Riferimenti per
Cammina coraggiosamente con Dio—PARTE 2
CAPITOLO 22
Ebbe bisogno di coraggio per mostrare lealtà
it “Micmas” par. 4
“Micmas”
Gionatan attacca i filistei. Nel frattempo tre bande di predoni filistei facevano sortite dal loro accampamento presso Micmas, e un avamposto raggiunse “la gola di Micmas”. (1Sa 13:16-23) Per scongiurare questa minaccia, Gionatan decise di attraversare la gola, che (se si tratta del Wadi Suweinit) forma un profondo anfratto con pareti quasi verticali a E di Gheba (Jabaʽ). Nel punto in cui il Wadi Suweinit descrive una stretta curva spiccano due colline con ripidi pendii rocciosi. Queste potrebbero essere le ‘rupi simili a denti’ chiamate Bozez e Sene, le cui creste dentellate si sono forse smussate per l’erosione nel corso di circa 3.000 anni. (1Sa 14:1-7) Per un forestiero aprirsi un varco nel labirinto di alture, poggi e ripide rupi taglienti dell’uadi sarebbe stato quasi impossibile. Ma Gionatan, cresciuto in territorio beniaminita, a quanto pare conosceva bene la zona. Quando l’accampamento di suo padre si trovava a Micmas e il suo a Gheba, Gionatan senza dubbio aveva avuto molte opportunità di studiare meglio la zona.
it “Mefiboset” n. 2 par. 1
Mefiboset
2. Figlio di Gionatan e nipote del re Saul. Quando da Izreel giunse la notizia della morte di Saul e di Gionatan, la balia di Mefiboset prese in braccio il bambino, che allora aveva cinque anni, e si diede alla fuga in preda al panico. In quell’occasione egli “cadde e divenne zoppo” da entrambi i piedi. (2Sa 4:4) Poi per alcuni anni Mefiboset visse a Lo-Debar in casa di Machir figlio di Ammiel. Davide venne informato di questo da Ziba, ex servitore nella casa di Saul. Ricordando senza dubbio il suo patto con Gionatan (1Sa 20:12-17, 42), Davide desiderava mostrare amorevole benignità a chiunque fosse ‘rimasto della casa di Saul’. Mefiboset fu portato davanti a Davide e quando il re spiegò che era suo desiderio mostrargli amorevole benignità restituendogli “tutto il campo di Saul” e facendogli ‘mangiare pane alla sua tavola di continuo’, Mefiboset rispose umilmente: “Che cos’è il tuo servitore, che tu rivolga la faccia al cane morto quale io sono?” Comunque, secondo la decisione di Davide, Ziba (che aveva 15 figli e 20 servitori) e tutti quelli che dimoravano in casa sua diventarono servitori di Mefiboset, a cui fu restituita la proprietà di Saul. Egli in seguito si stabilì a Gerusalemme dove “mangiava di continuo alla tavola del re”. — 2Sa 9.
CAPITOLO 23
Affrontò un gigante
w12 1/10 24 par. 2
“Una donna eccellente”
Boaz sposò Rut. Ecco cosa accadde in seguito: “Geova le concesse dunque di concepire ed essa partorì un figlio”. Le donne di Betleem benedissero Naomi, affermando che Rut era per lei meglio di sette figli. Com’è noto, il figlio di Rut divenne poi un antenato del grande re Davide. (Rut 4:11-22) Davide, a sua volta, fu un antenato di Gesù Cristo. — Matteo 1:1.
Nota: Rut è una delle cinque donne che la Bibbia menziona nella genealogia di Gesù. Un’altra è Raab, la madre di Boaz. (Matteo 1:3, 5, 6, 16) Come Rut, neppure Raab era israelita.
w11 1/9 27 par. 1–28 par. 1
‘Un uomo secondo il cuore di Geova’
Quando lo incontriamo per la prima volta, Davide è un giovane pastore che ha il compito di badare alle pecore di suo padre. Questo significava probabilmente trascorrere lunghe giornate e nottate nei campi da solo. Provate a immaginare la scena.
La famiglia di Davide viveva a Betleem, una cittadina situata sulla sommità e sui declivi di un’altura tra le colline di Giuda. I terreni sassosi intorno a Betleem producevano buoni raccolti di cereali. Frutteti, oliveti e vigneti ricoprivano i dolci pendii e la valle sottostante. Evidentemente al tempo di Davide le aree montuose incolte venivano usate per il pascolo. Al di là di esse si estendeva il deserto di Giuda.
Il lavoro di Davide non era esente da pericoli. Fu tra queste colline che affrontò un leone e un orso che cercavano di portare via delle pecore dal gregge.a Questo ragazzo coraggioso inseguì quei predatori, li uccise e strappò le pecore dalla loro bocca. (1 Samuele 17:34-36) Forse fu in questo periodo della sua vita che Davide imparò a usare con destrezza la fionda. Non distante dalla sua città natale si estendeva il territorio di Beniamino. I frombolieri di quella tribù erano in grado di “colpire un capello senza mancare il bersaglio”. Davide era altrettanto preciso. — Giudici 20:14-16; 1 Samuele 17:49.
Tempo speso bene
Fare il pastore era per lo più un lavoro tranquillo e solitario. Ma Davide faceva in modo di non annoiarsi. La quiete gli offriva molte opportunità per meditare. Sembra probabile che alcune riflessioni che Davide incluse nei suoi salmi risalgano alla sua giovinezza. Forse fu nei momenti di solitudine che rifletté sul posto dell’uomo nell’universo e sulle meraviglie dei cieli, come il sole, la luna e le stelle, ‘opere delle dita di Geova’. Magari fu nei campi intorno a Betleem che contemplò il “paese produttivo”, il bestiame, gli uccelli e “le bestie della campagna”. — Salmo 8:3-9; 19:1-6.
Senza dubbio il tempo che Davide trascorse con le greggi gli fece sentire ancora di più la tenerezza di Geova nei confronti di chi gli è fedele. Davide pertanto cantò: “Geova è il mio Pastore. Non mi mancherà nulla. Mi fa giacere in erbosi pascoli; mi conduce presso irrigui luoghi di riposo. Benché io cammini nella valle della profonda ombra, non temo nulla di male, poiché tu sei con me; la tua verga e il tuo bastone sono le cose che mi confortano”. — Salmo 23:1, 2, 4.
it “Eliab” n. 4 par. 1
Eliab
4. Figlio primogenito di Iesse, padre di Davide. (1Sa 17:13; 1Cr 2:13) L’aspetto di Eliab e la sua alta statura colpirono Samuele al punto di fargli concludere che fosse lui l’uomo scelto da Dio per il regno. Geova però aveva rigettato Eliab e scelto Davide. — 1Sa 16:6-12.
CAPITOLO 24
Intervenne in una situazione delicata
w97 1/7 14 par. 4
Una donna giudiziosa impedisce un’azione avventata
Frattanto a Carmelo era iniziata la tosatura. Era un periodo festoso, come la mietitura per gli agricoltori. Si mostrava grande generosità, in quanto i proprietari dei greggi ricompensavano quelli che avevano lavorato per loro. Perciò Davide non agì con presunzione quando mandò dieci uomini a Carmelo a chiedere a Nabal dei viveri in cambio dell’aiuto prestato per la protezione dei suoi greggi. — 1 Samuele 25:4-9.
it “Vita” par. 45
Vita
La “borsa della vita”. Nel supplicare Davide di desistere dalla vendicativa missione contro Nabal, trattenendolo così dall’incorrere nella colpa del sangue, Abigail disse: “Quando un uomo si leva per inseguirti e per cercare la tua anima, l’anima del mio signore sarà certamente avvolta nella borsa della vita presso Geova tuo Dio; ma, in quanto all’anima dei tuoi nemici, egli la frombolerà come da dentro il cavo della fionda”. (1Sa 25:29-33) Come si avvolge con cura qualcosa di prezioso per proteggerlo e custodirlo, così la vita di Davide era nelle mani dell’Iddio vivente. Geova lo avrebbe custodito in vita proteggendolo dai suoi nemici, purché Davide non avesse cercato di salvarsi da sé, con le proprie mani, ma avesse atteso Lui. Dio avrebbe invece gettato via l’anima dei nemici di Davide.
