederò io a qualunque cosa di cui tu abbia bisogno. Ma non passare la notte nella piazza”. 21 Allora lo portò a casa sua e diede foraggio agli asini. Quindi si lavarono i piedi; poi mangiarono e bevvero.

22 Mentre questi si stavano ristorando, alcuni uomini di quella città, dei poco di buono, accerchiarono la casa e si misero a picchiare alla porta. “Fa’ uscire l’uomo che è entrato in casa tua”, dicevano al vecchio, al padrone di casa. “Vogliamo fare sesso con lui”.+ 23 Allora il padrone di casa uscì e disse loro: “No, fratelli miei, non comportatevi così male! Vi prego, quest’uomo è ospite in casa mia. Non commettete un’azione tanto vile! 24 Ecco mia figlia, che è vergine, e la concubina dell’uomo. Lasciate che ve le porti fuori; umiliate loro se proprio dovete.*+ Ma contro quest’uomo non dovete commettere un’azione tanto vile”.

25 Quelli però non vollero ascoltarlo, per cui il levita afferrò la sua concubina+ e la portò fuori da loro. La violentarono e abusarono di lei tutta la notte, fino al mattino. Poi, allo spuntare dell’alba, la lasciarono andare. 26 La mattina presto la donna tornò e cadde all’ingresso della casa del vecchio presso cui stava il suo signore, e lì rimase finché si fece giorno. 27 Quando la mattina il suo signore si alzò e aprì le porte della casa per uscire e rimettersi in viaggio, vide la donna, la sua concubina, a terra all’ingresso con le mani sulla soglia. 28 “Alzati”, le disse, “andiamo”. Ma non ci fu risposta. Allora l’uomo la caricò sull’asino e si avviò verso casa.

29 Giunto a casa, afferrò il coltello per scannare, prese la concubina, la smembrò in 12 pezzi e ne mandò un pezzo in ogni territorio d’Israele. 30 Tutti coloro che videro ciò dissero: “Una cosa come questa non è mai successa né si è vista dal giorno in cui gli israeliti sono saliti dal paese d’Egitto fino a oggi! Rifletteteci, consultatevi+ ed esprimetevi”.

20 Di conseguenza, da Dan+ a Beèr-Seba* e dal paese di Gàlaad,+ tutti gli israeliti uscirono, e l’intera assemblea si radunò compatta* davanti a Geova a Mizpa.+ 2 Così i capi del popolo e tutte le tribù d’Israele presero posto nella congregazione del popolo di Dio, 400.000 soldati di fanteria armati di spada.+

3 E i beniaminiti vennero a sapere che gli uomini d’Israele erano saliti a Mizpa.

Quindi gli uomini d’Israele chiesero: “Diteci, com’è successa questa cosa terribile?”+ 4 Allora il levita,+ il marito della donna assassinata, rispose: “Con la mia concubina arrivai a Ghibèa+ di Beniamino per passarvi la notte. 5 Ma durante la notte gli abitanti* di Ghibèa vennero e accerchiarono la casa per farmi del male. Volevano uccidermi, ma poi violentarono la mia concubina, che morì.+ 6 Allora presi il corpo della mia concubina, lo smembrai e ne mandai i pezzi in ogni territorio dell’eredità d’Israele,+ perché in Israele era stata commessa un’azione vergognosa e infame. 7 Ora, voi tutti in Israele, esprimete il vostro parere e date il vostro consiglio”.+

8 Il popolo dunque si alzò compatto e disse: “Nessuno di noi andrà alla sua tenda o tornerà a casa. 9 E questo è ciò che faremo a Ghibèa: sceglieremo a sorte+ chi andrà contro di essa. 10 Da tutte le tribù d’Israele prenderemo 10 uomini ogni 100, e 100 ogni 1.000, e 1.000 ogni 10.000, perché procurino le provviste per l’esercito, così che questo possa affrontare Ghibèa di Beniamino a motivo dell’azione infame che è stata commessa in Israele”. 11 Così tutti gli uomini d’Israele, alleandosi compatti, si radunarono contro la città.

