Riferimenti per Guida per l’adunanza Vita e ministero
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4-10 MAGGIO
TESORI DELLA PAROLA DI DIO | ISAIA 58-59
Vivi appieno la benedizione di Geo
w06 15/6 22 par. 9
“Quanto amo la tua legge!”
9 I servitori di Dio non hanno più l’obbligo di osservare un riposo sabatico di 24 ore letterali, ma tale disposizione continua ad essere molto più di una curiosità storica. (Colossesi 2:16) Non ci ricorda forse che anche noi dobbiamo dare la precedenza alle attività spirituali? Le attività legate all’adorazione non devono essere eclissate da preoccupazioni materiali o dallo svago. (Ebrei 4:9, 10) Potremmo quindi chiederci: “Cosa viene al primo posto nella mia vita? Sto dando la precedenza allo studio, alla preghiera, alle adunanze cristiane e alla predicazione della buona notizia del Regno? O ci sono altri interessi che stanno prendendo il posto di queste attività?” Se mettiamo al primo posto nella vita le cose spirituali, Geova ci assicura che non ci mancherà mai il necessario. — Matteo 6:24-33.
it “Digiuno” par. 3
Digiuno
Isaia capitolo 58 parla di un tempo in cui i peccati degli ebrei erano gravi; eppure essi non si pentirono sinceramente, benché ostentassero di adorare Geova, facendolo in modo puramente formale e compiendo pratiche religiose solo per farsi vedere. Una pratica del genere era il digiuno, che pensavano avrebbe fruttato loro l’attenzione e il favore di Dio. Non avendolo ottenuto, chiesero con evidente perplessità: “Per quale ragione digiunammo e tu non vedesti, e affliggemmo la nostra anima e tu non prestavi attenzione?” Geova spiegò loro la ragione. Anche durante il digiuno, mentre chiedevano giudizi giusti e agivano come se praticassero la giustizia stessa, ricercavano il proprio piacere e tornaconto, abbandonandosi a contese, oppressione e violenza; non mostravano affatto il devoto rammarico e il pentimento che accompagnava i digiuni sinceri. Il loro digiuno non era tale da far udire la loro voce in cielo, per quanto i loro lamenti esteriori fossero senz’altro ben udibili. Geova denunciò la loro ipocrisia.
Gemme Spirituali
it “Orso” par. 6
Orso
Quando hanno fame e sentono l’odore della preda, gli orsi emettono gemiti d’impazienza. Perciò il profeta Isaia dice che gli israeliti ‘gemevano come orsi’ attendendo giustizia e salvezza, solo per rimanere ripetutamente delusi. (Isa 59:11)
18-24 MAGGIO
TESORI DELLA PAROLA DI DIO | ISAIA 62-64
Un Vasaio che agisce con amore e compassione
cl 253-254 parr. 7-9
La “tenera compassione del nostro Dio”
7 La compassione di Geova è evidente dal modo in cui trattò la nazione di Israele. Alla fine del XVI secolo a.E.V. milioni di israeliti erano schiavi in Egitto, dove erano oppressi duramente. Gli egiziani “resero amara la loro vita con il duro lavoro, usandoli nella preparazione della malta d’argilla e dei mattoni e in ogni tipo di lavoro servile” (Esodo 1:11, 14). Nella loro angoscia, gli israeliti invocarono l’aiuto di Geova. Come reagì il Dio della tenera compassione?
8 Geova fu mosso a pietà e disse: “Ho visto le sofferenze del mio popolo in Egitto, e ho udito il grido che alza a causa di quelli che lo costringono ai lavori forzati; conosco bene le pene che soffre” (Esodo 3:7). Non poteva vedere le sofferenze degli israeliti né udire le loro grida senza provare pietà per loro. Come abbiamo visto nel capitolo 24 di questo libro, Geova Dio ha molta empatia. E l’empatia, la capacità di immedesimarsi nel dolore altrui, è affine alla compassione. Geova però non si limitò a provare compassione per il suo popolo; si sentì spinto a intervenire in suo favore. Isaia 63:9 dice: “Nel suo amore e nella sua compassione Egli li riscattò”. Con “mano forte” Geova liberò gli israeliti dall’Egitto (Deuteronomio 4:34). Poi provvide loro cibo miracoloso e li fece entrare in un paese fertile.
9 Geova non smise di mostrare compassione. Una volta stabiliti nella Terra Promessa, gli israeliti ricaddero più volte nell’infedeltà. Quando questo succedeva, soffrivano. Poi però tornavano in sé e invocavano Geova, che più volte li liberò. Perché? “Perché provava compassione per il suo popolo” (2 Cronache 36:15; Giudici 2:11-16).
Gemme Spirituali
it “Misericordia” par. 11
Misericordia
Non si deve approfittarne. Anche se Geova ha molta misericordia di quelli che si accostano a lui con sincerità, non esimerà certo dalla punizione coloro che sono impenitenti e che veramente la meritano. (Eso 34:6, 7) Non si può approfittare della misericordia di Dio; non si può peccare impunemente né sottrarsi alle conseguenze naturali di una condotta errata. (Gal 6:7, 8; cfr. Nu 12:1-3, 9-15; 2Sa 12:9-14). Geova può misericordiosamente mostrare pazienza e longanimità, dando a tutti l’opportunità di cambiare condotta; pur manifestando la sua disapprovazione, non li abbandona completamente, anzi nella sua misericordia continua in certa misura a offrire loro aiuto e guida. (Cfr. Ne 9:18, 19, 27-31). Ma se non reagiscono positivamente, la sua pazienza ha un limite ed egli ritira la sua misericordia e agisce contro di loro per amore del suo nome. — Isa 9:17; 63:7-10; Ger 16:5-13, 21; cfr. Lu 13:6-9.