CAPITOLO 25
Ebbe il coraggio di fare ciò che è giusto
it “Abisai” parr. 3-5
Abisai
Abisai si distinse per il suo valore più dei 30 potenti guerrieri di cui era il capo, e la sua reputazione era quasi pari a quella dei tre uomini più potenti al servizio di Davide. Infatti una volta abbatté 300 nemici con una mano sola, ma “non pervenne al rango dei primi tre”. — 2Sa 23:18, 19.
Abisai sostenne lealmente Davide, suo zio, in tutte le campagne militari, ma aveva la tendenza a essere impulsivo e spietato, e a volte doveva essere tenuto a freno. Per esempio, quando lui e Davide penetrarono di notte nell’accampamento di Saul, Abisai avrebbe inchiodato a terra Saul, “l’unto di Geova”, mentre dormiva, con la lancia di quest’ultimo, se Davide non glielo avesse impedito. (1Sa 26:6-9) Quando Absalom si ribellò, Abisai dovette essere trattenuto due volte dal decapitare Simei che malediceva il re. Davide non riuscì però a impedire che Abisai partecipasse all’uccisione di Abner. — 2Sa 3:30; 16:9-11; 19:21-23.
Abisai divenne famoso per aver preso l’iniziativa nell’abbattere 18.000 edomiti e per aver provocato in un’altra occasione la disfatta degli ammoniti. Collaborò pure alla repressione della rivolta di Seba, un beniaminita buono a nulla. Nell’ultima battaglia combattuta da Davide, se Abisai non fosse intervenuto, il re avrebbe perso la vita per mano di un filisteo di grande statura. — 1Cr 18:12; 19:11-15; 2Sa 20:1, 6; 21:15-17.
it “Pernice” par. 4
Pernice
Per le sue carni delicate, la pernice è stata cacciata fin dall’antichità. Spesso i cacciatori usavano un bastone da lancio per colpire la pernice dopo averla fatta alzare in volo dal suo nascondiglio. Poiché la pernice cerca di mettersi in salvo correndo, mettendosi al riparo dietro i sassi o altri ostacoli e cercando un nascondiglio in anfratti rocciosi o luoghi simili, Davide, che passava da un nascondiglio all’altro nel tentativo di sottrarsi all’implacabile inseguimento del re Saul,appropriatamente si paragonò a “una pernice sui monti”. — 1Sa 26:20; cfr. La 3:52.
CAPITOLO 26
Corresse un re
w12 15/2 25 parr. 2-3
Natan: Leale sostenitore della pura adorazione
Si ritiene generalmente che a scrivere i capitoli da 25 a 31 di 1 Samuele e tutto il libro di 2 Samuele siano stati Natan e Gad. Infatti riguardo alla narrazione ispirata contenuta in quelle porzioni della Bibbia si dice: “In quanto ai fatti di Davide il re, i primi e gli ultimi, ecco, sono scritti fra le parole di Samuele il veggente e fra le parole di Natan il profeta e fra le parole di Gad il visionario”. (1 Cron. 29:29) Inoltre si parla di Natan come di colui che compilò una cronaca dei “fatti di Salomone”. (2 Cron. 9:29) Molto probabilmente questo significa che Natan continuò a occuparsi attivamente degli affari di corte anche dopo la morte di Davide.
È possibile che quasi tutto quello che sappiamo sul conto di Natan sia stato scritto da lui stesso. Eppure possiamo capire molto su di lui anche da ciò che non scrisse. Evidentemente Natan era uno storico umile; non aveva l’ambizione di diventare famoso. Secondo un dizionario biblico, Natan compare nel racconto ispirato “senza particolari presentazioni né ragguagli sul suo passato”. (The Anchor Bible Dictionary) Di fatto non sappiamo nulla né della sua famiglia di provenienza né della sua vita privata.
it “Davide” par. 29
Davide
E così fu. Il figlio adulterino nato a Betsabea morì poco dopo, benché Davide digiunasse e vegliasse per sette giorni il bambino malato. (2Sa 12:15-23) Poi Amnon, figlio primogenito di Davide, violentò la sua stessa sorellastra Tamar, e fu successivamente assassinato dal fratello di lei, con gran dolore del padre. (2Sa 13:1-33) Più tardi Absalom, il terzo e diletto figlio di Davide, non solo tentò di usurpare il trono, ma disprezzò apertamente il padre e lo disonorò pubblicamente avendo rapporti con le concubine di lui. (2Sa 15:1–16:22) Infine, al colmo dell’umiliazione, la lotta fra figlio e padre trascinò il paese nella guerra civile, che terminò con la morte di Absalom, contrariamente ai desideri di Davide e con suo grande dolore. (2Sa 17:1–18:33) Durante la sua fuga a causa di Absalom, Davide compose il Salmo 3, in cui dice: “La salvezza appartiene a Geova”. — Sl 3:8.
w12 15/2 25 par. 1
Natan: Leale sostenitore della pura adorazione
Natan sapeva che il successore di Davide doveva essere Salomone e agì in modo deciso quando Adonia tentò di usurpare il trono dell’ormai anziano re. Ancora una volta le azioni di Natan furono caratterizzate da tatto e lealtà. Per prima cosa esortò Betsabea a ricordare a Davide che egli aveva giurato di mettere sul trono il loro figlio Salomone. Poi Natan stesso si presentò al cospetto del re per chiedergli se fosse stato lui ad autorizzare la successione di Adonia. Resosi conto della gravità della situazione, Davide, rivolgendosi a Natan e ad altri leali servitori, diede istruzioni perché Salomone fosse unto e proclamato re: il colpo di stato ordito da Adonia fallì. — 1 Re 1:5-53.
CAPITOLO 27
Le difficoltà non lo inasprirono
it “Machir” n. 2
Machir
2. Figlio di Ammiel (e abitante di Lo-Debar) presso il quale stava Mefiboset figlio di Gionatan finché Davide non lo mandò a prendere e si prese cura di lui. (2Sa 9:4-7, 13) Poi, durante la ribellione di Absalom, Machir fu tra coloro che portarono viveri e altre cose necessarie al re Davide e al suo seguito. — 2Sa 17:27-29.
it “Cane” par. 5
Cane
Un’ulteriore conferma del disprezzo in cui erano tenuti questi cani randagi che si cibavano di carogne è data da alcune altre espressioni. Mefiboset, figlio di Gionatan, parlando a Davide si paragonò a un “cane morto”, la più umile condizione possibile. (2Sa 9:8; vedi anche 2Sa 3:8; 16:9; 2Re 8:13). Il profeta Isaia assomigliò alcuni che dicevano di essere sentinelle spirituali a cani muti e sonnacchiosi, pieni di bramosi desideri, assolutamente inutili in caso di pericolo. (Isa 56:10, 11) I nemici dei servitori di Geova erano paragonati a cani, e così i gentili. (Sl 22:16, 20; 59:6, 14; Mt 15:26, 27). Gesù Cristo paragonò a cani quelli che non apprezzano le cose spirituali, dicendo: “Non date ciò che è santo ai cani”. — Mt 7:6.
w02 15/2 14 par. 11, nt.
Affrontarono spine nella carne
11 In seguito Mefiboset dovette lottare con un’altra spina nella carne. Il suo servitore Ziba lo calunniò davanti al re Davide, che fuggiva da Gerusalemme a motivo della ribellione del figlio Absalom. Ziba disse che Mefiboset slealmente era rimasto a Gerusalemme nella speranza di acquisire il regno. * Davide credette alla calunnia di Ziba e diede tutta la proprietà di Mefiboset a quel bugiardo. — 2 Samuele 16:1-4.