12 Perciò le tribù d’Israele mandarono uomini a tutti quelli della tribù di Beniamino per chiedere: “Che cos’è questa cosa terribile che è successa in mezzo a voi? 13 Ora consegnate quegli uomini di Ghibèa,+ quei poco di buono, così che possiamo metterli a morte ed eliminare il male da Israele”.+ Ma i beniaminiti rifiutarono di ascoltare i loro fratelli israeliti.

14 I beniaminiti allora uscirono dalle loro città e si radunarono a Ghibèa per combattere contro gli uomini d’Israele. 15 Quel giorno chiamarono a raccolta dalle loro città 26.000 uomini armati di spada, oltre ai 700 uomini scelti di Ghibèa. 16 Il loro esercito vantava 700 uomini scelti che erano mancini. Ognuno di questi poteva lanciare una pietra con la fionda e colpire un capello senza fallire il colpo.

17 Gli uomini d’Israele, escluso Beniamino, radunarono 400.000 soldati armati di spada,+ ognuno dei quali era un esperto guerriero. 18 Questi si mossero e salirono a Bètel per interrogare Dio.+ Quindi il popolo d’Israele chiese: “Chi di noi deve salire per primo nella battaglia contro i beniaminiti?” Geova rispose: “Giuda salirà per primo”.

19 La mattina successiva, dunque, gli israeliti si misero in marcia e si accamparono contro Ghibèa.

20 Gli israeliti uscirono poi per combattere Beniamino e si schierarono in formazione di battaglia a Ghibèa. 21 E i beniaminiti uscirono da Ghibèa e quel giorno uccisero 22.000 uomini d’Israele. 22 Comunque, gli uomini dell’esercito d’Israele si mostrarono coraggiosi e di nuovo si schierarono in formazione di battaglia nello stesso luogo in cui si erano schierati il primo giorno. 23 E gli israeliti salirono a piangere davanti a Geova fino a sera e interrogarono Geova, dicendo: “Dobbiamo andare di nuovo a combattere i nostri fratelli, il popolo di Beniamino?”+ E Geova disse: “Salite contro di loro”.

24 Pertanto il secondo giorno gli israeliti tornarono a fronteggiare i beniaminiti. 25 E Beniamino, a sua volta, il secondo giorno uscì da Ghibèa contro gli israeliti e ne abbatté altri 18.000,+ tutti armati di spada. 26 Allora tutti gli uomini d’Israele salirono a Bètel, e piansero e si sedettero là davanti a Geova;+ e quel giorno digiunarono+ fino a sera e presentarono a Geova olocausti+ e sacrifici di comunione.+ 27 Dopo ciò gli uomini d’Israele interrogarono Geova.+ (In quei giorni infatti l’Arca del Patto del vero Dio si trovava là. 28 A quel tempo serviva* presso di essa Fìneas,+ figlio di Eleàzaro, figlio di Aronne.) Chiesero: “Dobbiamo andare di nuovo a combattere i nostri fratelli, gli uomini di Beniamino, o dobbiamo fermarci?”+ Geova rispose: “Salite, perché domani li consegnerò nelle vostre mani”. 29 Allora Israele fece appostare+ degli uomini tutt’intorno a Ghibèa.

30 Il terzo giorno gli israeliti salirono contro i beniaminiti e si schierarono in formazione di battaglia contro Ghibèa come le altre volte.+ 31 I beniaminiti uscirono per affrontarli e furono attirati lontano dalla città.+ Quindi, come le altre volte, cominciarono ad attaccare e a uccidere alcuni degli uomini d’Israele lungo le strade maestre — una delle quali sale a Bètel e l’altra a Ghibèa — lasciandosi dietro in aperta campagna una trentina di morti.+ 32 I beniaminiti allora dissero: “Li stiamo sconfiggendo come la prima volta!”+ Gli israeliti invece dicevano: “Ritiriamoci, così li attireremo lontano dalla città verso le strade maestre”. 33 Quindi tutti gli uomini d’Israele si mossero dalle loro posizioni e si schierarono in formazione di battaglia a Bàal-Tàmar; intanto gli israeliti in agguato nelle vicinanze di Ghibèa si lanciarono all’attacco. 34 Così 10.000 uomini scelti da tutto Israele giunsero di fronte a Ghibèa, e la battaglia fu aspra. Ma i beniaminiti non sapevano che la loro disfatta era imminente.

