Fate di tutto per raggiungere i sordi con la buona notizia
1. Quali sforzi coscienziosi compì Paolo nel suo ministero?
1 L’apostolo Paolo si sforzò con diligenza per presentare il suo messaggio in modo attraente ed efficace. Disse: “Faccio tutto per amore della buona notizia, per divenirne partecipe con altri“ (1 Cor. 9:23). Cosa possiamo fare dunque per imitare l’esempio di Paolo quando predichiamo ai sordi e li invitiamo alle nostre adunanze?
2. Quale atteggiamento manifestò Paolo nei confronti degli ebrei e del loro modo di vivere?
2 Adattarci alle diversità: Quando predicava agli ebrei, Paolo teneva conto del loro radicato modo di vivere ed era disposto a adattare il suo approccio al loro modo di pensare affinchè accettassero Gesù come Messia. Scrisse: “Ai giudei divenni come un giudeo, per guadagnare i giudei; a quelli sotto la legge divenni come sotto la legge, benchè io stesso non sia sotto la legge, per guadagnare quelli che sono sotto la legge“ (1 Cor. 9:20).
3. Come fu evidente nel caso di Timoteo e degli ebrei che Paolo era desideroso di fare ogni cosa per amore della buona notizia?
3 Per esempio, quando scelse Timoteo come suo compagno di viaggio, l’apostolo Paolo sapeva che gli ebrei avrebbero potuto inciampare se un giovane incirconciso avesse cercato di aiutarli a riconciliarsi con Dio. Perciò, cosa fece per evitare che questo impedisse agli ebrei sinceri di accettare Gesù? Preso Timoteo, “lo circoncise a causa dei giudei“ (Atti 16:1-3). E ciò fu fatto nonostante la circoncisione non fosse necessaria per i cristiani. Per Timoteo non si trattò di una cosa da poco. Ma questo atteggiamento rispettoso servì a rafforzare i fratelli e molti altri divennero credenti. Cosa possiamo fare per mostrare rispetto per le idee e i sentimenti dei sordi del nostro territorio?
4. Come possiamo mostrare rispetto per le idee e i sentimenti dei sordi?
4 Comunicare in lingua dei segni: Per mostrare il giusto rispetto verso le idee e i sentimenti dei sordi è importante usare la lingua dei segni quando si conversa. Quando ci vedono usare la lingua dei segni nel ministero, spesso i sordi sono attratti e questo ci dà modo di presentare il messaggio del Regno. Usate la lingua dei segni quando vi avvicinate alla porta, nei luoghi pubblici o in altri momenti con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei sordi?
5. Perchè è importante che conversiamo in lingua dei segni prima e dopo le adunanze?
5 A beneficio di coloro che dipendono dalla loro lingua madre per capire appieno le verità spirituali contenute nella Bibbia, vengono aperte congregazioni di lingua straniera. Naturalmente la maggior parte dei sordi non può fare a meno della lingua dei segni per comunicare. Spesso una delle prime cose che i sordi notano quando vengono per la prima volta in una Sala del Regno è se la lingua dei segni è il principale mezzo di comunicazione oppure no. Pertanto, se frequentate le adunanze di una congregazione di lingua dei segni, è importante che nella Sala del Regno vi sforziate di comunicare in lingua dei segni. Segnare prima o dopo le adunanze crea una piacevole atmosfera che permette a tutti i presenti di godere di una compagnia spiritualmente edificante (Rom. 1:12).
6, 7. (a)Come possiamo imitare Paolo quando predichiamo ai sordi? (b)Come si può migliorare in questo campo?
6 Divenire sempre più abili nel predicare: Oggi i testimoni di Geova devono imitare Paolo come egli imitò Cristo (1 Cor. 11:1). L’apostolo era un abile predicatore dallo spirito missionario. Imitando il suo esempio cosa possiamo fare per diventare più abili nel proclamare il Regno e fare i discepoli? (Matt. 28:19, 20).
7 Che la lingua dei segni sia o no la nostra lingua materna, il nostro comune obiettivo dovrebbe essere quello di ’pronunciare una parola facilmente comprensibile’ (1 Cor. 14:8-11). Anche se molti sono tollerranti, usando una mimica mediocre o segni errati potremmo distoglierli dal prestare ascolto al nostro messaggio. Stando attenti ai segni, alle espressioni facciali e alla grammatica ci faremo capire chiaramente. Possiamo accellerare il nostro progresso stando regolarmente in compagnia dei sordi, specie con quelli che sono pazienti e pronti a darci suggerimenti.
8. Perchè è importante essere buoni osservatori nel ministero?
8 Inoltre è molto importante avere spirito di osservazione. Siate sensibili alle opinioni e alle preoccupazioni dei sordi e siate flessibili. Per esempio, potremmo notare certi adesivi o slogan indicanti che il padone di casa ha o si sta facendo un’istruzione universitaria. O magari risulta chiaro che l’interlocutore non è molto istruito. Oppure potremmo accorgerci che certi familiari di adulti sordi sono gelosamente protettivi o addirittura sospettosi se dei visitatori conversano con loro. La nostra capacità di calarci nelle varie situazioni e di adattare di conseguenza la nostra conversazione può influire molto sul grado di successo che avremo nel far conoscere le verità del Regno (Atti 17:22-25).
9. Come si può avviare una conversazione efficace con un sordo?
9 Iniziate la conversazione in modo da mettere il sordo a suo agio facendo un saluto amichevole che sia appropriato nella vostra zona (Matt. 10:12). Di solito i padroni di casa sordi vogliono sapere chi è venuto a trovarli e perchè. Pertanto spiegate dovutamente chi siete. In alcune zone le persone si interessano tanto dei visitatori che desiderano si risponda loro a domande come: Lei chi è? È sordo o udente? Ha familiari sordi? Dove ha imparato la lingua dei segni? Dove abita? È sposato? Per rendere più piacevole l’occasione sarà molto utile che rispondiate a queste domande prima di spiegare lo scopo della vostra visita. Non pensate che questo dialogo sia superfluo, ma sfruttate il tampo per osservare la persona e per stabilire con lei rapporti amichevoli e rispettosi.
10. Mentre facciamo del nostro meglio nel ministero, di cosa possiamo essere certi?
10 Confidare nelle benedizioni di Geova: Che gioia sapere che attualmente in Italia ci sono 25 congregazioni di lingua dei segni che formano 3 circoscrizioni di lingua dei segni! Ci sono anche 31 gruppi di lingua dei segni. Indubbiamente il successo quali proclamatori del Regno dipende principalmete dalla benedizione di Geova (1 Cor. 3:6, 7). Tuttavia dobbiamo anche sforzarci. Siamo quindi esortati ad essere buoni osservatori, come lo era Paolo nel ministero. Usiamo discernimento, siamo riguardosi, mettiamo gli interlocutori a loro agio. Siamo pronti ad adattare la nostra presentazione alle idee e alle preoccupazioni dei sordi del nostro territorio. In pratica ’facciamo tutto per amore della buona notizia, per divenirne partecipi con altri’ (1 Cor. 9:23).