Nota
Un ambizioso disegno del genere non si addiceva a un uomo umile e riconoscente come Mefiboset, che senza dubbio conosceva bene l’esempio di fedeltà dato da suo padre, Gionatan. Pur essendo figlio del re Saul, Gionatan aveva riconosciuto umilmente che Geova aveva scelto Davide quale re di Israele. (1 Samuele 20:12-17) Come genitore timorato di Dio e amico leale di Davide, Gionatan non avrebbe mai insegnato al figlioletto Mefiboset ad aspirare al potere regale.
it “Mefiboset” n. 2 par. 3
Mefiboset
Quando i gabaoniti chiesero che i discendenti del re Saul venissero messi a morte per espiare il male che questi aveva fatto loro, Davide ebbe compassione di questo Mefiboset a motivo del giuramento di Geova che c’era fra lui e Gionatan, e lo risparmiò. (2Sa 21:7, 8) Le Scritture non forniscono ulteriori informazioni su di lui; comunque la famiglia di Saul continuò a esistere per altre generazioni tramite Mica figlio di Mefiboset. (2Sa 9:12; 1Cr 9:39-44)
CAPITOLO 28
Completamente devoto a Geova “per tutta la sua vita”
w08 1/6 10 parr. 1-5
È importante come adoriamo Dio?
I centri dove gli israeliti praticavano un’adorazione di tipo sincretistico erano “gli alti luoghi”, o santuari locali in cui si trovavano altari, incensieri, colonne sacre di pietra, e pali sacri, a quanto pare simboli di legno di Asheràh, dea cananea della fertilità. In Giuda c’erano numerosi centri del genere. Secondo Re 23:5, 8 menziona “alti luoghi nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, . . . da Gheba [al confine settentrionale] fino a Beer-Seba [al confine meridionale]”.
In questi alti luoghi gli israeliti “facevano fumo di sacrificio a Baal, al sole e alla luna e alle costellazioni dello zodiaco e a tutto l’esercito dei cieli”. Avevano case per “prostituti del tempio . . . nella casa di Geova” e offrivano i loro figli “attraverso il fuoco a Molec”. — 2 Re 23:4-10.
Gli archeologi hanno rinvenuto centinaia di statuette di terracotta a Gerusalemme e in Giuda, specialmente tra i resti di abitazioni private. Quasi tutte raffigurano una donna nuda dai seni molto accentuati. Gli studiosi identificano queste statuette con Astoret e Asheràh, dee della fertilità. Si pensa che le statuette fossero “talismani che propiziavano il concepimento e il parto”.
Come consideravano gli israeliti questi centri dove si praticava un’adorazione di tipo sincretistico? Il prof. Ephraim Stern dell’Università ebraica di Gerusalemme ha osservato che molti di questi alti luoghi probabilmente erano “dedicati a Yahweh [Geova]”. Alcune iscrizioni rinvenute presso siti archeologici sembrano confermarlo. Per esempio, un’iscrizione dice: “Ti benedico nel nome di Yahweh di Samaria e della sua asheràh”, e un’altra dice: “Ti benedico nel nome di Yahweh di Teman e della sua asheràh!”
Questi esempi indicano come gli israeliti vennero meno ai loro princìpi mescolando la pura adorazione di Geova Dio con vergognose pratiche pagane. Ne risultarono degrado morale e tenebre spirituali. Come considerava Dio quella forma di adorazione contaminata?
it “Hanani” n. 2
Hanani
2. Veggente o visionario che rimproverò Asa re di Giuda per essersi alleato col re di Siria invece di confidare in Geova, e che fu messo nella casa dei ceppi perché il re si offese per ciò che aveva detto. (2Cr 16:1-3, 7-10) Hanani doveva essere il padre di Ieu, il profeta che rimproverò Baasa re d’Israele e Giosafat re di Giuda. — 1Re 16:1-4, 7; 2Cr 19:2, 3; 20:34.
CAPITOLO 29
“Il mio Dio è Geova”
it “Corvo” par. 5
Corvo
Il corvo, a differenza della cornacchia, di solito preferisce i luoghi incolti, le regioni montuose e persino quelle desertiche. Era fra gli animali che, secondo la visione di Isaia, avrebbero popolato il vuoto e il nulla delle rovine di Edom. (Isa 34:11) Il corvo ha inoltre l’abitudine di conservare avanzi di cibo che nasconde nelle fessure delle rocce o sotto le foglie. A ragione Dio scelse questi uccelli per portare miracolosamente, due volte al giorno, pane e carne al profeta Elia nascosto nella valle del torrente Cherit. — 1Re 17:2-6.
it “Elia” n. 1 par. 11
Elia
Miracoli. Otto miracoli sono attribuiti a Elia nella Bibbia: (1) impedita ogni precipitazione atmosferica, (2) continuo rinnovarsi della provvista di farina e olio della vedova di Zarefat, (3) risurrezione del figlio della vedova, (4) fuoco sceso dal cielo in risposta alla sua preghiera, (5) pioggia che pose fine alla siccità in risposta alla sua preghiera, (6) fuoco dal cielo invocato sul primo comandante e sui 50 uomini mandati dal re Acazia, (7) fuoco dal cielo invocato sul secondo comandante e sui suoi 50 uomini e (8) divisione delle acque del Giordano colpite con la sua veste ufficiale. Anche la sua ascensione ai cieli fu miracolosa, ma questo fu un atto diretto di Dio, non qualcosa che avvenne in seguito a una preghiera o a una dichiarazione di Elia.
ba 17 par. 3
Si può avere fiducia in questo libro?
In alcuni casi l’omissione di certi particolari contribuisce solo alla credibilità dello scrittore biblico. Per esempio, lo scrittore di 1 Re parla di una grave siccità in Israele. Era così grave che il re non riusciva a trovare acqua e erba sufficienti per tenere in vita i suoi cavalli e i suoi muli. (1 Re 17:7; 18:5) Eppure poco più avanti dice che il profeta Elia ordinò che gli venisse portata sul monte Carmelo abbastanza acqua (da usare in relazione a un sacrificio) per riempire un fosso tutto intorno a un’area di forse 1.000 metri quadrati. (1 Re 18:33-35) Nel bel mezzo della siccità, da dove veniva tutta quell’acqua? Lo scrittore di 1 Re non si preoccupò di spiegarlo. Ma chiunque vivesse in Israele sapeva che il Carmelo arrivava fino alla costa del Mediterraneo, come indica un’osservazione incidentale poco più avanti. (1 Re 18:43) Quindi sarebbe stato facile procurarsi acqua marina. Se questo libro altrimenti particolareggiato fosse stato un frutto della fantasia spacciato per storia vera, perché lo scrittore, che in tal caso sarebbe stato un abile falsificatore, avrebbe lasciato una simile incongruenza nel testo?
w14 1/2 12 par. 3
Perseverò nonostante le ingiustizie
Avrebbe esitato a delegargli parte delle sue responsabilità, ad affidargli parte dei suoi privilegi per essere poi rimpiazzato? Non possiamo dirlo con certezza, ma non possiamo neanche escludere la possibilità che tali pensieri gli abbiano attraversato la mente. Dopotutto, era “un uomo con sentimenti simili ai nostri” (Giacomo 5:17). Comunque sia, la Bibbia dice: “Elia passò dunque verso di lui e gli gettò sopra la sua veste ufficiale” (1 Re 19:19). Questa veste ufficiale, probabilmente di pelle di pecora o di capra e indossata come un mantello, rappresentava l’incarico speciale che Elia aveva ricevuto da Geova. Era quindi un gesto pieno di significato metterla sulle spalle di Eliseo. Elia si sottomise di buon grado alla decisione di Geova di nominare Eliseo quale suo successore. Confidava in Dio e perciò gli ubbidì.