35 Geova infatti sconfisse Beniamino+ davanti a Israele, e quel giorno gli israeliti abbatterono 25.100 uomini di Beniamino, tutti armati di spada.+

36 Comunque i beniaminiti, vedendo gli uomini d’Israele indietreggiare, avevano pensato di averli ormai in pugno,+ mentre in realtà gli israeliti si stavano ritirando perché confidavano nell’imboscata tesa contro Ghibèa.+ 37 Quelli in agguato agirono prontamente e si lanciarono verso Ghibèa. Quindi si sparsero e colpirono tutta la città con la spada.

38 Ora gli uomini d’Israele avevano stabilito che quelli dell’imboscata facessero salire un segnale di fumo dalla città.

39 Quando gli israeliti batterono in ritirata, i beniaminiti cominciarono ad attaccarli e ne uccisero una trentina,+ dicendo: “Sicuramente li stiamo sconfiggendo un’altra volta, proprio come nella battaglia precedente”.+ 40 Ma dalla città cominciò a salire il segnale, una colonna di fumo. Gli uomini di Beniamino si voltarono e videro l’intera città che bruciava, con fiamme che salivano fino al cielo. 41 Allora gli uomini d’Israele fecero dietro front, e gli uomini di Beniamino, rendendosi conto del disastro incombente, furono presi dal panico. 42 Perciò si diedero alla fuga davanti agli uomini d’Israele in direzione del deserto, ma non poterono sottrarsi alla battaglia, e anche gli uomini che venivano fuori dalle città piombarono su di loro per abbatterli. 43 Gli israeliti circondarono i beniaminiti e li inseguirono senza tregua. Li schiacciarono proprio di fronte a Ghibèa, verso est. 44 Infine morirono 18.000 uomini di Beniamino, tutti valenti soldati.+

45 Gli uomini di Beniamino si voltarono e fuggirono nel deserto, verso la rupe di Rimmòn.+ Gli israeliti ne uccisero* 5.000 lungo le strade maestre, e continuarono a inseguirli fino a Ghidòm, così che ne abbatterono altri 2.000. 46 I beniaminiti che morirono quel giorno ammontarono a 25.000 uomini armati di spada,+ tutti valenti soldati. 47 Ma 600 uomini che erano fuggiti nel deserto raggiunsero la rupe di Rimmòn, dove rimasero per quattro mesi.

48 E gli uomini d’Israele tornarono indietro contro i beniaminiti e colpirono quelli della città con la spada, dagli uomini al bestiame, tutto ciò che rimaneva. Inoltre incendiarono tutte le città che trovarono sul loro cammino.

21 Ora a Mizpa+ gli uomini d’Israele avevano pronunciato questo giuramento: “Nessuno di noi darà sua figlia in moglie a un uomo di Beniamino”.+ 2 Gli israeliti vennero quindi a Bètel+ e si sedettero davanti al vero Dio fino a sera, gridando e piangendo amaramente. 3 Dicevano: “Perché, o Geova, Dio d’Israele, è successo questo in Israele? Perché oggi da Israele deve mancare una tribù?” 4 E il giorno seguente il popolo si alzò presto ed eresse là un altare, dove presentò olocausti e sacrifici di comunione.+

5 Quindi gli israeliti chiesero: “Chi da tutte le tribù d’Israele non è salito per radunarsi davanti a Geova?” Infatti avevano solennemente giurato che chi non era salito davanti a Geova a Mizpa sarebbe stato senz’altro messo a morte. 6 Gli israeliti erano addolorati per quello che era accaduto al loro fratello Beniamino, e dicevano: “Oggi è stata recisa una tribù da Israele. 7 Come faremo a trovare delle mogli per quelli che sono rimasti, dato che abbiamo giurato su Geova+ di non dare loro in moglie nessuna delle nostre figlie?”+

8 Chiesero dunque: “Chi dalle tribù d’Israele non è salito davanti a Geova a Mizpa?”+ Risultò che da Iàbes-Gàlaad nessuno era venuto nell’accampamento in cui si trovava la congregazione. 9 Quando infatti il popolo fu conteggiato, videro che non c’era nessuno degli abitanti di Iàbes-Gàlaad. 10 Perciò l’assemblea mandò lì 12.000 degli uomini più forti, ordinando loro: “Andate, e colpite con la spada gli abitanti di Iàbes-Gàlaad, donne e bambini inclusi.+ 11 Questo è ciò che dovete fare: dovete destinare alla distruzione tutti gli uomini e ogni donna che abbia avuto rapporti sessuali con un uomo”. 12 Fra gli abitanti di Iàbes-Gàlaad trovarono 400 ragazze che erano vergini, che non avevano mai avuto rapporti sessuali con un uomo. Le portarono dunque all’accampamento di Silo,+ che è nel paese di Cànaan.