25-31 MAGGIO
TESORI DELLA PAROLA DI DIO | ISAIA 65-66
Gemme Spirituali
it “Geenna” parr. 6-7
Geenna
Gesù alludeva evidentemente a Isaia 66:24 quando descrisse la Geenna come un luogo “dove il loro baco non muore e il fuoco non si spegne”. (Mr 9:47, 48) Che questa sia una descrizione simbolica non di tortura, ma piuttosto di completa distruzione è evidente dal fatto che il versetto di Isaia non parla di persone vive, ma di “cadaveri degli uomini che trasgredivano” la legge di Dio. Se, come indicano le prove esistenti, la valle di Innom era un luogo destinato all’eliminazione di immondizia e cadaveri, il fuoco, di cui forse si accresceva l’intensità con l’aggiunta di zolfo (cfr. Isa 30:33), sarebbe stato l’unico mezzo idoneo a eliminare questi rifiuti. Dove non arrivava il fuoco, vermi o bachi avrebbero proliferato, divorando tutto ciò che era rimasto. Quindi le parole di Gesù potevano significare che il distruttivo effetto dell’avverso giudizio di Dio non sarebbe cessato finché non fosse avvenuta una distruzione completa.
8-14 GIUGNO
TESORI DELLA PAROLA DI DIO | JEREMIAH 4-6
L’esempio negativo di un popolo spiritualmente malato
jr 114 par. 2
Vi chiedete ogni giorno: “Dov’è Geova?”
2 Purtroppo gli abitanti di Giuda, che preferivano sentirsi dire ‘va tutto bene’ dai capi religiosi, non erano sinceramente interessati a quello che Geova pensava della loro condotta. (Ger. 5:31; 6:14) Erano come un paziente che cerca un medico che gli dia rassicurazioni ignorando i sintomi gravi. Se fossimo seriamente malati, non vorremmo che ci fosse fatta una diagnosi precisa in modo da essere curati per tempo? Analogamente, gli ebrei ai giorni di Geremia avrebbero dovuto desiderare che la loro condizione spirituale fosse attentamente esaminata. Avrebbero dovuto chiedere: “Dov’è Geova?” — Ger. 2:6, 8.
15-21 GIUGNO
TESORI DELLA PAROLA DI DIO | JEREMIAH 7-8
Non rispettarono il tempio di Geova
jr 21 par. 12
Servì “nella parte finale dei giorni”
12 All’inizio del regno di Ioiachim Geova disse a Geremia di recarsi al tempio e condannare senza mezzi termini la malvagità degli abitanti di Giuda. Questi consideravano il tempio di Geova una sorta di talismano che li avrebbe protetti. Tuttavia, se non avessero smesso di “rubare, assassinare e commettere adulterio e giurare falsamente e fare fumo di sacrificio a Baal e camminare dietro ad altri dèi”, Geova avrebbe abbandonato il suo tempio. Avrebbe abbandonato anche gli ipocriti che vi si recavano per adorare, proprio come aveva fatto con il tabernacolo di Silo ai giorni del sommo sacerdote Eli. Il paese di Giuda non sarebbe divenuto che “un luogo devastato”. (Ger. 7:1-15, 34; 26:1-6)
it “Geova” par. 78
Geova
Nel corso di tutta la storia di quella nazione Geova diede grande risalto all’importanza del suo sacro nome. La capitale, Gerusalemme, col monte Sion fu il luogo scelto da Geova “per porvi il suo nome, per farlo risiedere”. (De 12:5, 11; 14:24, 25; Isa 18:7; Ger 3:17) Il tempio costruito in quella città era la ‘casa per il nome di Geova’. (1Cr 29:13-16; 1Re 8:15-21, 41-43) Quello che si faceva in quel tempio o in quella città, in bene o in male, si rifletteva inevitabilmente sul nome di Geova e avrebbe richiamato la sua attenzione. (1Re 8:29; 9:3; 2Re 21:4-7) La profanazione del nome di Geova avrebbe sicuramente portato alla distruzione della città, e il tempio stesso sarebbe stato rigettato. (1Re 9:6-8; Ger 25:29; 7:8-15; cfr. le azioni e le parole di Gesù in Mt 21:12, 13; 23:38). Per queste ragioni, nelle loro meste suppliche a favore del popolo e della città, Geremia e Daniele implorarono Geova di concedere misericordia e aiuto ‘per amore del suo stesso nome’. — Ger 14:9; Da 9:15-19.
Gemme Spirituali
jr 135 par. 14
“Pastori secondo il mio cuore”
14 Ai suoi giorni Geremia vedeva la necessità di curare spiritualmente il popolo. Chiese: “Non c’è balsamo in Galaad? O non vi è guaritore?” (Ger. 8:22) All’epoca esisteva un letterale balsamo di Galaad, regione di Israele a est del Giordano. Quest’olio aromatico estratto da una pianta era rinomato per le sue proprietà terapeutiche, e spesso veniva applicato per lenire il dolore e curare le ferite. Purtroppo ciò che mancava era la guarigione spirituale. Perché? Geremia osservò: “I profeti stessi effettivamente profetizzano con falsità; e in quanto ai sacerdoti, sottopongono secondo i loro poteri. E il mio proprio popolo lo ha amato così”. (Ger. 5:31) Che dire di oggi? Non siamo d’accordo che all’interno della congregazione c’è senza dubbio un “balsamo in Galaad”? Possiamo paragonare a balsamo lenitivo il conforto e la cura offerti dai pastori cristiani, che amorevolmente indicano ai fratelli i princìpi scritturali, li edificano e pregano per loro e con loro. — Giac. 5:14, 15.