CAPITOLO 30
Mostrò coraggio in una situazione disperata
it “Sidone” par. 6
Sidone
La religione dei sidoni e i suoi effetti. Religiosamente parlando, i sidoni erano depravati: le lascive orge sessuali tenute in onore della dea Astoret erano una parte preminente della loro adorazione. Gli israeliti, permettendo ai sidoni di rimanere in mezzo a loro, finirono per essere trascinati nell’adorazione dei loro falsi dèi. (Gdc 10:6, 7, 11-13) Alcune mogli straniere di Salomone erano di Sidone, e indussero il re a seguire Astoret, la ripugnante dea della fertilità. (1Re 11:1, 4-6; 2Re 23:13) Anche il re Acab fece ciò che era male agli occhi di Geova sposando Izebel, figlia di un re sidone. Izebel a sua volta fece di tutto per promuovere la falsa adorazione in Israele. — 1Re 16:29-33; 18:18, 19.
it “Etbaal”
Etbaal
(Etbàal) [con Baal].
Re dei sidoni, padre di Izebel moglie del re Acab. (1Re 16:31) Dando sua figlia in moglie ad Acab, Etbaal concluse con lui un’alleanza politica. Etbaal è evidentemente l’Itobalo, sacerdote della dea Astarte (Astoret), menzionato nella citazione dello storico Menandro fatta da Giuseppe Flavio.
g93 22/11 13 parr. 1-4
La verità su Natale, Pasqua e Halloween
La famiglia comincia a celebrare la festa di buon mattino, alzandosi per salutare l’alba con devozione. I bambini indossano i vestitini nuovi più belli, e berrettini nuovi. I festeggiamenti includono simboli come conigli, ceste piene di uova vivacemente colorate e focacce con il segno della croce. Dev’essere la Pasqua. O no?
La primavera era sacra per gli adoratori del sesso che abitavano in Fenicia. La loro dea della fertilità, Astarte o Ishtar (Afrodite per i greci), aveva come simboli l’uovo e la lepre. Era perpetuamente assetata di sangue e di sesso. Nelle statue era raffigurata a volte con organi sessuali rozzamente esagerati oppure con un uovo in mano e un coniglio al fianco. Il suo culto prevedeva anche la prostituzione sacra. In Canaan la dea del sesso era considerata moglie di Baal. In suo onore si tenevano orge sessuali in cui ci si ubriacava, poiché gli adoratori credevano che i loro rapporti sessuali contribuissero al pieno risveglio di Baal e al suo accoppiamento con la moglie. Secondo il libro Recent Discoveries in Bible Lands, “in nessun paese è stato trovato un numero così grande, relativamente parlando, di statuine nude della dea della fertilità, alcune delle quali chiaramente oscene”.
A Cartagine sotto diverse stele dedicate a lei sono state trovate urne vivacemente colorate che contenevano ossa carbonizzate di bambini. I loro genitori, in genere appartenenti alle classi più agiate, volevano propiziarsi gli dèi per avere ricchezza e potere. Alcune urne contenevano i resti di più bambini di età diverse, che probabilmente appartenevano alla stessa famiglia.
Osservando il riquadro qui sopra si può vedere quanto poco siano cambiate le versioni moderne di questi antichi riti. Persino il nome inglese della Pasqua (Easter) differisce ben poco dall’antico nome pagano. È questo, dunque, il modo di onorare il santo Figlio di Dio?
w14 15/2 15 parr. 4-5
La vedova di Zarefat, ricompensata per la sua fede
La fede della vedova stava per essere messa nuovamente alla prova. “Qualche tempo dopo”, riferisce il racconto, “il figlio della padrona di casa si ammalò: la malattia era molto grave; il respiro cessò”. Alla ricerca di un motivo che potesse spiegare quella tragedia, la madre disperata disse a Elia: “Che cosa vuoi da me, uomo di Dio? Sei venuto a mettermi davanti alle mie colpe e a far morire mio figlio?” (1 Re 17:17, 18, Parola del Signore). Cosa c’era dietro a quelle parole tanto amare?
La donna si stava riferendo a un peccato che turbava la sua coscienza? Era forse convinta che la morte del figlio fosse un castigo divino e che Elia fosse un messaggero di morte inviato da Dio? La Bibbia non lo dice, ma una cosa è certa: la vedova non accusò Dio di aver commesso alcuna ingiustizia.
CAPITOLO 31
Parlò del suo Dio in un paese straniero
w96 15/5 8 par. 3
Una ragazzina che parlò con coraggio
Durante un’incursione, una “ragazzina” fu strappata senza pietà alla famiglia timorata di Dio. (2 Re 5:2) Portata in Siria, fu costretta a vivere fra gente che forse trovava strana e che le incuteva paura, un popolo che adorava il sole, la luna, le stelle, gli alberi, le piante e perfino le pietre. Com’erano diversi dalla sua famiglia e dai suoi amici, che adoravano il solo vero Dio, Geova! Anche in quell’ambiente sconosciuto, però, questa ragazzina manifestò notevole coraggio riguardo all’adorazione di Geova. Come risultato, essa cambiò la vita di un importante funzionario che era al servizio del re di Siria.
it “Lebbra” parr. 3-5
Lebbra
Varie forme, e loro effetti. Oggigiorno la lebbra o morbo di Hansen, malattia non molto contagiosa, si manifesta in tre forme principali. La lebbra tuberosa o nodulare provoca l’ispessimento della pelle e la formazione di noduli, presenti prima nella pelle del viso e poi di altre parti del corpo. Ha anche effetti degenerativi sulle mucose del naso e della gola. È nota come lebbra nera. Un’altra forma è la lebbra nervosa o anestetica, a volte chiamata lebbra bianca. Questa è meno grave della prima e attacca principalmente il sistema nervoso periferico. Ha manifestazioni cutanee dolorose al tatto, benché a volte provochi insensibilità. La terza forma, la lebbra mista, presenta i sintomi di entrambe le forme già menzionate.
Quando la lebbra raggiunge lo stadio più avanzato, le tumefazioni iniziali diventano purulente, si perdono i capelli e i sopraccigli, le unghie si allentano e cadono. Quindi le dita, gli arti, il naso o gli occhi del malato si consumano lentamente. Infine, nei casi più gravi, sopravviene la morte. Che la “lebbra” biblica fosse senz’altro una malattia molto grave è evidente dal fatto che Aaronne ne parla come di una malattia per cui la carne viene “mezzo consumata”. — Nu 12:12.
Questa descrizione aiuta a capire meglio i riferimenti biblici a questa spaventosa malattia e le terribili conseguenze del presuntuoso atto di Uzzia che voleva offrire incenso nel tempio di Geova senza averne diritto. — 2Re 15:5; 2Cr 26:16-23.
CAPITOLO 32
“O Geova, ti prego, apri i suoi occhi”
it “Eliseo” par. 2
Eliseo
Trovato Eliseo che arava, Elia gettò su di lui la propria veste ufficiale, in segno della sua nomina. (1Re 19:16) Eliseo stava arando dietro a 12 paia di tori, “e lui col dodicesimo”. Eliseo, essendo in coda, poteva fermarsi senza intralciare il lavoro degli altri. Il fatto che sacrificò una coppia di tori e usò gli attrezzi come combustibile dimostra la prontezza e la risolutezza di Eliseo, e il suo apprezzamento per la chiamata di Geova. Preparato un pasto, Eliseo seguì immediatamente Elia. — 1Re 19:19-21.
it “Cecità” par. 6
Cecità
La cecità che colpì le forze armate della Siria alla parola di Eliseo doveva essere una cecità psichica. Se l’intero esercito fosse stato effettivamente colpito da cecità, avrebbero dovuto essere condotti tutti per mano. Ma la Bibbia riferisce semplicemente che Eliseo disse loro: “Questa non è la via e questa non è la città. Seguitemi”. A proposito di questo fenomeno William James (Principles of Psychology, 1981, vol. 1, p. 59) dichiara: “Un effetto molto interessante del disordine corticale è la cecità psichica. Questa consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle. Psicologicamente è interpretabile come perdita di associazioni fra le sensazioni ottiche e il loro significato; e può essere provocata da qualsiasi interruzione delle vie che collegano i centri ottici coi centri di altre idee”. Tale forse fu la cecità eliminata da Geova quando l’esercito siro giunse a Samaria. (2Re 6:18-20)
it “Eliseo” parr. 27-28
Eliseo
Opera da lui compiuta. Grazie allo spirito di Dio, fino a questo momento Eliseo aveva compiuto 15 miracoli. Ma anche dopo la morte è impiegato da Geova per un 16º miracolo. Eliseo era stato fedele fino alla morte, approvato da Dio. La Bibbia riferisce che dopo la sepoltura di Eliseo un altro uomo stava per essere sepolto quando una banda di predoni moabiti spaventò i becchini, che gettarono il morto nella tomba di Eliseo e fuggirono. Non appena toccò le ossa di Eliseo, il defunto tornò in vita e si alzò in piedi. — 2Re 13:20, 21.