13 Quindi tutta l’assemblea mandò un messaggio ai beniaminiti presso la rupe di Rimmòn+ e propose loro la pace. 14 Allora i beniaminiti tornarono. Diedero dunque loro le donne di Iàbes-Gàlaad+ a cui avevano risparmiato la vita; ma non ne trovarono abbastanza per tutti. 15 E il popolo si addolorò per ciò che era successo a Beniamino,+ perché Geova aveva creato una spaccatura fra le tribù d’Israele. 16 Gli anziani dell’assemblea dissero: “Come possiamo procurare delle mogli agli uomini che rimangono, visto che tutte le donne beniaminite sono state annientate?” 17 Così dissero: “I superstiti di Beniamino devono avere un’eredità, affinché da Israele non sia cancellata una tribù. 18 Ma noi non possiamo dar loro in moglie le nostre figlie, perché il popolo d’Israele ha giurato: ‘Maledetto chi dà moglie a Beniamino’”.+

19 Poi dissero: “Ecco, di anno in anno c’è una festa in onore di Geova a Silo,+ che si trova a nord di Bètel, a est della strada maestra che sale da Bètel a Sìchem, e a sud di Lebóna”. 20 Comandarono dunque ai figli di Beniamino: “Andate ad appostarvi nelle vigne. 21 E quando vedrete le ragazze* di Silo che escono per danzare insieme in cerchio, ognuno di voi dovrà uscire dalle vigne e portarsi via una di loro come moglie; dopodiché tornerete nel paese di Beniamino. 22 E se i loro padri o i loro fratelli dovessero venire a protestare contro di noi, allora risponderemo: ‘Siate comprensivi con noi per amor loro, perché non siamo stati in grado di procurare una moglie a ognuno con la guerra+ e voi non avreste potuto dar loro una moglie senza rendervi colpevoli’”.+

23 Pertanto gli uomini di Beniamino fecero proprio così, e ciascuno si portò via una moglie dalle donne che danzavano. Poi tornarono nel territorio della loro eredità, ricostruirono le loro città+ e vi si stabilirono.

24 Allora gli israeliti si sparsero, tornando ognuno alla propria tribù e alla propria famiglia; e partirono di là, ciascuno verso la propria eredità.

25 In quei giorni su Israele non c’era nessun re.+ Ognuno faceva ciò che era giusto ai propri occhi.*

Lett. “figli d’Israele”.

O “ho dato”.

Lett. “nella mia sorte”.

O “perizziti”.

Cioè il padre di lei, Càleb.

O forse “batté le mani mentre era sull’asino”.

Lett. “benedizione”.

O “nel Nègheb”.

Significa “bacini d’acqua”.

Significa “destinare alla distruzione”.

O “bassopiano”.

Lett. “carri di ferro”.

Lett. “ti mostreremo amore leale”.

O “villaggi circostanti”, “borgate dipendenti”.

O “bassopiano”.

Lett. “la mano della casa di Giuseppe divenne pesante”.

Significa “piangenti”.

Espressione poetica riferita alla morte.

O “adorarono”.

O “Astàrte”.

Lett. “vendette”.

O “si rammaricava”.

O “evei”.

O “entrata di Àmat”.

Vedi Glossario.

Lett. “vendette”.

Lett. “Àram-Naaràim”.

Lett. “Àram”.

Forse un cubito corto, di circa 38 cm. Vedi App. B14.

O forse “le cave (di pietra)”.

O “trono”.

O forse “apertura per l’aria”.

Lett. “si sta coprendo i piedi”.

O forse “alle cave (di pietra)”.

Lett. “vendette”.

O “Aròset delle Nazioni”.

Lett. “egli”.