In Luca 4:27 Gesù definisce Eliseo un profeta, e senza dubbio in Ebrei 11:35 si allude a lui e ad Elia, poiché entrambi compirono delle risurrezioni. Elia aveva iniziato la sua opera profetica in un tempo in cui Israele era sprofondato nell’adorazione di Baal e c’era bisogno di zelo per la vera adorazione. Egli compì una grande opera facendo tornare il cuore di molti a Geova. Eliseo prese il posto lasciato vacante da Elia, e anche se il suo ministero fu più pacifico, egli si adoperò affinché l’opera iniziata da Elia fosse completata, e visse abbastanza a lungo da vederla compiuta. Gli vengono attribuiti 16 miracoli in paragone con gli 8 di Elia. Come Elia, anch’egli manifestò grande zelo per il nome di Geova e la vera adorazione. Fu paziente, amorevole e benigno, eppure fu anche molto fermo quando era implicato il nome di Geova, e non esitò a esprimere il giudizio di Dio contro i malvagi. Si guadagnò un posto in mezzo al “così gran nuvolo di testimoni” menzionato in Ebrei 12:1.
CAPITOLO 33
Protesse il legittimo erede al trono
it “Guardia del corpo caria”
Guardia del corpo caria
Corpo speciale dell’esercito che aiutò Ieoiada ad abbattere Atalia e a insediare Ioas quale re di Giuda. — 2Re 11:4, 13-16, 19.
Molti studiosi ritengono che guardia del corpo caria sia un’altra designazione dei cheretei che prestavano servizio nelle forze armate di Davide e di Salomone. Secondo alcuni anche i cheretei avevano mansioni di guardia del corpo di questi re. (2Sa 8:18; 1Re 1:38; 1Cr 18:17) Ciò è avvalorato dal fatto che in 2 Samuele 20:23 il testo masoretico ha “guardia del corpo caria”, mentre la lezione marginale e molti manoscritti ebraici hanno “cheretei”.
La Caria era una regione storica dell’Asia Minore sudoccidentale. Dal momento che Ezechiele 25:16 e Sofonia 2:5 associano cheretei e filistei, e la Settanta greca in questi versetti ha “cretesi” anziché cheretei, alcuni ritengono che i componenti della guardia del corpo caria fossero in origine arrivati dalla Caria passando per Creta.
w91 1/2 31 parr. 5-6
“Il diadema e la Testimonianza”
Dunque perché, e in che modo, il sommo sacerdote “mise” la Testimonianza sul giovane re? Notate questo commento di uno studioso tedesco: “La Legge, un libro in cui erano riportati i decreti mosaici. Esso veniva simbolicamente tenuto sopra la testa del re dopo che egli era stato adornato col diadema”. (Otto Thenius, Die Bücher der Könige) In maniera analoga, un altro studioso osserva: “L’imposizione della Legge [sopra il re] aveva senz’altro un significato simbolico, [indicando] che il re aveva l’obbligo di governare in conformità ad essa”. — Ernst Bertheau, Die Bücher der Chronik.
Dio comandò che quando il re si insediava sul trono doveva scrivere per sé una copia della Legge, studiarla e metterla in pratica per tutta la vita. (Deuteronomio 17:18-20) Mettere “la Testimonianza” sul nuovo re poteva essere un piccolo gesto simbolico che illustrava che, anche se ora era re, non era al di sopra della Legge di Geova. Purtroppo, dopo la morte del sommo sacerdote Ieoiada Ioas dimenticò quest’importantissima lezione e un po’ alla volta abbandonò l’adorazione di Geova, e infine morì assassinato. — 2 Cronache 24:17-25.
it “Ioas” n. 1 par. 5
Ioas
La casa di Geova aveva estremo bisogno di essere riparata, non solo a causa del tempo (era stata costruita più di 150 anni prima), ma anche a motivo dell’incuria e dei saccheggi avvenuti durante il regno di Atalia. Perciò Ioas esortò i leviti ad andare di città in città in tutto Giuda per raccogliere il denaro per i restauri, ma i leviti non si impegnarono con tutto il cuore, e i lavori non procedevano. (2Re 12:4-8; 2Cr 24:4-7) Col tempo furono modificate le disposizioni per la raccolta e per l’amministrazione dei fondi. La reazione del popolo fu positiva e i lavori furono portati a termine. — 2Re 12:9-16; 2Cr 24:8-14.
approfondimento a Matt. 23:35 “figlio di Barachia”, nwtsty
figlio di Barachia In base a 2Cr 24:20, questo Zaccaria era “figlio del sacerdote Ieoiada”. È stato ipotizzato che Ieoiada avesse due nomi, come nel caso di altre persone menzionate nella Bibbia (confronta Mt 9:9 con Mr 2:14), oppure che Barachia fosse il nonno o un altro antenato di Zaccaria.
w05 1/11 26-27
Contribuzioni che rallegrano il cuore di Dio
La casa di Geova era in pessime condizioni. A motivo della sfrenata ambizione di Atalia, che voleva essere l’unica a governare su Giuda, il tempio non era stato solo trascurato, ma addirittura saccheggiato. Così Ioas decise di sottoporlo a lavori di riparazione e restauro. Senza indugio emanò un editto per raccogliere i fondi a tale scopo. Disse: “Tutto il denaro per le offerte sante che è portato alla casa di Geova, il denaro secondo cui ciascuno è tassato, il denaro per le anime secondo la valutazione individuale, tutto il denaro che a ciascuno viene in cuore di portare alla casa di Geova, lo prendano i sacerdoti per sé, ciascuno dal suo conoscente; ed essi, da parte loro, riparino le crepe della casa dovunque si trovi una crepa”. — 2 Re 12:4, 5.
Il popolo contribuì volenterosamente. Tuttavia i sacerdoti non presero a cuore la loro responsabilità di riparare il tempio. Così il re decise di assumere il controllo della situazione e ordinò che tutte le contribuzioni fossero messe direttamente in un’apposita cassa. Affidò l’incarico a Ieoiada. Il racconto dice: “Ieoiada il sacerdote prese ora una cassa e le fece un foro nel coperchio e la mise al lato dell’altare a destra di chi entra nella casa di Geova, e lì i sacerdoti, i guardiani della porta, misero tutto il denaro che era portato nella casa di Geova. E avveniva che appena vedevano che nella cassa c’era una gran quantità di denaro, il segretario del re e il sommo sacerdote salivano, e lo legavano e contavano il denaro che si trovava nella casa di Geova. E davano il denaro che era stato contato nelle mani di quelli che facevano il lavoro i quali erano incaricati sulla casa di Geova. A loro volta essi lo usavano per pagare i lavoratori del legno e gli edificatori che lavoravano alla casa di Geova, e i muratori e i tagliapietre, e per acquistare il legname e le pietre squadrate per riparare le crepe della casa di Geova e per tutto ciò che si spendeva per la casa nel ripararla”. — 2 Re 12:9-12.
Il popolo contribuì con tutto il cuore. La casa di Geova fu restaurata così che si poté continuare ad adorarlo in maniera dignitosa. Tutto il denaro delle contribuzioni fu usato in maniera appropriata. Il re Ioas si assicurò che così avvenisse.
Oggi l’organizzazione visibile di Geova si accerta scrupolosamente che tutti i fondi donati vengano usati appropriatamente per promuovere l’adorazione di Geova. Da parte loro i veri cristiani rispondono come quegli antichi israeliti, cioè con tutto il cuore. Forse siete fra coloro che nello scorso anno di servizio hanno contribuito per promuovere gli interessi del Regno.
CAPITOLO 34
“Si tenne stretto a Geova”
w11 1/5 15 parr. 1-3
Lo sapevate?
Cosa rende interessanti alcune impronte su argilla prodotte da antichi sigilli?
▪ Nell’antichità chi redigeva documenti ufficiali li arrotolava, li legava con uno spago e poi poneva sul nodo un pezzetto di argilla umida su cui imprimeva un sigillo. Si usavano sigilli per firmare, sottoscrivere come testimone o autenticare i documenti.
I sigilli venivano considerati oggetti preziosi, ed esistevano anche anelli con sigillo. (Genesi 38:18; Ester 8:8; Geremia 32:44) Spesso il sigillo recava il nome del proprietario, il suo titolo ufficiale e il nome del padre.
Gli archeologi hanno scoperto centinaia di impronte di antichi sigilli, dette bullae. Alcune di queste riportano il nome di persone menzionate nella Bibbia. Ad esempio, sono state rinvenute impronte di quelli che si ritengono essere i sigilli personali di due re giudei. Una di esse reca l’iscrizione “Appartenente ad Acaz [figlio di] Yehotam [Iotam], re di Giuda”. Altre riportano la dicitura “Appartenente a Ezechia [figlio di] Acaz, re di Giuda”. (2 Re 16:1, 20) Acaz ed Ezechia regnarono durante l’VIII secolo a.E.V.
ip-1 190-191 parr. 4-6
Il consiglio di Geova contro le nazioni
4 I filistei vengono presi in considerazione per primi. “Nell’anno che il re Acaz morì si ebbe questa dichiarazione solenne: ‘Non si rallegri, o Filistea, nessuno in te, solo perché il bastone di chi ti colpiva è stato spezzato. Poiché dalla radice del serpente uscirà una serpe velenosa, e il suo frutto sarà un’infuocata serpe volante’”. — Isaia 14:28, 29.
5 Il re Uzzia era stato abbastanza forte da contenere la minaccia costituita dalla Filistea. (2 Cronache 26:6-8) Per i filistei era come un serpente, e il suo bastone continuò a colpire quel vicino ostile. Morto Uzzia — ‘il suo bastone fu spezzato’ — salì al trono il fedele Iotam, ma “il popolo agiva ancora rovinosamente”. Poi diventò re Acaz. Le cose cambiarono, e i filistei effettuarono con successo incursioni militari in Giuda. (2 Cronache 27:2; 28:17, 18) A questo punto, però, le cose cambiano di nuovo. Nel 746 a.E.V. il re Acaz muore e sale al trono il giovane Ezechia. Se i filistei pensano che le cose continueranno ad andare bene per loro, si sbagliano di grosso. Ezechia si dimostra un nemico implacabile. Discendente di Uzzia, Ezechia (il “frutto” della sua “radice”) è simile a “un’infuocata serpe volante”: sfreccia rapidamente all’attacco, colpisce come un fulmine e produce bruciore, come se iniettasse veleno alle vittime.
w09 1/5 27 parr. 3-5
Lo sapevate?
Il re Ezechia costruì davvero un tunnel sotto Gerusalemme?
Ezechia regnò su Giuda alla fine dell’VIII secolo a.E.V., un periodo di conflitti con la temibile potenza assira. La Bibbia ci dice che questo sovrano fece molto per proteggere Gerusalemme e assicurare l’approvvigionamento idrico della città. Tra le sue opere figura la costruzione di un tunnel, o conduttura, lungo 533 metri, che portava l’acqua sorgiva all’interno della città. — 2 Re 20:20; 2 Cronache 32:1-7, 30.
Nel XIX secolo fu scoperto proprio un tunnel del genere, che divenne noto come Tunnel di Ezechia, o Tunnel di Siloam. Al suo interno fu trovata un’iscrizione che descriveva le fasi finali dei lavori di scavo. La forma delle lettere portò la maggior parte degli studiosi a datare questa iscrizione al periodo di Ezechia. Una decina di anni fa, però, alcuni ipotizzarono che il tunnel fosse stato costruito circa 500 anni più tardi. Nel 2003 un gruppo di scienziati israeliani che si era proposto di datare in modo attendibile il tunnel ha pubblicato i risultati della sua ricerca. A quale conclusione sono pervenuti?
Amos Frumkin dell’Università ebraica di Gerusalemme dice: “Le analisi che abbiamo condotto su materiale organico all’interno dell’intonaco del Tunnel di Siloam con il metodo del carbonio 14, e la datazione con il metodo uranio-torio delle stalattiti presenti nel tunnel, mostrano in modo inoppugnabile che il tunnel risale al periodo di Ezechia”. Un articolo pubblicato dalla rivista scientifica Nature aggiunge: “Le tre tipologie indipendenti di prove — la datazione radiometrica, la paleografia e la testimonianza storica — indicano tutte il 700 a.C. circa, rendendo a tutt’oggi il Tunnel di Siloam la struttura biblica dell’età del ferro meglio datata”.
CAPITOLO 35
Ebbe il coraggio di cambiare
w00 15/10 16 parr. 5-6
Cosa farà il Regno di Dio
5 Oggi la situazione è simile a quella che c’era in Canaan circa 3.500 anni fa. La Bibbia dice: “Hanno fatto ai loro dèi ogni cosa detestabile a Geova che egli davvero odia, poiché bruciano regolarmente nel fuoco ai loro dèi perfino i loro figli e le loro figlie”. (Deuteronomio 12:31) Geova disse alla nazione di Israele: “È per la malvagità di queste nazioni che Geova tuo Dio le caccia d’innanzi a te”. (Deuteronomio 9:5) Henry H. Halley, studioso di storia biblica, osservò: “L’adorazione di Baal, Astoret e altri dèi cananei consisteva nelle orge più sfrenate; i loro templi erano centri del vizio”.
6 Halley spiegò quali proporzioni avesse raggiunto la loro malvagità, dicendo che in uno dei tanti siti di questo genere gli archeologi “hanno trovato un gran numero di urne contenenti i resti di bambini che erano stati sacrificati a Baal”. E aggiunse: “L’intera zona si è dimostrata un cimitero per neonati. . . . I cananei praticavano il culto dandosi all’immoralità come rito religioso in presenza dei loro dèi; quindi assassinavano i loro primogeniti come sacrificio a quegli stessi dèi. Sembra che in gran parte il paese di Canaan fosse divenuto una specie di Sodoma e Gomorra a livello nazionale. . . . Una civiltà così abominevole, sordida e brutale aveva ancora il diritto di esistere? . . . Gli archeologi che scavano fra le rovine delle città cananee si chiedono perché Dio non li abbia distrutti prima”.
gl 10 par. 5
Israele e i paesi circostanti
Al tempo dell’esodo è probabile che la tribù più potente fosse quella degli amorrei a (De 1:19-21; Gsè 24:15). Avevano conquistato il territorio dei moabiti fino alla Valle dell’Arnon, anche se la zona a est del Giordano rispetto a Gerico era ancora chiamata “pianure desertiche di Moab”. Re amorrei governavano anche su Basan e Galaad (Nu 21:21-23, 33-35; 22:1; 33:46-51).
it “Manasse” n. 4 par. 2
Manasse
Manasse fu punito per non avere prestato ascolto al messaggio di Geova. Infatti il re d’Assiria lo portò prigioniero a Babilonia, una delle città in cui risiedeva. (2Cr 33:10, 11) ‘Manasse di Giuda’ è menzionato in un elenco di 22 “re di Hatti, la spiaggia e le isole” che pagavano un tributo a Esar-Addon re d’Assiria. Il nome di Manasse compare anche in un elenco di re che pagavano un tributo ad Assurbanipal. — Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, pp. 291, 294.