Lett. “carri di ferro”.

O “dispiega i tuoi uomini sul monte Tàbor”.

O “uadi”, vedi Glossario.

Lett. “carri di ferro”.

O “uadi”, vedi Glossario.

O “Giaèle”.

O “dei guerrieri dai capelli sciolti”.

O “suonerò melodie”.

O forse “tremarono”.

O “bassopiano”.

O forse “quelli che maneggiavano strumenti da scriba”.

O “bassopiano”.

O “approdi”.

O “anima”.

Vedi Glossario.

O “panna”.

Lett. “grembo”.

Lett. “grembi”.

O forse “depositi sotterranei”.

Lett. “temere”.

Lett. “non avete ascoltato la mia voce”.

O “Jòas”.

Vedi Glossario.

Lett. “i miei mille”.

Un’efa corrispondeva a 22 l. Vedi App. B14.

Significa “Geova è pace”.

Vedi Glossario.

Vedi Glossario.

Significa “Bàal difenda la sua causa (contenda)”.

O “Bassopiano”.

Lett. “rivestì”.

O “bassopiano”.

Lett. “le tue mani si faranno forti”.

O “Jòas”.

Approssimativamente dalle 10 di sera alle 2 del mattino.

Lett. “il loro spirito si allentò verso di lui”.

Lett. “il palmo di Zeba e di Zalmùnna”.

O “in pace”.

O “Jòas”.

O “come è l’uomo, così è la sua forza”.

Un siclo corrispondeva a 11,4 g. Vedi App. B14.

Lett. “non continuarono ad alzare la loro testa”, riferito ai madianiti.

Lett. “70 figli che uscirono dalla sua coscia”.

Lett. “alla famiglia della casa del padre di sua madre”.

O forse “proprietari terrieri”.

O “vostro consanguineo”.

O “abbondanza”.

O “anima”.

O “fece da principe”.

Lett. “mandò un cattivo spirito”.

Si riferisce forse a Zebùl.

O “astutamente”.

O “luogo fortificato”.

O “Siria”.

Lett. “vendette”.

O “la sua anima divenne impaziente”.

Lett. “colui che ode”.

Lett. “Che cosa a me e a te?”

O “villaggi circostanti”, “borgate dipendenti”.

O “in pace”.

Lett. “ho aperto la mia bocca”.

O “a piangere con le mie amiche perché non mi sposerò mai”.

O “norma”.

Cioè il Giordano.

O forse “verso nord”.

O “ho messo la mia anima nella mia mano”.

Lett. “dal grembo”.

Lett. “una donna delle figlie dei filistei”.

Lett. “ai miei occhi”.

O “giovane leone con la criniera”.

O “enigma”.

O forse “prima che entrasse nella stanza interna”.

O “nella stanza interna”.

Lett. “li colpì gamba su coscia”.

O “fenditura”.

O “legare”.

O “legarti”.

Cioè non ancora secca e fragile.

Significa “altura della mascella”.

O “salvezza”.

Lett. “lo spirito”.

Significa “sorgente di colui che invoca”.

O “Uadi”, vedi Glossario.

O “persuadilo”.

O “tendini”.

O “stoppa”.

O “battitore”, bastone usato per compattare il tessuto durante la lavorazione al telaio.

O “la sua anima”.

Lett. “dal grembo di mia madre”.

O “la mia anima”.

O “metallo fuso”.

O “divinità domestiche”, “idoli”.

Lett. “riempì la mano di”.

O “ciò che riteneva giusto”.

O “consigliere”.

Lett. “riempì la mano di”.

Lett. “eredità”.

O “l’accento”.

Significa “accampamento di Dan”.

O “divinità domestiche”, “idoli”.

O “metallo fuso”.

O “consigliere”.

O “con l’anima amareggiata”.

O “anima”.

O “bassopiano”.

O “che sostenga il tuo cuore”.

Lett. “tenda”.

O forse “e servo nella casa di Geova”.

O “abusate di loro e fate ciò che è bene ai vostri occhi”.

O “Bersabèa”.

Lett. “come un sol uomo”.

O forse “proprietari terrieri”.

Lett. “stava”.

Lett. “ne racimolarono”.

Lett. “figlie”.

O “ciò che riteneva giusto”.

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