it “Uncino” par. 4
Uncino
A volte i prigionieri venivano condotti mediante uncini conficcati nelle labbra, nel naso o nella lingua. Su un bassorilievo assiro si vede il re che tiene fermi tre prigionieri mediante corde legate a uncini conficcati nelle loro labbra, mentre ne acceca uno con la lancia. Sennacherib re d’Assiria era quindi in grado di capire bene quando Geova gli parlò tramite il profeta Isaia, dicendogli in senso figurato: “Certamente ti metterò il mio uncino al naso e il mio freno fra le labbra, e in realtà ti ricondurrò per la via per la quale sei venuto”. — 2Re 19:20, 21, 28; Isa 37:29.
it “Livella” par. 2
Livella
La livella poteva servire per costruire bene un edificio o per controllarne lo stato di conservazione. Geova predisse che avrebbe applicato all’ostinata Gerusalemme “la corda per misurare che fu applicata a Samaria e anche la livella che fu applicata alla casa di Acab”. Dio aveva misurato Samaria e la casa del re Acab e riscontrato che erano moralmente mancanti o storte, cosa che avrebbe provocato la loro distruzione. In modo simile Dio avrebbe giudicato Gerusalemme e i suoi governanti, denunciando la loro malvagità e provocando la distruzione della città. Ciò in effetti avvenne nel 607 a.E.V. (2Re 21:10-13; 10:11) I numerosi capi di Gerusalemme, malvagi e arroganti, furono avvertiti, per mezzo di Isaia, della loro prossima calamità e della dichiarazione di Geova: “Farò del diritto la corda per misurare e della giustizia la livella”. Le norme del diritto e della vera giustizia avrebbero rivelato chi erano realmente quelli che servivano Dio e quelli che non lo servivano, a loro preservazione o distruzione. — Isa 28:14-19.
CAPITOLO 36
Aiutò il popolo a tornare da Geova
w02 15/12 19 parr. 2-6
Conoscete Safan e la sua famiglia?
La Bibbia ci presenta “Safan figlio di Azalia figlio di Mesullam” quando narra come Giosia ripristinò la vera adorazione verso il 642 a.E.V. (2 Re 22:3) Nei 36 anni che seguirono, fino alla distruzione di Gerusalemme nel 607 a.E.V., ci vengono presentati i suoi quattro figli, Aicam, Elasa, Ghemaria e Iaazania, e i suoi due nipoti, Micaia e Ghedalia (vedi il prospetto). Secondo l’Encyclopaedia Judaica, “la famiglia di Safan aveva il controllo dell’amministrazione [del regno di Giuda] e detenne il posto di scriba reale dal tempo di Giosia fino all’Esilio”. Una rassegna di ciò che la Bibbia dice di Safan e della sua famiglia ci aiuterà a capire quale sostegno diedero al profeta Geremia e alla vera adorazione di Geova.
Safan sostiene la vera adorazione
Nel 642 a.E.V., quando il re Giosia aveva circa 25 anni, troviamo Safan al servizio del re in qualità di segretario e copista. (Geremia 36:10) Cosa comportava questo ruolo? La summenzionata opera di consultazione afferma che uno scriba e segretario reale era uno stretto consigliere del re, incaricato di questioni finanziarie, abile diplomatico ed esperto di affari esteri, legislazione internazionale e accordi commerciali. Perciò, quale segretario del re, Safan era uno degli uomini più influenti del regno.
Dieci anni prima il giovane Giosia aveva cominciato a “ricercare l’Iddio di Davide suo antenato”. Essendo molto più grande di Giosia, Safan era in grado di essere per lui un valido consigliere spirituale nonché di dare un valido sostegno alla prima campagna indetta dal re per ripristinare la vera adorazione. * — 2 Cronache 34:1-8.
Durante i lavori di riparazione del tempio, fu trovato “il medesimo libro della legge” e Safan “lo leggeva davanti al re”. Udendone il contenuto, Giosia rimase scioccato e mandò una delegazione di uomini fidati dalla profetessa Ulda per interrogare Geova riguardo al libro. Il fatto che incluse nella delegazione Safan e suo figlio Aicam dimostra che il re aveva fiducia in loro. — 2 Re 22:8-14; 2 Cronache 34:14-22.
Nelle Scritture questo è l’unico riferimento a ciò che fece Safan stesso. Negli altri passi biblici si accenna a lui solo in quanto padre o nonno di qualcuno. I discendenti di Safan ebbero stretti contatti con il profeta Geremia.
it “Neco” par. 1
Neco
Faraone d’Egitto contemporaneo di Giosia re di Giuda. Secondo lo storico greco Erodoto (II, 158, 159; IV, 42), Neco era figlio di Psammetico I e succedette al padre quale sovrano d’Egitto. Iniziò la costruzione di un canale per collegare il Nilo col Mar Rosso ma non la portò a termine. Invece inviò navi fenicie a circumnavigare l’Africa. Il viaggio fu portato felicemente a termine in tre anni.
w00 15/9 30 parr. 2-3
L’umile Giosia ottiene il favore di Geova
I messaggeri di Giosia vanno a Gerusalemme dalla profetessa Ulda e tornano con le informazioni richieste. Ulda ha trasmesso loro la parola di Geova, indicando che sulla nazione apostata si abbatteranno le calamità descritte nel libro appena ritrovato. Essendosi però umiliato dinanzi a Geova Dio, Giosia non vedrà la calamità. Sarà raccolto presso i suoi antenati e andrà nel suo cimitero in pace. — 2 Re 22:14-20; 2 Cronache 34:22-28.
Si può dire che la profezia di Ulda fosse esatta visto che Giosia morì in battaglia? (2 Re 23:28-30) Sì, perché in paragone con “la calamità” che si abbatté su Giuda egli fu raccolto nel suo cimitero in “pace”. (2 Re 22:20; 2 Cronache 34:28) Giosia morì prima della calamità del 609-607 a.E.V., quando i babilonesi assediarono Gerusalemme e la distrussero.
CAPITOLO 37
“Non si sarebbe contaminato”
dp 18-19 parr. 14-15
Daniele, un libro sotto processo
14 Daniele 1:1 dice: “Nel terzo anno del regno di Ioiachim re di Giuda, Nabucodonosor re di Babilonia venne a Gerusalemme e le poneva l’assedio”. I critici hanno trovato da ridire su questo passo biblico perché non sembra concordare con Geremia, il quale dice che il quarto anno di Ioiachim era il primo anno di Nabucodonosor. (Geremia 25:1; 46:2) Daniele contraddiceva Geremia? Con qualche altra informazione si chiarisce subito la cosa. Quando nel 628 a.E.V. fu fatto re la prima volta dal faraone Neco, Ioiachim diventò semplicemente una pedina di quel sovrano egiziano. Questo avvenne circa tre anni prima che Nabucodonosor succedesse al padre sul trono di Babilonia nel 624 a.E.V. Poco dopo (nel 620 a.E.V.) Nabucodonosor invase Giuda e fece di Ioiachim un re vassallo di Babilonia. (2 Re 23:34; 24:1) Per un ebreo che viveva a Babilonia, il “terzo anno” di Ioiachim sarebbe stato il terzo anno del suo vassallaggio a Babilonia. Daniele scrisse secondo questa ottica. Geremia, invece, scrisse secondo l’ottica degli ebrei che vivevano a Gerusalemme. Perciò si riferì al regno di Ioiachim partendo da quando il faraone Neco lo aveva fatto re.
15 In effetti questa presunta discordanza non fa che confermare che Daniele scrisse il suo libro a Babilonia mentre si trovava fra gli ebrei esiliati. Ma questo argomento contro il libro di Daniele non regge per un altro motivo. Ricordate che lo scrittore di Daniele aveva senz’altro a disposizione il libro di Geremia e vi fece persino riferimento. (Daniele 9:2) Se lo scrittore di Daniele fosse stato un abile falsificatore, come sostengono i critici, avrebbe rischiato contraddicendo una fonte così autorevole come Geremia, e per giunta proprio nel primo versetto del suo libro? No di certo!
it “Tesoro” par. 3
Tesoro
A proposito del tesoro di Babilonia, Daniele 1:2 dice che Nabucodonosor portò i preziosi utensili della casa di Geova nella “casa del tesoro del suo dio”. Un’iscrizione babilonese fa dire a Nabucodonosor a proposito del tempio di Merodac: “Vi accumulai argento e oro e pietre preziose . . . e vi posi la casa del tesoro del mio regno”. (Cfr. Esd 1:8). È possibile che i babilonesi avessero tesorerie secondarie in altre parti dell’impero. (Da 3:2)
it “Magia e stregoneria” parr. 2-6
Magia e stregoneria
Tutte queste nozioni naturalmente contribuirono al formarsi di una scaltra classe di sacerdoti che praticavano la magia, i quali esercitavano grande influenza sulla vita della gente ed estorcevano forti somme di denaro da coloro che tenevano in loro potere con la pretesa di possedere poteri soprannaturali superiori a quelli dei demoni. La gente credeva che questi stregoni avessero il potere di farsi ubbidire dai demoni ma che i demoni non avessero alcun potere su di loro.
Queste pratiche spiritiche, le cosiddette “scienze occulte”, furono elaborate e adottate dagli antichi caldei della Babilonia. Nell’VIII secolo a.E.V. Isaia disse che la Babilonia dei suoi giorni pullulava di stregonerie d’ogni sorta. (Isa 47:12-15) Più di un secolo dopo, ai giorni di Daniele, sacerdoti che praticavano la magia facevano ancora parte della corte di Babilonia. (Da 1:20; 2:2, 10, 27; 4:7; 5:11) L’espressione “sacerdoti che praticavano la magia” rende letteralmente il senso del termine ebraico.
I babilonesi avevano molto timore di individui fisicamente deformi ritenuti maghi e stregoni, nella convinzione che praticassero la magia “nera”. I sacerdoti invece erano considerati esperti in magia “bianca”.
dp 40 par. 25
Provati, ma fedeli a Geova!
25 Dieci giorni a ‘cibi vegetali e acqua’: sarebbero diventati ‘abbattuti’ rispetto agli altri? La parola ebraica resa “cibi vegetali” significa fondamentalmente “semi”. Certe traduzioni bibliche la rendono “legumi”, di cui è data la definizione: “Semi commestibili ricavati dal baccello delle Leguminose, come piselli, fave, fagioli, ceci, lenticchie”. (Dizionario Italiano Sabatini-Coletti) Secondo alcuni studiosi il contesto indica un’alimentazione che include più che solo semi commestibili. Un’opera di consultazione dichiara: “Ciò che Daniele e i suoi compagni richiedevano era la comune dieta vegetale della popolazione in generale anziché quella più ricca e sostanziosa della tavola reale”. Quindi i cibi vegetali potevano includere piatti nutrienti a base di aglio, cipolle, cetrioli, fagioli, lenticchie, meloni, porri e pane di vari cereali. Certo nessuno la considererebbe una dieta da fame. A quanto pare il guardiano si persuase.
CAPITOLO 38
“Spensero la violenza del fuoco”
dp 35 par. 14
Provati, ma fedeli a Geova!
14 Daniele ricevette il nome di Baltassar, che significa “proteggi la vita del re”. Evidentemente era la forma abbreviata di un’invocazione a Bel, o Marduk, il principale dio di Babilonia. Sia che avesse avuto una parte nella scelta di questo nome per Daniele o no, Nabucodonosor fu fiero di riconoscere che era “secondo il nome del [suo] dio”. (Daniele 4:8) Hanania venne chiamato Sadrac, che alcune fonti autorevoli ritengono un nome composto che significherebbe “comando di Aku”. Aku era il nome di un dio sumero. Misael fu chiamato Mesac (forse Mi-sha-aku), a quanto pare un’abile forzatura da “chi è simile a Dio?” a “chi è ciò che Aku è?” Il nome babilonese di Azaria era Abednego, che probabilmente significa “servitore di Nego”. E “Nego” è una variante di “Nebo”, nome di una divinità incluso anche nel nome di diversi sovrani babilonesi.
dp 69 par. 3
La loro fede superò la prova
3 Prendiamo il re Nabucodonosor. Il suo nome stesso significa “O Nebo, proteggi l’erede!” Nebo era il dio babilonese della sapienza e dell’agricoltura. Nabucodonosor era un uomo profondamente religioso. Come si è già detto, edificò e abbellì i templi di numerose divinità babilonesi ed era particolarmente devoto a Marduk, a cui attribuiva il merito delle sue vittorie militari. * Sembra inoltre che Nabucodonosor facesse molto affidamento sulla divinazione per decidere le sue mosse strategiche. — Ezechiele 21:18-23.
dp 73 par. 10
La loro fede superò la prova
10 Nonostante la devozione ai vari dèi patroni, la maggior parte dei convenuti davanti all’immagine di Nabucodonosor non avevano nessuno scrupolo ad adorarla. “Erano tutti abituati ad adorare idoli, e l’adorazione di un dio non vietava loro di rendere omaggio anche a un altro”, spiegò un biblista, che proseguì: “Ciò concordava con l’idea prevalente fra gli idolatri che ci fossero molti dèi . . . e che non fosse sbagliato rendere omaggio al dio di un altro popolo o paese”.
CAPITOLO 39
“Se dovrò morire, morirò”
g02 8/9 7 par. 3–8 par. 2
Dovreste farvi guidare dai numeri?
La Bibbia non menziona in modo specifico la numerologia. Parla però di Aman, un amalechita che complottò lo sterminio degli ebrei che vivevano in Persia nel V secolo a.E.V. Si legge: “Aman fece tirare a sorte (si chiamava ‘pur’) la data dello sterminio, mese e giorno. Risultò il dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, e il giorno tredici”. (Il corsivo è nostro). — Ester 3:7, Parola del Signore.
Anticamente tirare a sorte era un modo legittimo per risolvere questioni controverse. * (Proverbi 18:18) Ma Aman tirò a sorte per praticare la divinazione, qualcosa che la Bibbia condanna. Deuteronomio 18:10-12 dice che Dio non ammette “alcuno che usi la divinazione, né praticante di magia né alcuno che cerchi presagi né stregone, né chi leghi altri con una malia né alcuno che consulti un medium spiritico né chi per mestiere predìca gli avvenimenti . . . Chiunque fa queste cose è detestabile a Geova”.
La Bibbia collega la divinazione e i poteri magici con lo spiritismo. Gli spiriti malvagi possono manovrare gli avvenimenti per assecondare i loro fini. Sia che ciò avvenga in un caso specifico o meno, una cosa è certa: la pratica dello spiritismo è condannata da Dio, e può far cadere sotto il controllo degli spiriti malvagi. — 1 Samuele 15:23; Efesini 6:12.
CAPITOLO 40
Ricostruì le mura
w10 1/7 9 parr. 5-7
Lo sapevate?
In cosa consisteva l’incarico di coppiere del re?
Neemia era il coppiere del re persiano Artaserse. (Neemia 1:11) Nell’antico mondo mediorientale chi aveva l’incarico di coppiere del re non era un umile servo. Era piuttosto un alto funzionario di corte. La letteratura classica e le numerose riproduzioni iconografiche di coppieri giunte fino a noi ci permettono di trarre varie conclusioni in merito al ruolo che Neemia ricopriva alla corte persiana.
Il coppiere assaggiava il vino del re per accertarsi che non fosse avvelenato. Godeva quindi dell’incondizionata fiducia del monarca. Probabilmente il coppiere era anche uno dei funzionari che più godevano del favore del re e aveva un notevole ascendente su di lui. Essendo ogni giorno così vicino al sovrano, forse aveva anche la facoltà di stabilire chi poteva accedere al suo cospetto.
Una simile posizione potrebbe aver contribuito a far sì che la richiesta di Neemia, di tornare a Gerusalemme per ricostruirne le mura, venisse accolta. Neemia sarà stato molto apprezzato dal re.